25/06/2020
Nel 2020 ancora e ancora si pensa che sia la donna a dover scegliere tra lavoro e famiglia..siamo davvero molto indietro
Da una parte Raffaele Morelli, psichiatra, psicoterapeuta televisivo, anche se sull’educazione emotiva e sulle distinzioni di genere ha idee tra il retrogrado e il maschilismo puro.
Dall’altra Michela Murgia, scrittrice, attivista, ora anche voce radiofonica urticante e mai banale.
In un’intervista Morelli ha detto cose di questo tipo.
“Se una donna esce di casa e gli uomini non le mettono gli occhi addosso, deve preoccuparsi”.
E ancora:
“La donna è la regina della forma, suscita il desiderio. Guai se non fosse così.”
Raggiunto telefonicamente, allora, da Michela Murgia a “Radio Capital”, è riuscito addirittura a fare di peggio.
“Le bambine devono giocare con le bambole per mantenere la loro radice femminile” ha sentenziato, sempre e provocatoriamente continuando a dare del “tu” a Murgia durante tutta l’intervista.
Solo che Michela ha una grave “colpa” agli occhi di gente come Morelli: non se ne sta della prima risposta, incalza, replica (“I bambini non giocano con le bambole? Forse perché non gliele diamo”), rintuzza (“Mi dia de lei, come faccio io, grazie!”) arriva addirittura a osare la cosa più intollerabile per un maschilista: confrontarsi da pari a pari.
Così, a un certo punto, il nostro, non avendo più argomenti e non sapendo più come uscire dal labirinto di stereotipi e luoghi comuni in cui si è infilato da solo, comincia ad urlare.
“Zitta, ascolta! Fai domande cretine!”
Infine butta giù.
In soli tre minuti Michela è riuscita a mettere a n**o tutta l’ipocrisia di questo maschilismo tossico e pure un po’ omofobo. E lo ha fatto senza insultare, né perdere la pazienza. Facendo solo delle domande.
E pretendendo delle risposte.
Applausi.