Studio Legale Avvocato Eleonora Cesaretti

Studio Legale Avvocato Eleonora Cesaretti STUDIO LEGALE Specializzato in Diritto di Famiglia, Diritto del Lavoro, Diritto Societario e Bancario, Contrattualistica e Compravendite Immobiliari

06/12/2025

L'avvocato in un click! Consulenze legali, codici commentati (codice civile, penale, procedura civile, procedura penale), dizionario giuridico, brocardi.

STRAINING SUL POSTO DI LAVOROLa Suprema Corte di Cassazione ha trattato un caso di straining, ovvero una forma più lieve...
06/03/2019

STRAINING SUL POSTO DI LAVORO

La Suprema Corte di Cassazione ha trattato un caso di
straining, ovvero una forma più lieve di mobbing, riconoscendo ancora una volta il risarcimento del danno per chi ha subito questi comportamenti vessatori sul luogo di lavoro che, al contrario del mobbing, non hanno il carattere della continuità del tempo ma sono ugualmente lesivi della dignità del lavoratore.

Articolo 2087 Codice Civile
Tutela delle condizioni di lavoro

L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro [Cost. 37, 41].

Cassazione Sentenza n. 7844-2018

06/03/2019

UTILIZZABILITA' DELLE VIDEO-RIPRESE PRIVATE NEL PROCESSO

Sent. Cass. Pen. n. 39293/2018

La quarta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione ha spiegato che le videoriprese effettuate dalle telecamere private installate nelle abitazioni possono essere utilizzate come prova se acquisite nel processo.

Nel caso di specie, l’imputato che era stato accusato dei reati di cui agli artt. 590, commi 1 e 3, c.p. e 140, 141, 158, 191 del Codice della Strada, sosteneva di non essere nel luogo in cui si sarebbe consumato il reato ma da tutt’altra parte ma quanto dallo stesso affermato era in contrasto con le riprese delle telecamere poste nell’abitazione della persona offesa.

I giudici territoriali avevano negato l’efficacia probatoria del video ma gli ermellini, ribaltando la decisione di merito hanno stabilito la legittimità e utilizzabilità delle riprese video e, pertanto, la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio.

Send a message to learn more

Il giudice non può revocare l’ammissione della società al concordato preventivo se pende un contenzioso con le banche il...
19/02/2019

Il giudice non può revocare l’ammissione della società al concordato preventivo se pende un contenzioso con le banche il cui esito non pregiudica i creditori.

Non configura un atto in frode alla massa dei creditori e non comporta la revoca dell’omologa del concordato preventivo, l’informazione del contenzioso con le banche per ottenere la restituzione di presunti versamenti indebiti comunicata successivamente ai creditori.

Infatti gli atti in frode, previsti dall’articolo 173 della legge fallimentare, vanno intesi come condotte volte ad occultare situazioni di fatto in grado di influire sul giudizio dei creditori sulle reali prospettive di soddisfacimento in caso di liquidazione e sono da ritenersi assenti nel caso di informazioni date agli stessi creditori nel corso dell’adunanza.

Pertanto, il giudice non può revocare l’ammissione della società al concordato preventivo per la pendenza di un contenzioso con le banche, non indicato nel piano né nella relazione, se l’esito non pregiudica i creditori.

Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 22 ottobre 2018, n. 26646

In materia di decadenza dalla potestà genitoriale, qualora i genitori risiedano in Stati diversi, la giurisdizione è del...
19/02/2019

In materia di decadenza dalla potestà genitoriale, qualora i genitori risiedano in Stati diversi, la giurisdizione è dello stato di residenza del minore

In materia di decadenza dalla potestà genitoriale, qualora i genitori risiedano in Stati diversi, la competenza giurisdizionale deve essere individuata con riferimento al criterio della residenza abituale del minore al momento della proposizione della domanda, il cui accertamento si risolve in una "quaestio facti", con valutazione da svolgersi anche in chiave prognostica, che può essere effettuata direttamente dalla Suprema Corte sulla base dei dati emergenti dagli atti processuali, occorrendo valorizzare circostanze quali la frequenza della scuola ed il conseguimento di un ottimo rendimento scolastico in un determinato Stato, l'apprendimento della lingua, l'inserimento nel contesto sociale ed anche la entusiasta volontà del minore di rimanere in un certo luogo, accertata mediante l' ascolto del minore medesimo. (Fonte: CED, Cassazione, 2018)g

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civile, Sentenza 13 dicembre 2018, n. 32359

LA PRIMA PRONUNCIA SULLO SCIOGLIMENTO DELLE UNIONI CIVILI:Con articolata decisione depositata il 5 luglio 2018, il Tribu...
15/02/2019

LA PRIMA PRONUNCIA SULLO SCIOGLIMENTO DELLE UNIONI CIVILI:

Con articolata decisione depositata il 5 luglio 2018, il Tribunale di Novara interpreta rigorosamente la legge 76/2016 stabilisce che, ai fini della legittimità della dichiarazione giudiziale di scioglimento, la c.d. fase amministrativa della dichiarazione di scioglimento dell'unione civile non costituisce condizione di procedibilità della domanda.
Inoltre, stabilisce le condizioni della garanzia di comunicazione al partner e del rispetto dello spatium deliberandi previsto dall'art. 1, comma 24 della legge n. 76 del 2016. (Trib. Novara, 05.07.2018)

IL RIMBORSO DELL'EX CONVIVENTE CHE HA ARREDATO L'IMMOBILE.Corte di Cassazione II Sez. Civile Sentenza 21479-2018I giudic...
15/02/2019

IL RIMBORSO DELL'EX CONVIVENTE CHE HA ARREDATO L'IMMOBILE.

Corte di Cassazione II Sez. Civile Sentenza 21479-2018

I giudici della Seconda Sezione Civile della Suprema Corte di Cassazione, hanno affrontato il caso di una convivenza more uxorio non duratura, che ha però aperto le porte dei Tribunali per la coppia scoppiata poiché nel periodo trascorso insieme sono stati effettuati dei lavori di restauro nella casa ma quest’ultima era intestata solo ad uno dei due e, pertanto, l’altro chiedeva il rimborso di quanto aveva speso (circa 100 milioni di vecchie Lire).

Secondo i giudici territoriali, la cui decisione è stata condivisa anche dalla Cassazione, era stato dimostrato che il contributo versato per acquistare, ristrutturare e arredare l’immobile da parte dell’ex ha comportato per quest’ultimo un ingiustificato impoverimento, non potendo questi più usufruirne, ma anche un oggettivo arricchimento alla intestataria della casa che dalla vendita ne avrebbe potuto ricavarne un importante profitto.

Articolo 2041 Codice Civile
Azione generale di arricchimento
Chi, senza una giusta causa, si è arricchito a danno di un’altra persona è tenuto, nei limiti dell’arricchimento, a indennizzare quest’ultima della correlativa diminuzione patrimoniale.
Qualora l’arricchimento abbia per oggetto una cosa determinata, colui che l’ha ricevuta è tenuto a restituirla in natura, se sussiste al tempo della domanda.

STALKING...........QUALI MISURE CAUTELARI?Cass. Pen. SEnt.n. 21693/2018La Suprema Corte di cassazione ha esaminato un al...
07/02/2019

STALKING...........QUALI MISURE CAUTELARI?

Cass. Pen. SEnt.n. 21693/2018

La Suprema Corte di cassazione ha esaminato un altro caso di stalking in cui è stata applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento ad un uomo che inviava continui messaggi minacciosi alla ex moglie che ormai aveva già intrapreso una nuova relazione con un altro.

Più nello specifico, i fatti del processo riguardavano sempre e solo situazioni di minacce e molestie (su Facebook, Whatsapp, etc.) che però non si erano mai concretizzate realmente e proprio su questa circostanza l’imputato ha cercato di far leva per difendersi, sottolineando che gli atti persecutori di cui veniva accusato non erano mai stati compiuti se non in una sola circostanza risalente a tempo prima che venisse applicata la misura cautelare.

Per i giudici di Piazza Cavour il ricorso è inammissibile e i messaggi minacciosi ricevuti dalla persona offesa hanno certamente causato a quest’ultima un evidente stato d’ansia e di timore e a nulla rileva il fatto che suddetti comportamenti tenuti dall’imputato non si siano di fatto concretizzate.

07/02/2019
E' REATO L'UTILIZZO DEL PROFILO FACEBOOK ALTRUICass. Sent. N. 2905/2019 La Suprema Corte di Cassazione, ha esaminato un ...
06/02/2019

E' REATO L'UTILIZZO DEL PROFILO FACEBOOK ALTRUI
Cass. Sent. N. 2905/2019

La Suprema Corte di Cassazione, ha esaminato un caso di accesso abusivo a un sistema informatico ovvero, per dirla in altri termini, l’accesso al profilo facebook del partner.

Bisogna precisare che nel caso di specie i dati di accesso al profilo erano stati comunicati in precedenza dalla moglie ciononostante la Corte ha condannato il marito per il reato di cui all’articolo 615-ter c.p.

Secondo i giudici del “palazzaccio” il fatto di conoscere le chiavi d’accesso (username e password) per accedere al profilo della moglie non è un’autorizzazione implicita ad accedere e utilizzare un profilo altrui e, pertanto, ciò non esclude il reato.

LIQUIDAZIONE COMPENSI AVVOCATOSent. Cass. n. 21487/2018La seconda sezione civile della Suprema Corte di Cassazione, con ...
06/02/2019

LIQUIDAZIONE COMPENSI AVVOCATO

Sent. Cass. n. 21487/2018

La seconda sezione civile della Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 21487/2018 che di seguito si riporta, esaminando un caso relativo ai compensi degli avvocati, ha stabilito che il giudice deve liquidarli attenendosi ai criteri dettati dal D.M. n. 55/2014 e non invece a quanto disposto dal D.M. n. 140/2012.

Secondo Piazza Cavour, infatti, “il giudice resta tenuto ad effettuare la liquidazione giudiziale nel rispetto dei parametri previsti dal D.M. n. 55 il quale non prevale sul D.M. 140 per ragioni di mera successione temporale, bensì nel rispetto del principio di specialità, poiché, diversamente da quanto affermato dall’Amministrazione resistente, non è il D.M. 140 – evidentemente generalista e rivolto a regolare la materia dei compensi tra professionista e cliente (ed infatti, l’intervento del giudice ivi preso in considerazione riguarda il caso in cui fra le parti non fosse stato preventivamente stabilito il compenso o fosse successivamente insorto conflitto) – a prevalere, ma il D.M. 55, il quale detta i criteri ai quali il giudice si deve attenere nel regolare le spese di causa“.

Indirizzo

Largo Salvatore Zappalà N. 16
Rome
00173

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 19:00
Martedì 10:00 - 19:00
Mercoledì 10:00 - 19:00
Giovedì 10:00 - 19:00
Venerdì 10:00 - 19:00
Sabato 10:00 - 19:00

Telefono

3489133063

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Studio Legale Avvocato Eleonora Cesaretti pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Studio Legale Avvocato Eleonora Cesaretti:

Condividi