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🔴 DIRETTIVO NAZIONALE DEL MOVIMENTO FORENSE "GIUSTIZIA A DUE (O PIÙ) VELOCITÀ: DIFENDERE IL TERRITORIO, COSTRUIRE IL FUT...
29/05/2026

🔴 DIRETTIVO NAZIONALE DEL MOVIMENTO FORENSE "GIUSTIZIA A DUE (O PIÙ) VELOCITÀ: DIFENDERE IL TERRITORIO, COSTRUIRE IL FUTURO."

🗓️ Locri, 5-6 giugno 2026

➡️ IL PROGRAMMA COMPLETO

🔴 GIUSTIZIA A DUE (O PIÙ) VELOCITÀ: DIFENDERE IL TERRITORIO, COSTRUIRE IL FUTURO. ➡️ IL 5 E 6 GIUGNO, A LOCRI, IL DIRETT...
28/05/2026

🔴 GIUSTIZIA A DUE (O PIÙ) VELOCITÀ: DIFENDERE IL TERRITORIO, COSTRUIRE IL FUTURO.

➡️ IL 5 E 6 GIUGNO, A LOCRI, IL DIRETTIVO NAZIONALE DEL MOVIMENTO FORENSE SULLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA E IL FUTURO DEI PICCOLI FORI.

Una giustizia che cambia velocità a seconda del territorio rischia di perdere la propria funzione costituzionale di garanzia.
È su questa consapevolezza che si impone oggi una riflessione seria e non più rinviabile sul tema della geografia giudiziaria e sul futuro dei presidi di legalità diffusi nel Paese, con particolare attenzione ai piccoli fori, la cui sopravvivenza non può e non deve dipendere dai dati numerici bensì deve essere valutata in ragione della funzione costituzionale che essi assolvono, del contesto territoriale in cui operano e dell’esigenza di garantire un accesso effettivo, prossimo e uniforme alla giustizia a tutti i cittadini.
I dati ufficiali relativi alle piante organiche evidenziano come una parte significativa degli uffici giudiziari italiani, distribuiti in maniera trasversale tra Nord, Centro, Sud e Isole, si collochi al di sotto delle soglie individuate e ciò non per inefficienze strutturali, bensì per carenze croniche di organico e risorse. In tale contesto, la progressiva marginalizzazione dei tribunali periferici determina un duplice effetto distorsivo: da un lato, l’allontanamento della tutela giurisdizionale dal territorio e dai cittadini; dall’altro, il sovraccarico degli uffici accorpanti, con inevitabili ricadute in termini di efficienza e durata dei processi, concretizzando, così, il rischio di realizzare una giustizia a due (o più) velocità, nella quale l’accesso effettivo alla tutela dei diritti diventa diseguale e, soprattutto, condizionato dalla collocazione geografica.
È quindi necessario ribaltare l’approccio: non ridurre, ma rafforzare.
I piccoli fori non rappresentano un’anomalia del sistema bensì un elemento essenziale di prossimità, presidio di legalità e controllo del territorio, pertanto, la loro valorizzazione richiede interventi strutturali, investimenti mirati e una visione che tenga conto delle specificità territoriali, superando logiche esclusivamente quantitative.
Riteniamo, quindi, che la geografia giudiziaria debba essere ripensata in chiave funzionale e non meramente aritmetica, valorizzando il ruolo degli uffici giudiziari come strumenti di coesione e di garanzia dei diritti, soprattutto nelle aree più esposte a fragilità economiche e sociali.

Questi e altri i temi che affronteremo nel corso del prossimo Direttivo Nazionale del Movimento Forense, che si terrà a Locri il 5 e 6 giugno prossimi, dal titolo “Giustizia a due (o più) velocità: difendere il territorio, costruire il futuro”.

26/05/2026

COMUNICATO STAMPA

Rottamazione quinquies e contributi previdenziali: prosegue il confronto istituzionale sull’estensione agli enti previdenziali privatizzati.

Prosegue il percorso istituzionale volto a ottenere l’inclusione dei debiti contributivi maturati nei confronti degli enti previdenziali privatizzati nell’ambito della cosiddetta “rottamazione quinquies”, tema sul quale il Movimento Forense si è speso con continuità negli ultimi mesi attraverso interventi, proposte e attività di sensibilizzazione politica e istituzionale.
Nelle scorse ore, infatti, presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati, è stata presentata un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’Economia e delle Finanze dai deputati De Palma e Gatta, finalizzata a sollecitare un intervento normativo che consenta di estendere i meccanismi di definizione agevolata anche ai debiti contributivi relativi agli enti previdenziali privatizzati e alla gestione separata INPS.
L’iniziativa parlamentare si muove nella direzione più volte auspicata dal Movimento Forense: superare l’attuale disparità di trattamento esistente tra contribuenti e categorie professionali differenti, garantendo uniformità nell’accesso agli strumenti di regolarizzazione dei carichi affidati alla riscossione.
Nella risposta fornita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze è stato evidenziato che l’eventuale estensione della misura dovrà essere valutata tenendo conto della compatibilità con i saldi di finanza pubblica, nonché attraverso una specifica previsione normativa che definisca tempi e modalità operative coerenti con le esigenze organizzative dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Si tratta, tuttavia, di un passaggio di particolare rilievo politico e istituzionale, poiché conferma che la questione è oggi all’attenzione del Parlamento e del Governo e che il tema dell’inclusione dei debiti previdenziali delle casse professionali nel sistema della definizione agevolata resta pienamente aperto.
Il Movimento Forense continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della vicenda, proseguendo nell’attività di interlocuzione istituzionale affinché venga finalmente riconosciuta anche ai professionisti iscritti agli enti previdenziali privatizzati la possibilità di accedere a strumenti di regolarizzazione equi, sostenibili e coerenti con il principio di parità di trattamento.

Avv. Elisa Demma
Presidente Movimento Forense

🌹 "Avanti" era il motto preferito da Giovanni Falcone. Per chi con me era uno studente quel giorno rappresenta un moment...
23/05/2026

🌹 "Avanti" era il motto preferito da Giovanni Falcone. Per chi con me era uno studente quel giorno rappresenta un momento indimenticabile ed indimenticato. Quello squarcio profondo nell'asfalto è rimasto dentro ciascuno di noi siciliani, profondo come lo sconforto provato in quelle ore. Da quel momento certamente qualcosa è cambiato, ma molto c'è ancora da fare. Avanti. Continuare a parlare di legalità è il modo migliore di fare commemorazione.

Avv. Elisa Demma
Presidente Movimento Forense

23/05/2026

COMUNICATO STAMPA

ESAME DI ABILITAZIONE E ACCESSO ALL'ALBO DEI CASSAZIONISTI: IL MOVIMENTO FORENSE SOLLECITA IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA.

A pochi mesi dalle prossime sessioni dell’esame di abilitazione alla professione forense, permane una situazione di forte incertezza che coinvolge migliaia di praticanti avvocati e l’intera avvocatura italiana. Dopo gli impegni più volte assunti dal Ministero della Giustizia negli ultimi anni, appare oggi indispensabile un intervento normativo chiaro e tempestivo, capace di garantire regole sostenibili, certe e coerenti con le esigenze della professione e con il percorso formativo dei giovani praticanti.
In questo contesto, Movimento Forense sollecita il Ministero della Giustizia a mantenere gli impegni più volte assunti nei confronti dell’avvocatura, attraverso l’adozione di un decreto-legge che disciplini le modalità di svolgimento dell’esame di abilitazione alla professione forense, evitando che i praticanti debbano affrontare un momento decisivo del proprio percorso professionale secondo le modalità previste dalla legge 247/2012.
Al tempo stesso, questa potrebbe rappresentare l’occasione per rivedere la scelta di non approvare gli emendamenti al “decreto milleproroghe” e prorogare ulteriormente la possibilità di accesso all’albo dei Cassazionisti, in continuità con quanto disposto negli ultimi anni. Una soluzione che consoliderebbe una prassi ormai stabile e sulla quale molti giovani avvocati hanno fondato le proprie aspettative professionali.
La tutela dell’accesso alla professione forense non rappresenta soltanto una questione organizzativa, ma costituisce un tema centrale per il futuro dell’avvocatura e per la credibilità delle istituzioni nei confronti delle nuove generazioni di professionisti. Occorre evitare scelte improvvise e disallineate rispetto agli affidamenti maturati nel tempo, restituendo certezza normativa, stabilità e concrete prospettive professionali a migliaia di giovani avvocati.

Avv. Elisa Demma
Presidente Movimento Forense

Ringraziamo il giornalista Fulvio Fulvi di Avvenire per aver intervistato il nostro Vice Presidente Avv Alessandro Gargi...
22/05/2026

Ringraziamo il giornalista Fulvio Fulvi di Avvenire per aver intervistato il nostro Vice Presidente Avv Alessandro Gargiulo in questa inchiesta di denuncia sulle difficoltà di accesso alle cure all'interno delle carceri italiane.

"In carcere curarsi è impossibile curarsi"

Pochi medici e attese lunghissime: in carcere anche curarsi è impossibile

Sette carcerati su dieci, secondo Antigone, sono malati cronici, ma i dottori disponibili sono un terzo di quelli che servirebbero. Alcuni detenuti fanno da “badanti” agli altri.
«I detenuti che hanno bisogno di effettuare visite specialistiche e accertamenti diagnostici particolari come, ad esempio, una Tac, in strutture del Servizio Sanitario Nazionale, trovano quasi sempre ostacoli pratici e burocratici – spiega Alessandro Gargiulo, vice-presidente del Movimento Forense – perché la trafila è, come per tutti i cittadini, lunga, e le prenotazioni presso i Cup devono tenere conto delle “normali” liste d’attesa, che possono arrivare anche a sei-otto mesi. E accade spesso che il giorno stabilito per l’esame non siano disponibili agenti di polizia penitenziaria del nucleo traduzioni, perché sono in numero insufficiente e impegnati a scortare i reclusi ai processi. Così, il detenuto, non potendo essere accompagnato all’ospedale, viene riportato in cella: dovrà procedere a una nuova prenotazione e attendere chissà quanto tempo prima di fare l’esame, avere una diagnosi completa e, se possibile, potersi curare».
Per leggere l'articolo completo:

Sette carcerati su dieci, secondo Antigone, sono malati cronici, ma i dottori disponibili sono un terzo di quelli che servirebbero. Alcuni detenuti fanno da “badanti” agli altri

21/05/2026

📰 Da informazioni assunte a mezzo stampa, poi confermate da un comunicato del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Perugia e della Camera Penale locale, abbiamo appreso che molti colleghi perugini (e non solo) sono stati ripetute volte intercettati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia mentre erano intenti a colloquiare con i loro clienti nelle salette a tanto dedicate ed allocate nel Casa Circondariale di Perugia ‘Capanne’.

La vicenda, a prescindere dall’utilizzo che se ne dovesse fare delle singole captazioni, è di per se incresciosa, tenuto altresì conto del fatto che alcune di esse sembrerebbero essere state effettuate anche in assenza della – comunque illecita ed illegittima – autorizzazione del Giudice competente.
Siamo quindi di fronte ad una lampante deriva antidemocratica che vede calpestati i più basilari principi posti alla base dello Stato di Diritto senza alcun ritegno ed è proprio per questo che il Movimento Forense chiede un immediato intervento delle Istituzioni, nessuna esclusa.

Riteniamo che il Presidente della Repubblica, il Ministro della Giustizia, il CSM, il CNF e l’OCF debbano intervenire immediatamente, schierandosi al fianco dei colleghi illecitamente intercettati, facendo sentire loro la dovuta vicinanza – proprio come facciamo Noi del Movimento Forense – e denunciando con fermezza e convinzione la gravità di una situazione che è divenuta insostenibile e che va ben oltre i confini della meravigliosa città di Perugia.

Avv. Elisa Demma
Presidente Movimento Forense

15/05/2026

ESAME DI ABILITAZIONE FORENSE: L'INCERTEZZA PENALIZZA IL FUTURO DELLA PROFESSIONE. DIFENDIAMO I NOSTRI FUTURI COLLEGHI

L’approssimarsi della sessione dell’esame di Stato per l’abilitazione alla professione forense continua ad essere accompagnato da un clima di incertezza che, giorno dopo giorno, sta gravando in maniera sempre più pesante su migliaia di praticanti avvocati. A pochi mesi dalle prove, infatti, non sono ancora state chiarite in modo definitivo le concrete modalità di svolgimento dell’esame, lasciando i candidati in una condizione di disorientamento che rende ancora più difficile affrontare un percorso già di per sé complesso e impegnativo.

Chi si prepara all’abilitazione sta investendo tempo, energie personali e sacrifici economici in uno dei momenti più delicati della propria formazione professionale, ma continua a farlo senza poter contare su regole certe e su un quadro organizzativo chiaro. Non si tratta soltanto di un problema tecnico o burocratico: l’assenza di indicazioni precise incide inevitabilmente sulla qualità della preparazione, alimenta tensioni e insicurezze e finisce per compromettere la serenità con cui dovrebbe essere affrontato un passaggio decisivo per il futuro di tanti giovani professionisti e, pertanto, come Avvocati riteniamo di avere il dovere morale e professionale di intervenire a tutela di coloro che rappresentano il futuro dell’Avvocatura. Non possiamo restare indifferenti di fronte ad una situazione che sta generando grandi incertezze tra i giovani colleghi che, nonostante l’impegno quotidiano, ancora oggi non sanno con esattezza quali prove saranno chiamati ad affrontare e secondo quali modalità.

L’esame di abilitazione, già per sua natura, costituisce una prova particolarmente rigorosa e selettiva, pertanto riteniamo che a tale difficoltà non possa affatto aggiungersi anche il peso di un’incertezza che rischia di trasformare la preparazione in un percorso privo di riferimenti certi. Chi si appresta ad entrare nella professione forense ha diritto ad affrontare l’esame conoscendo tempestivamente le regole che ne disciplinano lo svolgimento, perché la trasparenza e la chiarezza rappresentano condizioni essenziali di serietà e correttezza.

Per queste ragioni, chiediamo con forza un intervento immediato del Ministero della Giustizia affinché vengano finalmente rese note, senza ulteriori ritardi, le modalità di svolgimento delle prove, al finedi porre fine a questa situazione di stallo e restituire ai praticanti quella certezza che oggi manca e che costituisce il presupposto minimo per affrontare con consapevolezza e serenità un passaggio fondamentale della vita professionale.

Avv. Elisa Demma
Presidente Movimento Forense

Indirizzo

Via Boezio, 45
Rome
00193

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