23/12/2025
La nuova Legge sulla Concorrenza 2025: profili giuridici e ricadute operative
Con la Legge 18 dicembre 2025 n. 190, il legislatore ha approvato la nuova Legge annuale per il mercato e la concorrenza, destinata a incidere in modo significativo sull’assetto dei mercati e sull’organizzazione dei servizi pubblici e privati.
La normativa si inserisce nel solco delle riforme strutturali connesse al PNRR e persegue l’obiettivo di rafforzare i principi di libertà di iniziativa economica, parità di trattamento tra operatori e tutela della concorrenza effettiva.
Uno dei cardini della riforma è rappresentato dal rafforzamento dei controlli sugli affidamenti in house dei servizi pubblici locali, con l’introduzione di criteri più stringenti in tema di motivazione, convenienza economica e verifica degli standard qualitativi.
La legge impone alle amministrazioni aggiudicatrici un onere motivazionale rafforzato, volto a dimostrare la non praticabilità del ricorso al mercato, limitando in tal modo il rischio di affidamenti diretti elusivi delle regole concorrenziali.
Particolare attenzione è riservata al settore delle infrastrutture per la mobilità elettrica, per il quale vengono introdotte regole di apertura del mercato finalizzate ad evitare posizioni dominanti territoriali e a favorire l’ingresso di nuovi operatori.
Sul piano della tutela dei consumatori, la legge rafforza i poteri di vigilanza e intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ampliando l’apparato sanzionatorio contro pratiche restrittive e scorrette.
Rilevanti appaiono anche le modifiche in materia di società tra professionisti, che mirano a rendere più flessibili gli assetti organizzativi, favorendo l’aggregazione e la competitività degli studi professionali.
Nel complesso, la nuova disciplina rafforza l’idea di una concorrenza come strumento di efficienza e di garanzia per l’utenza, non più concepita come mero vincolo, ma come leva di sviluppo economico.
Le imprese sono pertanto chiamate a rivedere modelli operativi e strategie di mercato, mentre le pubbliche amministrazioni dovranno adeguare procedure e regolamenti interni ai nuovi parametri normativi.
La corretta attuazione della legge costituirà il vero banco di prova della riforma, dalla quale dipenderà la capacità del sistema economico di garantire trasparenza, qualità dei servizi e reale apertura dei mercati.