Studio Legale Ambruosi Valentini

Studio Legale Ambruosi Valentini Lo studio Ambruosi Valentini si rivolge a privati ed aziende, offrendo consulenza ed assistenza giudiziale e stragiudiziale in diverse aree del diritto civile.

In particolare, diritto del lavoro, diritto di famiglia e diritto d'autore La struttura è composta da due avvocati contitolari Paola Ambruosi e Margherita Valentini

Grazie ad una solida rete di corrispondenti, lo studio offre, altresì, la propria assistenza su tutto il territorio nazionale ed è collegato in network professionale con uno studio legale di Parigi. La presenza di distinte professiona

lità nel campo forense contribuisce alla versatilità dello studio, offrendo la possibilità di una attività sinergica per la soluzione delle più diverse questioni, sul presupposto che l’aspetto fondamentale da curare sia quello del rapporto diretto e personale con il cliente. La clientela è prevalentemente costituita da persone fisiche e da piccole e medie aziende del settore industriale, del terziario, dell’edilizia, dei servizi e di engineering

Le principali competenze dello studio si possono sinteticamente così raggruppare:

Diritto civile
diritto di famiglia
diritto minorile
diritto del lavoro e sindacale
proprietà intellettuale
diritto d’autore
contrattualistica dello spettacolo
diritto dell’informatica
consulenza aziendale
contrattualistica
recupero crediti

Identità Digitale e DeepfakeLa tua voce. Il tuo volto. Il tuo stile. Con l'IA generativa, chiunque potrebbe replicarli —...
03/08/2026

Identità Digitale e Deepfake
La tua voce. Il tuo volto. Il tuo stile. Con l'IA generativa, chiunque potrebbe replicarli — senza chiederti nulla. E non è più fantascienza.
I sistemi di intelligenza artificiale generativa hanno raggiunto una capacità che fino a pochi anni fa sembrava impossibile: clonare la voce, il volto e lo stile espressivo di una persona con un livello di realismo difficilmente riconoscibile. I deepfake audio-video, le voci sintetizzate, i volti generati — non sono più strumenti di nicchia, ma tecnologie accessibili. Il quadro giuridico di tutela esiste, ma deve essere attivato con consapevolezza:
-Voce e volto sono dati biometrici protetti dal GDPR (Reg. UE 2016/679). Il Garante per la protezione dei dati personali, con il provvedimento del 22 febbraio 2024 relativo a sistemi di clonazione vocale, ha ribadito che il trattamento senza consenso configura una violazione grave, con profili sanzionatori significativi.
- Il diritto all'immagine è tutelato dall'art. 97 L. 633/1941: la riproduzione del ritratto senza consenso è illecita, salvo specifiche eccezioni.
- L'art. 50 dell'AI Act impone obblighi di trasparenza per i contenuti generati da IA: i deepfake devono essere etichettati come tali. La violazione di questo obbligo espone a responsabilità dirette.
-Il danno risarcibile può essere sia patrimoniale (mancato guadagno, danno alla reputazione professionale) che non patrimoniale (art. 2043 c.c.), con la possibilità di agire in via d'urgenza per la rimozione del contenuto.
Il rischio non riguarda solo le celebrity: coinvolge professionisti, imprenditori, artisti, formatori — chiunque abbia costruito un'identità pubblica riconoscibile online.
La tua identità digitale è un bene giuridicamente tutelato. Proteggere la propria voce, il proprio volto e il proprio stile dall'uso non autorizzato da parte dell'IA non è paranoia: è gestione professionale del proprio patrimonio personale e reputazionale.

Cass. 20/07/2026  n.23592—  Gomorra" di Saviano. 10 milioni di copie. Un plagio accertato. Risarcimento: €10.000. Come è...
29/07/2026

Cass. 20/07/2026 n.23592— Gomorra" di Saviano. 10 milioni di copie. Un plagio accertato. Risarcimento: €10.000. Come è possibile?
Un piccolo quotidiano campano, "Cronache di Napoli", aveva dimostrato che Saviano aveva ripreso alcune righe dei suoi giornalisti senza autorizzazione. Violazione accertata. Ma in Italia il risarcimento per violazione del diritto d'autore non si calcola su quanto ha guadagnato chi ha copiato. Si calcola su quanto hai perso tu — o su quanto avresti chiesto per dare il permesso. Quelle poche righe di cronaca locale, nel successo globale di Gomorra, valevano pochissimo. E quindi pochissimo è stato il risarcimento.
Il sistema ha una sua logica: evita che chiunque sfrutti un plagio marginale per rivendicare parte del successo altrui. Ma ha anche un limite evidente: per i piccoli titolari, copiare conviene quasi sempre. La deterrenza è minima. Per i brevetti funziona diversamente — gli utili del trasgressore possono essere restituiti integralmente. Per il diritto d'autore, no.

I patti prematrimoniali non sono tutti nulli. Dipende da cosa regolano davvero. La Cassazione del 2025 lo conferma con c...
27/07/2026

I patti prematrimoniali non sono tutti nulli. Dipende da cosa regolano davvero. La Cassazione del 2025 lo conferma con chiarezza: gli accordi patrimoniali tra coniugi — o futuri coniugi — stipulati in previsione di una crisi familiare possono essere pienamente validi. Il criterio non è il nome dell'accordo. È la sua sostanza. La Cass. (ord. n. 20415/2025) ricorda che la Corte ha già riconosciuto piena validità agli accordi con cui i coniugi regolamentano i loro rapporti patrimoniali in caso di fallimento del matrimonio: si tratta di un contratto atipico meritevole di tutela ai sensi dell'art. 1322, comma 2, c.c., in cui la crisi non è causa genetica dell'accordo ma semplice evento condizionale (richiamando Cass. n. 23713/2012). Il limite è altrettanto netto: le clausole che incidono su diritti indisponibili — come la componente assistenziale dell'assegno divorzile — restano nulle per illiceità della causa, contrarie agli artt. 143 e 160 c.c. La Cass. (ord. n. 34832/2025) lo mostra in concreto: anche quando esiste un accordo patrimoniale tra i coniugi raggiunto in sede di separazione consensuale, il giudice del divorzio non può ignorarlo — ma non può nemmeno usarlo per eludere la verifica dei presupposti di legge sull'assegno divorzile, in particolare della sua funzione assistenziale. La Suprema Corte (ord. n. 1985/2025) aggiunge un tassello pratico: gli accordi economico-patrimoniali raggiunti in sede di separazione e poi trasfusi nella sentenza di divorzio rimangono vincolanti e devono essere interpretati secondo le ordinarie regole di ermeneutica contrattuale. La loro stabilità dipende dalla precisione con cui sono stati redatti.
Quindi, la validità di un patto prematrimoniale non si gioca al momento della firma. Si gioca al momento della redazione — nella scelta di cosa includere, come qualificarlo e dove tracciare il confine tra autonomia negoziale e diritti che la legge sottrae alla disponibilità delle parti. Scrivere bene un accordo, nei rapporti familiari, è importante quanto firmarlo.

AI e diritto d'autore: cosa tutela davvero la leggeHai usato Midjourney per creare un'immagine? Attenzione: non è automa...
24/07/2026

AI e diritto d'autore: cosa tutela davvero la legge
Hai usato Midjourney per creare un'immagine? Attenzione: non è automaticamente tua.
La giurisprudenza italiana — e quella europea che la ispira — lo chiarisce con sempre maggiore nettezza: la legge protegge la forma espressiva, non l'idea. E questo cambia tutto quando in mezzo c'è un'AI.
Il punto di partenza è europeo
La Corte di Giustizia UE ha costruito, nel tempo, un test preciso: un'opera è tutelabile solo se riflette le scelte libere e creative del suo autore umano — la cosiddetta "impronta personale" (Infopaq, Levola Hengelo, Cofemel). Non basta che l'idea sia originale. Conta come quell'idea si traduce in forma: le scelte di composizione, luce, colore, struttura. Quelle scelte devono essere tue, non dell'algoritmo.
Nella pratica: fotografia e grafica
I tribunali italiani stanno applicando questo test in modo sempre più rigoroso.
Trib. Milano, sent. n. 2958/2025 e Trib. Roma, sent. n. 7456/2026: in entrambi i casi, fotografie prive di un apporto creativo identificabile nella forma sono state ricondotte alla categoria delle "fotografie semplici" — protette meno, per meno tempo, con tutele risarcitorie inferiori.
C. App. Milano, sent. n. 1688/2026: anche in secondo grado, la fotografia priva di "impronta personale" dell'autore non ottiene la piena protezione autorale.
Il criterio non è quanto sia bella l'immagine. È: nelle scelte che hanno dato vita a quella forma, c'è la tua personalità creativa — o c'è solo l'output di una macchina?
E con l'AI?
La legge italiana (L. 633/1941, aggiornata) ammette esplicitamente la tutela per opere create "con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale" — ma a una condizione: il risultato deve essere frutto del lavoro intellettuale dell'autore umano.
La Cassazione (ord. n. 3393/2025) e la Corte d'Appello di Firenze (sent. n. 656/2026) hanno confermato il principio: non è tutelabile una metodologia o un'idea, per quanto brillante. È tutelabile solo la sua declinazione espressiva.
Tradotto: se hai scritto un prompt generico e hai usato l'output così com'era, probabilmente non hai nulla da rivendicare. Se invece hai guidato il processo creativo — scegliendo stile, composizione, iterando sull'output, intervenendo nella forma — la tua impronta c'è, e può essere protetta.
Il punto che molti sottovalutano
Non è una questione di quanto tempo hai dedicato al prompt, né di quanto sia sofisticato lo strumento usato. È una questione di tracciabilità delle scelte espressive: riesci a dimostrare che la forma finale rispecchia decisioni creative tue?
In un contenzioso, questa è la domanda che un giudice farà. Meglio averci pensato prima.

DIVORZIO E SALUTE PRECARIA: non serve essere invalidi al 100%Molti pensano che, per ottenere un assegno divorzile più el...
22/07/2026

DIVORZIO E SALUTE PRECARIA: non serve essere invalidi al 100%
Molti pensano che, per ottenere un assegno divorzile più elevato a causa delle proprie condizioni di salute, sia necessario avere un'invalidità totale. Non è così. La Corte di Cassazione ha ribadito che il giudice deve valutare anche le patologie croniche o degenerative che incidono concretamente sulla vita della persona: diabete, cervicopatie, malattie degenerative e altre condizioni che possono ridurre la capacità lavorativa, comportare spese mediche continuative o limitare l'autonomia quotidiana.
Perché è importante?
Le condizioni di salute possono incidere sulla componente assistenziale dell'assegno divorzile, cioè quella finalizzata a garantire un'esistenza dignitosa a chi, per ragioni oggettive, non è in grado di mantenersi adeguatamente. Questo significa che il giudice non può limitarsi a guardare il reddito delle parti, ma deve considerare anche:
-le spese sanitarie documentate;
-la ridotta capacità di lavorare;
l-e limitazioni derivanti dalla malattia;
-l'effettivo impatto delle patologie sull'autosufficienza economica.
Le più recenti pronunce della Cassazione (nn. 25618/2025, 34396/2025 e 34832/2025) confermano che le condizioni di salute rappresentano un elemento rilevante nella determinazione del quantum dell'assegno divorzile, anche in assenza di un'invalidità totale.
Ogni vicenda familiare è diversa. Per questo, una corretta valutazione della documentazione sanitaria e della situazione economica può fare la differenza nell'accertamento dei propri diritti.

La disciplina europea sul text and data mining consente determinati utilizzi, ma per gli impieghi commerciali l’autore p...
20/07/2026

La disciplina europea sul text and data mining consente determinati utilizzi, ma per gli impieghi commerciali l’autore può riservarsi i diritti con un opt-out espresso. (art. 4 Direttiva UE 2019/790 art. 70-quater L. 633/1941). L’AI Act rafforza questo quadro imponendo ai fornitori di modelli obblighi collegati al rispetto della riserva dei diritti (art. 53 AI Act).
I provvedimenti recenti del Garante insistono su trasparenza, base giuridica documentata, strumenti di opposizione e responsabilità del fornitore quando dati e contenuti vengono usati per training. (Provv. Garante n. 755/2024 , Clearview AI, Garante 50/2022).
In termini pratici, per autori, editori, produttori e creativi questo rafforza un messaggio semplice: non basta protestare dopo, conviene predisporre prima riserve d’uso, tracciabilità, condizioni contrattuali e richieste informative chiare.
Questo significa che la tutela non passa solo dal contenzioso, ma anche da clausole, metadati e regole di utilizzo ben impostate fin dall’inizio. (art. 70-quater L. 633/1941)

Strategie di Conservazione della ProvaHai creato un'opera straordinaria con l'IA. Tra sei mesi, in giudizio, sapresti di...
17/07/2026

Strategie di Conservazione della Prova
Hai creato un'opera straordinaria con l'IA. Tra sei mesi, in giudizio, sapresti dimostrarlo?
Nel diritto d'autore, creare non basta: occorre essere in grado di provare come si è creato. Questo principio, già consolidato nella giurisprudenza tradizionale, nell'era dell'IA generativa diventa un requisito operativo quotidiano. L'art. 2697 c.c. pone a carico dell'autore l'onere di dimostrare la propria paternità creativa. La Corte d'Appello di Milano (sentenza n. 316/2025) e il Tribunale di Milano (n. 1048/2025) hanno recentemente valorizzato la presenza di versioni intermedie, metadati e log di revisione come elementi probatori decisivi. Cosa significa in pratica? Che il professionista creativo dovrebbe adottare una strategia di tracciabilità strutturata:
Conservare le bozze e le versioni intermedie del processo creativo, comprese le varianti scartate.
Utilizzare sistemi di versionamento (es. Git, Notion con cronologia, cloud con timestamp verificabile).
Documentare le scelte creative: perché hai selezionato quell'output? Cosa hai modificato e perché?
Registrare o depositare le opere attraverso servizi notarili, SIAE o strumenti di marcatura temporale certificata.
L'obiettivo è costruire un fascicolo difensivo che, in caso di controversia, racconti la storia della tua creatività meglio di qualsiasi dichiarazione.
Nel contenzioso sul diritto d'autore, vince spesso non chi ha creato
di più, ma chi ha conservato meglio. La documentazione è la prima linea di difesa — e il costo di strutturarla oggi è infinitamente inferiore a quello di difendersi in giudizio domani.

L'impresa di famiglia: quando il legame diventa la crepaL'impresa familiare è una delle realtà imprenditoriali più diffu...
15/07/2026

L'impresa di famiglia: quando il legame diventa la crepa
L'impresa familiare è una delle realtà imprenditoriali più diffuse in Italia. È anche quella più esposta a conflitti devastanti — perché chi litiga sui diritti di voto la sera prima ha cenato insieme.
Le cause più frequenti di crisi
Passaggio generazionale mal pianificato — la successione dei ruoli non coincide con quella delle quote. Chi gestisce non sempre coincide con chi possiede. Ingresso di nuovi soggetti — un matrimonio, una separazione, un erede inatteso: lo statuto che andava bene per tre fratelli va in crisi al loro terzo figlio.
Squilibrio tra compenso da lavoro e dividendi — chi lavora in azienda vuole remunerazione; chi non ci lavora vuole utili. Tensione permanente.
Stallo decisionale — quote paritetiche (50/50) senza clausole di scioglimento del deadlock paralizzano l'impresa.
Commistione affettiva — la lite tra soci diventa una lite di famiglia. Ogni riunione del CdA è un regolamento di conti.
Gli strumenti per prevenire la crisi (prima che scoppi)
Clausole statutarie di circolazione — gradimento, prelazione, tag-along/drag-along: limitano l'ingresso di estranei e proteggono i soci di minoranza (artt. 2469, 2437 c.c.).
Patto di famiglia — trasferisce in vita l'azienda ai discendenti con efficacia immediata e blindatura successoria: immune da azione di riduzione (artt. 768-bis ss. c.c.)
Patti parasociali — regolano governance, voto e nomina degli organi per ramo familiare, senza toccare lo statuto (artt. 2341-bis c.c.).
Clausola compromissoria statutaria multi-step — mediazione prima, arbitrato dopo, con nomina dell'arbitro da parte di una Camera Arbitrale terza. È la valvola di sicurezza processuale: evita anni di tribunale ordinario (art. 838-bis c.p.c.).
Gli strumenti per comporre la crisi (quando è già scoppiata)
Mediazione — obbligatoria per le società di persone e i patti di famiglia (D.Lgs. 28/2010), opportuna per tutte le imprese familiari: rapida, riservata, meno distruttiva del contenzioso.
Arbitrato societario rituale — se la clausola è stata inserita correttamente nello statuto, il conflitto viene risolto da arbitri specializzati senza esposizione pubblica. La Cassazione (ord. 11041/2024) ha confermato che la clausola copre anche il recesso e le controversie tra ex-soci.R
ecesso con liquidazione della quota — la "via d'uscita legale" per il socio che non vuole più stare. La liquidazione deve avvenire a valore di mercato; clausole che la comprimono o la sospendono sono state dichiarate nulle dai Tribunali (Trib. Bologna 2026).
Composizione negoziata della crisi — se la lite tra soci ha già prodotto uno stallo gestionale a rischio insolvenza, il CCII (D.Lgs. 14/2019) mette a disposizione un esperto indipendente che facilita le trattative con soci e creditori, sospendendo gli effetti più gravi della crisi.

Protezione del copyright nei promptNel dibattito sull'autorialità nell'era dell'IA, una delle posizioni più diffuse — e ...
13/07/2026

Protezione del copyright nei prompt
Nel dibattito sull'autorialità nell'era dell'IA, una delle posizioni più diffuse — e più rischiose — è l'equazione: prompt = paternità. La giurisprudenza di merito italiana più recente ha chiarito che la figura dell'autore non coincide con chi formula un'istruzione, ma con chi esercita una direzione creativa sostanziale: chi seleziona, scarta, rielabora, orienta il processo verso un risultato espressivo riconoscibile. Pensa al regista cinematografico: non impugna la cinepresa, non recita, non scrive le musiche — eppure è riconosciuto come autore perché governa la visione d'insieme. Lo stesso principio si applica al creatore che usa l'IA:
• Ha definito una direzione estetica precisa?
• Ha effettuato scelte critiche tra varianti diverse?
• Ha rielaborato l'output integrando la propria sensibilità?
Se la risposta è sì — e se ne esiste traccia documentabile — il diritto d'autore è tuo. L'onere della prova, tuttavia, ricade su chi rivendica la paternità (art. 2697 c.c.).
L'autore nell'era digitale non è chi preme un tasto: è chi pensa, sceglie e costruisce. La tecnologia è cambiata; la logica del diritto d'autore, no.

La casa familiare non è un premio per il coniuge più debole. È una tutela per i figli. È uno dei malintesi più diffusi n...
03/07/2026

La casa familiare non è un premio per il coniuge più debole. È una tutela per i figli. È uno dei malintesi più diffusi nel diritto di famiglia: molti credono che la casa venga assegnata per "compensare" il coniuge economicamente svantaggiato. Non è così. La Cassazione (da ultimo ord. n. 1007/2026) è chiara: l'unico criterio che giustifica l'assegnazione della casa familiare è la tutela dell'habitat domestico dei figli minorenni o non autosufficienti. Non l'equità economica tra i coniugi, non la proprietà dell'immobile Questo significa che: — se i figli raggiungono l'autosufficienza, il presupposto dell'assegnazione viene meno; — se i figli non convivono più stabilmente e prevalentemente con il genitore assegnatario (i rientri saltuari non bastano), anche in questo caso il proprietario può chiedere la restituzione dell'immobile.

Indirizzo

Via Quintino Sella N. 41
Rome
00187

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 19:00
Martedì 10:00 - 19:00
Mercoledì 10:00 - 19:00
Giovedì 10:00 - 19:00
Venerdì 10:00 - 19:00
Sabato 10:00 - 19:00
Domenica 10:00 - 19:00

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