Studio Legale Salamandra

Studio Legale Salamandra Studio legale giovane e dinamico, specializzato in diritto penale, diritto sportivo e consulenza aziendale.

Lo studio si avvale della collaborazione di professionisti qualificati, specializzati in diritto civile, amministrativo, tributario e finanziario.

Auguri a tutti gli assistiti dello Studio Legale Salamandra e che il 2022 possa riportare la serenità e i sorrisi nella ...
31/12/2021

Auguri a tutti gli assistiti dello Studio Legale Salamandra e che il 2022 possa riportare la serenità e i sorrisi nella vita di tutti noi 🍀

Un traguardo importante per tutte le vittime di violenza.
28/05/2020

Un traguardo importante per tutte le vittime di violenza.

🔴 VIOLENZA SULLE DONNE 🔴 PATROCINIO LEGALE GRATUITO PER LE VITTIME ‼️ Approvato il Protocollo d’Intesa per definire le modalità di accesso al “Patrocinio legale” in favore delle donne vittime di violenza - senza limiti d’età e che non dispongono di un reddito sufficiente ad assicurarsi un’adeguata difesa - al fine di garantire loro l’assistenza legale in ambito penale e civile‼️
La Giunta Regionale del Lazio approva il Protocollo d’Intesa con l'Ordine degli Avvocati di Roma e definisce le modalità di accesso al “Patrocinio legale” in favore delle donne vittime di violenza - senza limiti d’età e che non dispongono di un reddito sufficiente ad assicurarsi un’adeguata difesa - al fine di garantire loro l’assistenza legale in ambito penale e civile. Il Protocollo prevede inoltre la costituzione di un Elenco di avvocati patrocinanti, i in materia civile o penale, con una esperienza e formazione continua e specifica nel settore della violenza di genere da aggiornarsi annualmente.
▶️ http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=newsDettaglio&id=5558 ◀️
⚠️ NON DIMENTICARE 🔴 TUTTI GLI ALTRI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE QUI ➡️ https://www.ordineavvocatiroma.it/emergenza-coronavirus/

15/05/2020

Quanto pesa la giustizia a Roma?
Per una volta abbiamo una risposta certa: ben 8 kg!
Per districarsi in un mare magnum di norme, circolari e linee guida, il cittadino non può che affidarsi ad un operatore del diritto preparato e aggiornato.

Hai un problema legale? Contattaci in privato, cercheremo insieme una soluzione.

02/05/2020

Valerio de Gioia, coautore con Giorgia Papiri, presenta un estratto che correda il webinar del 3 maggio 2020 con gli Avv.ti Roberto Cataldi e Paolo M. Storani

Novità (finalmente positive) sul processo penale telematico. Il processo penale non può essere dematerializzato, nemmeno...
30/04/2020

Novità (finalmente positive) sul processo penale telematico.
Il processo penale non può essere dematerializzato, nemmeno per la straordinaria contingenza che stiamo vivendo.
Il processo penale non solo si tiene in un’aula di giustizia: il processo È la stessa aula di giustizia.

IL PROCESSO DA REMOTO DRASTICAMENTE RIDIMENSIONATO.
ISTRUTTORIA DIBATTIMENTALE, DISCUSSIONE , CAMERA DI CONSIGLIO RIGOROSAMENTE IN AULA.

Cari Soci,
Giunge finalmente la notizia dell’approvazione del
Decreto che riduce drasticamente le ipotesi di processo da remoto.
Tutti noi abbiamo cercato di contrastare, in tutte le sedi e in tutti i modi, una riforma scellerata che avrebbe distrutto i principi fondamentali del giusto processo.
Complimenti vivissimi, quindi , alla Giunta U.C.P.I. e a tutti i penalisti italiani per lo sforzo prodotto in tutte le sedi di confronto .
Possiamo oggi dire che tale metodo, proposto all’unanimità dal Consiglio delle Camere Penali, non solo è risultato l’unico possibile per un soggetto consapevole della fondatezza dei propri argomenti e , sia detto senza falsa modestia, della forza della propria soggettività politica, ma è risultato quello che ha dato dei frutti concreti.
Volendo trarre una conclusione e forse un insegnamento , bene ha fatto il movimento dei penalisti italiani a smarcarsi dal mantra “ astensioni e dimissioni” invocato come unica via da percorrere.
Sia chiaro, accanto alle luci residuano ombre. Evidenziate dallo stesso comunicato U.C.P.I. di seguito riportato . Ma non abbiamo nessuna intenzione di fermarci .
Cesare Placanica

COMUNICATO U.C.P.I.
La esclusione dalla celebrazione del processo penale da remoto della intera istruttoria dibattimentale, delle discussioni e delle conseguenti camere di consiglio, rappresenta un ripensamento decisivo del quale occorre dare atto alla maggioranza di Governo ed al Ministro di Giustizia.

L’Unione delle Camere Penali Italiane rimane, sia ben chiaro, radicalmente contraria ad ogni residua forma di remotizzazione del processo penale, cui si opporrà senza riserve in ogni sede; ma oggi rileva con soddisfazione come l’attività di contrasto che essa ha da subito promosso, prima in perfetta solitudine e poi con crescente attenzione e consenso di parte della opposizione parlamentare e di parte della maggioranza di governo, ha prodotto infine un risultato di indiscutibile significato, che salvaguarda almeno le connotazioni fondamentali del diritto di difesa e dell’esercizio della giurisdizione nel processo penale, gravemente aggrediti dalla novella legislativa pur appena adottata.

Fondamentale è stato anche il contributo di tanta parte della magistratura italiana, ora con esplicite prese di posizione di grande qualità ed efficacia, ora con la assai diffusa adozione, nei vari Fori, di circolari organizzative della imminente “fase 2” di fatto proiettate verso la graduale ripresa delle udienze nelle aule, in ampia consonanza con le stesse proposte formalmente avanzate dai penalisti italiani. Ciò a conferma di come il confronto tra avvocatura e magistratura nelle realtà territoriali sia proficuo, fecondo e spesso consonante nella rivendicazione, anche nella emergenza epidemica, dei valori fondativi e costituzionali non derogabili dell’esercizio della giurisdizione.

L’UCPI ribadisce invece la più ferma critica verso le norme che attribuiscono alla Procura antimafia una interlocuzione sui provvedimenti della magistratura di Sorveglianza che suona ad un tempo come una gratuita delegittimazione del ruolo già proprio delle Procure Generali, ed una inconcepibile messa sotto tutela della libera ed autonoma giurisdizione della Magistratura di Sorveglianza, verso la quale rinnova la più incondizionata solidarietà e vicinanza.

La Giunta

Roma, 30 aprile 2020

21/04/2020

Lecito filmare le forze dell’ordine nell’adempimento delle loro funzioni d’ufficio?

Si, e senza ombra di dubbio, e qui spieghiamo perchè https://www.azionenonviolenta.it/filmare-le-forze-dellordine-nelladempimento-delle-loro-funzioni-dufficio-si-puo/

In ogni caso, la registrazione fonografica o video di un colloquio, anche telefonico, ad opera di un soggetto che ne sia partecipe o comunque sia ammesso ad assistervi, è infatti legittima (anche se eseguita clandestinamente, cioè senza informare l'interlocutore della registrazione in corso; ex multis, Cassazione penale, SEZIONI UNITE, 28 maggio 2003, N. 36747, maggio 2011 N. 18908, ottobre 2012 N. 8762: tutte qui https://canestrinilex.com/risorse/registrazione-conversazioni/).

Del resto, chi si rivolge ad un interlocutore si deve assumere le responsabilità di quel che dice: e ciò vale naturalmente anche per le forze dell’ordine, che avendo maggiore potere sono soggette a maggiore responsabilità.

Ovviamente la registazione non deve sfociare in violenza, sempre esecrabile: se però chi filma commette dei reati, la registrazione sarà addirittura prova a favore degli agenti (che dunque ne avrebbero beneficio). Infatti, il filmato costituisce prova documentale valida e particolarmente attendibile, perché cristallizza in via definitiva ed oggettiva un fatto storico - il colloquio tra presenti (e tutto l’incontro, se con video; https://canestrinilex.com/risorse/lecito-registrare-conversazioni-alle-quali-si-prende-parte-cass-524117/).

Stupisce quindi la affermazione del Sindacato autonomo della polizia, laddove per boca del segretario generale dice che la videoregistrazione sarebbe “un fenomeno offensivo e lesivo della dignità di ogni singolo poliziotto”, sostenendo che “riprendere con i cellulari le fasi di un controllo di Polizia, farlo in modo sempre più provocatorio, offensivo e lesivo non solo della divisa che indossiamo ma dello Stato che rappresentiamo è cosa che deve essere immediatamente fermata.” (https://www.trentotoday.it/attualita/video-posto-blocco-sequestro-cellulare.html)

Provocazione? Offesa?
LESIONE DELLA DIVISA E DELLO STATO?
Fenomeno da fermare?

Perché, ci chiediamo noi?

Non c’è il rischio di trasmettere il messaggio - questo si offensivo per le forze dell’ordine - che fra chi veste la divisa c’è chi teme la trasparenza, la obiettività di una ricostruzione fissata in un video?

Di cosa ha paura il SAP?

Quali inconfessabili segreti ci sono da tutelare quando lo Stato agisce nel massimo della compressione delle libertà individuali?

La fiducia pubblica nella polizia è strettamente collegata all’atteggiamento e al comportamento verso il pubblico, in particolare al rispetto della dignità umana e dei diritti fondamentali e delle libertà dell’individuo, contenuti, in particolare, nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo, come ricorda il preambolo della Raccomandazione Rec (2001)10 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa agli Stati membri.

Noi ci ricordiamo, e vorremmo ricordare a tutti, quel che disse l’allora Capo della Polizia di Stato Franco Gabrielli nel 2017: immaginava “una Polizia che non ha e non deve avere paura degli identificativi nei servizi di ordine pubblico, di una legge, buona o meno che sia, sulla tortura, dello scrutinio legittimo dell'opinione pubblica o di quello della magistratura.”.

E no, la privacy non lo impedisce (come chiarito dal garante nel 2012, proprio si domanda del Ministero dell’interno); se il video viene diffusione ad es. sui social del video, il problema è relativo al trattamento di dati personali di chi viene inquadrato.

Segnalo peraltro il precedente vincolante per tutta l’UE, che ha stabilito che la registrazione video di taluni agenti di polizia all’interno di un commissariato, durante la raccolta di una deposizione, e la pubblicazione del video su YouTube, possono costituire un trattamento lecito di dati personali se per a scopi giornalistici (anche se fatto da privati), sempre che da tale video risulti che detta registrazione e detta pubblicazione abbiano quale unica finalità la divulgazione al pubblico di informazioni, opinioni o idee, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare. (Corte di giustizia dell’Unione Europea, C‑345/17, 14 febbraio 2019 su https://canestrinilex.com/risorse/e-lecito-pubblicare-su-internet-quel-che-succede-in-una-stazione-di-polizia-cjeu-c-34517/).

Nicola Canestrini

⚠️ L'applicazione "Immuni" si pone l'obiettivo di tracciare gli spostamenti degli italiani al fine di evitare i contagi....
20/04/2020

⚠️ L'applicazione "Immuni" si pone l'obiettivo di tracciare gli spostamenti degli italiani al fine di evitare i contagi.
L'app potrebbe avere una volontarietà soltanto apparente, poiché, dalle informazioni sinora disponibili, chi sceglierà di non scaricarla sul proprio dispositivo potrebbe veder limitata la propria libertà di spostamento.

⁉️ Gli operatori del diritto, in particolare gli avvocati penalisti, da sempre particolarmente sensibili ad ogni tematica relativa alla limitazione delle libertà personali, si interrogano sulla legittimità costituzionale di questa applicazione.

✅ L'inviolabilità della libertà personale e il diritto alla salute sono, infatti, entrambi principi fondamentali della nostra Costituzione.

E tu cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti qui sotto 👇👇👇

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Chi siamo...

Studio legale giovane e dinamico, fondato nel 2014 dall’Avvocato Ilaria Salamandra, da sempre impegnata nella difesa dei più deboli.

Con 4 professionisti, 2 praticanti avvocati e numerose collaborazioni, lo Studio non ha mai smesso di crescere, sin dalla sua fondazione.

Lo studio si occupa in via principale di diritto penale, infortunistica e risarcimento del danno, diritto dello sport, consulenza aziendale, diritto assicurativo e tutela della privacy e si avvale della collaborazione di validi professionisti iscritti nell'albo dei Consulenti Tecnici d'Ufficio del Tribunale di Roma, operanti nel settore della grafologia, psicologia forense, medicina legale e cinematica.

La prima consulenza è sempre gratuita e l’assistenza è garantita a 360°, in ogni fase stragiudiziale e giudiziale.