18/05/2022
Le Sezioni Unite Penali il 12.05.2022 hanno depositato le proprie motivazioni circa la questione sulla quale erano state chiamate a pronunciarsi, dirimendo il contrasto giurisprudenziale creatosi circa la sussistenza o meno della compatibilità tra il riconoscimento della continuazione tra reati e l’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
Il principio di diritto formulato dalla Corte stabilisce quanto segue: “La pluralità di reati unificati dal vincolo della continuazione non è di per sé ostativa alla configurabilità della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall’art. 131-bis c.p., salve le ipotesi in cui il giudice la ritenga idonea, in concreto, ad integrare una o più delle condizioni tassativamente previste dalla suddetta disposizione per escludere la particolare tenuità dell’offesa o per qualificare il comportamento come abituale.
In presenza di più reati unificati dal vincolo della continuazione, la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto può essere riconosciuta dal giudice all’esito di una valutazione complessiva della fattispecie concreta, che, salve le condizioni ostative previste dall’art. 131-bis c.p., tenga conto di una serie di indicatori rappresentati, in particolare, dalla natura e dalla gravità degli illeciti in continuazione, dalla tipologia dei beni giuridici protetti, dall’entità delle disposizioni di legge violate, dalla finalità e dalle modalità esecutive delle condotte, dalle loro motivazioni e dalle conseguenze che ne sono derivate, dal periodo di tempo e dal contesto in cui le diverse violazioni si collocano, dall’intensità del dolo e dalla rilevanza attribuibile ai comportamenti successivi ai fatti».
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Le Sezioni Unite penali della Cassazione bocciano l'orientamento che riteneva sempre integrata la causa ostativa dell'abitualità