01/12/2021
Buona lettura!
Quando dico «ti amo» che cosa sto dicendo di preciso? E soprattutto chi parla? Il mio desiderio, la mia idealizzazione, la mia dipendenza, la mia follia? E come si trasforma questa parola quando il desiderio si satura, l’idealizzazione delude, la dipendenza si emancipa, la follia si estingue? Non c’ è parola più equivoca di «amore».Si fa presto a dire "amore". Perché amore è una «relazione» non una «fusione».
L’intimità resta l’unico luogo dove gli individui possono esprimere le proprie esigenze più personali, l’unico luogo in cui possono allontanarsi dal regime della razionalità e immergersi in quello dell’irrazionalità. L’unico spazio rimasto per essere davvero se stessi. Ma quando l’intimità è cercata per sé e non per l’altro, la persona non esce dalla sua solitudine, né dalla sua impermeabilità, non si apre all’altro, resta un’identità chiusa.
Umberto Galimberti, Le cose dell'amore (Cari amici, se desiderate continuare a vedere i miei post, selezionate la voce segui questa pagina/mostra per primi)