05/03/2024
Sono sconvolto!
Apprendere la notizia della scomparsa prematura di Riccardo Polidoro è davvero tremendo.
Devo tanto a Riccardo, per quanto ho avuto modo di apprendere sul carcere, per quanto mi ha insegnato in questi splendidi 5 anni di condivisione.
Lo avevo conosciuto a Palermo, all’inaugurazione dell’anno giudiziario dei penalisti italiani.
Lui, autorevole responsabile dell’Osservatorio carcere, io semplice referente territoriale carcere della Camera Penale di Reggio Calabria.
Devo dire che tra di noi, da subito, si è creata una certa empatia, perché Riccardo è stato il garbo e la gentilezza, la disponibilità, la generosità e anche la fermezza, sui temi a lui più cari, fattasi “uomo”.
Quando nel gennaio 2019, in maniera per me inattesa e per nulla prevista, la giunta UCPI presieduta da Gian Domenico Caiazza mi volle responsabile, al fianco di Riccardo, dell’Osservatorio carcere, lo chiamai al telefono preannunciandogli che mi sentivo onorato di essere stato scelto per fare il «praticantato» presso di lui, presso l’Osservatorio carcere.
Con il solito garbo mi rispose che avremmo fatto bene assieme. E così, almeno credo, è stato.
Cinque anni assieme e poi riconfermati, di recente, alla guida dell’Osservatorio dal nuovo presidente, Francesco Petrelli.
Riccardo non era un esperto di carcere, nel senso accademico del termine. Troppo riduttivo immaginarlo così.
Era la più autentica espressione dell’avvocatura penalistica che decide, oltre lo studio professionale, di dedicare le sue conoscenze, il suo impegno, la sua passione al servizio della società, seppur attraverso un segmento peculiare – oggi un buco nero – della democrazia italiana: il carcere.
Era rigoroso, appassionato, poco istintivo e molto pragmatico rispetto agli obiettivi dell’azione e della iniziativa.
Impegno, passione, dedizione perché il carcere possa un giorno diventare, finalmente, un luogo di vera rieducazione, di vera redenzione, di vera conversione.
In poche parole, un carcere migliore, un carcere rispettoso della dignità umana è sempre possibile (sua la creazione della onlus “Il carcere possibile”; sua la sollecitazione al congresso UCPI 2006 della creazione di un Osservatorio carcere).
Fino a sabato sera ci eravamo confrontati, come sempre, sulle iniziative da svolgere, su quelle già in cantiere, su quelle da immaginare e realizzare.
Fino a sabato sera, quando ci eravamo dati appuntamento, sperando in una ripresa, per il 20 marzo prossimo, in occasione della manifestazione in piazza Santi Apostoli, perché sul carcere non c’è più tempo, da perdere.
Poi una tremenda notizia, stamattina, datami dal presidente Petrelli.
Non sarà facile procedere in tutte le iniziative senza sapere di avere al fianco – anzi, in testa – una figura così rassicurante come Riccardo.
Non sarà facile, ma lo dovremo fare…nel suo nome, nel suo ricordo, nel suo indimenticabile insegnamento, portando avanti le iniziative del suo Osservatorio carcere
Ciao, Riccardo
Ps
La foto è la prima assieme dopo la nomina alla guida condivisa dell’Osservatorio, a Padova nel 2019, colta, significativamente, da Giorgio Varano.
Un percorso per me di grande crescita e di grande formazione, soprattutto umana.