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🏖️ Lido sequestrato: quando puoi chiedere la restituzione dell’abbonamento?Se hai già pagato un abbonamento e il lido no...
28/05/2026

🏖️ Lido sequestrato: quando puoi chiedere la restituzione dell’abbonamento?

Se hai già pagato un abbonamento e il lido non può più offrire il servizio a causa del sequestro di alcune strutture, potresti avere diritto alla restituzione delle somme versate.

✔️ In sintesi:
se il servizio è diventato del tutto impossibile, può spettare la restituzione totale;
se il problema riguarda solo una parte dei servizi, può spettare una riduzione del corrispettivo o il recesso;
negli abbonamenti stagionali, anche poche settimane p***e possono fare una grande differenza.

👉 Per tutelarti è importante conservare ogni prova del pagamento: ricevute, bonifici, fatture, conferme di prenotazione o altri documenti utili.
Se il rimborso non arriva spontaneamente, esistono strumenti legali per richiederlo!

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Le informazioni qui riportate hanno carattere informativo e non sostituiscono consulenza legale.

⛱️ Sequestro del lido e restituzione dell’abbonamento:  quando spetta la restituzione?🎯Il punto dell’Avvocato GiandottiN...
25/05/2026

⛱️ Sequestro del lido e restituzione dell’abbonamento: quando spetta la restituzione?
🎯Il punto dell’Avvocato Giandotti

Nel caso in cui il servizio reso da uno stabilimento balneare non possa più essere erogato a causa del sequestro di una o più strutture, il cliente che abbia già versato il corrispettivo dell’abbonamento può avere diritto alla restituzione, totale o parziale, delle somme pagate.

Quando l’impossibilità della prestazione è totale, trova applicazione l’art. 1463 c.c., con conseguente risoluzione del contratto e obbligo di restituzione di quanto già ricevuto.

Se invece l’impossibilità è solo parziale, opera l’art. 1464 c.c., che consente al creditore di ottenere una riduzione proporzionale della controprestazione oppure di recedere dal contratto, laddove non abbia più un apprezzabile interesse all’adempimento parziale.

Negli abbonamenti stagionali, anche un sequestro di poche settimane nel pieno dell’estate può incidere in modo decisivo sull’utilità concreta della prestazione.

Per ottenere tutela, è importante documentare il pagamento e allegare ogni elemento utile a dimostrare l’esistenza del rapporto contrattuale e l’avvenuta impossibilità di fruire del servizio.

In mancanza di spontanea restituzione, il credito può essere fatto valere anche in sede giudiziale, ove adeguatamente documentato.

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15/05/2026

Sequestro dei lidi e diritto al rimborso del corrispettivo:

Con l’avvio della stagione balneare e i numerosi sequestri che hanno interessato diversi stabilimenti, si è posto il problema della sorte degli abbonamenti già sottoscritti dagli utenti, specie ove il corrispettivo sia stato integralmente versato in via anticipata.

La questione, sotto il profilo giuridico, è meno controversa di quanto possa apparire, ma richiede alcune precisazioni.

Il rapporto tra gestore dello stabilimento e utente integra un contratto atipico a prestazioni corrispettive, qualificabile come contratto misto, nel quale confluiscono elementi della locazione (uso della cabina e dell’ombrellone) e della prestazione di servizi (accesso e fruizione delle ulteriori strutture: ristorante, piscina, aree attrezzate, ecc.).

Laddove intervenga un provvedimento di sequestro che incida sulle strutture essenziali per l’erogazione del servizio, si configura un’ipotesi di impossibilità sopravvenuta della prestazione.

Se tale impossibilità è totale – vale a dire quando il sequestro impedisce la fruizione dell’utilità principale p***eguita dall’utente – il contratto si risolve ai sensi dell’art. 1463 c.c., con conseguente obbligo del gestore di restituire quanto percepito, essendo venuta meno la causa giustificativa della prestazione dell’utente.

Diversamente, qualora l’impossibilità sia solo parziale (ad esempio, in caso di interdizione di solo alcune strutture accessorie), trova applicazione l’art. 1464 c.c.: in tal caso l’utente avrà diritto a una riduzione proporzionale del corrispettivo, ovvero potrà recedere dal contratto se non ha un interesse apprezzabile alla prestazione residua. Si fa l’esempio dello stabilimento che vede sequestrate solo le cabine, ma che comunque può continuare a offrire il servizio ombrelloni e lettini.

Ció, tuttavia, non riguarda l’accesso al mare. L’accesso al mare è di base libero e non può essere oggetto di alcun corrispettivo. L’abbonato non paga la prestazione per l’accesso al mare, ma per beneficiare degli altri servizi offerti in via esclusiva dall’impresa.

Ai fini del diritto alla restituzione, è irrilevante che l’impossibilità derivi o meno da fatto imputabile al gestore, essendo sufficiente che la prestazione sia divenuta oggettivamente ineseguibile.

Il profilo dell’imputabilità rileva, invece, sul piano risarcitorio. Ove il sequestro sia riconducibile a violazioni imputabili al gestore, questi risponderà ex art. 1218 c.c. dei danni subiti dall’utente. Tra questi possono rientrare, ove adeguatamente provati, anche i maggiori costi sostenuti per fruire di servizi analoghi presso altro stabilimento balneare, purché conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento ai sensi dell’art. 1223 c.c.

13/05/2026

L’ascolto del minore non è un gesto simbolico: è uno strumento concreto di tutela.

Nei procedimenti che riguardano i più piccoli, il modo in cui la loro voce viene raccolta fa parte della qualità stessa della giustizia.
Il giudice può procedere direttamente all’ascolto oppure, quando il caso lo richiede, avvalersi della figura del curatore speciale del minore, chiamato a rappresentarne gli interessi nel procedimento e a garantire che la sua posizione non resti ai margini della decisione.
L’avv. Simona Fornasari è curatore speciale iscritta nelle liste del Tribunale di Roma.

Questo passaggio è importante perché non si tratta soltanto di “far parlare” un bambino, ma di costruire un contesto adatto, rispettoso della sua età, della sua maturità e della delicatezza della situazione che sta vivendo.
Per questo l’ascolto deve essere affrontato con attenzione, competenza e sensibilità: è uno dei punti in cui il diritto incontra davvero la persona.

Nel lavoro quotidiano dello Studio Legale Giandotti Fornasari, la tutela dei minori passa anche da qui: dal saper dare forma giuridica a una voce fragile, ma essenziale.
È così che una procedura diventa più giusta, perché più vicina alla realtà concreta del minore.

💾 Salva il post per ricordarlo, 💬 commenta se pensi che la giustizia debba essere più vicina alle persone, 🔁 condividilo per diffondere consapevolezza.

Dare voce ai più piccoli è il primo passo per una giustizia davvero giusta.Nel diritto dei minori, ascoltare non signifi...
24/04/2026

Dare voce ai più piccoli è il primo passo per una giustizia davvero giusta.

Nel diritto dei minori, ascoltare non significa solo sentire delle parole, ma riconoscere bisogni, paure e desideri che spesso restano in silenzio.

L’ascolto del minore è infatti un diritto fondamentale, sancito dalla legge e dalle convenzioni internazionali.
Nei procedimenti che riguardano i minori, come separazioni conflittuali, abusi in famiglia o situazioni di abbandono, questo ascolto può essere svolto direttamente dal giudice oppure, più spesso, delegato al curatore speciale del minore, nominato dal Tribunale per rappresentarlo e dare voce ai suoi interessi nel procedimento.
L’avv. Simona Fornasari è curatore speciale iscritta nelle liste del Tribunale di Roma.

È un passaggio delicato, che richiede sensibilità, equilibrio e attenzione, perché dietro ogni procedimento ci sono sempre persone, relazioni e fragilità da proteggere.

Ricorda: una giustizia davvero giusta comincia dall’ascolto.

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Un danno non è sempre indice di risarcimento automatico 🙅‍♂️La legge discrimina tra emozioni, inconvenienti e danni effe...
17/04/2026

Un danno non è sempre indice di risarcimento automatico 🙅‍♂️
La legge discrimina tra emozioni, inconvenienti e danni effettivamente risarcibili.
Oggi ti aiutiamo a capire se la tua situazione rientra nella giusta categoria.

Spesso si pensa che qualsiasi danno debba tradursi in un pagamento, ma la realtà è più complessa.

Per avere diritto a un risarcimento, la legge chiede:
che il danno sia reale e misurabile;
che esista un nesso chiaro tra la condotta e la conseguenza;
che la responsabilità sia giuridicamente provata.

Un avvocato non serve per “forzare” la giustizia, ma per tradurre la tua esperienza in un’istanza legale solida e credibile.
Così il tuo diritto al risarcimento è valutato con criteri equilibrati, non sulla base di rabbia o frustrazione.

Hai vissuto una situazione in cui hai subito un danno?
Non sei sicuro se il risarcimento sia legittimo né quali documenti servono?
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Hai firmato un contratto di affitto ma vorresti recedere? Attenzione: non è sempre possibile farlo senza conseguenze.Mol...
08/04/2026

Hai firmato un contratto di affitto ma vorresti recedere? Attenzione: non è sempre possibile farlo senza conseguenze.
Molti inquilini pensano di poter interrompere il contratto in qualsiasi momento, ma la legge prevede condizioni precise. Conoscerle ti permette di agire con consapevolezza e evitare controversie, penali o costi inaspettati.

Ecco quando puoi recedere davvero:
✅ Per motivi gravi e documentabili (es. trasferimento per lavoro, gravi problemi di salute).
È necessario dare un preavviso, solitamente di 6 mesi, a meno che il contratto non preveda diversamente.
✅ Se la casa presenta vizi occulti o problemi non dichiarati (es. infiltrazioni, impianti non a norma).
In questi casi, puoi chiedere la risoluzione del contratto o una riduzione del canone.

⚠️ In tutti gli altri casi, recedere senza un valido motivo può comportare il pagamento di penali o la perdita della cauzione.

Cosa fare prima di recedere?
Leggi attentamente il contratto: verifica clausole su preavviso, penali e modalità di recesso.
Documenta tutto: raccogli prove (foto, email, perizie) se ci sono problemi nell’immobile.
Consulta un legale: un avvocato specializzato in diritto civile può aiutarti a valutare la tua posizione e a negoziare con il proprietario.
Proteggi i tuoi diritti, agisci con consapevolezza.

👉 Un’uscita gestita correttamente evita tensioni, costi e controversie legali.
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Prezzo della benzina troppo alto? La legge prevede strumenti di controllo per i consumatori.Con l’aumento dei prezzi di ...
27/03/2026

Prezzo della benzina troppo alto? La legge prevede strumenti di controllo per i consumatori.

Con l’aumento dei prezzi di benzina e diesel, molti automobilisti si chiedono se il costo praticato da alcuni distributori sia davvero corretto o se possa esserci un’anomalia rispetto al mercato.

Per garantire maggiore trasparenza, la normativa impone ai gestori delle stazioni di servizio un obbligo preciso: esporre il prezzo medio regionale dei carburanti aggiornato ogni giorno.

Questo cartello deve essere ben visibile nell’area di rifornimento e consente ai cittadini di confrontare il prezzo praticato dal distributore con la media del territorio.
Per gli impianti situati in autostrada, invece, il riferimento è il prezzo medio nazionale.

Se il prezzo medio non viene esposto o non viene aggiornato correttamente, la legge prevede sanzioni amministrative da 200 a 2.000 euro per ogni giorno di violazione.
In caso di reiterazione delle irregolarità, può essere disposta anche la sospensione dell’attività fino a 30 giorni.

I controlli sono affidati alla Guardia di Finanza.

Per verificare i prezzi praticati nella propria zona, i consumatori possono utilizzare anche l’Osservaprezzi carburanti, il portale pubblico del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che permette di consultare e confrontare i prezzi comunicati dai distributori.

Se un prezzo appare particolarmente elevato o anomalo, è possibile segnalarlo attraverso il servizio online “Segnala Prezzi”, che consente alle autorità competenti di effettuare verifiche.

Nei casi più gravi, resta sempre possibile presentare una segnalazione o denuncia alla Guardia di Finanza.

📌 Conoscere queste regole aiuta i consumatori a orientarsi e a tutelarsi.

➡️ Salva questo post per ricordare come verificare il prezzo dei carburanti.

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🏠 Mutuo e difficoltà economiche: posso chiedere una sospensione?Perdere il lavoro, subire una riduzione dell’orario, aff...
27/02/2026

🏠 Mutuo e difficoltà economiche: posso chiedere una sospensione?

Perdere il lavoro, subire una riduzione dell’orario, affrontare una malattia o una separazione possono rendere improvvisamente difficile pagare le rate del mutuo.

In queste situazioni, esistono strumenti che possono aiutare.

Tra le principali soluzioni:

✔ Fondo di solidarietà per i mutui prima casa
Consente, in presenza di determinati requisiti, di sospendere temporaneamente il pagamento delle rate in caso di perdita del lavoro, riduzione dell’orario, grave disabilità o morte di uno dei mutuatari.

✔ Accordi con la banca
È possibile chiedere una rinegoziazione del mutuo, ad esempio:

allungando la durata

modificando il tasso

riducendo temporaneamente l’importo della rata

✔ Moratorie straordinarie
In particolari periodi o situazioni economiche generali, possono essere previste misure temporanee di sospensione.

⚠️ Attenzione: ogni strumento richiede requisiti precisi e una richiesta formale.
Aspettare troppo può portare a segnalazioni in centrale rischi o all’avvio di procedure esecutive.

Informarsi per tempo è fondamentale per proteggere la propria abitazione e trovare soluzioni sostenibili.

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Il proprietario può trattenere la cauzione? Solo in questi casiAlla fine di un contratto di locazione, il deposito cauzi...
07/02/2026

Il proprietario può trattenere la cauzione? Solo in questi casi

Alla fine di un contratto di locazione, il deposito cauzionale deve essere restituito all’inquilino, salvo la presenza di danni documentati all’immobile o morosità.

Il proprietario non può trattenerlo automaticamente né utilizzarlo come pagamento dell’ultima mensilità, a meno che questa possibilità non sia prevista espressamente nel contratto.

Se la restituzione viene ritardata o negata senza una motivazione valida, l’inquilino ha diritto di richiederla formalmente e può agire per ottenerla anche con il riconoscimento degli interessi maturati.

Spesso nascono conflitti proprio nella fase di riconsegna dell’immobile, ma conoscere le regole consente di prevenire abusi e tutelare entrambe le parti.

Ricordiamo che la tutela legale è pienamente efficace solo se il contratto di locazione è regolarmente registrato.

➡️ Salva questo post se sei in affitto o stai per lasciare casa
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