22/02/2026
La tragica morte del bambino di due anni e mezzo, Domenico, deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo essere stato sottoposto a un trapianto di cuore, è una ferita aperta per la nostra comunità. 
Secondo quanto emerso, l’organo donato – proveniente da Bolzano – sarebbe giunto gravemente danneggiato, “bruciato” dal gelo durante il trasporto, con conseguenze che hanno compromesso il successo dell’intervento e le condizioni cliniche del bambino. 
La Procura di Napoli ha iscritto nel registro degli indagati sei medici e operatori sanitari, con ipotesi di reato in corso di aggiornamento dalla prima contestazione di lesioni colpose a quella di omicidio colposo, in relazione alla catena di eventi che ha portato al peggioramento irreversibile di Domenico. 
Come professionista del diritto, è fondamentale richiamare alcuni criteri di valutazione giuridica: distinguere tra tragico esito di un rischio clinico e eventuale responsabilità professionale;
verificare la catena causale tra condotta, violazione delle linee guida e danno;
acquisire e analizzare documentazione clinica, protocolli e relazioni tecniche prima di formulare giudizi definitivi.
Il dolore di una famiglia così devastata non deve alimentare semplificazioni giuridiche. Allo stesso tempo, la verità processuale e la chiarezza sulle responsabilità sono essenziali, proprio per tutelare i diritti dei pazienti e l’effettiva qualità delle cure. In casi così delicati, il compito dell’avvocato è cercare la verità dei fatti, sostenendo l’accertamento tecnico-scientifico e il rispetto delle regole, nel pieno rispetto del dolore umano coinvolto.