20/07/2025
Il diritto dei dipendenti pubblici, al pari di quelli privati, agli avanzamenti di carriera per anzianità di servizio e per effetto del superamento di prove selettive interne, è un diritto sacrosanto che nessuna legge può cancellare, tanto meno con effetto retroattivo. Ho patrocinato negli ultimi 13 anni decine e decine di ricorsi sull'argomento, in particolare sul diritto allo scorrimento delle graduatorie dei concorsi interni per i passaggi di area dei dipendenti pubblici, ottenendo importanti vittorie in tutti i tribunali di Italia. Poi di recente la corte di cassazione, uniformandosi all'orientamento restrittivo dei giudici amministrativi, ha negato il diritto allo scorrimento nei concorsi interni banditi prima della legge Brunetta del 2010, calpestando spudoratamente il principio di irretroattivita' della legge. Sembrava che la Cassazione avesse messo la parola fine alla questione, violando i diritti dei dipendenti acquisiti prima della orribile legge Brunetta, e invece quest'anno sono arrivate le nuove sentenze di Tribunali come Trento e Agrigento, che hanno nuovamente dato accoglimento ai miei ricorsi, condannando L'INPS ad inquadrare i dipendenti in area superiore e a ricostruire loro una carriera. Sentenze che si aggiungono al precedente di Aosta di un anno fa, invertendo nuovamente la rotta nel segno della tutela dei diritti quesiti! A volte anche i giudici di merito sanno fare giustizia, dissociandosi finanche dagli orientamenti di organi superiori. Spesso la giustizia decide non secondo diritto, ma in modo latamente politico e a sostegno dei poteri forti e dello status quo, ma altre volte non è così, e quando i giudici decidono in modo libero e indipendente, secondo la legge e non in modo politico, ecco che la giustizia trionfa e i diritti anche dei dipendenti pubblici trovano ampia tutela e riconoscimento.