Mauri & Partners

Mauri & Partners Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Mauri & Partners, Avvocato e studio legale, Via Archimede 205, Rome.

Lo Studio legale Mauri & Partners da diverse generazioni presta assistenza e consulenza legale giudiziale e stragiudiziale nella materia del diritto civile, penale e amministrativo, avvalendosi di professionisti esperti in diversi settori. La capacità lavorativa e organizzativa dei professionisti che collaborano con lo Studio ha permesso di creare un network professionale che consente di gestire o

perazioni complesse, assicurando un lavoro accurato e un valido rapporto fiduciario tra il singolo professionista e il cliente.

exibart 🖼️Volume n. 121
16/10/2023

exibart 🖼️
Volume n. 121

exibart 🎨Volume 115/2022Volume 119/2023Volume especial ARCOmadrid n°1
13/03/2023

exibart 🎨
Volume 115/2022
Volume 119/2023
Volume especial ARCOmadrid n°1

02/01/2023

Nuovo anno, nuovi obiettivi ma con la stessa attenzione, competenza e professionalità.

Buon anno nuovo dallo Studio Legale Mauri & Partners

25/12/2022

Lo Studio Legale Mauri & Partners vi augura un Buon Natale🎄

Arte ed epoca NFT: un visionario cambiamento o un pericolo per il mondo dell’arte “fisica”?La Crypto art sta avendo molt...
14/10/2022

Arte ed epoca NFT: un visionario cambiamento o un pericolo per il mondo dell’arte “fisica”?
La Crypto art sta avendo molto successo sia in termini di visibilità sia per quanto riguarda lo scarso “tracciamento” derivante dal pagamento in criptovalute, tramite la tecnologia blockchain.
L’arte NFT o Crypto art è un’opera d’arte digitale munita di un codice identificativo che permette di certificare la proprietà digitale. Una volta generata l’opera NFT, il token (un insieme di informazioni digitali contenute nella blockchain) viene messo in commercio tramite un marketplace che definisce i diritti degli artisti (sempre con la tecnologia blockchain).
L’opera dovrà essere: immutabile, avere data certa, non modificabile, trasparente e soprattutto validata dal meccanismo della decentralizzazione.
Lo scambio di NFT avviene attraverso lo strumento dello smart contract che trasferisce la “proprietà dell’opera”.
Questo trasferimento non implica il trasferimento dei diritti d’autore poiché soltanto l’artista può trasferire anche i diritti di sfruttamento economico dell’opera e allo stesso tempo certificare la paternità dell’opera.
Ad oggi non si può dare una risposta certa in termini giuridici in merito al quesito: “può l’NFT essere identificato come opera d’arte?”
Con la cessione della proprietà nell’NFT l’opera viene connessa alla propria identità digitale, ma non viene ceduto il diritto di copyright a essa correlato.
Per quanto riguarda la creazione dell’opera, solo il titolare può generare l’NFT, per ciò che concerne invece l’acquisto, l’acquirente non ha diritto di sfruttamento sull’opera fisica, ma ha a disposizione i metadati associati all’opera “digitale”.
L’opera digitale potrà essere visibile da chiunque ed è questa forse la stessa motivazione dell’hype di questo nuovo fenomeno: tra collezionismo e ricerca dell’unicità.
La caratteristica principale della blockchain è la decentralizzazione (assenza di un intermediario che validi gli accordi), ma è sempre consigliabile avvalersi di un professionista (un avvocato esperto in NFT) che possa definire termini e condizioni, considerando anche la novità e le possibili lacune del diritto in merito.
Di certo non possiamo ignorare che stiamo assistendo a un cambiamento determinante che influisce sia sul mondo dell’arte sia su quello legale, determinando allo stesso tempo l’incrementarsi di un fenomeno estremo, senza dubbio discutibile, che consiste nel bruciare opere fisiche per essere convertite in NFT.
Recentemente, per esempio, Martin Mobarak ha bruciato durante un evento privato presso la sua abitazione a Miami, il disegno Fantasmones siniestros (1944) di Frida Kahlo, del valore di 10 milioni di dollari, per convertirlo in un’opera digitale NFT.

Possiamo davvero definire questa pratica, intrapresa anche da artisti del calibro di Damien Hirst come una nuova forma di arte performativa oppure un inutile e feroce sacrificio dell’arte fisica, così come la conosciamo, sull’altare dell’ormai autarchico digitale?

Sono in aumento casi di soggetti truffati da una nuova truffa ben organizzata: viene recapitata una carta Bancoposta – d...
11/10/2022

Sono in aumento casi di soggetti truffati da una nuova truffa ben organizzata: viene recapitata una carta Bancoposta – da sostituire con quella che si possiede in scadenza - con le relative credenziali di attivazione e indicazione del numero verde.
Non appena si procede all’attivazione però i conti vengono svuotati e sono ancora in corso le indagini per risalire ai colpevoli, che si suppone siano una banda del basso Lazio.
Le carte che vengono recapitate sono palesemente false e non attivabili in quanto risultano senza numero identificativo in rilievo.
Stiamo assistendo pertanto a una nuova frontiera del “Phishing” che elude i controlli informatici e potrebbe vedere recapitate queste carte a qualsiasi abitazione, motivo per cui è necessario sensibilizzare e mettere a conoscenza del fenomeno.
Serve ancora più attenzione da parte degli uffici postali in considerazione del caso della prima parte lesa della truffa – una donna di 40 anni di Monte Compatri, che ha contribuito alla visibilità del caso - .
Infatti, la vittima dopo aver ricevuto la nuova carta si era recata presso l’ufficio postale poiché aveva difficoltà ad attivare la carta – che si è rivelata falsa – e l’operatore, senza comprendere che si trattasse di un falso aveva provato a completare l’operazione, che non è andata a buon fine, invitando successivamente la donna a contattare il numero verde che era scritto nella lettera – che come è emerso era falso - .
Oggi questa truffa sta facendo il giro dei giornali e dei social network e proprio per evitare altre vittime è necessaria una corretta informazione sia per gli utenti che per gli impiegati, che come abbiamo constatato pur lavorando nell’ambito possono cadere in queste trappole ben costruite.

Di seguito postiamo l’immagine del modulo che potrebbe arrivare (da dove si può notare subito il bancoposta in bianco):

Con sentenza del 25 maggio 2022 il giudice del lavoro di Napoli ha confermato la legittimità di un licenziamento per giu...
28/09/2022

Con sentenza del 25 maggio 2022 il giudice del lavoro di Napoli ha confermato la legittimità di un licenziamento per giusta causa nei confronti di un dipendente che ha cercato di eludere i controlli datoriali sul possesso del Green Pass, cercando di accedere al luogo di lavoro esibendo la certificazione di un’altra persona.
Secondo il giudice del lavoro, la condotta posta in essere integrava la giusta causa di licenziamento, costituendo un’evidente e grave violazione dei doveri contrattuali di cui agli
artt. 22104 e 2105 cod. civ, violazione per la quale è venuto meno il rapporto fiduciario tra il
datore di lavoro e il lavoratore.
Nella fattispecie, il comportamento attuato dal lavoratore avrebbe esposto i colleghi ad un eventuale contagio e la società datrice a una responsabilità civile e penale non indifferente nel
caso in cui vi fosse stato un controllo. La presenza di un comportamento di gravità tale da impedire la prosecuzione del rapporto, per la lesione irrimediabile del vincolo fiduciario e dell'affidamento datoriale sulla correttezza comportamentale del proprio dipendente, rende legittima la sanzione espulsiva irrogata, ai sensi del comma 4 dell' art. 18 della Legge 300/70, ovvero all'assenza di proporzionalità della sanzione rispetto alla condotta.
Per ciò che concerne i fatti nello specifico, il lavoratore si era difeso sostenendo di avere
contezza che in assenza di vaccinazione i tamponi avevano validità di 48 ore (ha ammesso che il tampone da lui effettuato era scaduto) e di avere esibito per errore il QR code relativo
al green pass del cognato di cui possedeva l'immagine nel cellulare e di essersi confuso nel
mostrare al vigilante il green pass errato.

Il giudice partenopeo si è pertanto appellato al Decreto-legge del 21 settembre 2021, n.
127 recante "Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e
privato mediante l'estensione dell'ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening sottolineando la previsione inserita dall'art. 3 di tale normativa, in base alla quale dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di
cessazione dello stato di emergenza, al fine di prevenire la diffusione del Covid 19, a chiunque svolgesse una attività lavorativa nel settore privato era fatto obbligo, ai fini dell'accesso ai luoghi in cui la predetta attività è svolta, di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde COVID-19 di cui all'articolo 9, comma 2.

La circostanza secondo cui il ricorrente non ha mostrato al vigilante il QR code del suo
tampone ed ha invece mostrato al sorvegliante il green pass di terze persone supporta la
convinzione della sua consapevolezza che solo con un green pass valido sarebbe potuto entrare in azienda, rendendo così intenzionale la sua condotta. Tesi dimostrata dal fatto che nel momento in cui il vigilante ha contestato il green pass appartenente a un terzo, il ricorrente si sarebbe allontanato senza fornire alcuna spiegazione, colta in flagranza la sua volontà fraudolenta.

Il giudice del lavoro del Tribunale di Napoli, dunque, ha dichiarato il fatto sussistente nella sua componente oggettiva e soggettiva, ritenendo valida la giusta causa di licenziamento, in
conseguenza della censurata condotta del dipendente in riferimento alla normativa di merito ed alle ricorrenze circostanziali che caratterizzano la vicenda de qua.

Il Bonus psicologo è una misura volta a sostenere le persone in condizione di fragilità psicologica a causa dell’emergen...
22/09/2022

Il Bonus psicologo è una misura volta a sostenere le persone in condizione di fragilità psicologica a causa dell’emergenza pandemica e della conseguente crisi socio-economica, che abbiano necessità di beneficiare di un percorso psicoterapeutico.
Le richieste di accesso in pochi giorni hanno superato le 130.000 unità a riprova che serve una struttura accessibile a tutti, in considerazione dell’incidenza dei disturbi emotivi post Covid che purtroppo nella popolazione sono aumentati.
In Italia, infatti, i Dipartimenti di salute mentale non hanno una programmazione particolare per il trattamento dei “Disturbi emotivi comuni” e non hanno mai incrementato trattamenti dei disturbi meno gravi, forse sottovalutando i disagi che
possono arrecare in quanto oltre ad essere i più diffusi post pandemia, possono essere invalidanti, considerando che ad oggi coinvolgono circa il 20% della popolazione.
Il nostro sistema sanitario pubblico non ha mai erogato consulenze psicologiche
accessibili a tutti, forse perché ad oggi la malattia mentale non viene comparata alle malattie fisiche, in quanto ritenuta “risolvibile” o di meno conto, a causa di taboo e scarsa comunicazione secondo cui per alcuni chi si avvale di consulenze psicologiche “è malato” o si pensa che i problemi di cui parla siano “solo nella sua mente”.
Gli effetti della pandemia però sembrano aver attirato l’attenzione sul disagio psicologico derivante dalla solitudine e dell’inevitabile e continua riflessione su se stessi derivante dalla condizione di isolamento, motivo per cui finalmente le coscienze si sono smosse.
Questo bonus infatti può essere l’inizio di una nuova cultura sulla salute mentale, che
potrà promuovere finalmente interventi efficaci per la prevenzione, nella speranza un
giorno di poter beneficiare di trattamenti psicologici per tutti i disturbi emotivi psicologici in Italia, a disposizione di chiunque ne senta il bisogno senza categorizzare le malattie in malattie di serie A o serie B.
Di seguito la procedura per richiedere il Bonus:
La domanda può essere presentata dai cittadini richiedenti che al momento della presentazione risultino in possesso dei seguenti requisiti:
 essere residente in Italia;
 disporre di un valore dell’Indicatore della situazione economica equivalente
(ISEE), in corso di validità non superiore a 50mila euro.
La domanda per il “Contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia” deve essere presentata all’INPS dal 25 luglio al 24 ottobre 2022 esclusivamente in via telematica.

La procedura per la presentazione della domanda per il “Contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia” è disponibile accedendo al servizio
“Contributo sessioni psicoterapia” raggiungibile a partire dalla home page del sito web dell’Istituto Inps.
Per accedere alla procedura è necessario disporre delle credenziali SPID almeno di II
livello, CIE o CNS.
Al termine del periodo stabilito per la presentazione delle domande, verranno redatte
le graduatorie regionali/provinciali finali per l’assegnazione del bonus.

Qual è il furto d'arte che ritenete più clamoroso tra quelli selezionati?
16/09/2022

Qual è il furto d'arte che ritenete più clamoroso tra quelli selezionati?

Il furto di opere d’arte rappresenta il reato presupposto della ricettazione, considerando che chi esegue il furto di un bene culturale ha l’obiettivo di trarne profitto spesso nell’ambito del mercato illegale.
Nel corso della storia abbiamo contezza di numerosi e misteriosi furti - alcuni ad oggi ancora irrisolti - avvenuti all’interno dei musei, in edifici di culto e istituti di cultura.
Ripercorriamo insieme una selezione dei furti che riteniamo più clamorosi:

- L’urlo di Edvard Munch
L’urlo di Munch, del quale esistono più versioni, è una delle opere più famose dell’arte contemporanea.
Nel febbraio 1994 fu rubata una delle prime versioni semplicemente tagliando il filo che collegava il dipinto alla parete. Fu ritrovato un biglietto con scritto «grazie mille per la poca sicurezza», simbolo di
un misterioso furto in stile Lupin. Il dipinto a seguito di false segnalazioni fu ritrovato due mesi dopo in un hotel a sud di Oslo, e anche se le dinamiche non sono mai state chiarite il ritrovamento ha portato ad effettuare quattro arresti.
Le autorità del museo in questo caso furono disposte a pagare chiunque fornisse informazioni. Da qui sembra doverosa una parentesi poiché spesso per le opere si è disposti a scendere a patti persino con i terroristi, ma vi è una motivazione poco conosciuta: le opere d’arte nei grandi musei sono coperte da assicurazioni che sono tenute a pagarne l’intero valore in caso di furto o danneggiamento.
Nel caso in cui si trattasse di opere da milioni, pagarne meno di un decimo per avere informazioni che possano portare al ritrovamento o pagare il riscatto in confronto alla perdita che andrebbero a subire risulta più conveniente.

- Il furto della Gioconda di Leonardo
Nel 1911 l’autore del furto fu un impiegato italiano del museo: Vincenzo Peruggia, che riuscì persino a nascondere l’opera per due anni in casa.
Ma torniamo alla dinamica del furto: Peruggia nella notte tra il 20 e 21 agosto del 1911 riuscì ad intrufolarsi in un armadio e a passare la notte indisturbato in modo da scappare la mattina seguente alle 7:00 – giorno di chiusura del museo – con il quadro nascosto sotto il cappotto ed uscendo da una porta secondaria. Venne arrestato a seguito del tentativo di vendita alla Galleria degli Uffizi e giustificò le sue azioni e la sua condotta citando l’acclamato patriottismo - che forse ha contribuito al suo rilascio pochi mesi dopo - e che l’ha portato in quegli anni ad essere visto come una sorta di eroe degli italiani. L’opera fu restituita al Louvre nel 1913.

- 1994 – Schirn Kunsthalle, Francoforte
Potremmo definirlo un thriller artistico che ha avuto inizio con la rapina di tre dipinti della Schirn Kunsthalle di Francoforte il 28 luglio 1994, ed è considerato più grande furto d'arte della storia tedesca. Furono rubati due dipinti di William Turner, giunti a Francoforte in prestito dalla Tate Gallery di Londra, e il dipinto Nebbia di Caspar David Friedrich, in prestito dalla Hamburger Kunsthalle.
La mafia jugoslava ha riconosciuto la propria colpevolezza e grazie all’operazione Cobra - attraverso l’azione di agenti sotto copertura - tutte le opere sono state restituite.

- 24 artefatti del museo archeologico di Città del Messico
Un furto datato 1985 - che ha ispirato il film messicano “Museo – F***e rapina a Città del Messico” – che vede protagonisti due ex studenti universitari che rubarono oltre 100 tra opere e sculture (compresa una maschera mortuaria di giada risalente al periodo dei Maya) . Nonostante i due ex studenti non fossero professionisti, il furto fu perfezionato con dedizione, e organizzato nei minimi particolari recandosi al museo più di 50 volte prima di intrufolarsi attraverso i condotti di aerazione. I due ragazzi vennero arrestati – secondo le fonti – poco prima di vendere la refurtiva in cambio di cocaina.

- Cristo nella tempesta sul mare di Galilea di Rembrandt van Rijn
Opera risalente al 1633, è considerata tra le opere d’arte più preziose al mondo. Nel 2013 l’FBI ha affermato di conoscere i colpevoli della rapina ma non ci sono mai stati ulteriori sviluppi sul caso. È ancora valida l’offerta di un premio di 5 milioni di euro a chi fornirà informazioni utili al ritrovamento dell’opera d’arte.

Al ritrovamento delle opere d’arte rubate lavorano numerosi corpi speciali che gestiscono database utili nella ricerca delle opere scomparse.
In Italia esiste un apposito nucleo dei Carabinieri dedicato alla Tutela del Patrimonio Culturale, invece a livello mondiale se ne occupano anche l’Interpol e l’FBI.

L’effetto dei costi dell’energia si sta sommando a quello della guerra in Ucraina creando una crisi che non può lasciarc...
15/09/2022

L’effetto dei costi dell’energia si sta sommando a quello della guerra in Ucraina creando una crisi che non può lasciarci indifferenti anche sul piano alimentare, con rincari che arrivano persino al 34% per il b***o e al 15% sulle uova – secondo lo studio della Coldiretti-.
I numeri derivanti dalle rilevazioni Istat sull’inflazione ad agosto hanno previsto addirittura un aumento del
10,2% rispetto al 2021.
L’inflazione non risparmia neppure la margarina (aumento del 24%), la farina (aumento del 23%), il riso (aumento del 22%), la pasta (aumento del 22%) e il latte conservato (aumento del 19%). Questi effetti negativi possono annullare la ripresa economica che era in corso post pandemia in considerazione degli incentivi fiscali e dei bonus dei quali si è usufruito.
I rincari coinvolgono anche i viaggi, con biglietti aerei sempre più costosi del 128,1% in più e anche degli altri mezzi di trasporto come per esempio i costi delle auto a noleggio aumentati del 25%. Il rincaro è
previsto anche sul corredo degli studenti, previsto per il 6,8%.
Gli aumenti per ogni famiglia media sono di circa 1.231 Euro in più rispetto al 2020, in relazione all’aumento energetico e del gas che in queste settimane è in aumento a dismisura ed è destinato a scaricarsi sulle prossime bollette.
I rincari citati sembrano disastrosi in riferimento agli eventi imprevedibili che si sono verificati negli ultimi anni, tra la pandemia e la guerra dichiarata contro la Russia (anche da parte dell’Europa, se teniamo conto
delle sanzioni) per supportare il popolo ucraino. La storia ci insegna però che gli eventi sono destinati a ripetersi a causa dei comportamenti da parte dell’uomo perpetuati nel tempo – come la sociologia ci insegna – mirati a prevalere l’uno sull’altro, come un gioco forza, che sia nella vita di tutti i giorni o in eventi più clamorosi che portano per esempio allo scoppio delle guerre e alle relative sottocrisi che comportano.
Eppure anche la pandemia stessa ci aveva dato segnali di avvertimento su un eventuale aumento delle tasse, in considerazione dei continui piani di recupero e della crisi senza precedenti che già stavamo vivendo. Complice la distrazione derivante dal panico ognuno di noi in maniera diversa ha contribuito ad
un clima di indifferenza senza alcuna mobilitazione sul punto, fino a provare questa sensazione di sorpresa all’arrivo delle bollette, che non era poi così imprevedibile.
La storia da sempre ci insegna che le guerre, le calamità naturali e le pandemie oltre a portare la distruzione negli anni in cui scoppiano, celano una distruzione che viene seminata negli anni dopo, quando i popoli tentano una ripresa. Ma come possiamo bloccare il ripetersi degli eventi nei secoli? Come possiamo differenziarci in questa società contemporanea sempre più progressista?
Dovrebbe però farci ben sperare il fatto di avere un ordinamento saldo, supportato da quella che è l’Unione Europea e i suoi Stati membri, ma quando ci si ritrova a non arrivare a fine mese per alcune famiglie le lezioni geopolitiche servono purtroppo a poco.

13/09/2022

Indirizzo

Via Archimede 205
Rome
00197

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 10:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 10:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 10:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 10:00 - 13:00
15:00 - 19:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Mauri & Partners pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi