10/06/2026
➡️Dal 7 giugno 2026 il tuo stipendio non è più un segreto solo tuo.
Con il d.lgs. n. 96/2026, che recepisce la Direttiva (UE) 2023/970, il tema della trasparenza retributiva entra finalmente al centro del sistema lavoro.
Non si tratta di un semplice adempimento normativo.
È un cambio di paradigma.
Lo abbiamo sottolineato più volte nei nostri precedenti contributi: senza corretto inquadramento non può esistere vero riconoscimento del merito.
Oggi, quel principio trova un primo, concreto riscontro.
La trasparenza:
* mette in discussione prassi opache;
* rende verificabile la coerenza tra ruolo, responsabilità e retribuzione;
* espone le distorsioni che per troppo tempo sono rimaste sommerse.
E il punto è proprio questo:
il merito non può essere opaco.
Se le differenze retributive non sono giustificabili sulla base dell’inquadramento e delle competenze, diventano ingiustificabili punto. E quindi contestabili.
Il legislatore – finalmente – sembra aver colto un passaggio essenziale:
non basta dichiarare il valore del lavoro, bisogna renderlo misurabile e confrontabile.
Per imprese e professionisti si apre una fase nuova:
* analisi interna delle classificazioni;
* revisione delle policy retributive;
* riallineamento tra ruoli, contratti e prassi operative.
Ignorare questo passaggio non è più un’opzione.
👉 La trasparenza non crea il merito. Lo rende visibile.
👉 E tutto ciò che diventa visibile, diventa anche valutabile.
Noi continueremo a dirlo con chiarezza:
il corretto inquadramento non è solo compliance. È strategia.
Compliance StudioLegale
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