Avvocato Paolo D'Agostino

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Avvocato Paolo D'Agostino Avvocato cassazionista, Studio Legale Associato D'Agostino, Ordine degli Avvocati di Roma. Diritto della cybersicurezza e NIS2 per le imprese.

Successioni ed eredità, curatore di eredità giacenti presso il Tribunale di Roma.

"L'azienda la prende mio figlio, che ci lavora da vent'anni. Ma ho anche una figlia, e non voglio che fra dieci anni fin...
22/10/2026

"L'azienda la prende mio figlio, che ci lavora da vent'anni. Ma ho anche una figlia, e non voglio che fra dieci anni finiscano in tribunale."

In casi come questo il testamento o la donazione, da soli, possono non bastare. Alla morte del genitore, una donazione dell'azienda può rientrare nella collazione fra i coeredi e, se lede la quota di legittima di un altro figlio, può essere ridotta.

Il codice civile prevede uno strumento pensato proprio per questo: il patto di famiglia (artt. 768-bis e seguenti).

1. È il contratto con cui l'imprenditore trasferisce l'azienda, o il titolare di partecipazioni societarie trasferisce le sue quote, in tutto o in parte, a uno o più discendenti.
2. Si fa per atto pubblico. Senza, è nullo.
3. Devono partecipare il coniuge e tutti coloro che sarebbero legittimari se la successione si aprisse in quel momento.
4. Chi riceve l'azienda liquida gli altri partecipanti in base al valore delle loro quote, salvo che vi rinuncino in tutto o in parte.
5. Quello che i contraenti ricevono con il patto non è soggetto a collazione né a riduzione.

Un punto va controllato prima: il coniuge e gli altri legittimari che non hanno partecipato al patto, per esempio un figlio nato dopo, alla morte dell'imprenditore possono chiedere il pagamento della loro parte, con gli interessi (art. 768-sexies). Per questo la situazione familiare va ricostruita con cura prima dell'atto.

Il lavoro dello studio è ricostruire il quadro successorio e coordinarsi con il notaio e con i consulenti fiscali e societari. Ogni famiglia e ogni impresa hanno un assetto diverso, e la soluzione va costruita su quello.

La guida sul passaggio generazionale è nel primo commento.

Avv. Paolo D'Agostino, Studio Legale Associato D'Agostino, Ordine degli Avvocati di Roma

Se nella vostra famiglia c'è un'impresa, da quante generazioni va avanti?

"Mio padre viveva in Germania da quindici anni, ma la casa di famiglia è a Roma. Quale legge si applica?"Molti pensano c...
20/10/2026

"Mio padre viveva in Germania da quindici anni, ma la casa di famiglia è a Roma. Quale legge si applica?"

Molti pensano che decida il luogo in cui si trovano i beni. Per le successioni aperte dal 17 agosto 2015, nei Paesi dell'Unione che applicano il Regolamento UE 650/2012, la regola generale è un'altra: conta la residenza abituale del defunto al momento della morte. I giudici di quello Stato sono di regola competenti, e la sua legge regola l'intera successione, compresa la casa a Roma.

Quattro cose da sapere.

1. Avere una casa in Italia non basta a rendere applicabile la legge italiana. Vanno guardati insieme la residenza abituale, un'eventuale scelta di legge e gli altri collegamenti del caso.
2. Con il testamento si può scegliere la legge dello Stato di cui si ha la cittadinanza al momento della scelta o della morte (art. 22 del Regolamento). Un italiano che vive all'estero e vuole che si applichi la legge italiana può farlo così.
3. Il certificato successorio europeo permette a eredi, legatari ed esecutori di far valere la propria qualità negli altri Stati che applicano il Regolamento, senza procedure speciali di riconoscimento. È facoltativo, e non sempre sostituisce gli atti nazionali.
4. Il Regolamento non riguarda le imposte. Gli adempimenti fiscali vanno verificati Paese per Paese.

Per cominciare servono pochi documenti: il certificato di morte con l'ultima residenza, il testamento se c'è, l'elenco dei beni divisi per Paese e i documenti sulle cittadinanze del defunto, comprese quelle precedenti.

La guida è nel primo commento.

Avv. Paolo D'Agostino, Studio Legale Associato D'Agostino, Ordine degli Avvocati di Roma

In quanti Paesi diversi vivono oggi i vostri familiari più stretti?

Chi ha provato a comprare una casa arrivata da una donazione conosce la scena: le cautele del notaio, la banca che fa di...
15/10/2026

Chi ha provato a comprare una casa arrivata da una donazione conosce la scena: le cautele del notaio, la banca che fa difficoltà sul mutuo, il venditore che non capisce perché.

Il motivo era il vecchio art. 563 del codice civile. Se alla morte del donante un legittimario, per esempio un figlio o il coniuge, risultava leso nella sua quota, poteva chiedere la riduzione della donazione e arrivare fino a chi aveva comprato l'immobile dal donatario, per farselo restituire. Il rischio durava vent'anni dalla trascrizione della donazione, e il coniuge e i parenti in linea retta potevano sospendere quel termine con un atto di opposizione.

La legge 182 del 2025, in vigore dal 18 dicembre 2025, ha riscritto gli articoli 561 e 563.

1. La riduzione della donazione non pregiudica più chi ha comprato l'immobile a titolo oneroso, fatti salvi gli effetti della trascrizione della domanda di riduzione. Di regola la casa non si recupera.
2. Il donatario deve compensare in denaro il legittimario, nella misura che serve a reintegrare la quota. Se il donatario è insolvente, può essere chiamato a pagare chi ha ricevuto il bene da lui gratuitamente, nei limiti del vantaggio avuto.
3. Il termine di vent'anni e l'atto di opposizione sono stati eliminati.

Per le successioni già aperte al 18 dicembre 2025 le vecchie regole restavano applicabili solo se entro il 18 giugno 2026 era stata notificata e trascritta la domanda di riduzione, oppure notificato e trascritto l'atto di opposizione alla donazione. Quel termine è passato.

Le conseguenze vanno in due direzioni opposte. Per chi compra una casa donata il rischio di restituzione si è ridotto di molto, e con esso uno dei motivi che rendevano più difficile ottenere il mutuo. Chi invece è stato leso nella legittima ha una tutela più debole: se il donatario ha venduto ed è insolvente, recuperare il valore della propria quota diventa più complicato, e i rimedi che restano vanno valutati caso per caso. Per questo, quando si sospetta una lesione, non conviene lasciar passare il tempo.

La guida su legittima e azione di riduzione è nel primo commento.

Avv. Paolo D'Agostino, Studio Legale Associato D'Agostino, Ordine degli Avvocati di Roma

Vi è mai capitato di rinunciare a comprare una casa, o di vedervi negare un mutuo, perché l'immobile veniva da una donazione?

Quando muore qualcuno, oggi una parte dell'eredità non si vede: account, foto nel cloud, saldi su piattaforme di pagamen...
13/10/2026

Quando muore qualcuno, oggi una parte dell'eredità non si vede: account, foto nel cloud, saldi su piattaforme di pagamento, cripto-attività, domini.

La prima cosa da capire è che dentro "l'eredità digitale" ci sono due cose diverse, con regole diverse.

Da una parte i dati personali del defunto: foto, messaggi, documenti. Qui il Codice privacy (art. 2-terdecies) consente di esercitare i diritti a chi ha un interesse proprio, a chi agisce come mandatario dell'interessato o per ragioni familiari meritevoli di protezione. L'interlocutore è il titolare del trattamento, che di solito è la piattaforma.

Dall'altra i beni che hanno un valore economico: cripto-attività, saldi, account che producono reddito. Questi entrano nell'eredità con le regole ordinarie della successione. Per gli account va verificato se esiste davvero un diritto patrimoniale trasferibile e che cosa prevedono le condizioni del servizio.

C'è poi un limite che nessun avvocato e nessun giudice possono superare. Se le cripto-attività stanno in un wallet che non è custodito da terzi e nessuno ha le chiavi private, non si recuperano. Il diritto dice che appartengono agli eredi, ma non esiste un gestore a cui chiedere di riaprire il wallet.

È l'unica materia successoria in cui quello che si fa prima vale più di tutto quello che si può fare dopo.

1. Un elenco dei servizi e dei wallet che si usano, e di dove stanno le credenziali. Non le password in chiaro.
2. Le credenziali in un posto raggiungibile dagli eredi, per esempio un gestore di password con accesso di emergenza.
3. Le seed phrase conservate fuori linea, e almeno una persona che sa dove sono.
4. Gli strumenti che le piattaforme già offrono, come il contatto erede o la gestione dell'account inattivo.
5. Chi non vuole che dopo la morte altri esercitino i diritti sui suoi dati può vietarlo, con una dichiarazione scritta, specifica e informata comunicata alla piattaforma. Il divieto non tocca i diritti patrimoniali degli eredi.

Chi prepara queste cose non evita la successione: la rende eseguibile.

La guida è nel primo commento.

Avv. Paolo D'Agostino, Studio Legale Associato D'Agostino, Ordine degli Avvocati di Roma

Quanti account o servizi online usate di cui nessuno in famiglia conosce l'esistenza?

"Quella non è la sua scrittura."Molte contestazioni di un testamento olografo, quello scritto a mano, cominciano così. E...
08/10/2026

"Quella non è la sua scrittura."

Molte contestazioni di un testamento olografo, quello scritto a mano, cominciano così. Ed è anche il caso in cui si sbaglia più spesso strada.

Per anni si è discusso su come si contesta l'autenticità di un olografo. Nel 2015 le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza 12307, hanno chiuso la questione: chi sostiene che il testamento non l'ha scritto il defunto deve proporre una domanda di accertamento, e la prova spetta a lui. Non basta dire "non la riconosco".

Di solito la prova si costruisce con una perizia grafologica, e la perizia ha bisogno di scritture di confronto sicuramente autentiche: lettere, assegni, moduli firmati, atti sottoscritti davanti al notaio. Senza quel materiale la perizia diventa molto più difficile, e a volte non arriva a una conclusione. Conviene cercarlo subito, prima che finisca in uno scatolone durante lo sgombero della casa.

Poi ci sono i termini, e qui si decide quasi tutto.

1. Olografo non scritto per intero di mano del testatore, o senza firma: il testamento è nullo, e la nullità si può far valere senza limiti di tempo.
2. Data mancante o incompleta, oppure testatore incapace di intendere e di volere quando ha scritto: il testamento è annullabile, entro cinque anni dal giorno in cui le disposizioni sono state eseguite.
3. Violenza, dolo o errore: cinque anni anche qui, ma dal giorno in cui si è scoperto il vizio.

Anche quando l'azione non si prescrive, aspettare ha un costo: nel frattempo chi possiede i beni può arrivare a usucapirli.

In materia di successioni, prima del giudice si passa dalla mediazione obbligatoria. Se però il termine dei cinque anni è vicino, la prima cosa da fare è interromperlo.

La guida, con la tabella dei termini, è nel primo commento.

Avv. Paolo D'Agostino, Studio Legale Associato D'Agostino, Ordine degli Avvocati di Roma

Sapreste dire oggi dove si trova una lettera o un assegno scritto a mano da un vostro genitore?

Nel palazzo c'è un appartamento chiuso da anni. Il proprietario è morto, i parenti non si sono mai fatti vivi o nessuno ...
06/10/2026

Nel palazzo c'è un appartamento chiuso da anni. Il proprietario è morto, i parenti non si sono mai fatti vivi o nessuno sa chi siano, e le spese condominiali si accumulano.

A chi si chiede di pagare, se nessuno ha accettato l'eredità?

Il codice civile ha una risposta precisa, che conoscono in pochi: l'eredità giacente. Quando il chiamato all'eredità non ha accettato e non è nel possesso dei beni, il tribunale del circondario in cui si è aperta la successione può nominare un curatore (art. 528 c.c.). La nomina la può chiedere chiunque abbia interesse, per esempio un creditore o il condominio, e il tribunale può provvedere anche d'ufficio.

Che cosa fa il curatore.

1. Fa l'inventario dei beni dell'eredità.
2. Custodisce e amministra il patrimonio, perché non si disperda e non perda valore.
3. Per gli atti che vanno oltre l'ordinaria amministrazione, come vendere un immobile per pagare i debiti, chiede l'autorizzazione al giudice.
4. Rende conto della gestione al tribunale.

Un punto che si fraintende spesso: il curatore non diventa erede e non acquista nulla. Svolge un ufficio temporaneo, che finisce quando qualcuno accetta l'eredità o per un'altra causa prevista dalla legge. Nel frattempo i creditori hanno finalmente un interlocutore a cui presentare i documenti del proprio credito, e i possibili eredi restano liberi di decidere se accettare, accettare con beneficio d'inventario o rinunciare, finché la legge lo consente.

Dal 2021 sono iscritto nell'albo dei curatori di eredità giacenti del Tribunale Civile di Roma. Lo studio assiste anche creditori, chiamati ed eredi nelle questioni che nascono intorno alla giacenza.

La guida è nel primo commento.

Avv. Paolo D'Agostino, Studio Legale Associato D'Agostino, Ordine degli Avvocati di Roma

Nel vostro palazzo c'è un appartamento rimasto vuoto dopo la morte del proprietario, e da quanti anni?

Per molte imprese entrate nell'elenco NIS2 nel 2025, il primo termine sulle misure di sicurezza cade in ottobre.Il d.lgs...
01/10/2026

Per molte imprese entrate nell'elenco NIS2 nel 2025, il primo termine sulle misure di sicurezza cade in ottobre.

Il d.lgs. 138/2024, che ha recepito la direttiva NIS2, dà diciotto mesi dalla comunicazione con cui l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha inserito l'impresa nell'elenco. Le comunicazioni sono arrivate per lo più ad aprile 2025, quindi per la maggior parte delle imprese la scadenza cade nell'ottobre 2026. Non è però una data uguale per tutti: il conto parte dalla propria comunicazione, e la prima cosa da fare è ritrovarla e guardare il giorno.

La parte che sorprende di più riguarda il vertice dell'impresa. La norma chiama in causa direttamente il consiglio di amministrazione, o l'amministratore unico.

1. Sono gli organi di amministrazione ad approvare le modalità con cui l'impresa attua le misure di sicurezza.
2. Sono loro a sovrintendere all'attuazione, e devono seguire una formazione specifica.
3. Sono loro a rispondere delle violazioni.

La cybersicurezza, quindi, non si può più delegare per intero al reparto informatico o al fornitore esterno. Serve poter dimostrare che l'organo di amministrazione ha approvato le misure, chi fa cosa e che la formazione c'è stata.

Per le imprese il massimo delle sanzioni è di 10 milioni di euro o del 2% del fatturato annuo mondiale per i soggetti essenziali, di 7 milioni o dell'1,4% per quelli importanti, prendendo il valore più alto fra i due. In caso di controllo, però, conta soprattutto poter documentare le decisioni prese dal vertice e come sono state attuate.

Per i nuovi soggetti inseriti nel 2026 il meccanismo è diverso e le date sono uguali per tutti: 1° gennaio 2027 per le notifiche degli incidenti, 31 luglio 2027 per le misure di base.

Sulla parte tecnica lo studio lavora con specialisti di sicurezza informatica esterni, o con quelli già scelti dall'impresa. La parte legale sta sopra: perimetro, governance, responsabilità, contratti con i fornitori.

La guida completa, con lo scadenzario, è nel primo commento.

Avv. Paolo D'Agostino, Studio Legale Associato D'Agostino, Ordine degli Avvocati di Roma

Nella vostra impresa l'organo di amministrazione ha già approvato formalmente le misure NIS2: sì, no o non lo so?

Ho rifatto il sito dello studio partendo dalle frasi che sento più spesso quando qualcuno viene a parlarmi di una succes...
29/09/2026

Ho rifatto il sito dello studio partendo dalle frasi che sento più spesso quando qualcuno viene a parlarmi di una successione.

"Mio padre è morto e non ha lasciato testamento."
"Nel testamento a me non è rimasto quasi niente."
"Mio fratello vive nella casa e non vuole dividere."
"Ho paura di ereditare dei debiti."

Per ognuna c'è una guida di una pagina, scritta per chi non fa l'avvocato di mestiere, con le norme di riferimento e la data dell'ultimo aggiornamento.

Tre cose che conviene sapere subito.

1. La quota di legittima si difende con l'azione di riduzione, che si prescrive in dieci anni. Il termine però non parte sempre dallo stesso giorno. Se la lesione deriva dal testamento, i dieci anni decorrono da quando il chiamato in base al testamento accetta l'eredità. Se deriva da donazioni fatte in vita, decorrono dall'apertura della successione, cioè dalla morte, anche se chi è stato leso se ne accorge più tardi.

2. Un'eredità si può accettare anche senza firmare niente: alcuni comportamenti valgono come accettazione. Se si accetta senza beneficio d'inventario, dei debiti del defunto si risponde anche con il proprio patrimonio. Attenzione se si è già in possesso di beni dell'eredità, a qualsiasi titolo: l'inventario va fatto entro tre mesi dalla morte o da quando si è saputo di essere chiamati all'eredità. Se il termine scade, si è considerati eredi puri e semplici.

3. In linea generale ciascun coerede può chiedere la divisione, salvo i casi in cui la legge o il testatore consentono di rinviarla. Se la casa non è comodamente divisibile, la legge prevede di attribuirla per intero a un coerede, preferibilmente a chi ha la quota maggiore, o a più coeredi che la chiedono insieme, con un conguaglio in denaro agli altri. Si vende solo se nessun coerede chiede che la casa gli venga attribuita.

Nel sito c'è anche l'altra area dello studio, il diritto della cybersicurezza per le imprese: NIS2, notifica degli incidenti, responsabilità degli amministratori.

I link alle guide sono nel primo commento.

Avv. Paolo D'Agostino, Studio Legale Associato D'Agostino, Ordine degli Avvocati di Roma

Qual è la domanda sulle successioni a cui non avete ancora trovato una risposta chiara?

Buongiorno e buona riflessione:
30/06/2026

Buongiorno e buona riflessione:

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14/09/2022

Ah le separazioni, quelle belle😻🙊☠️🥳🤭🤪😋😜🤩💔👌⌚⌚⌚⌚⌚⌚⌚⌚🤹‍♀️👑👑👑🤘😈🤟📞i

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