10/08/2025
Il 7 agosto il Consiglio Comunale di Sannicola (Lecce) avrebbe dovuto deliberare in merito alla petizione popolare di Sannicola Futura per l'intestazione di 4 vie cittadine a Maria Antonia Musica, Lucia De Lazzaro, Bianca Stajano, Tommasa Palombo, che nei primi anni 70 del Novecento operarono come levatrici (mammane).
Come sia andata, lo si può leggere nel post di Simona Mosco, appassionata e tenace presidente di Metoxe '.
Noi di rising continueremo a sostenere il progetto.
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Consiglio Comunale – 7 Agosto 2025
💔 Bocciata la nostra proposta: i nomi delle ostetriche restano fuori dalle strade di Sannicola
Avevamo chiesto un atto di giustizia, un gesto concreto di memoria e parità: intitolare quattro strade a quattro ostetriche che hanno fatto nascere intere generazioni a Sannicola.
👩⚕️ Maria Antonia Musca
👩⚕️ Lucia De Lazzaro
👩⚕️ Bianca Stajano
👩⚕️ Tommasa Palumbo
Donne vere, con storie, volti e un legame profondo con la nostra comunità.
🔴 𝗢𝗴𝗴𝗶, 𝗶𝗻 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗯𝗼𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗮.
𝗜𝗹 𝗦𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼 𝗵𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗼 – 𝗲 𝗼𝘁𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗼 – 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝗶𝗿𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗲𝗺𝗲𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗶𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗚𝗶𝘂𝗻𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗶𝗴𝘂𝗿𝗲 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗹𝗶 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗱𝗮 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝘂𝗮𝗿𝗲, 𝘀𝘂 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝗴𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗺𝗲𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶.
Un gesto che cancella quei nomi, che li sostituisce con l’anonimato e l’incertezza.
Una scelta che svuota tutto del suo significato: la memoria, il riconoscimento, la giustizia.
❗𝗔𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗲: 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗮 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝘃𝗼𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼.
𝗦𝗼𝗹𝗼 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼. 𝗡𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗮, 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼.
𝗨𝗻 𝗺𝘂𝗿𝗼.
❗ E quel silenzio è diventato ancora più assordante quando è arrivato dalle donne della maggioranza — le assessore Mariangela Marra, Marta Aloisi e Katia De Matteis — che hanno scelto di non esporsi, di non dire nulla, di non difendere altre donne.
Un silenzio che pesa.
Un silenzio che parla.
🔻 La Consigliera Anna Bidetti si è assentata proprio durante la discussione della proposta, pur essendo presente per tutti gli altri punti all’ordine del giorno.
Un’assenza che lascia l’amaro in bocca.
Noi crediamo che la parità non si proclama: si pratica.
E oggi, ancora una volta, è stata tradita.
Ma non ci fermiamo.
Continueremo a batterci per dare voce a chi la merita.
Perché le donne non siano più dimenticate.
Perché la memoria trovi spazio anche sulle targhe delle nostre strade, e non solo nei ricordi di chi resta.
Questo è solo l’inizio.