31/05/2025
📌 - Decreto Sicurezza, riportiamo alcuni punti per introduzione di nuovi reati nel nostro ordinamento
⚖️ - Il decreto legge Sicurezza, in vigore dal 12 aprile, reca "disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell'usura e di ordinamento penitenziario". Introduce 14 nuovi reati e varie aggravanti.
- Lotta a terrorismo e criminalità organizzata - Il decreto introduce nuove fattispecie di reato, come la detenzione di materiale con finalità di terrorismo che viene punita con la reclusione da 2 a 6 anni, e la diffusione online di istruzioni per compiere atti violenti o sabotaggi (art. 270-quinquies.3 c.p.). Sul fronte della lotta alla criminalità organizzata, si estendono le verifiche antimafia anche alle imprese che aderiscono al "contratto di rete". Si esclude che il prefetto possa procedere d'ufficio a limitare alcuni effetti dell'informazione interdittiva antimafia per garantire adeguati mezzi di sussistenza ai familiari del destinatario della stessa.
- Lotta all'usura - L'art. 33 del provvedimento prevede che gli operatori economici vittime del reato di usura, beneficiari dei mutui erogati ai sensi dell'art. 14 della legge 108/1996, siano affiancati da un esperto incaricato di assisterli nel percorso di rilancio economico e reinserimento nel circuito legale.
- Carceri e centri migranti - Nasce il nuovo reato di “rivolta all'interno di un istituto penitenziario” che punisce le condotte di promozione, organizzazione o direzione e partecipazione a una rivolta consumata all'interno di un istituto "da tre o più persone riunite, mediante atti di violenza o minaccia, tentativi di evasione o atti di resistenza anche passiva che impediscono il compimento degli atti d'ufficio o del servizio necessari alla gestione dell'ordine e della sicurezza". Si prevede la reclusione da uno a cinque anni (carcere) o uno a quattro anni (Cpr) per chi partecipa con violenza, minaccia o resistenza all'autorità e fino a 18 anni di reclusione quando la rivolta provochi morte o lesioni gravi.
Pubblicato da: Dr. Claudio Cipollini Macrí