30/09/2025
𝐅𝐢𝐝𝐞𝐢𝐮𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐛𝐚𝐧𝐜𝐚𝐫𝐢𝐞: 𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐝’𝐀𝐩𝐩𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐑𝐨𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐥𝐚 𝐧𝐮𝐥𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐥𝐚𝐮𝐬𝐨𝐥𝐞 𝐀𝐁𝐈 𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐜𝐚𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞𝐱 𝐚𝐫𝐭. 𝟏𝟗𝟓𝟕 𝐜.𝐜.
La Corte d’Appello di Roma, con la sentenza n. 1608 del 2025, ha riaffermato due principi fondamentali: le fideiussioni che riproducono le clausole ABI sono nulle e la banca decade dal diritto di escutere i garanti se non promuove azione giudiziale nei confronti del debitore principale entro sei mesi dalla scadenza dell’obbligazione, come previsto dall’art. 1957 c.c.
Il caso riguardava due fideiussori che si erano opposti a un decreto ingiuntivo. La banca non aveva rispettato il termine di sei mesi e la fideiussione conteneva clausole “a prima richiesta”, già censurate dalla Banca d’Italia e dalla Cassazione. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello hanno dato pienamente ragione ai garanti.
Non sono sufficienti solleciti o diffide: è necessario un vero e proprio giudizio contro il debitore principale. Le clausole ABI, inoltre, sono radicalmente nulle e non vincolano il fideiussore, che resta tutelato dalla disciplina generale del Codice civile.
Si tratta di un precedente significativo che rafforza le difese di imprese, professionisti e consumatori, consentendo di opporsi a pretese indebite, paralizzare azioni esecutive non fondate e riequilibrare rapporti contrattuali troppo spesso sbilanciati a favore degli istituti di credito.