25/05/2026
“Dopo l’intervento non riusciva più a muovere normalmente spalla e braccio.”
La paziente si era sottoposta a un intervento di tiroidectomia.
Dopo l’operazione, però, qualcosa era cambiato.
Dolore persistente. Limitazione dei movimenti della spalla. Difficoltà nello svolgimento delle normali attività quotidiane e lavorative.
Gli accertamenti successivi avevano evidenziato una lesione del nervo spinale accessorio.
Nel caso specifico è stata svolta una approfondita valutazione medico-legale specialistica, con acquisizione:
- delle cartelle cliniche
- degli esami neurologici ed elettromiografici
- della consulenza medico-legale di parte
- della documentazione relativa ai postumi permanenti
L’azione giudiziaria è stata quindi promossa davanti al Tribunale civile di Roma nei confronti della struttura sanitaria per la lesione iatrogena verificatasi durante l’intervento chirurgico, con richiesta di CTU medico-legale.
Nel corso del giudizio, anche alla luce delle risultanze medico-legali emerse, la controversia si è definita con un accordo transattivo.
Nella responsabilità sanitaria, però, non basta allegare solo un peggioramento clinico.
Occorre dimostrare:
- l’esistenza di un inadempimento sanitario o di una condotta non conforme alle buone pratiche clinico-assistenziali
- il danno effettivamente subito dal paziente
- il nesso causale tra condotta sanitaria e conseguenze dannose secondo il criterio del “più probabile che non”
Il danno risarcibile può comprendere:
- danno biologico permanente
- invalidità temporanea
- personalizzazione del danno per la compromissione della vita personale e lavorativa
📩 Se vuoi capire come viene valutata un’azione di responsabilità sanitaria o di danno alla persona, scrivimi a [email protected]