Oltre il carcere

Oltre il carcere Al centro, la dignità dell'uomo, sempre soggetto, mai oggetto di diritti.

https://www.ildubbio.news/interviste/rita-bernardini-lanticlericale-che-cerca-cristo-nelle-carceri-pwwm2q7b?fbclid=IwZXh...
04/05/2024

https://www.ildubbio.news/interviste/rita-bernardini-lanticlericale-che-cerca-cristo-nelle-carceri-pwwm2q7b?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR2YI6mimleTlcJ8AQoQXKywLBnQRGodK69qS1KWMjrW222uKmh38RxC5nQ_aem_AfKQOAXNa1n-mLQifvmiEGdgBCr77xhpUMnOf3KkJ7LmE5mMqUX6HK-Ji8qt8FcpYHqTRj6j6JIIkeh3iUcK3Zg4

Ritratto della leader di Nessuno tocchi Caino. Il suo centro sono le sue battaglie. Anche se preferisce vivere “in bilico”: «Con Pannella non c’era mai niente di consolidato, perché da un momento all’altro ti proponeva di rivoltare tutto. Capito?»

Chi è, chi è sempre stata Rita Bernardini. Una storia d’amore Radicale, d’amore e di disobbedienza, nel segno di una con...
03/05/2024

Chi è, chi è sempre stata Rita Bernardini.
Una storia d’amore Radicale, d’amore e di disobbedienza, nel segno di una concezione della legalità che non è mai supina accettazione di ogni regola imposta ma ricerca indefessa, coraggiosa, doverosa e convinta dello Stato di Diritto e della Giustizia giusta.
Dall’obiezione di coscienza all’aborto, alla rimozione delle barriere architettoniche a tutela dei diritti delle persone portatrici di handicap, al divorzio, all’eutanasia legale, al pluralismo dell’informazione declinazione del motto radicale “conoscere per deliberare”, alle battaglie di uguaglianza di genere, alla cannabis terapeutica. Storie d’amore per i diritti e per le libertà, di utopie perseguite disegnandone il cammino e rendendole possibili, un passo alla volta, attraverso la lenta e inesorabile affermazione della loro esistenza, della loro accettazione e del riconoscimento sociale, della loro affermazione naturale, della condivisione.

«Coltivare e detenere cannabis con la specifica finalità di erogarla a soggetti che abbiano diritto di assumerla a scopo terapeutico...

In fila, dopo lunghi viaggi, i familiari delle persone detenute portano grossi sacchi. Hanno il peso delle lacrime e del...
10/09/2023

In fila, dopo lunghi viaggi, i familiari delle persone detenute portano grossi sacchi. Hanno il peso delle lacrime e della distanza, degli errori commessi, della incapacità di aiuto, dell'amore negato. La fatica dei passi, dell'accudimento, del denaro che manca, degli sguardi degli astanti. Hanno il marchio del buio, lo stigma feroce di una società che si assolve, indolente e paga della sua mediocrità. Dentro ai pacchi, le lenzuola di casa, il pigiama pesante ché arriva l'inverno, le giacche di pile, le coperte di lana grossa perché le trapunte non possono entrare e il cibo preparato con cura dalle mani sfinite di una madre anziana, bagnato dal pianto di una donna che resiste al sipario sul suo talamo nuziale, da chi aspetta e cerca con tutte le sue forze un filo per legare stretto il mondo dentro al suo, fuori. Il sugo con la carne, il pesce sotto vuoto, le mandorle e le noci, i biscotti integrali, il formaggio a fette, i gamberi no, non passano più da qualche mese, perché nessuno lo sa ma tant'è. E un bilancino di precisione per stare nel peso imposto ché bastano pochi grammi a fare rimandare tutto indietro: le lacrime, le mani sfinite di una madre, il tempo, la spesa. E a spezzare quel filo che tenta disperatamente di tenere insieme quel mondo sbiadito del dentro a quello cattivo del fuori

Che ne sarà del Garante dei ristretti?Il Garante Nazionale delle persone private della libertà è una Autorità di Garanzi...
30/07/2023

Che ne sarà del Garante dei ristretti?

Il Garante Nazionale delle persone private della libertà è una Autorità di Garanzia, indipendente, che non può essere emanazione e specchio di una forza politica ma deve possedere le caratteristiche di compiuta autonomia che rasserenano sull'adempimento di un dovere fondamentale, quello di vigilare che in tutti i luoghi in cui la libertà delle persone può patire delle contrazioni non si violino le norme nazionali e le convenzioni internazionali sui diritti umani ratificate dall'Italia.

Un compito di altissimo profilo che richiede cognizioni tecniche specifiche riguardo ai tanti ambiti di tutela: non solo le nostre martoriate carceri, ma anche i centri di accoglienza, le Rems, le residenze per anziani, le camere di sicurezza delle forze di polizia, le strutture deputate ad accogliere le persone sottoposte a misure di sicurezza detentive, le comunità terapeutiche e di accoglienza o comunque le sedi pubbliche e private dove si trovano persone sottoposte a misure alternative o agli arresti domiciliari.

Un impegno che richiede enorme fatica, abnegazione e senso del sacrificio che si esprimono nel visitare capillarmente ciascuno di tali luoghi in tutta Italia senza alcun onere di preavviso e in piena libertà per offrire ai ristretti la possibilità di autentica relazione e denuncia all'Organo di Garanzia.

Il Garante verifica il rispetto delle regole ed elabora puntuali rapporti intimando alle singole strutture di adeguarsi a parametri di legalità eliminando le violazioni riscontrate.

Tutela i ristretti costituendosi parte civile nei processi che li vedono persone offese dai reati tutti e da quello di tortura in particolare.

Il reato di tortura è per noi una conquista recente raggiunta con fatica dopo decenni di resistenza ai moniti europei, una conquista che le forze politiche di governo minacciano di demolire o di limitare a tutela di un quantomeno frainteso concetto di libertà di azione delle forze dell'ordine.

Il ministro Nordio aveva proposto un nome che era arrivato come balsamo sulle ferite di tutta la comunità reclusa. Rita Bernardini.

La sua vita è donata da sempre al mondo degli istituti di pena e all'obiettivo, che persegue con le visite e con le costanti segnalazioni al Dap delle carenze e inefficienze riscontrate, di raggiungere al loro interno condizioni minimali di legalità, di decenza, di rispetto per le persone ristrette.

Rita attraversa l'Italia da nord a sud con i compagni di Nessuno Tocchi Caino e si occupa del carcere. Tocca il dolore di chi lo abita. Parla con le persone, una ad una, e ne raccoglie le istanze rispetto alle promesse non mantenute dell'ordinamento penitenziario nel quale ricorre a vuoto la parola "individualizzante", sterile richiamo alla aspirazione di quel non-luogo a preservare e coltivare la soggettività di ognuno.

Se ne occupa, senza bandiere politiche. Ne ha le competenze giuridiche, l'esperienza. Conosce e affronta la fatica che comporta. Nei giorni di festa di più perché sa che sono quelli in cui più struggente è la distanza dagli affetti, più tagliente e feroce il silenzio del carcere.

Eppure pare che il nome di Rita quale membro del Collegio del Garante sia stato accantonato e bruscamente quanto incomprensibilmente perché a una prima email di convocazione ne è seguita una a distanza di 36 ore che la annullava senza che venisse fornita alcuna motivazione.

Non si ha contezza di cosa abbia determinato tale cambiamento di rotta. Si dice, addirittura, che possano avere inciso le disobbedienze civili di Rita che le sono valse una pronuncia di condanna a due mesi e 25 giorni di reclusione, pena sospesa e poi indultata, ormai circa vent'anni fa, con il riconoscimento dell'attenuante del particolare valore morale e sociale. Davvero incredibile!

Il timore assai serio è che il ruolo del Garante sia stato del tutto mal interpretato dal momento che i nomi oggi proposti tutti appaiono stretta emanazione della politica di governo, quella stessa politica che, (come dimenticarlo?), per resistere all'imperativo della Consulta e della Cedu (la prima aveva ritenuto incostituzionale l'ergastolo ostativo; la seconda lo aveva definito una pena inumana e degradante) di aprire anche agli ergastolani ostativi l'accesso a una speranza di riabilitazione, aveva proposto di modificare l'art. 27 della Costituzione.

"Chi pensa che tacitare Caino sarebbe un virile gesto antifascista, ha capito davvero poco della logica inclusiva della ...
30/07/2023

"Chi pensa che tacitare Caino sarebbe un virile gesto antifascista, ha capito davvero poco della logica inclusiva della nostra Costituzione".
Un bellissimo articolo di Andrea Pugiotto su l'Unità ❤️

1. Sembra sopita la polemica esplosa all’indomani della pubblicazione su l’Unità di un articolo a firma di Valerio Fioravanti, peraltro dal contenuto «civilissimo» (Stefano Cappellini, La Repubblica, 3 giugno). Ma è come brace sotto la cenere: il putiferio riprenderà alla prossima occasione...

In risposta al segretario del Sappe, Donato Capece, sul Riformista di oggi, sulla pagina di Nessuno Tocchi Caino. Intant...
09/09/2022

In risposta al segretario del Sappe, Donato Capece, sul Riformista di oggi, sulla pagina di Nessuno Tocchi Caino. Intanto Rita Bernardini digiuna da 24 giorni per le condizioni delle nostre carceri

Altrimenti sono solo parole. Domani, 2 settembre, dalle 9.00 alle 13.00, a piazza Benedetto Cairoli - via Arenula, a un ...
01/09/2022

Altrimenti sono solo parole.
Domani, 2 settembre, dalle 9.00 alle 13.00, a piazza Benedetto Cairoli - via Arenula, a un passo dal Ministero della Giustizia, accanto a Rita Bernardini, Presidente di Nessuno Tocchi Caino, al suo quindicesimo giorno di digiuno perché venga dal potere un segnale di speranza per le carceri.
I nostri istituti di pena hanno estrema urgenza di legalità, di trasparenza, di verità. In carcere si muore di carcere, dello stigma che connota la detenzione, del baratro di abbandono e di incapacità di prospettiva in cui vengono precipitate le persone ristrette. Libertà è partecipazione! Contiamoci. Altrimenti sono solo parole

Per dire grazie a Rita Bernardini che si fa, con il digiuno, corpo di azione politica,  per essere con lei voce e speran...
31/08/2022

Per dire grazie a Rita Bernardini che si fa, con il digiuno, corpo di azione politica, per essere con lei voce e speranza delle persone detenute, per raccogliere e divulgare una proposta di dialogo condotta con il metodo radicale della nonviolenza, per chiedere la legalità nelle carceri, il rispetto della vita umana, sempre, la coerenza ai principi di diritto che informano la nostra Costituzione. A subito ❤️

54. Continua nell'indifferenza dei più la conta delle persone che si sono tolte la vita in carcere. Numeri, appunto. Se ...
23/08/2022

54. Continua nell'indifferenza dei più la conta delle persone che si sono tolte la vita in carcere. Numeri, appunto. Se i giornali se ne occupano, dicono che è morto un condannato o un indiziato di questo o di quel titolo di reato. Un ladro, uno spacciatore, uno stupratore, un boss. Spesso persone in attesa di primo giudizio, magari prossime alla scarcerazione, padri, madri, figli ma a chi importa? Esaurito l'onere della notizia, si può girare pagina e chiudere la porta dei nostri istituti di pena. Spegnere i riflettori su quel nonluogo che culla la nostra mediocre vita di persone per bene, che crea alibi alle nostre coscienze, che ci assolve. Il male sociale è lì dentro e noi, i buoni, siamo fuori. Intanto quella comunità chiusa fatta di uomini e donne di Stato e di uomini e donne affidati allo Stato si consuma nell'abbandono e si rassegna all'oblio. Un'altra vita si è spezzata, un'altra persona ha sentito che era finita, che non c'era più nulla per cui sperare, per cui continuare a vivere. Non è riuscita a immaginare un giorno nuovo, un futuro diverso, un cammino possibile. Un'altra persona che è mio padre, che è mia madre, che è mio fratello, che sono io.
"Per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti"

Indirizzo

Rome

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Oltre il carcere pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Oltre il carcere:

Condividi