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Autovetture aziendali: deducibilità fiscale, IVA e fringe benefit📊 L'auto aziendale è spesso al centro di contestazioni ...
18/05/2026

Autovetture aziendali: deducibilità fiscale, IVA e fringe benefit📊
L'auto aziendale è spesso al centro di contestazioni in sede di accertamento fiscale: un costo apparentemente semplice che nasconde una disciplina articolata, fatta di percentuali differenziate, limiti assoluti e regimi speciali che variano in funzione del soggetto utilizzatore e della modalità di impiego del veicolo.
L'art. 164 del TUIR disciplina la deducibilità dei relativi costi prevedendo percentuali differenziate in funzione della categoria di utilizzo: 20% per la generalità delle imprese e dei professionisti, 80% per gli agenti e rappresentanti di commercio, 70% per i veicoli concessi in uso promiscuo ai lavoratori dipendenti.
Un aspetto di particolare rilievo, chiarito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 11791/2024, riguarda il trattamento ai fini IRAP: per le società di capitali i limiti del TUIR non trovano applicazione, prevalendo il principio di derivazione diretta dal bilancio e il criterio di inerenza civilistica.
Nel nostro articolo trovi una trattazione completa su:
→ Il regime di detraibilità IVA ex art. 19-bis1 D.P.R. 633/1972
→ Il fringe benefit e le Tabelle ACI 2025
→ Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 sui veicoli elettrici e ibridi assegnati ai dipendenti

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Le azioni di responsabilità nel piano di risanamento: cosa deve sapere l’attestatoreNel Codice della Crisi d’Impresa il ...
15/10/2025

Le azioni di responsabilità nel piano di risanamento: cosa deve sapere l’attestatore

Nel Codice della Crisi d’Impresa il ruolo dell’attestatore è decisivo: non solo per la verifica della fattibilità del piano, ma anche per la corretta individuazione delle azioni risarcitorie e recuperatorie esperibili. Indipendenza, trasparenza e analisi critica delle cause della crisi sono elementi chiave per un giudizio attendibile e utile al miglior soddisfacimento dei creditori.
Attenzione sempre a questi elementi:
• requisiti di indipendenza dell’attestatore
• limiti del suo ruolo d’indagine
• valutazioni sulle azioni di responsabilità e impatto sulla convenienza complessiva

Un’informazione chiara e condivisa è il primo passo per un risanamento credibile.

Chiedi una due diligence per la verifica dei presupposti per l'avvio di azioni di responsabilità

Acquisto di immobili all’asta: profili operativi e cauteleA cura di Mario Grandinetti L’asta è un’opportunità solo se go...
14/10/2025

Acquisto di immobili all’asta: profili operativi e cautele
A cura di Mario Grandinetti

L’asta è un’opportunità solo se governata da metodo e verifica documentale preventiva. ⚖️

Percorso essenziale

Avviso & perizia: lettura integrale di perizia e allegati (stato, vincoli, abusi, occupazione). 📄

Offerta & cauzione: modalità (telematica/in presenza), termini, tetto massimo e strategia dei rilanci. 💼

Gara & aggiudicazione: adempimenti successivi e scadenze per il saldo prezzo. ⏱️

Decreto di trasferimento: effetti su ipoteche/pignoramenti; profili fiscali di trasferimento. 🧾

Post-aggiudicazione: liberazione, lavori, tempi di cantierabilità/rogito e impatto sul cash flow. 📊

Principio guida
Valore reale = prezzo d’asta + oneri + tempi. Rischi ricorrenti: difformità edilizie, immobile occupato, costi post-aggiudicazione sottostimati.

COMPENSI AMMINISTRAORE GIUDIZIARIO NEL SEQUESTRO PENALEa cura di Olga Durante e Paolo FlorioL'ordinanza del Tribunale di...
29/08/2025

COMPENSI AMMINISTRAORE GIUDIZIARIO NEL SEQUESTRO PENALE
a cura di Olga Durante e Paolo Florio

L'ordinanza del Tribunale di Roma del 23.04.2024 n. 4471 chiarisce nei sequestri penali tempi di riassunzione, legittimazione passiva in caso di revoca del sequestro e alcuni limiti alla riduzione del compenso.

👩‍⚖️ La decisione è relativa ad un giudizio di opposizione al decreto di liquidazione del compenso di amministratore giudiziario di beni in sequestrati in procedimento penale (non di prevenzione):
🔹 Tempestività della riassunzione
Il ricorso era stato proposto originariamente innanzi alla Corte d’Appello di Roma ex art. 42 d.lgs. 159/2011, ma la Corte d’Appello, riqualificando tale ricorso quale opposizione ai sensi dell’art. 170 d.p.r. 115/2002 aveva disposto la trasmissione degli atti al Presidente del Tribunale che, tardivamente aveva trasmesso il provvedimento alla parte opponente. Secondo il Tribunale il termine di 3 mesi per la riassunzione del giudizio decorre dalla comunicazione (o notificazione) del provvedimento che dichiara l’incompetenza del giudice, non dalla data della sua pubblicazione.
🔹 Legittimazione passiva
Essendo il sequestro stato revocato è parte necessaria solo il Ministero della Giustizia, essendo l’ente esposto al pagamento del compenso (art. 42, co. 3, d.lgs. 159/2011) e non il Ministero dell'Economia, né i soggetti destinatari del provvedimento, che hanno ottenuto la restituzione dei beni.
🔹 Applicazione della normativa
Il compenso va liquidato secondo il D.P.R. 177/2015, vigente al momento della cessazione dell’attività.
🔹 Riduzione del compenso
L’art. 4 D.P.R. 177/2015 consente una riduzione fino al 50%, ma non è ammissibile una doppia decurtazione. Diversamente si scenderebbe sotto i minimi, in violazione delle regole sull’equo compenso.
📊 Schema riassuntivo
⏱ Riassunzione: valida se entro 3 mesi dalla comunicazione
🏛 Ministero passivo: Giustizia, non Economia e Finanze
📑 Normativa: DPR 177/2015
✂️ Riduzione: max 50%, no doppia riduzione

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PROVA DISTRAZIONE NELL'AZIONE DI RESPONSABILITA'a cura di Pierpaolo GalimiLa sentenza n. 6406/2025 del Tribunale di Mila...
26/08/2025

PROVA DISTRAZIONE NELL'AZIONE DI RESPONSABILITA'
a cura di Pierpaolo Galimi
La sentenza n. 6406/2025 del Tribunale di Milano ⚖️ rappresenta un esempio di applicazione dei principi sulla responsabilità dell’amministratore, con particolare attenzione ai profili di mala gestio e distrazione di attivi.
L’azione, di natura contrattuale (art. 2476 c.c. e art. 146 l.fall., oggi art. 255 CCII), implica una precisa ripartizione dell’onere della prova, delineata dalle Sezioni Unite della Cassazione (n. 13533/2001):
🔹 all’attore (società o curatore) spetta allegare le condotte illecite, provare l’esistenza del danno e il nesso causale;
🔹 all’amministratore incombe l’onere di dimostrare la diligenza richiesta e la legittima destinazione delle risorse sociali.
Nel caso di specie, l’amministratore aveva:
· ceduto gratuitamente un credito di € 408.000,00 a una società terza in conflitto di interessi, al solo fine di estinguere un proprio debito personale;
· disposto ulteriori pagamenti privi di causa economica, per € 190.736,84, inclusi bonifici sul proprio conto;
· proseguito l’attività nonostante la perdita integrale del capitale, occultata con bilanci fittizi.
Di fronte a contestazioni puntuali, l’assenza di prova liberatoria ha consolidato la qualificazione delle operazioni come distrattive. Il Tribunale ha quindi accolto integralmente la ricostruzione del curatore, accertando la responsabilità dell’amministratore e quantificando un danno complessivo superiore a € 590.000,00, con condanna entro i limiti della domanda.
📌 La pronuncia riafferma il principio secondo cui l’amministratore deve essere sempre in grado di provare, con rigore documentale, la coerenza di ogni scelta con l’interesse sociale.

INDAGINI BANCARIE SU CONTI CORRENTI DI TERZI E ONERE DELLA PROVAa cura di Antonio Gentile📌 Cassazione n. 5529/2025🔎 Il t...
25/08/2025

INDAGINI BANCARIE SU CONTI CORRENTI DI TERZI E ONERE DELLA PROVA
a cura di Antonio Gentile
📌 Cassazione n. 5529/2025
🔎 Il tema
L’estensione delle indagini bancarie ai conti di terzi apre la seguente questione in tema di onere della prova: chi deve provare l’effettiva disponibilità del conto?
⚖️ Il principio
L’art. 32 DPR 600/73 introduce una presunzione legale a favore dell’Erario.
Tuttavia, quando si tratta di conti intestati a terzi, la Cassazione precisa:
👉 è l’Ufficio a dover dimostrare che il conto sia, di fatto, nella disponibilità del contribuente.
📑 La decisione della Corte
La Cassazione ha cassato la sentenza di merito che aveva applicato automaticamente la presunzione.
Senza prova della disponibilità effettiva, l’onere non può ricadere sul contribuente.
✅ Conclusione
L’ordinanza 5529/2025 ribadisce un principio di garanzia:
👉 l’Amministrazione deve prima provare la disponibilità dei conti di terzi, altrimenti l’accertamento è illegittimo.

CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME E DISCREZIONALITA' AMMINISTRATIVAa cura di Valerio ZicaroConsiglio di Stato, Sez. VII, s...
24/08/2025

CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME E DISCREZIONALITA' AMMINISTRATIVA
a cura di Valerio Zicaro
Consiglio di Stato, Sez. VII, sent. 12 agosto 2025, n. 7035 nel citato provvedimento ha confermato che:
👉 la scelta dell’Amministrazione su quale uso di un bene demaniale marittimo sia più conforme e proficuo per l’interesse pubblico costituisce espressione di una ampia discrezionalità amministrativa. Questa discrezionalità non è illimitata: il sindacato del giudice amministrativo è ammesso solo nei casi di difetto di motivazione, manifesta illogicità o irragionevolezza.
⚖️ In particolare:
il diniego di concessione ex art. 36 cod. nav. è legittimo quando
1) l’amministrazione individui elementi concreti ostativi all’uso richiesto, dopo un’adeguata istruttoria;
2) la concessione è da considerarsi un’eccezione rispetto all’uso generale e collettivo del bene pubblico, e può essere accordata solo se pienamente compatibile con le esigenze pubblicistiche del territorio;
3) l’interesse privato del richiedente non basta: l’istanza può essere accolta solo se non compromette altri interessi pubblici.
🔑 La concessione di un bene demaniale non costituisce un diritto del singolo, ma uno strumento eccezionale, subordinato alla compatibilità con l’interesse pubblico generale, che resta sempre prevalente.
PRINCIPIO DI DIRITTO
In materia di concessioni demaniali marittime, la scelta dell’Amministrazione sull’uso del bene costituisce espressione di un’ampia discrezionalità, sindacabile solo per difetto di motivazione, manifesta illogicità o irragionevolezza.
Il diniego di concessione ex art. 36 cod. nav. è legittimo quando fondato su motivazioni concrete emerse da istruttoria e relative alla prevalenza dell’interesse pubblico sull’uso particolare richiesto.
La concessione di un bene demaniale ha carattere eccezionale e può essere riconosciuta solo se del tutto compatibile con l’uso generale e con l’insieme degli interessi pubblici gravanti sul territorio.
L’interesse privato non è sufficiente a fondare il rilascio della concessione, che richiede sempre un bilanciamento favorevole all’interesse pubblico prevalente.

SCISSIONE CON SCORPORO: OPPORTUNITA' O TRAPPOLA FISCALE?a cura di Paolo Florio🔍 L'introduzione della "scissione mediante...
23/08/2025

SCISSIONE CON SCORPORO: OPPORTUNITA' O TRAPPOLA FISCALE?
a cura di Paolo Florio
🔍 L'introduzione della "scissione mediante scorporo" (art. 2506.1 c.c.) costituisce importante innovazione per le riorganizzazioni aziendali per la maggiore flessibilità rispetto al conferimento. Questo strumento permette a una società (scissa) di assegnare parte del suo patrimonio a un'altra società (beneficiaria), ricevendo in cambio le relative quote anziché distribuirle ai soci.
🕵️‍♂️Tuttavia, è emersa una criticità fondamentale: è possibile effettuare l'operazione a favore di una società beneficiaria preesistente?
📚 Prospettiva Civilistica: Autorevoli interpretazioni, come la Massima n. 209/2023 del Consiglio Notarile di Milano, hanno sostenuto la piena legittimità di tale operazione, promuovendo un'applicazione estensiva e funzionale della norma.
📚 Prospettiva Fiscale: L'Agenzia delle Entrate, con la recente Risposta n. 225/2025, ha adottato una linea di rigoroso formalismo. L'Amministrazione ha chiarito che il regime di neutralità fiscale, previsto dal nuovo art. 173, comma 15-ter del TUIR, si applica esclusivamente alle scissioni con scorporo a favore di beneficiarie di nuova costituzione.
💡 Si è creata pertanto una profonda asimmetria tra la prassi civilistica e la norma tributaria. Un'operazione considerata legittima per il codice civile viene trattata come un evento realizzativo dal Fisco. Trasferire un asset a una controllata preesistente, una delle più comuni esigenze di razionalizzazione nei gruppi, comporta la tassazione immediata del plusvalore latente, vanificando di fatto l'efficacia dello strumento.

SCISSIONE SOCIETARIA E PATTI DI MANLEVAa cura di Pierpaolo Galimi📜 Nelle operazioni straordinarie si tende a ritenere ch...
22/08/2025

SCISSIONE SOCIETARIA E PATTI DI MANLEVA
a cura di Pierpaolo Galimi
📜 Nelle operazioni straordinarie si tende a ritenere che la tutela derivi principalmente da quanto cristallizzato nelle clausole contrattuali. La recente sentenza del Tribunale di Milano del 19.09.2024 (estensore Mambriani) dimostra invece che, accanto al dato letterale, assume rilievo determinante anche la condotta delle parti, sia nella fase pre-contrattuale sia in quella esecutiva.
⚖️Il caso nasce da una scissione parziale asimmetrica all’interno di una holding familiare. Al centro, un immobile di pregio trasferito in una nuova società. Due clausole sembravano offrire ogni tutela:
1) la consegna dell’immobile in condizioni di uso ottimali;
2) una manleva a favore dell’acquirente per eventuali passività collegate alla scissione.
💼 Eppure, dopo il closing, l’acquirente ha contestato che la villa non fosse conforme e ha chiesto di attivare la manleva, ritenendo compromesso il valore della partecipazione.
🏛️ Il Tribunale ha respinto la domanda con una motivazione netta:
La manleva non è un correttivo di prezzo. Serve a coprire passività occulte o sopravvenute, non a rivalutare l’asset.
La clausola “condizioni ottimali” non è eterna. È un presupposto da verificare prima della scissione, non una garanzia perpetua da spendere a distanza di tempo.
La buonafede conta più delle parole. Chi visiona l’immobile, approva e stipula l’operazione non può, subito dopo, contraddirsi e contestare ciò che ha accettato.
🕵️‍♂️ La sentenza conferma il principio secondo cui nell'ambito di operazioni societarie complesse, la precisione redazionale del contratto è un requisito imprescindibile ma non esclusivo. L'interprete è tenuto a conferire un peso decisivo alla condotta delle parti in applicazione del canone di buona fede, valorizzando la coerenza e censurando le posizioni contraddittorie.

VERIFICARE SEMPRE LA CORRETTA PROCEDURA DI NOTIFICA DELLE CARTELLE a cura di Vincenzo CantafioIl frontespizio di una bus...
19/08/2025

VERIFICARE SEMPRE LA CORRETTA PROCEDURA DI NOTIFICA DELLE CARTELLE a cura di Vincenzo Cantafio

Il frontespizio di una busta non è avviso di ricevimento della raccomandata che informa il contribuente del deposito dell’atto in casa comunale.
Costituisce principio ormai consolidato che in tema di notifica di atti tributari, in caso di irreperibilità relativa (o temporanea) del destinatario, la notifica deve ritenersi perfezionata con il compimento di tutte le attività stabilite dall’art. 140 c.p.c. e, quindi, occorre non soltanto depositare copia dell’atto notificando nella casa comunale ed affiggere l’avviso di deposito alla porta dell’abitazione (o dell’azienda o dell’ufficio) del destinatario, ma occorre anche la comunicazione con raccomandata a/r dell’avvenuto deposito nella casa comunale dell’atto da notificare ed il ricevimento della raccomandata informativa ovvero il decorso di dieci giorni dalla spedizione della detta raccomandata.
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Approfondisci la questione della notifica cartella pagamento e come può influenzare la validità delle intimazioni di pagamento.

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