19/03/2026
𝐒𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮' 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐢, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐟𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐫𝐞𝐥𝐞𝐠𝐚𝐭𝐢 𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐭𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢.
Non vogliono essere il tempo libero.
Vogliono essere la quotidianità.
E questa, per me, è una delle evoluzioni più significative che sto vedendo negli ultimi anni.
Cambiano i padri e cambia la società intorno a loro.
Quando ho iniziato a fare l’avvocata, il copione era spesso già scritto.
Il padre “chiedeva di vedere i figli”.
La madre “li gestiva”.
Non sempre per cattiva volontà.
Spesso era semplicemente lo schema che tutti conoscevano.
Quello che si dava per scontato.
Oggi, sempre più spesso, questo schema viene messo in discussione.
Non è un cambiamento ideologico, né forzato.
È il riflesso della realtà.
Lo vedo ogni giorno, nel mio lavoro.
Arriva nelle stanze degli studi legali, nelle mediazioni, nei tribunali.
Arriva nelle parole dei padri che non chiedono più:
“quanto tempo posso stare con mio figlio?”
Ma chiedono:
“𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐜𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐦𝐛𝐢, 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨, 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚?”
Ed è un cambiamento talmente dirompente che spesso mi trovo colleghi che faticano persino a giustificare una richiesta di collocamento prevalente presso la madre.
Perché la verità è che l’unica risposta che viene loro in mente è: “si è sempre fatto così”.
Si, in passato era la regola. Ma oggi una motivazione del genere non regge.
Non è più sostenibile.
È un cambio di prospettiva enorme.
Perché non si parla più di concessioni,
ma di responsabilità condivisa.
E questo cambia tutto.
Cambia gli accordi.
Cambia i ruoli.
𝐂𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚.
Non siamo ancora in una società davvero paritaria, sarebbe ingenuo dirlo.
Ma qualcosa si è mosso.
E quando cambia la mentalità, anche il diritto – lentamente – la segue.
Perché non esistono cose “da mamme” e cose “da papà”.
Esistono figli.
E il loro diritto ad avere entrambi i genitori, nella quotidianità.
Non solo nei momenti belli.
Non solo nei weekend.
Ma nella vita vera.
E forse è proprio da qui che passa una delle forme più concrete di parità.
𝐁𝐮𝐨𝐧𝐚 𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐩𝐚'
a chi rivendica
il proprio posto
nella vita dei figli.