24/10/2025
🌫️ Novara e la qualità dell’aria: quando i “dati mancanti” non significano aria più pulita
Nel 2024 Novara si è piazzata al 78° posto su 85 nel rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente per le concentrazioni di ozono.
Un dato allarmante: 54 giorni di superamento del limite massimo (25), più del doppio di quanto consentito per la protezione della salute umana.
Nel 2025 il numero sembra in calo, ma è un’illusione ottica.
Non perché l’aria sia migliorata, ma perché la centralina Arpa di viale Verdi è rimasta a lungo fuori uso proprio nei mesi critici, lasciando scoperti 36 giorni estivi in cui le condizioni meteo erano perfette per la formazione dell’ozono.
E nei giorni di cui abbiamo i dati, quasi sempre il limite è stato superato.
☀️ L’ozono è un inquinante “secondario”, figlio delle nostre attività quotidiane: traffico, combustioni, industrie.
Nasce quando ossidi di azoto e composti organici volatili reagiscono con sole intenso e aria stagnante.
I suoi effetti non sono invisibili: irritazioni, tosse, dolore al petto e difficoltà respiratorie colpiscono soprattutto bambini, anziani e persone fragili.
📉 Diversa la situazione delle polveri sottili (PM10), più tipiche dei mesi freddi.
Qui Novara mostra segnali di progresso: solo 25 superamenti nel 2024, entro i limiti di legge, grazie a mezzi pubblici meno inquinanti e interventi strutturali.
Nel 2025, però, già 12 superamenti, di cui 5 consecutivi a ottobre, quando — secondo l’Accordo di Bacino Padano — sarebbe dovuta scattare l’allerta arancione.
Ma nessuna comunicazione ufficiale è arrivata.