Amnesty International - Gruppo 015 Roma

Amnesty International - Gruppo 015 Roma IL GRUPPO 015 si riunisce il mercoledì alle 18.30 in una sala appartenente alla Chiesa di S.

Maria Addolorata in piazza Buenos Aires, ingresso in via Arno 45 (Roma) AMNESTY INTERNATIONAL è un'Organizzazione non governativa indipendente, una comunità globale di difensori dei diritti umani che si riconosce nei principi della solidarietà internazionale. Amnesty svolge campagne internazionali e nazionali su un paese o su un tema. Queste coinvolgono a tutti i livelli il movimento e prevedono l

'utilizzo delle più diverse tecniche per la sensibilizzazione dell'opinione pubblica e la pressione verso i governi violatori: invio di appelli e di azioni urgenti, contatti con le ambasciate, organizzazione di eventi pubblici, attività di lobby presso i governi e le organizzazioni internazionali. L'associazione è stata fondata nel 1961 dall'avvocato inglese Peter Benenson, che lanciò sul quotidiano di Londra The Observer un "Appello per l'amnistia"; nel suo articolo, intitolato "I prigionieri dimenticati", raccontò la vicenda di due studenti portoghesi arrestati per aver brindato alla libertà. Conta attualmente due milioni e ottocentomila soci, sostenitori e donatori in più di 150 paesi. La Sezione Italiana di Amnesty, nata ufficialmente nel 1975, conta oltre 80.000 soci. Nel 1977 Amnesty International ha ricevuto il Premio Nobel per la pace, per aver "contribuito a rafforzare la libertà, la giustizia e conseguentemente anche la pace nel mondo".

19/06/2026

Taty Almeida, icona delle Madri di Plaza de Mayo in Argentina, è morta. Aveva 95 anni.
Lei, protagonista di quella straordinaria esperienza politica femminile che, a partire dalla fine degli anni Settanta, ha cambiato il modo di intendere la politica, la memoria e il rapporto tra privato e pubblico.
Taty Almeida non nasce militante. È una donna della classe media, moglie, madre e insegnante. È la sparizione del figlio Alejandro, durante la dittatura, a farle varcare la soglia che separa la vita privata dall’impegno politico. Soglia che migliaia di donne attraversarono come lei.
La storia delle Madres de Plaza de Mayo occupa un posto particolare nella nostra genealogia. Queste donne hanno fatto un gesto di rivoluzione: hanno preso un’identità relegata all’ambito domestico, quella materna, e l’hanno portata al centro dello spazio pubblico. In una dittatura che pretendeva obbedienza e silenzio, loro hanno sfidato il potere, occupando la piazza simbolica della nazione.
Taty Almeida ha incarnato questa trasformazione.
La sua vicenda dialoga con una delle intuizioni più importanti del pensiero femminista: il personale è politico. La sparizione suo figlio non è una tragedia familiare, riguarda l’intera società. Rendere visibile quel dolore significava denunciare le strutture di potere che lo avevano prodotto.
La sua eredità va oltre la memoria della dittatura.
Taty Almeida lascia un insegnamento attualissimo: le donne possono trasformare ruoli storicamente imposti in strumenti di trasformazione della realtà. Per questo la sua storia non appartiene soltanto all’Argentina. Appartiene a ogni donna che, anche ora, in ogni angolo del mondo, risignifica la sua autorità partendo da ciò che il potere considera irrilevante: l’esperienza quotidiana.
Ci inchiniamo.

18/06/2026

Il Parlamento europeo ha approvato il decreto rimpatri per aumentare sanzioni, sorveglianza e detenzione contro le persone migranti non registrate.

Questa direttiva permetterebbe anche ai governi di trasferire le persone in centri di detenzione fuori dal territorio nazionale dove queste stesse persone non sono mai state, con il rischio concreto che le tasse di cittadine e cittadini europee finiscano per finanziare quelle che sono vere e proprie violazioni dei diritti umani.

Politiche come queste distruggono famiglie, creano separazioni, puniscono e disumanizzano le persone.

Ma non è tutto perduto e in Europa c'è ancora chi dice di no. Ci sono infatti governi che promuovono politiche per restituire dignità e sicurezza senza discriminazioni, come la Spagna che ha annunciato recentemente di avere in programma un progetto per garantire a migliaia di persone il diritto di residenza e di lavoro, per dare a tutte e tutti la possibilità di costruirsi un futuro migliore.

18/06/2026
17/06/2026

Diritti umani - Niger, revocata la cittadinanza a un’oppositrice in esilio - In esilio in Belgio, è accusata di aver diffuso “informazioni atte a disturbare l’ordine pubblico” e di “collusione con una potenza straniera”.

15/06/2026

Partecipa al Summer Lab

15/06/2026

Entire Palestinian communities across Area C of the occupied West Bank are being erased from lands they have lived on for generations by Israel's accelerating policy of ethnic cleansing and annexation.

Sign the petition and call on world leaders to halt Israel's ethnic cleansing of Palestinians in the occupied West Bank now and end its unlawful occupation: https://amn.st/6189B8Fk6c

15/06/2026

🚨The recent images of Dr. Hussam Abu Safyia are shocking evidence of Israel's abuse against Palestinian detainees.

Dr. Abu Safyia has been arbitrarily detained for one and a half years without charges, while being physically abused and denied healthcare.

His recent solitary confinement adds a further layer of concerns over his deteriorating health. Dr. Abu Safyia must be immediately and unconditionally released. Israel must release all Palestinians arbitrarily detained. States must pressure Israel to stop abusing Palestinian prisoners.

14/06/2026

Il 14 giugno 2020 Sarah Hegazi si è tolta la vita mentre era in esilio in Canada. Femminista q***r egiziana, era stata arrestata al Cairo durante un concerto per aver sventolato la bandiera arcobaleno.

Sottoposta a violenza se**uale e torturata durante tre mesi di prigionia, dopo essere stata scarcerata aveva perso il lavoro ed era stata costretta all’esilio.

Nella sua lettera di addio ha scritto: “Ai miei fratelli e sorelle, ho provato a sopravvivere e ho fallito, perdonatemi. Ai miei amici, l’esperienza è stata dura e sono troppo debole per resistere, perdonatemi. Al mondo, sei stato in gran parte crudele ma io perdono”.

12/06/2026

Le prime immagini di Abu Safiya che arrivano dalla detenzione israeliana mostrano chiaramente quello che ripetiamo da mesi: le condizioni di salute del pediatra palestinese, arrestato dalle forze israeliane il 27 dicembre 2024 e detenuto a tempo indefinito, stanno peggiorando ogni giorno di più. L'isolamento al quale è sottoposto da alcuni giorni è un'ulteriore misura punitiva nei suoi confronti. Non c'è più tempo da perdere. Abu Safiya deve essere IMMEDIATAMENTE scarcerato e, insieme a lui, anche tutte le persone palestinesi detenute da Israele senza accuse né processi. Firma: https://bit.ly/4g26gRZ

Indirizzo

Via Arno 45
Rome
00198

Orario di apertura

17:45 - 19:00

Sito Web

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