Studio Legale Cimino & Partners

Studio Legale Cimino & Partners Studio Legale con sede a Roma che opera, sia in ambito stragiudiziale che giudiziale, nei diversi settori del diritto civile, penale e amministrativo.

Lo Studio Legale Cimino opera, sia in ambito stragiudiziale che giudiziale, nei diversi settori del diritto civile, penale e amministrativo, avvalendosi altresì di collaborazioni professionali esterne allo scopo di elaborare un’efficace strategia difensiva, mirata a fornire in ogni settore un’assistenza tecnica personalizzata. Il team legale, cresciuto negli anni attraverso l’inserimento di giovan

i Professionisti che hanno maturato progressivamente le loro capacità e esperienze, è fortemente orientato al Diritto Civile, Amministrativo e Penale, con una speciale vocazione per i reati finanziari, societari, fallimentari e tributari, nonché per i delitti contro la persona. Lo Studio Legale guidato dall’Avvocato Gelsomina Cimino fornisce assistenza legale con l’obiettivo di consentire al cliente di acquisire piena contezza delle variabili normative che incidono sulle scelte, offrendo assistenza di primario livello, garantendo competenza, riservatezza e impegno. Lo Studio Legale Cimino è affiancato dai migliori consulenti sul mercato, nei settori nevralgici dell’indagine tecnica e dell’investigazione difensiva. La Capacità e preparazione professionale dello Studio, si combinano in una struttura nella quale l’organizzazione ed il lavoro di squadra consentono di assistere con pieno successo e soddisfazione i clienti di qualunque dimensione e nazionalità.

𝗜𝗡𝗖𝗛𝗜𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗘𝗤𝗨𝗔𝗟𝗜𝗭𝗘: 𝗜𝗟 𝗧𝗘𝗥𝗭𝗢 𝗙𝗜𝗟𝗢𝗡𝗘 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗔𝗣𝗜𝗧𝗔𝗟𝗘𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗜𝗖𝗔𝗧𝗢 𝗦𝗧𝗔𝗠𝗣𝗔 𝗗𝗜 𝗗𝗔𝗡𝗜𝗘𝗟𝗘 𝗨𝗖𝗖𝗜In relazione alle indagini in corso e...
22/04/2026

𝗜𝗡𝗖𝗛𝗜𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗘𝗤𝗨𝗔𝗟𝗜𝗭𝗘: 𝗜𝗟 𝗧𝗘𝗥𝗭𝗢 𝗙𝗜𝗟𝗢𝗡𝗘 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗔𝗣𝗜𝗧𝗔𝗟𝗘
𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗜𝗖𝗔𝗧𝗢 𝗦𝗧𝗔𝗠𝗣𝗔 𝗗𝗜 𝗗𝗔𝗡𝗜𝗘𝗟𝗘 𝗨𝗖𝗖𝗜

In relazione alle indagini in corso e ai sequestri eseguiti dal Raggruppamento Operativo Speciale dell’Arma dei Carabinieri, il sig. Daniele Ucci, assistito dall’Avv. Gelsomina Cimino del Foro di Roma, intende smentire con fermezza le notizie recentemente diffuse circa un suo presunto coinvolgimento in attività di dossieraggio e in ipotesi di peculato.

La sua attuale iscrizione nel registro degli indagati appare, allo stato, riconducibile unicamente a un’erronea interpretazione dei fatti ovvero a riferimenti non pertinenti emersi nel corso di attività di intercettazione.

Nel corso della propria attività professionale, il sig. Ucci ha intrattenuto, come fisiologico, rapporti di lavoro con una pluralità di soggetti terzi, sempre nel pieno rispetto della normativa vigente e nell’ambito di incarichi leciti, trasparenti e debitamente tracciabili. Tali relazioni non implicano in alcun modo né partecipazione né consapevolezza in ordine a eventuali condotte illecite ascrivibili ad altri.

Il sig. Ucci ha sin da subito manifestato piena e leale collaborazione con l’Autorità giudiziaria, confidando di poter dimostrare in tempi brevi la propria totale estraneità ai fatti contestati.

Si auspica, altresì, un’informazione improntata a responsabilità e rigore, rispettosa del principio di presunzione di innocenza e attenta a evitare indebite associazioni suscettibili di ledere la reputazione e la vita relazionale della persona coinvolta.

03/04/2026

La Cassazione ribalta la sentenza della Corte di Appello di Roma e rinvia a nuovo esame anche per quanto concerne la responsabilità del notaio rogante e la validità del contratto di mutuo.

Nullità del contratto di compravendita immobiliare a causa di dichiarazione mendace del venditore.La Cassazione con la p...
03/04/2026

Nullità del contratto di compravendita immobiliare a causa di dichiarazione mendace del venditore.

La Cassazione con la pronuncia resa lo scorso 31 marzo 2026 su ricorso dell’avv. Gelsomina cimino, ribalta la sentenza della corte di appello di Roma e rinvia a nuovo esame anche per quanto concerne la responsabilità del notaio rogante e la validità del contratto di mutuo.

La Cassazione ribalta la sentenza della Corte di Appello di Roma e rinvia a nuovo esame anche per quanto concerne la responsabilità del notaio rogante e la validità del contratto di mutuo.

16/02/2026

📌 𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐮𝐢 𝐬𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞
⚖️ Diritti, garanzie e strumenti di tutela nel procedimento giudiziario
La sottrazione dei figli da parte del Servizio Sociale apre uno dei passaggi più delicati del diritto di famiglia, in cui la tutela del minore deve confrontarsi con i diritti fondamentali del genitore.

Nel corso della diretta del 15 febbraio, l’Avv. Gelsomina Cimino ha offerto un momento di riflessione e approfondimento sul ruolo processuale del genitore coinvolto, richiamando principi, garanzie e snodi critici che caratterizzano questa fase del procedimento.

📍 Un incontro aperto al confronto e alla consapevolezza giuridica.

16/02/2026

📌 𝐋𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐛𝐨𝐬𝐜𝐨: 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞
⚖️ 𝐋’𝐚𝐫𝐭. 𝟒𝟎𝟑 𝐜.𝐜. – 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐢𝐧𝐨𝐫𝐢

Prendendo spunto da un recente fatto di cronaca che ha profondamente colpito l’opinione pubblica, l’Avv. Gelsomina Cimino ha affrontato uno dei temi più delicati e dibattuti del diritto minorile: il ruolo del Servizio Sociale, i suoi poteri e i limiti dell’intervento pubblico nelle relazioni familiari.

Un’occasione di riflessione sull’applicazione dell’art. 403 c.c., sulle criticità emerse nella prassi e sulle prospettive di riforma, nel necessario equilibrio tra tutela dei minori e diritti della famiglia.

📍 𝐔𝐧 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐫𝐢𝐝𝐢𝐜𝐚.

📌 𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐮𝐢 𝐬𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞⚖️ Diritti, garanzie e strumen...
06/02/2026

📌 𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐮𝐢 𝐬𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞
⚖️ Diritti, garanzie e strumenti di tutela nel procedimento giudiziario

📅 15 febbraio – Live su Instagram

La sottrazione dei figli da parte del Servizio Sociale apre uno dei passaggi più delicati del diritto di famiglia, in cui la tutela del minore deve confrontarsi con i diritti fondamentali del genitore.

Nel corso della diretta del 15 febbraio, l’Avv. Gelsomina Cimino offrirà un momento di riflessione e approfondimento sul ruolo processuale del genitore coinvolto, richiamando principi, garanzie e snodi critici che caratterizzano questa fase del procedimento.

📍 Un incontro aperto al confronto e alla consapevolezza giuridica.

📌 𝐋𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐛𝐨𝐬𝐜𝐨: 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞⚖️ 𝐋’𝐚𝐫𝐭. 𝟒𝟎𝟑 𝐜.𝐜. – 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚 𝐟...
28/01/2026

📌 𝐋𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐛𝐨𝐬𝐜𝐨: 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞
⚖️ 𝐋’𝐚𝐫𝐭. 𝟒𝟎𝟑 𝐜.𝐜. – 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐢𝐧𝐨𝐫𝐢

Prendendo spunto da un recente fatto di cronaca che ha profondamente colpito l’opinione pubblica, l’Avv. Gelsomina Cimino affronterà uno dei temi più delicati e dibattuti del diritto minorile: il ruolo del Servizio Sociale, i suoi poteri e i limiti dell’intervento pubblico nelle relazioni familiari.

Un’occasione di riflessione sull’applicazione dell’art. 403 c.c., sulle criticità emerse nella prassi e sulle prospettive di riforma, nel necessario equilibrio tra tutela dei minori e diritti della famiglia.

📍 𝐔𝐧 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐫𝐢𝐝𝐢𝐜𝐚.

27/01/2026

Scontro Anm-Nordio per un post che accosta Minneapolis alla Separazione delle carriere
L’intervento del segretario Rocco Maruotti è stato poi rapidamente cancellato perché “si prestava ad essere strumentalizzato”
di Francesco Machina Grifeo
26 Gennaio 2026

«Anche questo omicidio di Stato rimarrà impunito in quella ’democrazia’ al cui sistema giudiziario si ispira la riforma Meloni-Nordio». Il post – subito ritirato – in cui il Segretario della Associazione nazionale magistrati, Rocco Maruotti, accosta – con tanto di foto dell’esecuzione - la “separazione delle carriere” all’omicidio del manifestante anti ICE Alex Pretti a Minneapolis, dà fuoco alle polveri.

Non bastano le scuse a placare l’ira del Guardasigilli Nordio che da Londra tuona: “Prendo atto della retromarcia tardiva e grottesca” di Maruotti ma il suo comunicato “così indegno, le scuse, inaccettabili, rivelano o un intelletto inadeguato all’importanza della carica o la debolezza di un cuore incapace di essere coerente con le proprie pulsioni”. E invita la “maggioranza dei magistrati” a cestinare “questo disgustoso messaggio nella pattumiera della vergogna” perché “offende non solo Governo e Parlamento ma anche chi amministra la giustizia”.

Il Segretario dell’Anm prova invece ad abbassare i toni: “Il post di cui si parla è stato rimosso dopo pochi minuti perché, per come era scritto, si prestava ad essere strumentalizzato. Non ritenevo e non ritengo opportuno paragonare la situazione statunitense, che pure deve porre interrogativi importanti sulla tenuta dello Stato di diritto in tutto il mondo, con quella italiana. E pertanto mi scuso con chi vi ha letto un accostamento improprio”. “La critica – prosegue - era rivolta a ciò che sta accadendo in questi giorni a Minneapolis e mirava a mettere in evidenza il fatto che il sistema accusatorio puro non rappresenta necessariamente un argine ad ingiustizie e gravi violazioni dei diritti umani come quelle che si stanno verificando negli Stati Uniti”.

Ma la frittata ormai è fatta. Così le due consigliere laiche del Csm Isabella Bertolini e Claudia Eccher chiedono “l’apertura di una pratica urgente per verificare profili di incidenza di tale condotta sul procedimento di valutazione di professionalità del dottor Maruotti per carenza del requisito dell’equilibrio”. Bertolini ed Eccher chiedono “inoltre l’intervento del Procuratore generale della Cassazione al fine di valutare eventuali illeciti disciplinari nei confronti del magistrato”. A loro avviso la “dichiarazione” di Maruotti “intende diffondere l’idea che, peraltro non trova alcun riscontro nel testo della legge costituzionale in parola, se vincesse il sì un’esecuzione per strada commessa dalle forze dell’ordine non sarebbe più punita, e a tal fine allega la foto dell’esecuzione, strumentalizzando una vicenda drammatica per meri scopi di campagna elettorale”. (Fonte IL SOLE 24 ore)

04/12/2025

Il reato di femminicidio è legge.

L’entrata in vigore del provvedimento è fissata per il prossimo 17 dicembre. È stata infatti pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 280 del 2 dicembre scorso, la Legge 2 Dicembre 2025 n. 181
“Introduzione del delitto di femminicidio e altri interventi normativi per il contrasto alla violenza nei confronti delle donne e per la tutela delle vittime”.
Il via libera definitivo all’unanimità della Camera era arrivato lo scorso 25 novembre, nel giorno contro la violenza sulle donne.
Il Ddl si compone di 14 articoli. L’articolo 1 (comma 1, lett. a)) introduce nel codice penale il nuovo articolo 577-bis che sanziona con la pena dell’ergastolo chiunque cagioni la morte di una donna, commettendo il fatto come atti di discriminazione, di odio o di prevaricazione, ovvero mediante atti di controllo, possesso o dominio verso la vittima in quanto donna. Inoltre, il reato di femminicidio risulta integrato anche quando la condotta omicidiaria è commessa in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali.
La norma amplia anche il perimetro del reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi, estendendo i soggetti tutelati e prevedendo una nuova aggravante quando la condotta assume le modalità tipiche del femminicidio. Per lo stesso reato viene inoltre introdotta la confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commetterlo. Sempre nell’articolo 1, il legislatore introduce una serie di nuove aggravanti per diverse fattispecie, quando anch’esse sono realizzate secondo le modalità riconducibili al femminicidio.
Il provvedimento dispone poi che il Ministro della giustizia presenti annualmente alle Camere una relazione sullo stato di attuazione delle norme contro la violenza sulle donne. Contestualmente, vengono introdotte varie modifiche al codice di procedura penale: la competenza per i maltrattamenti aggravati passa al tribunale monocratico; si rafforzano i diritti di informazione della persona offesa nei procedimenti per violenza di genere; e si riconosce espressamente anche a centri antiviolenza e case rifugio, pubbliche e private, la possibilità di esercitare i diritti previsti per le vittime. Cambiano inoltre i requisiti per la custodia cautelare, rendendo più rigoroso il ricorso alla misura carceraria.
Il disegno di legge si occupa anche degli orfani di femminicidio, estendendo le deroghe necessarie per accedere agli indennizzi previsti per le vittime di reati violenti. Sul versante dell’esecuzione penale, l’accesso ai benefici per i condannati per femminicidio e per altri reati di violenza di genere viene subordinato a una valutazione positiva dei risultati dell’osservazione della personalità, condotta per almeno un anno. Viene inoltre introdotto l’obbligo di informare tempestivamente la persona offesa – o i familiari, se la vittima è deceduta – dell’adozione di misure alternative o altri benefici che comportano l’uscita del condannato dal carcere. Per i minorenni condannati per femminicidio è anche prevista una riduzione della durata massima dei permessi premio.
Il testo dedica spazio anche alla prevenzione, prevedendo la possibilità di campagne di sensibilizzazione sulla pericolosità delle sostanze stupefacenti e psicotrope in relazione alle aggressioni sessuali, e istituendo presso il Ministero della salute un tavolo tecnico permanente sul tema. Viene inoltre potenziata la formazione dei magistrati e degli operatori sanitari sulla violenza contro le donne.
Un’altra novità rilevante riguarda l’accesso ai centri antiviolenza: le vittime che abbiano compiuto almeno quattordici anni possono rivolgersi a queste strutture senza necessitare del consenso dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale. Parallelamente, l’organizzazione dell’ufficio del pubblico ministero viene adeguata all’introduzione del nuovo reato di femminicidio e delle relative aggravanti.
Sul piano economico e procedurale, la disciplina della “registrazione a debito” viene estesa ai provvedimenti che danno esecuzione ai risarcimenti dovuti per omicidio aggravato o femminicidio. Inoltre, l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, anche in deroga ai limiti di reddito, è estesa alle vittime di tentato omicidio aggravato e tentato femminicidio. Una disposizione di coordinamento chiarisce che ogni riferimento all’omicidio si intende fatto anche al nuovo reato di femminicidio, che viene inserito tra quelli per cui è necessaria la ricostruzione del rapporto tra autore e vittima ai fini statistici.
Il testo si chiude con una clausola di invarianza finanziaria, che esclude nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, salvo alcuni casi specificamente indicati, e ribadisce la competenza esclusiva dello Stato in materia penale e civile.

22/01/2025

La denuncia: “Con una pec ai servizi sociali i figli diventano adottabili”.
L’avv. Gelsomina Cimino e la sua assistita intervistate durante la trasmissione I FATTI VOSTRI di martedì 21 gennaio 2025.

Indirizzo

Piazza Euclide, 47
Rome
00197

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

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