Studio Legale Salata

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Cosa succede in caso di sinistro stradale nel corso di una trasferta disposta dal datore di lavoro? L'istituto assicurat...
25/05/2026

Cosa succede in caso di sinistro stradale nel corso di una trasferta disposta dal datore di lavoro?

L'istituto assicuratore (INAIL) comprende nell'alveo della tutela l'intero perimetro temporale della missione: dall'istante dell'allontanamento dal domicilio (o dalla struttura ricettiva) sino al definitivo rientro, includendo ogni spostamento prodromico o necessario all'espletamento dell'attività lavorativa. Si può affermare con certezza che l'INAIL garantisce la copertura anche per i veicoli in comodato. La fattispecie giuridica attraverso la quale l'azienda dispone del mezzo — sia essa proprietà, locazione finanziaria (leasing) o comodato d’uso gratuito regolarmente trascritto presso la Motorizzazione Civile — risulta del tutto inconferente ai fini del riconoscimento della tutela.

I requisiti sostanziali per la configurabilità dell'infortunio indennizzabile rimangono i seguenti:
➡️Causa violenta: intesa come fattore esogeno e repentino capace di produrre un danno immediato.
➡️Occasione di lavoro: sussistenza di un nesso eziologico tra l'evento nefasto e la prestazione lavorativa o la missione.
➡️Finalità lavorativa: l'obbligo che il veicolo sia stato destinato dal datore a scopi di servizio.

La fornitura diretta del mezzo da parte dell'azienda per esigenze di ufficio corrobora il legame tra il rischio professionale e l'organizzazione datoriale, agevolando l'iter di riconoscimento dell'indennizzo.

👉🏻Per una gestione analitica della pratica di infortunio o per una valutazione rigorosa delle responsabilità civili e delle tutele esperibili, puoi contattarci per analizzare il caso specifico e curare l'interlocuzione con gli enti previdenziali.

Incidente con infortunio con auto in comodato d'uso? Scopri come tutelarti da dipendente ed i diritti dell'azienda

Quando viene determinato l’ingiustificato arricchimento dell’ex coniuge per l’acquisto della casa familiare? La recente ...
18/05/2026

Quando viene determinato l’ingiustificato arricchimento dell’ex coniuge per l’acquisto della casa familiare?
La recente giurisprudenza di legittimità ha affrontato il caso di un’ex moglie che ha richiesto la restituzione di ingenti somme versate per l’acquisto di una casa intestata esclusivamente al marito. In tali circostanze, può sorgere un diritto al rimborso per arricchimento senza causa ai sensi dell’articolo 2041 del codice civile.

👉🏻Questo accade, precisa la Suprema Corte, quando l’apporto economico di un coniuge determina un depauperamento del proprio patrimonio a fronte di un ingiustificato incremento di quello dell’altro. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 8793/2026, ha chiarito definitivamente i confini tra solidarietà coniugale e tutela del patrimonio individuale.

Tuttavia, la giurisprudenza distingue tra normali contribuzioni alla vita comune e apporti straordinari. Le somme versate durante il matrimonio si presumono destinate ai bisogni familiari e, di regola, non sono ripetibili. Tale presunzione cede però di fronte a versamenti che risultino sproporzionati e inadeguati rispetto alle condizioni economiche del coniuge disponente. Se l’apporto economico è eccezionalmente elevato e travalica i limiti della solidarietà coniugale, si configura un arricchimento ingiustificato per chi acquisisce la proprietà del bene con denaro altrui.

💼Se hai dubbi riguardo questo argomento o altri questioni familiari, contattaci per una consulenza.

Ingiustificato arricchimento dell’ex coniuge per l’acquisto della casa familiare: scopri come procedere e come risolvere la situazione

Quando un errore del legale dà davvero diritto al risarcimento del danno? E quali sono i criteri stabiliti dalla Corte d...
12/05/2026

Quando un errore del legale dà davvero diritto al risarcimento del danno? E quali sono i criteri stabiliti dalla Corte di Cassazione?

Non ogni errore dell’Avvocato o esito negativo di una causa comporta automaticamente responsabilità professionale. La recente ordinanza della Cassazione Civile n. 5448 del 2026 ha ribadito un principio cardine: l’errore del legale non comporta un obbligo risarcitorio automatico. Secondo la pronuncia il giudizio risarcitorio non può trasformarsi in una revisione del merito della controversia originaria, ma deve limitarsi a verificare la sussistenza del nesso causale tra condotta del legale e danno lamentato.

Per stabilire se sussiste la responsabilità civile dell’avvocato per errore difensivo, è necessario effettuare una valutazione caso per caso, sulla base di criteri ben definiti dalla giurisprudenza. In particolare, per ottenere il risarcimento del danno, occorre dimostrare:

➡️Il nesso tra condotta e pregiudizio: verificare se il danno lamentato dal cliente è effettivamente riconducibile al comportamento dell’avvocato (azione o omissione).
➡️L’esistenza di un danno concreto: accertare che la condotta del legale abbia prodotto un danno reale e non solo ipotetico.
➡️La prova del “più probabile che non”: dimostrare che, se l’avvocato avesse tenuto la condotta corretta, il cliente avrebbe avuto concrete probabilità di ottenere un esito favorevole.

In assenza di questi elementi, viene meno la prova del nesso causale tra la condotta del legale e il danno subito, con conseguente esclusione della responsabilità professionale.

⚖️Sul blog dello Studio Salata abbiamo già esplorato diverse sfaccettature della responsabilità professionale forense. Consulta i nostri precedenti articoli per una visione d’insieme.

Errore difensivo e risarcimento: la Responsabilità professionale dell’Avvocato richiede danno reale e prova rigorosa. Scopri di più!

Con il "Decreto Primo Maggio", il Governo ha introdotto un incentivo concreto per le imprese che investono nel benessere...
05/05/2026

Con il "Decreto Primo Maggio", il Governo ha introdotto un incentivo concreto per le imprese che investono nel benessere familiare dei dipendenti: uno sgravio contributivo fino all'1% per chi ottiene la certificazione UNI/PdR 192:2026, lo standard tecnico per la definizione di un sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro.

La norma fornisce alle organizzazioni di qualsiasi dimensione pubbliche e private linee guida operative per implementare politiche inclusive nelle seguenti aree:

➡️Maternità e paternità: sostegno attivo ai genitori lavoratori, inclusi congedi e rientri
➡️Carichi di cura: supporto ai dipendenti con familiari anziani o non autosufficienti
➡️Flessibilità organizzativa: smart working strutturato, orari modulari, part-time agevolato
➡️Welfare aziendale: rimborsi asili nido, servizi di supporto alla famiglia, buoni servizio
➡️Continuità di carriera: percorsi di rientro dopo congedi prolungati e pari opportunità
➡️Salute e benessere: misure di tutela psicofisica del lavoratore

Quanto vale lo sgravio?
Si tratta di un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. Lo sgravio è cumulabile con la detassazione dei premi di produttività, il che amplifica ulteriormente il vantaggio complessivo per l'azienda.

Chi può accedere e come?
La misura è aperta a tutte le organizzazioni, private e pubbliche, che conseguono la certificazione UNI/PdR 192:2026. Non sono previste soglie dimensionali: anche le PMI e le microimprese possono accedere all'esonero.

👉🏻Contattaci per una consulenza preliminare e valuta insieme a noi l'impatto concreto di questa misura sulla tua organizzazione.

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27/04/2026

Nell’affido dei figli decide sempre la madre? Oggi la risposta è no.
La Corte di Cassazione (ord. n. 6078 e 6176/2026) ha segnato un cambio di rotta importante: basta automatismi nelle decisioni sui figli.

🔍 Cosa significa in concreto?
📌 Niente più “preferenze automatiche”: l’età del bambino non basta per scegliere il genitore con cui deve vivere.
Ogni decisione deve basarsi sulla situazione reale.
📌 Conta la capacità genitoriale.

Il giudice valuta concretamente:
➡️ il rapporto con i figli
➡️ il ruolo svolto nel tempo
➡️ la capacità di crescita ed educazione
📌 L’obiettivo è l’equilibrio tra i genitori: il minore ha diritto a un rapporto stabile e continuo con entrambi.

⚠️ Se un genitore continua a vivere nella casa dell’altro oltre quanto stabilito, questo può incidere sull’assegno di mantenimento.

👉🏻 In sintesi: non esistono più regole fisse. Ogni decisione viene presa caso per caso, sulla base dell’interesse reale del minore.

💼 Contatta lo Studio Legale Salata per ricevere assistenza nelle questioni di affido, separazione e revisione delle condizioni economiche.

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Hai perso un familiare per una malattia legata al lavoro? Attenzione: il risarcimento non può essere ridotto dalla rendi...
20/04/2026

Hai perso un familiare per una malattia legata al lavoro?
Attenzione: il risarcimento non può essere ridotto dalla rendita INAIL.
La Corte di Cassazione (ord. n. 2624/2026) ha chiarito un principio fondamentale: la rendita INAIL non si sottrae al risarcimento del danno parentale.

🔍 Perché?
📌 La rendita INAIL ha natura patrimoniale: serve a compensare la perdita economica derivante dalla morte del lavoratore.
📌 Il danno parentale è diverso: riguarda la sofferenza, la perdita del legame affettivo, il vuoto nella vita quotidiana.
➡️ Sono due voci diverse: non possono essere compensate tra loro.

⚠️ Cosa significa in concreto?
Il datore di lavoro (o l’assicurazione) non può ridurre il risarcimento sostenendo che i familiari percepiscono già una rendita INAIL.

➡️ In questi casi è fondamentale individuare correttamente tutte le voci risarcitorie per evitare riduzioni ingiuste.

💼 Lo Studio Legale Salata è a disposizione per assisterti e tutelare i tuoi diritti.

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Danno parentale e rendita INAIL: la Cassazione chiarisce che il risarcimento ai familiari per malattia professionale non va ridotto

I tuoi dipendenti stanno passando in massa a un concorrente? Attenzione: potrebbe non essere sempre lecito.Il passaggio ...
13/04/2026

I tuoi dipendenti stanno passando in massa a un concorrente? Attenzione: potrebbe non essere sempre lecito.
Il passaggio di lavoratori tra aziende è normale. Ma quando avviene con modalità scorrette, può configurarsi concorrenza sleale per storno di dipendenti (art. 2598 c.c.).

🔍 Quando diventa illecito?
📌 Non basta assumere personale da un concorrente: serve che l’operazione sia mirata a danneggiare l’organizzazione aziendale altrui.

📌 I segnali da valutare:
➡️ sottrazione di dipendenti chiave o interi team
➡️ difficoltà organizzative create all’azienda concorrente
➡️ modalità aggressive o scorrette per convincere i lavoratori a lasciare
➡️ vantaggio competitivo ottenuto in modo indebito
⚠️ Non serve dimostrare l’intenzione di nuocere: contano i comportamenti concreti e gli effetti sull’azienda.

👉🏻 Come tutelarsi?
➡️clausole anti-storno
➡️ patti di non concorrenza
➡️ penali contrattuali

👉🏻 Se sospetti comportamenti scorretti da parte di un concorrente o vuoi proteggere il tuo patrimonio aziendale, è importante agire tempestivamente.

💼 Lo Studio Legale Salata offre assistenza qualificata per analizzare la situazione e individuare le soluzioni più efficaci. Contattaci per una consulenza dedicata.

Storno di dipendenti tra imprese: quando l’assunzione diventa concorrenza sleale? Requisiti, indici dell’illecito e tutela legale utile

👉🏻 Hai firmato una conciliazione sindacale? Sei sicuro che sia davvero definitiva?Molti lavoratori pensano che, una volt...
08/04/2026

👉🏻 Hai firmato una conciliazione sindacale? Sei sicuro che sia davvero definitiva?
Molti lavoratori pensano che, una volta firmato un accordo con il datore di lavoro, non sia più possibile tornare indietro. In realtà, non è sempre così. Anche una conciliazione può essere impugnata, se presenta determinati vizi.

🔍 Quando l’accordo può essere contestato?
➡️ Se manca una vera “sede protetta”
La firma deve avvenire in un luogo neutro (non in azienda) e senza pressioni.
➡️Se l’assistenza sindacale è solo formale
Il sindacalista deve spiegarti davvero cosa stai firmando, non limitarsi a presenziare.
➡️ Se non hai ricevuto nulla in cambio
Se ti sono state riconosciute solo somme già dovute (come TFR o ferie), l’accordo può essere nullo.
➡️ Se hai firmato senza piena consapevolezza
Clausole generiche o poco chiare possono essere invalide.
➡️ Se sei stato costretto o ingannato
Minacce o raggiri rendono l’accordo annullabile.

⚠️ Attenzione: i tempi per impugnare sono spesso brevi (anche 6 mesi). Agire subito è fondamentale!

👉🏻Se hai dubbi su una conciliazione firmata o ritieni di aver subito un’ingiustizia, Lo Studio Legale Salata è a tua disposizione per verificare la validità dell’accordo e tutelare i tuoi diritti.

📩 Contattaci per una consulenza personalizzata.

Come impugnare una conciliazione sindacale? Scopri quando un verbale firmato in sede protetta può essere nullo o annullabile

🔍 Ti stai separando e non sai cosa succederà ai tuoi figli? 👉🏻 Ecco cosa prevede la legge: oggi l’affido condiviso è la ...
30/03/2026

🔍 Ti stai separando e non sai cosa succederà ai tuoi figli?
👉🏻 Ecco cosa prevede la legge: oggi l’affido condiviso è la regola: entrambi i genitori continuano a partecipare alle decisioni importanti per i figli.
Questo, però, non significa necessariamente una divisione del tempo perfettamente a metà.

Anche sul collocamento non esistono più automatismi.
Non è vero che i figli piccoli restano sempre con la madre: il giudice valuta caso per caso, guardando alla situazione concreta, al rapporto con ciascun genitore e alla capacità di garantire stabilità e crescita.

⚖️ Al centro di tutto c’è sempre l’interesse del minore. Conta la qualità del legame affettivo, il contesto di vita e l’equilibrio complessivo che si riesce a garantire al bambino.

💰 Quanto al mantenimento, resta un obbligo fondamentale: entrambi i genitori devono contribuire in proporzione alle proprie possibilità economiche, indipendentemente dalla convivenza.

⚠️ Attenzione: le decisioni prese nelle prime fasi della separazione tendono a consolidarsi e sono spesso difficili da modificare.

👉🏻 Se hai dubbi su affido, collocamento o mantenimento dei figli, contatta lo Studio Legale Salata per ricevere una consulenza personalizzata.

Cosa succede ai figli quando ci si separa? Una guida chiara su affido, collocamento e mantenimento alla luce delle ultime sentenze 2026

Dopo il divorzio, l’assegno serve solo a mantenere l’ex coniuge? Oppure può compensare sacrifici fatti durante il matrim...
23/03/2026

Dopo il divorzio, l’assegno serve solo a mantenere l’ex coniuge? Oppure può compensare sacrifici fatti durante il matrimonio?
La Corte di Cassazione ha ribadito che l’assegno ha natura perequativo-compensativa. Non serve a garantire il vecchio tenore di vita, ma a compensare il coniuge che ha rinunciato a opportunità lavorative e di crescita professionale per dedicarsi alla famiglia.

📌 Cosa deve valutare il giudice?
👉🏻 Se uno dei coniugi ha sacrificato concrete occasioni professionali
👉🏻 Se esiste uno squilibrio economico reale tra le parti
👉🏻 Il contributo dato alla famiglia e alla formazione del patrimonio
👉🏻 La durata del matrimonio e l’età del richiedente

⚠️ L’assegno non è automatico. Chi lo richiede deve dimostrare:
➡️ l’inadeguatezza dei propri mezzi
➡️ il collegamento tra lo squilibrio economico e le scelte condivise durante il matrimonio

Non basta guadagnare meno: occorre provare il sacrificio e il contributo dato alla vita familiare.
In materia di divorzio, la corretta impostazione della prova è decisiva.

👉🏻 Contatta lo Studio Legale Salata per una consulenza personalizzata sulla tua posizione.

📖 Leggi l’articolo completo per saperne di più.

Assegno divorzile: la Cassazione conferma la funzione perequativo-compensativa, per il sacrificio professionale e lo riequilibrio economico

Il tuo avvocato usa l’Intelligenza Artificiale? Sai chi risponde se qualcosa va storto?Sempre più studi legali utilizzan...
16/03/2026

Il tuo avvocato usa l’Intelligenza Artificiale? Sai chi risponde se qualcosa va storto?

Sempre più studi legali utilizzano strumenti di IA per redigere atti, analizzare contratti e fare ricerche giurisprudenziali. Una rivoluzione che promette efficienza, ma che introduce anche rischi concreti per il cliente.

La regola è chiara: se l’IA sbaglia, risponde l’avvocato.
La normativa europea (AI Act) e la Legge italiana n. 132/2025 stabiliscono obblighi precisi:
👉🏻 L’avvocato deve informare il cliente se utilizza strumenti di intelligenza artificiale.
👉🏻 Deve verificare personalmente ogni contenuto prodotto dall’IA.
👉🏻 Non può invocare la “colpa della macchina” per evitare responsabilità.

⚠️ Il rischio più insidioso? Le cosiddette “allucinazioni” dell’IA: sentenze inesistenti, norme inventate, riferimenti errati. Se inseriti in un atto senza verifica, possono causare danni gravi, dalla perdita di una causa a responsabilità disciplinari.

Sul piano civile, restano applicabili le regole sulla responsabilità professionale:
➡️ obbligo di diligenza qualificata (art. 1176 c.c.)
➡️ responsabilità per inadempimento (art. 1218 c.c.)

📌 La tecnologia non riduce la responsabilità dell’avvocato. La aumenta.

👉🏻 Se ritieni di aver subito un danno per un errore professionale legato anche all’uso dell’IA, lo Studio Legale Salata è a tua disposizione per valutare la tua posizione e tutelare i tuoi diritti.

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Responsabilità professionale avvocato e IA: chi risponde se l’intelligenza artificiale causa un danno? AI Act, Legge 132/2025 e risarcimento

Indirizzo

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