Studio legale avvocato Carlo de Marchis

Studio legale avvocato Carlo de Marchis avvocato patrocinante in Cassazione specializzato in diritto del lavoro, Avvocato Laureato con Lode presso l'università di Roma.

Specializzato in diritto del lavoro presso l'università la Sapienza. Dottore di ricerca con assegnazione di borsa di studio presso l'università di Napoli in diritto del lavoro e relazioni industriali,componente della redazion della Rivista Giuridica del Lavoro. Patrocinante innanzi alla Corte di Cassazione con esperienza ultradecennale sulle tematiche del diritto del lavoro.

06/12/2015

Cassazione 3 dicembre 2015 n. 26353
La proclamazione di uno sciopero ad oltranza da parte delle rappresentanze dei lavoratori che invitano i lavoratori ad astenersi a loro piacimento, senza preavviso, interrompendo l'astensione dal lavoro in un qualunque momento, costituisce una forma estrema di sciopero che pone in pericolo la capacità produttiva dell'azienda.
Nell'accogliere il ricorso di una azienda della grande distribuzione, la cassazione ha, quindi, ritenuto illegittima questa forma di lotta sindacale.

02/12/2015

Cassazione 2 dicembre 2015 n 24530. Revirement della cassazione in tema di furto di modico valore del bene sottratto da un lavoratore.
La condotta in se non giustifica un licenziamento disiplinare se il valore commerciale è margnale.
Un dipendente di un supermercato veniva sorpreso mentre tentava di sottrarre un oggetto del valore di 2.5 euro.
All'esito del procedimento disciplinare il lavoratore subiva un licenziamento che veniva ritenuto legittimo dai giudici di merito.
La corte di cassazione attribuendo rilevanza al modico valore ed alla assenza di precedenti disciplinari ha accolto il ricorso del dipendente

14/11/2015

Cassazione 29 ottobre 2015 n. 22025. Nell'ambito di un procedimento disciplinare il lavoratore ha diritto ad essere ascoltato ove ne faccia richiesta a nulla rilevando la decisione dell'azienda di ritenere esaustive le giustificazioni fornite in forma scritta.L'azienda inoltre nell'ambito del procedimento disciplinare ha l'obbligo di mettere a disposizione del lavoratore la documentazione a base della lettera di contestazione

09/11/2015

Cassazione 29 ottobre 2015 n 22150 discostandosi da un difforme precedente specifico, la suprema corte ha stabilito che il giudice in un giudizio di accertamento della legittimità e proporzionalità di una sanzione non ha il potere di rimodulazione di una sanzione disciplinare che ritenga eccessiva.anche in presenza di una specifica richiesta sul punto. L'esercizio del potere disciplinare è,infatti, l'espressione di una facoltà imprenditoriale nella quale il giudice non ha alcun poere sistitutivo. L'eventuale supplenza del giudice snaturebbe la funzione giudicante da organo di controllo della legittimità ad orgno di gestione

07/11/2015

Tribunale Milano, 15 ottobre 2015 Nell'ambito di un giudizio promosso da una lavoratrice madre licenziata a seguito della recente mobilità promossa da Alitalia CAI, il giudice del lavoro ritenendo nullo il licenziamento ha disposto all'interno del medesimo giudizio la reintegra nel posto di lavoro della dipendente in capo alla SAI, azienda cessionaria. L'ordinanza presenta notevoli profili di interesse:
a) stabilisce che nella operazione di cessione in favore della nuova azienda controllata da Ethiad non vi è stata alcuna cessazione di attività da parte della CAI ma solo un "ridimensionamento di organico" in vista della cessione;
b) afferma che la situazione di amministrazione straordinaria in cui versava la CAI non permette, sulla base di una interpretazione conforme ai trattati dell'Unione, la valida ed efficace stipula di accordi sindacali in deroga al passaggio in azienda in capo al nuovo cessionario ma solo modifiche alle condizioni economico - normative;
c) ritiene ammissibile - pur non motivando sul punto - una domanda di accertamento incidentale sulla cessione e sulla validità degli accordi sindacali nell'ambito di un giudizio cd Fornero.

06/11/2015

Cassazione, 5 novembre 2015 n. 22627 la corte di cassazione con un revirement rispetto al passato ha stabilito che il termine di decadenza di 60 giorni ai fini della impugnativa del licenziamento trova applicazione anche al rapporto dirigenziale a nulla rilevando l'esclusione dalla disciplina della legge 15 luglio 1966 n. 604 contenuta nell'art. 10 dovendosi dare prevalenza alle esigenze di certezza ed al dato oggettivo del licenziamento.

03/11/2015

Cassazione, 19 ottobre 2015n. 21069 Pres. Roselli, Rel. Nobile. La corte di cassazione nell'esaminare le conseguenze della conversione in rapporto a tempo indeterminato di un contratto a termine di un dipendente di Poste Italiane ha affermato che la nuova normativa emanata dal d.lgs 81/2015 in tema di conversione non trova applicazione ai giudizi in corso. L'indennità prevista in caso di conversione legata alla retribuzione di riferimento ai fini del TFR e la riduzione dell'indennizzo in presenza di contratti colletttivi sottoscritti anche da soggetti non qualificati da una maggiore comparata rappresentatività sancita dall'art. 28 del d.lgs 81/15 non ha carattere retroattivo in assenza di una specifica previsione ed in forza di una interpretazione costituzionalmente orientata rispettosa dell'art. 6 della CEDU.

24/10/2015

Cassazione, 21 ottobre 2015 n. 21399 in tema di lavoro interinale, nel caso in cui l’utilizzatore, in violazione dell’art. 1, comma 8, l. n. 196/1997 stipuli con il fornitore contratti di fornitura di lavoro temporaneo in misura eccedente la percentuale fissata dai contratti collettivi, non si instaura un ordinario rapporto di lavoro subordinato tra lavoratore ed utilizzatore in ragione della assenza di una specifica sanzione sul punto

21/10/2015

Cassazione, 16 ottobre 2015 n. 21015. La scelta dei lavoratori da porre in mobilità non può essere limitata al reparto con esuberi In tema di licenziamento collettivo per riduzione di personale, il datore di lavoro non può limitare la scelta dei lavoratori da porre in mobilità ai soli dipendenti addetti al reparto o settore ove sono ravvisati esuberi, se essi siano idonei – per il pregresso svolgimento della propria attività in altri reparti dell’azienda – ad occupare le posizioni lavorative di colleghi addetti ad altri reparti.

(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 21015/15; depositata il 16 ottobre)

17/10/2015

15 ottobre 2015 siglato il rinnovo del CCNL federchimica. L’intesa, in vigore dal 1/1/2016 al 31/12/2018, riconosce un incremento complessivo riferito alla categoria D1 del settore chimico e chimico-farmaceutico pari a 90,00 Euro erogato con le seguenti modalità:

- 40,00 Euro dal’1/1/2017
- 35,00 Euro dal’1/1/2018
- 15,00 Euro dal’1/12/2018

Gli aumenti fissati per gli altri settori, con le medesime decorrenze di cui sopra, sono i seguenti:

- Fibre: 84,00 Euro riferito alla categoria D1
- Abrasivi: 78,00 Euro riferito alla categoria D1
- Lubrificanti e GPL: 90,00 euro riferito alla categoria D.

15/10/2015

Cassazione 12 ottobre 2015 n. 20440 è legittimo il controllo effettuato da una azienda tramite un GPS installato su un veicolo di servizio teso a verificare se il dipendente si intrattiene presso un bar estraneo all'ara assegnata durante l'orario di lavoro in quanto tale controllo deve ritenersi di natura cd "difensiva" perché teso a tutelare l'immagine aziendale

14/10/2015

Cassazione, 13 ottobre 2015 n. 23669 La totale irrilevanza disciplinare di un fatto equivale ai fin della tutela reintegratoria alla sua insussistenza (fattispecie relative ad alcuni comportamenti contestati ad una lavoratrice ritenuti contrari alle regole di compostezza ma non a condotte implicanti una inadempienza contrattuale)

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