Studio Legale Avv. Roberto Pasquali

Studio Legale Avv. Roberto Pasquali Diritto civile. Diritto penale. Via dei Gracchi n.91 - Roma
Patrocinante in Cassazione.

02/04/2026

E’ legittima l'acquisizione in giudizio degli screenshot dei messaggi WhatsApp prodotti dalla persona offesa in un procedimento per atti persecutori (STALKING).

In assenza di elementi che mettano in dubbio l'attendibilità della persona offesa, e se non emergono elementi di manipolazione, gli screenshot dei messaggi possono essere legittimamente utilizzati come prova.

La Suprema Corte ha inoltre chiarito che non è necessario un provvedimento di sequestro della corrispondenza quando la conversazione venga messa a disposizione da uno dei partecipanti.
Chi prende parte allo scambio, infatti, può legittimamente produrre in giudizio il contenuto della comunicazione, facendo venir meno la tutela della riservatezza nei confronti dell'altro interlocutore.
(Cass. sent n. 6024/2026)

Inoltre è bene ricordare che gli atti persecutori commessi con la messaggistica WhatsApp, configurano il reato di stalking aggravato.
Si applica infatti, in questo caso, l’art. 612 bis 2° comma C.p., che stabilisce un aumento di pena qualora il reato stesso sia commesso “con l'uso di mezzi informatici o telematici”.
(Cass. 28.01. 2019, n. 3989).

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11/03/2026

Il clima di sopraffazione generato dall’abuso di alcol integra il reato di maltrattamenti in famiglia di cui all’art. 572 c.p., anche in presenza di pochi episodi eclatanti.

L’esistenza del reato in questione non dipende infatti dal numero matematico di percosse, ma dalla creazione di un regime di vita vessatorio.

L’abitualità può essere desunta non solo dagli episodi “eclatanti” (quelli che richiedono cure mediche), ma anche dal clima costante di svalutazione, minaccia e offesa che caratterizza la quotidianità; e sotto tale aspetto l’abuso abituale di alcol dell’imputato, correlato a sistematiche condotte ingiuriose e violente, integra pienamente il dolo generico richiesto, cioè la consapevolezza di persistere in un’attività vessatoria idonea a annichilire la personalità della vittima.

(Corte di Cassazione – Sezione Terza Penale – Sentenza n. 8652/2026).

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03/02/2026

Il team dello studio al lavoro.
Con la Dott.ssa Linda Panaro e la Dott.ssa Martina Piersigilli.

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24/01/2026

E’ reato costringere un cane, o un altro animale, all’interno di una gabbia di piccole dimensioni, tenendolo in pessime condizioni igieniche tanto da riportare infezioni e lesioni.

Costituiscono infatti maltrattamenti, idonei a integrare il reato, non solo le sevizie, le torture o le crudeltà caratterizzate da dolo, ma anche quei comportamenti colposi di abbandono e incuria che offendono la sensibilità psico-fisica degli animali quali autonomi essere viventi, capaci di reagire agli stimoli del dolore come alle attenzioni amorevoli dell'uomo

La natura di esseri senzienti degli animali rende punibile ogni condotta colposa che leda la loro sensibilità fisica o psichica.

(Cass. sez. III Penale, n. 16042/2018; Cass. Pen., Sez. III, 29 agosto 2024, n. 33276)

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17/01/2026

Il genitore che non versa l’assegno di mantenimento dei figli commette reato e non può sottrarsi alla propria responsabilità per aver fatto mancare i mezzi di sussistenza, affermando che doveva estinguere altri debiti (prestiti ricevuti da terzi).

L’art. 570-bis cod. pen., secondo la Suprema Corte, esclude la rilevanza penale del pagamento di debiti dell’imputato di rango giuridico inferiore all’obbligo di concorrere al mantenimento dei propri figli.

La presenza di un conflitto di doveri può, a determinate condizioni, influire sulla capacità di adempiere del soggetto obbligato, come nel caso in cui, a seguito dello scioglimento del matrimonio il soggetto abbia costituito una nuova famiglia e le sue risorse economiche siano sufficienti a soddisfare solo uno degli obblighi gravanti sullo stesso.

Perché il conflitto di doveri possa assumere rilievo, è, quindi, necessario che gli stessi abbiano uno stesso rango giuridico.

(Cass., sentenza n. 534/2025)

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05/01/2026

La mancanza del dato tecnico dell'etilometro non impedisce l'accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza, quando il quadro complessivo mostra una perdita di lucidità del conducente e comportamenti tipici dell'ebbrezza.

Pertanto lo stato di ebbrezza può essere accertato anche senza etilometro, bastando segnali evidenti che dimostrino l'alterazione psicofisica del conducente, come alito vinoso, sbandamento, perdita di equilibrio e condotte autolesioniste.

(Cass. Sez. IV penale, sentenza n. 38177/2025)

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02/01/2026

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La separazione dei coniugi non cancella automaticamente la funzione di casa familiare, quando la casa è stata concessa i...
03/07/2025

La separazione dei coniugi non cancella automaticamente la funzione di casa familiare, quando la casa è stata concessa in comodato dai suoceri e se continua a rispondere alle esigenze dei figli minori.

In altre parole l'assegnazione dell'immobile da parte del Tribunale al genitore collocatario dei figli non si considera incompatibile con il comodato originariamente concesso, proprio perché l'interesse superiore dei minori prevale sulle esigenze del comodante.

Il comodante può opporsi alla permanenza del genitore separato nell'immobile solo in presenza di un serio e urgente bisogno personale.
In assenza di motivi gravi che rendano necessario il rientro in possesso della casa, l'assegnazione a favore del genitore presso cui i figli convivono resta valida e opponibile.
(Cass. sentenza n. 17095 del 2025).

In materia di separazione dei coniugi, il richiedente l'assegno di mantenimento, ha l'onere di dimostrare di essersi imp...
08/05/2025

In materia di separazione dei coniugi, il richiedente l'assegno di mantenimento, ha l'onere di dimostrare di essersi impegnato per cercare un'occupazione retribuita coerentemente alle proprie attitudini professionali e che tale ricerca è risultata vana.

Ciò in quanto, il riconoscimento dell'assegno a causa della mancanza di adeguati redditi propri, previsto dall'art. 156 c.c., è certamente espressione del dovere solidaristico di assistenza materiale, ma non può estendersi fino a comprendere ciò che, secondo il canone dell'ordinaria diligenza, l'istante sia in grado di procurarsi da solo.

(Corte di Cassazione Sezione 1 Civile, ord. 10 febbraio 2025 n. 3354)

10/03/2025

Violenza economica in famiglia.

Integra il delitto di maltrattamenti contro familiari o conviventi la condotta di chi impedisce alla persona offesa di essere economicamente indipendente, nel caso in cui i comportamenti vessatori siano suscettibili di provocare in quest’ultima un vero e proprio stato di prostrazione psico-fisica e le scelte economiche ed organizzative assunte in seno alla famiglia, in quanto non pienamente condivise, ma unilateralmente imposte, costituiscano il risultato di comprovati atti di violenza o di prevaricazione psicologica.

Pertanto le condotte volte a osteggiare la moglie nella ricerca di una attività lavorativa, imporle un ruolo casalingo sulla base di una unilaterale e discriminatoria ripartizione dei ruoli, costringendola così ad abbandonare le proprie ambizioni professionali, impongono un sistema di potere asimmetrico all’interno del nucleo familiare integrando il delitto di maltrattamenti di cui all’art. 572 c.p.

(Corte di Cassazione – Sez. VI , sentenza n. 1268 del 13 gennaio 2025)

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21/02/2025

Per configurare il reato di stalking ex art. 612 bis Cod. Pen. è sufficiente aver generato ansia e timore per la propria incolumità nella vittima.

Non è necessario che le condotte persecutorie sfocino in minacce o aggressioni fisiche dirette, ma è sufficiente che tali atti siano tali da incutere nella vittima uno stato di ansia e timore per la propria incolumità personale.

Questo significa che la soggettiva percezione di pericolo da parte della vittima, se giustificata dalle circostanze, è un elemento centrale per la configurazione del reato.

Se dunque le azioni del colpevole (ad es. appostamenti nei pressi dell'abitazione della vittima, telefonate continue, messaggi minacciosi ecc.) sono idonee a provocare uno stato di grave disagio psicologico o a costringere la vittima a modificare le proprie abitudini di vita, ricorre il delitto di stalking.
(Cass. sent. n. 2478/2025).

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23/01/2025

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