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22/05/2026

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Precetto e opposizione: quando il credito diventa esecuzione (e quando il debitore può fermarla).Ricevere un atto di pre...
19/02/2026

Precetto e opposizione: quando il credito diventa esecuzione (e quando il debitore può fermarla).

Ricevere un atto di precetto non significa essere già pignorati, ma è il segnale che il creditore è pronto a farlo.
Da quel momento il debitore ha pochi giorni e uno strumento preciso per difendersi: l’opposizione.

Capire come funziona può fare la differenza tra bloccare un’esecuzione illegittima e subire un pignoramento evitabile.



Cos’è davvero il precetto

Il precetto è una diffida formale di pagamento: il creditore, forte di una sentenza, di un decreto ingiuntivo o di altro titolo esecutivo, intima al debitore di pagare entro 10 giorni.

Se il pagamento non arriva, può partire il pignoramento:
• dello stipendio
• del conto corrente
• dell’auto
• della casa

Non è quindi ancora esecuzione, ma è l’ultimo avviso prima che lo diventi.



Quando si può fare opposizione

L’opposizione non serve a “prendere tempo”, ma a bloccare un’azione esecutiva che non dovrebbe partire.

Si può fare quando:
• il debito è già stato pagato
• il credito è prescritto
• il titolo esecutivo è nullo o inesistente
• l’importo richiesto è sbagliato
• il creditore non è legittimato

In questi casi il giudice può fermare tutto prima del pignoramento.



Quando invece l’opposizione non serve

Presentare un’opposizione senza motivi reali è un errore frequente.

Se il debito:
• esiste
• è documentato
• è esigibile

l’opposizione viene rigettata e il debitore rischia:
• il pignoramento comunque
• le spese legali
• una condanna per lite temeraria.

Non è uno strumento per guadagnare tempo, ma per far valere diritti veri.



Cosa succede dopo l’opposizione

Il giudice valuta subito se ci sono motivi seri.

Se li trova può:
• sospendere l’efficacia del precetto
• bloccare l’esecuzione

Se non li trova, il creditore può andare avanti e pignorare.

Per questo è fondamentale che l’opposizione sia documentata e precisa, non generica.



Il punto di equilibrio: difesa del debitore e diritto del creditore

La legge cerca un equilibrio:
• il debitore deve poter fermare un’esecuzione ingiusta
• il creditore deve poter recuperare ciò che gli spetta senza ostacoli strumentali

Quando l’opposizione è fondata è una garanzia di giustizia.
Quando è solo dilatoria diventa un abuso.



In concreto: cosa fare se arriva un precetto

Le regole pratiche sono semplici:
1. Non ignorarlo
2. Verificare subito il titolo e gli importi
3. Controllare se il debito è prescritto o già pagato
4. Rivolgersi immediatamente a un avvocato

I tempi sono brevi e ogni giorno perso può avvicinare il pignoramento.



Conclusione

Il precetto è un momento decisivo: segna il passaggio dalla carta al pignoramento.
L’opposizione è uno strumento potente, ma solo se usato con motivi reali e prove concrete.

Difendersi è possibile, ma farlo nel modo giusto e nei tempi giusti è ciò che determina il risultato.

La nuova Legge sulla Concorrenza 2025: profili giuridici e ricadute operativeCon la Legge 18 dicembre 2025 n. 190, il le...
23/12/2025

La nuova Legge sulla Concorrenza 2025: profili giuridici e ricadute operative

Con la Legge 18 dicembre 2025 n. 190, il legislatore ha approvato la nuova Legge annuale per il mercato e la concorrenza, destinata a incidere in modo significativo sull’assetto dei mercati e sull’organizzazione dei servizi pubblici e privati.

La normativa si inserisce nel solco delle riforme strutturali connesse al PNRR e persegue l’obiettivo di rafforzare i principi di libertà di iniziativa economica, parità di trattamento tra operatori e tutela della concorrenza effettiva.

Uno dei cardini della riforma è rappresentato dal rafforzamento dei controlli sugli affidamenti in house dei servizi pubblici locali, con l’introduzione di criteri più stringenti in tema di motivazione, convenienza economica e verifica degli standard qualitativi.

La legge impone alle amministrazioni aggiudicatrici un onere motivazionale rafforzato, volto a dimostrare la non praticabilità del ricorso al mercato, limitando in tal modo il rischio di affidamenti diretti elusivi delle regole concorrenziali.

Particolare attenzione è riservata al settore delle infrastrutture per la mobilità elettrica, per il quale vengono introdotte regole di apertura del mercato finalizzate ad evitare posizioni dominanti territoriali e a favorire l’ingresso di nuovi operatori.

Sul piano della tutela dei consumatori, la legge rafforza i poteri di vigilanza e intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ampliando l’apparato sanzionatorio contro pratiche restrittive e scorrette.

Rilevanti appaiono anche le modifiche in materia di società tra professionisti, che mirano a rendere più flessibili gli assetti organizzativi, favorendo l’aggregazione e la competitività degli studi professionali.

Nel complesso, la nuova disciplina rafforza l’idea di una concorrenza come strumento di efficienza e di garanzia per l’utenza, non più concepita come mero vincolo, ma come leva di sviluppo economico.

Le imprese sono pertanto chiamate a rivedere modelli operativi e strategie di mercato, mentre le pubbliche amministrazioni dovranno adeguare procedure e regolamenti interni ai nuovi parametri normativi.

La corretta attuazione della legge costituirà il vero banco di prova della riforma, dalla quale dipenderà la capacità del sistema economico di garantire trasparenza, qualità dei servizi e reale apertura dei mercati.

Decreto Milleproroghe 2026: profili giuridici e impatto applicativoCon deliberazione dell’11 dicembre 2025, il Consiglio...
14/12/2025

Decreto Milleproroghe 2026: profili giuridici e impatto applicativo

Con deliberazione dell’11 dicembre 2025, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi, noto come Decreto Milleproroghe 2026.

Il provvedimento, secondo una prassi ormai consolidata, interviene a fine anno per prorogare scadenze legislative, rinviare adempimenti e mantenere in vigore regimi transitori destinati a cessare in assenza di intervento normativo.

Sotto il profilo costituzionale, il decreto si fonda sull’art. 77 Cost., che consente il ricorso alla decretazione d’urgenza in presenza di casi straordinari di necessità e urgenza. L’utilizzo reiterato di tale strumento impone, tuttavia, una riflessione sulla compatibilità della prassi con i principi di legalità e certezza del diritto.

La Corte costituzionale ha più volte richiamato il legislatore alla necessità di un effettivo nesso tra le misure adottate e le esigenze contingenti che ne giustificano l’urgenza, al fine di evitare un uso improprio della decretazione d’urgenza.

Sul piano applicativo, il Milleproroghe consente di prevenire vuoti normativi e garantire continuità a settori economici e amministrativi, ma al contempo determina un prolungamento dell’incertezza regolatoria.

Il Decreto Milleproroghe 2026 si inserisce, dunque, in un contesto normativo caratterizzato da proroghe successive, che rinviano interventi strutturali necessari per la stabilità del sistema.

In tale quadro, risulta essenziale per operatori, imprese e professionisti monitorare attentamente l’evoluzione normativa e valutarne l’impatto concreto sulle attività in corso.

Sicurezza stradale, perché servono nuove regole. La riforma del Codice della Strada è ormai indispensabile. Ogni anno, c...
11/12/2025

Sicurezza stradale, perché servono nuove regole.

La riforma del Codice della Strada è ormai indispensabile. Ogni anno, come avvocato che segue incidenti e responsabilità civile, vedo quanto le attuali norme non bastino più a garantire sicurezza e prevenzione.

Alcol e droghe: pene più severe per salvare vite

Gli articoli 186 e 187 C.d.S. oggi non sono sufficienti.
La sospensione immediata della patente e l’introduzione dell’alcol-lock non sono misure punitive: sono strumenti che evitano che una guida alterata diventi una tragedia.

Telefono alla guida: la distrazione che nessuno ammette

L’uso dello smartphone è una delle prime cause di incidenti.
Sospendere la patente già alla prima violazione sarebbe una misura coerente con la gravità del rischio che si crea in pochi secondi di distrazione.

Autovelox: regole più chiare per evitare contenziosi

Oggi i ricorsi contro gli autovelox intasano Tribunali e Giudici di Pace.
Serve una disciplina uniforme: segnaletica chiara, dispositivi omologati, tarature certificate. Solo così il cittadino potrà fidarsi dello strumento e la sanzione sarà davvero legittima.

Patente a punti: più premi per i virtuosi

Un sistema che premi chi guida bene — con punti bonus — e penalizzi più severamente le infrazioni più pericolose è coerente con il principio di responsabilità che regge tutto il Codice della Strada.

Norme e controlli non bastano: serve educazione

Le nuove regole funzionano solo se accompagnate da controlli più frequenti e da progetti di educazione stradale nelle scuole.
Il diritto interviene dopo: la prevenzione deve iniziare prima.

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