09/12/2024
Sono innanzi la scuola media Ulderico Sacchetto ad attendere l’uscita di mia nipote Eva, evita Peron🤣🤣🤣come la chiamo io, la figlia di mio fratello È grande adesso come sostiene lei. Zia io ho i professori mica più la maestra , sono grande. Se lo dice lei….
Tanto perché è grande sono giunta 20 minuti prima 🤣🤣🤣ed una scena davanti a me . Una maccchina blu, ne scendono due nonni e una bimba molto piccola, non più di 2/3 anni. Parla e cammina. Due signori giovanili ancora e distinti debbo dire. Lui rimane fuori il cancello con la piccola , la nonna ho capito è entrata a prendere la nipote più grande, Martina, uscita in anticipo.
Questo nonno parlava e baciava la nipote, “dai adesso viene Martina” . La bimba chiamava mamma … il nonno le ha risposto “ mamma qui non c’è, c’è nonna e adesso arriva Martina “. Poi ha incrociato il mio sguardo, e mi ha sorriso. A me sinceramente dietro gli occhiali qualche lacrimuccia è scesa . Poi è uscita la sorella con la nonna, la bambina è corsa incontro alla sorella più grande, quest’ultima ha allargato le braccia e l’ha stretta , poi saltellando è corsa incontro al nonno per salutare ed abbracciare. Quindi sono tutti saliti in auto e andati via .
Questa scena che potrebbe sembrare così ovvia mi ha dato da pensare.
Anzitutto al ruolo dei nonni. Incredibile quanto queste figure, a volte così sminuite, degradate o sottovalutate, abbiano invece un ruolo fondamentale nella vita dei nipoti. Non parlo di un ruolo che possa essere di sostegno economico, organizzativo e relativo alla vita quotidiana, parlo del ruolo fine a se stesso, di Nonni, di un concetto di doppio genitore. Di questo Amore e affetto che solo un nonno o una nonna, per la vita, le esperienze, per quanto racchiudono in se , sono in grado di dare a dei nipoti, e questi ultimi ad avere.
Poi ho visto questa bimba piccola correre incontro alla sorella più grande. Un sei/7 anni passavano. Queste due sorelle che si sono abbracciate… che dire di tale legame?
Mentre le osservavo nella mia mente sono passate le immagini di una vita, il passato, il presente, e…. Ti rendi conto che la vita può metterti tutti gli ostacoli che vuole innanzi, ma in fondo quel legame viscerale lo sentirai sempre, anzi, più passa il tempo più lo percepisci, al di là di tutto.
E poi… esce LEI, mia nipote Eva, quella grande 😰, ti fa quel sorrisetto, si ferma a parlare con un ragazzo 😱( zia se mi piacesse non te lo direi sono cose private 🙄- capisci che tu alla tua veneranda età non hai capito nulla) , poi sale sulla moto e partiamo.
L’universo a volte ti risponde a delle domande con quelle che sembrano coincidenze, a volte rispondendo te ne pone altre.
Oggi queste scene mi hanno colpito maggiormente perché proprio oggi mi chiedevo cosa significa essere genitori.
Non ho figli, non sono sposata, non sono depositaria di verità, eppure….
Seguendo un affidamento, mi sto trovando di fronte a un Lui che, per non pagare l’assegno di mantenimento, ha proposto il collocamento paritetico. Avendoli 15 io e 15 tu ovviamente l’assegno non lo pago😰
Capisco che oggi il costante orientamento giurisprudenziale si sta adeguando, che a volte è giusto magari, ma ha proposto certi turni che mi fanno rabbrividire, non considerando che i bambini sono molto piccoli. Purtroppo non credo in questo caso al rispetto del principio di bigenitorialita , all’interesse del minore. Dietro questo si cela altro, un fattore economico, messo immediatamente in risalto.
I genitori debbono entrambi mantenere un rapporto costante con i figli, sono la prima a sostenere ciò , Ma nel rispetto e tutela dei figli. Dov’è la tutela di un figlio se lo sbattiamo un giorno di qua e uno di la ? Vero che i bambini hanno spirito di adattamento, ma a tutto c’è un limite. Io capisco che quando ci si separa gli uomini in molti casi sono la parte debole e meno tutelata e quindi è giusto che il diritto faccia passi avanti, ma solo io quando assisto un uomo cerco di farlo ragionare e pensare ai figli e non al rancore per il coniuge, a sostenere che i figli non hanno chiesto di essere messi al mondo , ma sono nostre scelte, ed ogni scelta ha delle conseguenze.
Ognuno di noi deve assumersi le proprie responsabilità.
E in questo percorso, qual è il ruolo di noi avvocati? Debbo dire che non riesco ad essere parte terza in questo momento, cosa che debbo fare.
Noi avvocati che molto spesso applichiamo il diritto in una terra che dovrebbe essere scevra dal diritto e portata fuori dalle aule dei tribunali, ma non in quel tentativo di “ gestione della conflittualità “ di cui oramai ci riempiamo la bocca noi avvocati, mediatori, psicologi, e che forse non sappiamo veramente neanche cosa sia, bensì essere capaci di ricordare a noi stessi e a chi viene da noi , che ciò che dovremmo fare non è chi fa goal e porta a casa il risultato migliore, ma sederci a un tavolino, magari con un the e due pasticcini, e con convivialita iniziare anzitutto dal ricordare che quelle due persone un tempo hanno condiviso una vita, una casa, dei figli, una progettualità, e poi ragionare col cuore e con amore . È chiaro che io sono una pazza visionaria, e che la mia è utopia, ma in certe cose purtroppo credo.
E quindi cosa significa essere genitori?
Mi viene in mente il volto di quei nonni, di quell’amore profondo da cui si evince un grande sacrificio anche e chissà , forse se lo chiedessi a loro mi saprebbero rispondere con chiarezza.