Avvocatura Italiana

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22/08/2026

Purtroppo leggo solo ora la tristissima notizia della scomparsa dell’amico Carlo Arnulfo già Collega nel consiglio distrettuale di disciplina del nostro distretto ed amico personale mio e di mio padre di cui ne tesseva le lodi in ogni occasione
Siamo costernati ed affranti
Che la terra gli sia lieve
Un abbraccio fortissimo ai familiari

29/07/2026

👉🏻🏛️❗Sono aperte le iscrizioni al 2° Congresso Giuridico Forense del Lazio!

📅 17 e 18 settembre 2026
📍 Auditorium della Conciliazione – Roma

" e Giustizia: custodire il diritto, governare il cambiamento" sarà il filo conduttore di due giornate di confronto sui grandi temi che stanno trasformando il mondo della e della .

Registrandoti in anticipo potrai garantirti il Kit Congressuale (borsa, penna, materiali ed altri gadget sino ad esaurimento scorte) e velocizzare le procedure di accredito e di rilevazione delle presenze per il riconoscimento dei crediti formativi.

👉 Iscriviti subito compilando questo modulo online: https://forms.gle/Lwm9TXhYL6rsdcoa9

Ti aspettiamo a Roma, nel cuore della culla del Diritto, per un appuntamento da non perdere.

16/07/2026

🟥🏛️SAVE THE DATE❗❗❗

Nelle giornate del 🗓️ 17 e 18 settembre, l'Avvocatura si ritroverà a Roma per il 2° .

Anche stavolta, sarà 📍l'Auditorium della Conciliazione ad ospitare un evento eccezionale, promosso dagli Ordini forensi della nostra regione e destinato a costituire una straordinaria occasione di confronto che vedrà riuniti , , accademici e autorevoli rappresentanti delle istituzioni, tutti chiamati ad approfondire i temi di maggiore attualità nel settore del e della .

Saranno due giornate di alto profilo, dedicate all'analisi ed alla elaborazione giuridica, con l'obiettivo di promuovere il confronto, la formazione e la condivisione di esperienze tra i professionisti del settore.

Nei prossimi giorni, saranno pubblicati il programma completo dei lavori, i panel tematici e tutte le informazioni utili per la registrazione e la partecipazione a questo straordinario Congresso.

Un appuntamento di grande rilievo per l'intera Avvocatura, destinato a rappresentare un'importante occasione di dialogo, aggiornamento e crescita.

12/07/2026
11/07/2026

La sera dell’11 luglio 1979, l’avvocato Giorgio Ambrosoli veniva assassinato sotto la propria abitazione a Milano.

Era stato nominato commissario liquidatore della Banca Privata Italiana e, attraverso un lavoro rigoroso e paziente, aveva ricostruito il sistema di illegalità che si celava dietro l’impero finanziario di Michele Sindona. Non arretrò di fronte alle pressioni, all’isolamento e alle minacce. Fu ucciso perché aveva scelto di rimanere fedele al proprio incarico, alla legge e alla propria coscienza.

La sua figura acquista un significato particolare proprio in questi giorni, mentre il Parlamento si appresta a completare l’esame della legge delega per la riforma dell’ordinamento forense.

L’articolo 2 del disegno di legge indica, tra i principi sui quali dovrà fondarsi il nuovo ordinamento, la libertà e l’indipendenza dell’avvocato, il suo ruolo fondamentale per il rispetto dello Stato di diritto e per la corretta amministrazione della giustizia, la dignità sociale della professione e la tutela dell’affidamento riposto negli avvocati dalla collettività e dagli assistiti.

Giorgio Ambrosoli fu la testimonianza concreta di questi principi.

La sua indipendenza non fu un’affermazione astratta, ma la capacità di non lasciarsi condizionare dai poteri economici e politici che cercavano di arrestare il suo lavoro.

Il suo contributo allo Stato di diritto non consistette in solenni dichiarazioni, ma nell’ostinata ricostruzione dei fatti, nella fedeltà alle regole e nel rifiuto di piegare la propria competenza professionale alla convenienza.

La dignità della professione si manifestò nel modo in cui egli interpretò l’incarico ricevuto: non come una semplice prestazione tecnica, ma come responsabilità nei confronti delle istituzioni e della collettività. Nella celebre lettera alla moglie definì quell’incarico un’occasione per «fare qualcosa per il Paese».

Ambrosoli ci ricorda così una verità che riguarda tutti gli avvocati.

L’avvocato non è il mero esecutore della volontà di chi gli conferisce un incarico. È un professionista libero e indipendente, chiamato a tutelare gli interessi affidatigli nel rispetto della legge, della deontologia e della propria autonomia di giudizio.

La sua indipendenza non costituisce un privilegio corporativo. È una garanzia per il cittadino, per la giurisdizione e per la stessa democrazia.

Il coraggio professionale, nella maggior parte dei casi, non assume forme eroiche. Si manifesta nelle scelte quotidiane: nel dire la verità al proprio assistito; nel non assecondare pretese illegittime; nel non piegare una valutazione tecnica alle pressioni o alla convenienza; nel difendere i diritti senza divenire strumenti degli interessi più forti.

Giorgio Ambrosoli portò questi doveri sino alle loro conseguenze più estreme. Non cercò il sacrificio. Cercò soltanto di svolgere, con competenza, onestà e indipendenza, il compito che gli era stato affidato.

Come Presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili, credo che la sua memoria debba accompagnare anche la riforma dell’ordinamento forense.

Le leggi possono affermare i principi. Sono però gli avvocati, attraverso il loro comportamento, a renderli vivi e credibili.

Giorgio Ambrosoli lo fece, pagando il prezzo più alto.

10/07/2026

C'è un modo silenzioso di essere eroi: fare il proprio dovere, anche quando nessuno guarda e anche quando ciò costa tutto.
L'Avvocato Giorgio fece così e scelse di farlo.
Da liquidatore di una banca costruita sulla frode, avrebbe potuto accettare il compromesso, il denaro, il quieto vivere.
Non lo fece.
Lavorò da solo, senza scorta e senza supporto, con la sola forza della sua coscienza.
La notte dell'11 luglio 1979, i colpi d’arma da fuoco lo uccisero ma non uccisero il suo esempio.
Probabilmente, l'Avvocato Giorgio Ambrosoli non era un uomo senza paura.
Probabilmente era un uomo che, pur provando la paura, decise comunque di restare eroicamente fedele a sé stesso ed al suo dovere.
L’ lo ricorda nella ricorrenza del suo martirio perché il suo coraggio ci consegna l’esempio di un Avvocato che fece il suo dovere fino alla fine, consegnandoci un lascito di esemplare coraggio e di dedizione al dovere che tutta l’Avvocatura ha l’obbligo di ricordare.

Il Presidente
Alessandro Graziani

Indirizzo

Via Principe Umberto 35
Rome
00185

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 17:00
18:00 - 19:00
Martedì 16:00 - 17:00
18:00 - 19:00
Mercoledì 16:00 - 17:00
18:00 - 19:00
Giovedì 16:00 - 17:00
18:00 - 19:00
Venerdì 16:00 - 17:00
18:00 - 19:00

Telefono

+39064464939

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