02/02/2026
La Corte di Cassazione ha ritenuto essere configurabile anche il reato di tortura, unitamente a quello di maltrattamenti aggravati, in presenza di talune ipotesi di condotte delittuose ai danni di una anziana "ospite" di una casa alloggio.
"Non vi è dubbio che i comportamenti tenuti dall’indagata nei confronti della persona offesa integrino il reato di tortura, essendo consistite nel profferire gravi minacce (di legarla, portarla fuori e farla stare al freddo, di tenerla legata fino al giorno dopo, di aggredirla fisicamente), nel porre in essere violenza fisica nei suoi confronti, facendole legare le estremità delle maniche della maglia, in modo da impedirle i movimenti, e applicare lo scotch alla vita per impedirle di togliersi i pantaloni.
La medesima conclusione vale, ancor più, per i comportamenti tenuti nei confronti della stessa vittima la quale non solo è stata ripetutamente umiliata con frasi offensive e sguaiate, nonché minacciata in modo grave e veemente dalla indagata dicendole che l’avrebbe ammazzata, le avrebbe spaccato la testa, che l’avrebbe fatta dormire in mezzo alle feci e all’urina, ma è stata altresì fatta oggetto di violenza fisica e psicologica, consistita in schiaffi al viso e sulla bocca, calci, e nel farla cadere a terra e ordinandole di bere la propria urina".
I maltrattamenti proteggono l’integrità psicofisica delle persone in ambito familiare o simile, senza richiedere necessariamente condizioni di minorata difesa o crudeltà. La tortura, invece, tutela la dignità umana, punendo condotte caratterizzate da trattamenti inumani e degradanti