05/10/2022
CONTRO OGNI AUMENTO E CONTRO OGNI IPOTESI DI RIDUZIONE RENDIMENTI (di Antonino Galletti) - Lista Galletti: fatti, non parole ed inutili allarmismi.
Alle Cassandre che in questi giorni hanno preconizzato sfracelli contributivi, a tutti quelli che – come a suo tempo denunciato – vendono la botte piena e la moglie ubriaca, terminate le elezioni per il rinovo del comitato dei delegati di Cassa forense, ritengo opportuno rispondere, sperando di fare chiarezza a beneficio dei tanti amici che non si ritengono esperti di diritto previdenziale forense per il solo fatto di avere superato l'esame di diritto del lavoro all'università e che non hanno motivi personali di risentimento contro le Istituzioni forensi.
Procediamo con ordine.
▶️1. Sulla diminuzione del moltiplicatore per il calcolo delle pensioni dall'1,40 all'1,30%.
La riduzione del montante contributivo è già stata approvata dal Comitato dei Delegati lo scorso mese di settembre. Come rappresentanti della Lista Galletti ci batteremo affinché – non appena le condizioni lo consentiranno - il montante venga aumentato nuovamente. Va tuttavia precisato che la riduzione dello 0,10% ha rappresentato la misura minima possibile per garantire la stabilità dell’Ente entro il lunghissimo arco temporale di sostenibilità previsto dal legislatore (oggi 30 anni) e che i colleghi che l'hanno votata sono anch'essi avvocati come noi e, dunque, destinatari degli effetti della disposizione e, dunque, qualunque soggetto dotato di senno comprenderà che se l'hanno votata... era davvero indispensabile (io non c'ero ed avrei gioco facile ad accusare gli altri, ma sarebbe davvero poco serio).
▶️2. Sulla riduzione delle pensioni integrate al minimo.
Questa riduzione è già stata approvata. La mozione della Lista Galletti per limitarne la riduzione non è stata approvata per pochi voti. Tra i voti mancanti anche quelli di taluni che oggi si lamentano. Anche questo passaggio della riforma dovrà essere corretto, non appena possibile. Le attuali pensioni integrate al minimo in ogni caso erano del 50% superiori a quelle previste da altri sistemi previdenziali. Con la riforma saranno equiparate a quelle erogate dagli altri enti. Si ricorda che l’integrazione al minimo avviene nel caso in cui il collega non abbia versato contributi sufficienti ad ottenerlo. L’integrazione, non potendo Cassa ricorrere a sovvenzioni pubbliche, è fatta esclusivamente con i contributi versati dai colleghi.
▶️3. Sull'aumento dei contributi dal 15 al 17%.
L’ipotesi sottoposta all'esame del Comitato dei Delegati prevede l’aumento di un punto percentuale nel 2024 e di un altro punto nel 2026. I delegati della lista Galletti hanno già presentato un emendamento per lasciare inalterata la contribuzione attuale. L'aumento è solo eventuale nell'ipotesi in cui gli studi attuariali, nonostante gli emendamenti presentati nel comitato dei delegati, dovessero determinarsi nel senso della non sostenibilità del sistema a 30 anni. In ogni caso, gli aumenti riguarderebbero la quota di soggettivo relativa alle eccedenze. In un sistema contributivo l’aumento dei contributi soggettivi va ad esclusivo vantaggio di chi li versa migliorando la sua pensione. A coloro che anelano il passaggio alla gestione separata INPS, sarà sufficiente ricordare che questa attualmente prevede una contribuzione del 24.7%.
▶️4. Sull'aumento dei contributi per i pensionati attivi dal 7,5 al 10%, con innalzamento del tetto pensionabile a 120.000 euro.
In ogni caso, i pensionati pagheranno sempre in misura ridotta rispetto agli altri avvocati non pensionati.
Contro il passaggio dal 7,5% al 10% in ogni caso i delegati della Lista Galletti hanno già presentato un emendamento per lasciare inalterate le percentuali.
In caso di aumento, saranno reintrodotti i supplementi di pensione ed in tal modo i maggiori contributi andranno ad incrementare la pensione in essere.
▶️5. Sul mantenimento dell'attuale sistema di sanzioni ed interessi.
Per le sanzioni sono già previste graduazioni e la Lista Galletti ha presentato emendamenti per consentire il pagamento sino a 10 anni. Si deve favorire il rientro di chi è rimasto indietro, ma si deve tutelare chi adempie regolarmente. Non tutti coloro che pagano in ritardo sono in condizioni di oggettiva fragilità; altri, ritenendosi più furbi, preferiscono investire i loro denari altrove (magari in immobili e beni di lusso)... salvo però beneficiare dell'assistenza comunque garantita da Cassa forense con i versamenti di chi è in regola nonostante i sacrifici.
Fin qui le doverose e spero utili precisazioni che ritengo possano essere apprezzate proprio perché sostenute da chi, non essendo ancora neppure stato proclamato eletto, avrebbe gioco facile ad addossare colpe e responsabilità a chi invece è da tempo presente in Cassa forense, ma anziché rendere doverosamente il conto di quanto fatto in concreto nel corso degli anni, preferisce invece instillare rancore verso l'ente che tutti ci rappresenta.
Ci però altri aspetti che i soliti venditori di fumo, ormai per fortuna sempre più solitari, omettono di spiegare.
E allora cerchiamo di fare chiarezza tra di noi.
✅1. Perché una riforma del sistema previdenziale?
La riforma è stata decisa per garantire la sostenibilità ultra trentennale del sistema, messa a rischio dalla situazione demografica e reddituale della categoria. Come Lista Galletti tuttavia ci siamo battuti e continueremo a farlo per rendere la riforma più rispondente alle esigenze della categoria e sempre e comunque rispettosa dei diritti quesiti.
✅2. Perché è stato deciso che la riforma va fatta ora?
Il legislatore ha imposto a Cassa Forense di garantire, sulla base dei dati del Bilancio Tecnico, la sostenibilità del sistema per trenta anni. Le proiezioni dell’ultimo Bilancio Tecnico, sulla base dei dati demografici e reddituali previsti, garantiscono la sostenibilità per 28 anni.
✅3. Perché è necessario garantire il patrimonio di cassa forense?
Il patrimonio di cassa forense servirà a garantire l’erogazione delle prestazioni anche quando il numero dei pensionati sarà pari a quello degli iscritti, senza gravare quest’ultimi di contributi insostenibili.
✅4. Perché il passaggio da un sistema retributivo ad un sistema contributivo?
Il sistema contributivo è stato oramai adottato da tutti i sistemi previdenziali, in quanto garantisce una maggiore sostenibilità e rende più diretto il rapporto tra contributi versati e prestazioni previdenziali.
✅5. Con la riforma cosa succede ai contributi minimi?
I contributi minimi saranno ridotti, ma questo nessun profeta di sventure lo ha detto.
Oltre il 60% degli avvocati italiani, che pagano solo i contributi minimi, andranno pertanto a pagare di meno.
✅6. Saranno messe in discussione le pensioni di chi già le riceve? No. Le previsioni di riforma lasceranno inalterate le pensioni erogate.
La riforma, pertanto, prevede il rispetto sia dei diritti quesiti, sia delle aspettative di chi ha già svolto buona parte del suo percorso previdenziale.
✅7. Cosa succederà al 4% del contributo integrativo?
Il 4% è il contributo pagato dai clienti, sino ad oggi non veniva in alcun modo computato in favore di chi lo riceveva e lo riversava in Cassa.
L’1%, ove la riforma dovesse andare in vigore, sarebbe imputato a favore dei trattamenti previdenziali del singolo, andando ad aumentare il suo montante contributivo. Il restante 3% continuerebbe ad andare in favore dell’assistenza e del sistema in generale.
✅8. La riforma prevede vantaggi per le donne?
E’ previsto i riconoscimento di un anno di anzianità contributiva in caso di parto o adozione.
🔵Questi sono i fatti oggettivi: le conclusioni ciascuno le può trarre da solo (meglio se dopo avere studiato il complesso sistema previdenziale forense).