Avv. Andrea Pontecorvo

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'Sintesi' non è tagliare parole: è il lavoro che chi scrive fa prima, per rispettare il tempo di chi legge.Nuovo contrib...
12/12/2025

'Sintesi' non è tagliare parole: è il lavoro che chi scrive fa prima, per rispettare il tempo di chi legge.
Nuovo contributo dell'Osservatorio sulla comunicazione nell'Avvocatura.

OSSERVATORIO N.10 (12.12.2025) - IL COSTO DELLA SINTESI NELLA COMUNICAZIONE FORENSE. E NON SOLO. In quasi tutti i luoghi in cui oggi comunichiamo –email massive, post, circolari, relazioni, interventi in assemblea– la regola non scritta è sempre la stessa: essere chiari e arrivare al punto in poco spazio e in poco tempo.
Questa necessità non è neutra. Ha un prezzo. Non è "tagliare parole": è sostenere il peso di un lavoro preliminare che quasi mai si vede.

LA FRASE CHE CAMBIA LO SGUARDO
C'è una citazione che, una volta capita, non si dimentica più. È attribuita a Blaise Pascal: «Mi scuso per la lunghezza della lettera, ma non ho avuto il tempo di scriverla più breve». Da quando chi scrive ha conosciuto queste parole -grazie ad un'attenta, plurilaureata e studiosa collega- è diventata una sorta di sentenza pratica dell'agire comunicativo: se un testo è lungo e confuso, spesso non è perché l'argomento è complesso, ma perché non si è investito abbastanza tempo per renderlo comprensibile.
È questo, in fondo, il "costo della sintesi": ore (a volte giorni, settimane) spese a scegliere cosa è davvero essenziale, dare un ordine logico ai passaggi, trovare parole semplici senza tradire il contenuto.
Chi non paga questo costo, lo sposta su chi legge.

QUANDO CHI NON PAGA, FA PAGARE GLI ALTRI
Nella vita forense l'Osservatorio lo rileva ogni giorno:
- email di pagine e pagine, con tre concetti ripetuti in dieci modi diversi;
- documenti che dicono cose corrette, ma affogano il punto chiave in un fiume di dettagli;
- comunicazioni istituzionali che pretendono attenzione totale da colleghi che, realisticamente, il tempo non ce l'hanno.
Il risultato è noto: molti smettono di leggere a metà, altri scorrono cogliendo solo qualche parola, quasi nessuno riesce a capire in pochi secondi di che cosa, esattamente, si stia parlando.
Dal punto di vista dell'Osservatorio, questo è un costo concreto: tempo e fatica cognitiva scaricati sul destinatario, perdita dell'effetto pratico che la comunicazione avrebbe dovuto produrre (capire, decidere, farsi un'opinione informata).
Il paradosso è che chi ha scritto spesso rivendica: "Sono stato precisissimo". È vero. Ma la precisione non basta se l'architettura del discorso non consente a chi legge di tenere insieme il quadro.

IL LATO OSCURO: QUANDO LA SINTESI DIVENTA SLOGAN
All'estremo opposto c'è un'altra illusione: "basta essere sintetici".
Qui la sintesi non è frutto di studio, ma di riduzione brutale: un solo numero simbolico al posto di un intero bilancio, un trilemma guidato al posto di una vera discussione, un sondaggio opaco al posto di un confronto in assemblea.
In questi casi, il costo non è più a carico del lettore in termini di fatica, ma in termini di qualità del pensiero: si perdono sfumature, si cancella lo spazio delle alternative, si confonde l'informazione con la propaganda.
Slogan, numeri isolati, percentuali senza contesto funzionano perché risparmiano tempo a tutti. Ma lo fanno al prezzo di un giudizio meno libero.

NON TUTTO VA DETTO IN POCHISSIME PAROLE
Non esiste una "tirannia della sintesi" valida ovunque.
Ci sono contesti in cui è giusto che la parola si prenda tempo: una chiacchierata tra colleghi che si confrontano davvero, una serata di discussione, un articolo di studio, un seminario, un'analisi approfondita.
In questi spazi la lunghezza non è un difetto: è la condizione per esplorare, dubitare, cambiare idea.
Altrove – comunicazione istituzionale, associativa, politica forense, social, email massive – la sintesi non è un vezzo stilistico. È una forma di rispetto: per il tempo limitato dei colleghi, per la loro attenzione, per il diritto di capire in pochi passaggi che cosa si chiede loro di pensare o di votare.

UN METODO MINIMO
Dal lavoro dell'Osservatorio di questi mesi emergono alcune domande operative, ogni volta che si scrive una comunicazione "pubblica" all'Avvocatura:
- Il destinatario concreto chi è? Colleghi con poco tempo, non un uditorio perfetto.
- Se avesse 30–40 secondi, cosa deve assolutamente capire? Il "di che cosa stiamo parlando" deve poter emergere subito.
- I dati citati sono selezionati in modo leale? Sto scegliendo solo quello che mi fa comodo, oppure chiarisco anche i limiti e ciò che non so?
- Dove metto il resto? Se serve spiegare tutto nel dettaglio, si può fare in un allegato, in una relazione, in un video più lungo. La comunicazione principale non deve diventare un muro di testo.

Pagare il costo della sintesi significa fare questo lavoro prima, invece di pretendere che siano gli altri a cavarsela da soli nella giungla delle nostre parole.

IL RUOLO DELL'OSSERVATORIO
Per l'Osservatorio questo tema non è marginale.
Riguarda le istituzioni forensi che parlano agli iscritti, le associazioni che chiedono consenso o dissenso, i singoli colleghi che attraverso i social contribuiscono a definire il clima del Foro.
Il compito che l'Osservatorio si dà non è dire quanto debba essere lungo un testo, ma mostrare che ogni scelta di forma – troppo lungo, troppo corto, troppo semplificato – ha conseguenze: sul modo in cui una comunità comprende se stessa, sul livello del dibattito interno, sulla qualità delle decisioni collettive.
Il "costo della sintesi" non è un lusso per chi ha tempo: è, sempre più, una responsabilità verso chi legge. Chi decide di non pagarlo deve sapere che qualcuno – prima o poi – quel conto lo salderà al posto suo.

Andrea Pontecorvo

L'Open Day dedicato a   (la Piattaforma Digitale Unificata dell'Avvocatura) ha segnato una svolta nell'approccio alla fo...
18/10/2024

L'Open Day dedicato a (la Piattaforma Digitale Unificata dell'Avvocatura) ha segnato una svolta nell'approccio alla formazione professionale. Ai Colleghi partecipanti, dopo una prima parte teorica, è stato offerto un supporto personalizzato nella configurazione del proprio account e nella risoluzione di eventuali dubbi pratici direttamente sui loro PC.
e per facilitare l'immediato utilizzo di PDUA nella quotidianità professionale: una formula innovativa che, combinando teoria e pratica in un unico evento, consente agli Avvocati di acquisire le competenze necessarie per sfruttare al meglio le potenzialità della piattaforma digitale.
La registrazione dell'evento è disponibile tramite il canale YouTube della Cassa Forense.
(Roma, 18.10.2024)

LA CORTE UE BLINDA IL DIVIETO DI CONSULENZA LEGALE ALLA RUSSIA - (Roma, 08.10.2024) La Corte di giustizia europea ha con...
08/10/2024

LA CORTE UE BLINDA IL DIVIETO DI CONSULENZA LEGALE ALLA RUSSIA - (Roma, 08.10.2024) La Corte di giustizia europea ha confermato la legittimità del divieto di prestare, direttamente o indirettamente, servizi di consulenza giuridica al governo russo e alle persone giuridiche, entità o organismi stabiliti in Russia. Con la decisione T-797/22 del 2 ottobre 2024 (DownLoad in calce), la Corte ha respinto i ricorsi presentati dagli Ordini degli Avvocati di Bruxelles, di Ginevra e dalla Bundesrechtsanwaltskammer (German Federal Bar), che avevano sollevato dubbi sulla proporzionalità della relativa sanzione imposte dall'UE nel contesto della guerra in Ucraina.
La questione principale riguarda l'articolo 5 quindecies del regolamento (UE) n. 833/2014, che vieta ai legali di offrire consulenze giuridiche a governi o entità russe, a meno che non siano strettamente collegate a procedimenti giudiziari. La Corte ha chiarito che il divieto rispetta il principio di proporzionalità e non viola né i diritti fondamentali degli Avvocati né il diritto alla difesa. Le eccezioni al divieto si applicano unicamente in situazioni specifiche, come l'assistenza legale in procedimenti giudiziari, assicurando pertanto il diritto all'accesso a un procedimento giurisdizionale effettivo e al diritto di difesa, come previsto dall'articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
Inoltre, i giudici hanno affermato che la misura è in linea con gli obiettivi dell'UE di sanzionare adeguatamente la Russia per le sue azioni in Ucraina, senza intaccare indebitamente i diritti individuali, poiché il divieto non si applica alle persone fisiche.
Andrea Pontecorvo
Per consultare la sentenza completa, clicca qui: https://drive.google.com/file/d/1a3s3JWv_u0FURPy5jq1tQt9rAZozB6fr/view?usp=sharing

PENALE E CASSAZIONE: ACCETTAZIONE AUTOMATICA DEGLI ATTI TELEMATICI DELLE PARTI - (Roma, 2 ottobre 2024) Il Ministero del...
02/10/2024

PENALE E CASSAZIONE: ACCETTAZIONE AUTOMATICA DEGLI ATTI TELEMATICI DELLE PARTI - (Roma, 2 ottobre 2024) Il Ministero della Giustizia ha implementato l'accettazione automatica degli atti sia nel Processo Penale Telematico (PPT) che presso la Corte di Cassazione a partire dal 30 settembre 2024, segnando una nuova fase nella digitalizzazione dei processi giudiziari.

PROCESSO PENALE TELEMATICO
I sistemi APP e ReGeWEB ora verificano automaticamente la corrispondenza tra i dati inseriti dagli avvocati sul Portale Deposito atti Penali (PDP) e quelli nei registri di cancelleria. Gli atti idonei vengono accettati senza intervento umano, snellendo significativamente le procedure.
In APP, i depositi accettati automaticamente appaiono nella card "Pervenuti" con l'etichetta "Accettato automaticamente", mentre in ReGeWEB sono contrassegnati da un'icona verde con la lettera "A" nella sezione "Depositi Telematici".
Rimangono esclusi dall'automazione i depositi che necessitano della "conferma ricezione", come quelli diretti a corti d'appello, procure generali, tribunali della libertà, uffici del GIP e del Giudice di pace circondariale in specifici casi.

CORTE DI CASSAZIONE
La Corte ha implementato l'accettazione automatica per una vasta gamma di atti nel settore civile, tra cui:
- Accettazione rinuncia ricorso
- Avvisi di ricevuta notifica
- Depositi ex art. 372
- Varie tipologie di istanze
- Memorie (378, 380 bis1, 380 ter)
- Provvedimenti impugnati
Il sistema CSC Client gestisce autonomamente questi depositi, mostrandoli direttamente come "Accettati". Tuttavia, alcuni atti come ricorsi, controricorsi, revocazioni e integrazioni anagrafiche continuano a richiedere l'intervento umano.
È importante notare che, al momento, l'accettazione automatica non è stata implementata nel settore penale della Cassazione, data la recente introduzione della sperimentazione del Desk Penale.

CRITICITÀ INIZIALI
Nonostante le aspettative, l'implementazione del 30 settembre e il giorno successivo sono stati caratterizzati da significativi problemi tecnici. Il sistema ha sperimentato difficoltà, soprattutto nel settore civile (statisticamente, quello sottoposto a maggior traffico dati) tali da portarlo a un sostanziale collasso in vari Distretti, la cui portata completa è ancora in fase di valutazione. Tuttavia, c'è ottimismo riguardo alla rapida risoluzione di questi problemi iniziali. L'obiettivo rimane chiaro: snellire le procedure e ridurre i tempi di lavorazione, a beneficio di tutti gli operatori del diritto e dei cittadini.
Andrea Pontecorvo

PROCESSO CIVILE TELEMATICO: AL VIA L'ACCETTAZIONE AUTOMATICA DEGLI ATTI - (Roma, 1 ottobre 2024) Il Ministero della Gius...
01/10/2024

PROCESSO CIVILE TELEMATICO: AL VIA L'ACCETTAZIONE AUTOMATICA DEGLI ATTI - (Roma, 1 ottobre 2024) Il Ministero della Giustizia ha implementato una significativa modifica nel Processo Civile Telematico (PCT): dal 30 settembre 2024, numerosi atti depositati dagli Avvocati vengono accettati automaticamente dal sistema, senza l'intervento della cancelleria. La novità, prevista dalle specifiche tecniche adottate il 2 agosto 2024, mira a snellire le procedure e ridurre i tempi di lavorazione.

GLI ATTI INTERESSATI - L'accettazione automatica coinvolge una vasta gamma di atti, tra cui:
- Memorie e repliche nel rito ordinario di cognizione
- Istanze di vario tipo nel rito semplificato
- Atti processuali davanti al giudice di pace
- Alcuni atti del PM nei registri SICID
- Vari atti nel registro SIECIC per le esecuzioni concorsuali e individuali

COME FUNZIONA - Il sistema accetta automaticamente i depositi eleggibili, associandoli al fascicolo di pertinenza e generando le relative comunicazioni PEC al mittente. La cancelleria può visualizzare questi depositi in una nuova sezione dedicata, "Gestione depositi accettati automaticamente", dove può effettuare verifiche e adempimenti successivi.

COSA RIMANE ESCLUSO - Rimangono fuori dall'accettazione automatica gli atti che richiedono una valutazione specifica della cancelleria, come quelli che necessitano di completamento manuale dei dati o che comportano transiti di stato del fascicolo. Anche i depositi con errori o avvisi rimangono, per ora, soggetti a verifica manuale.

IMPATTO SUL LAVORO DELLE CANCELLERIE - La modifica potrebbe alleggerire il carico di lavoro delle cancellerie, permettendo loro di concentrarsi su attività che richiedono una valutazione umana. Sarà cruciale per il personale familiarizzare con il nuovo sistema e le sue funzionalità. Si segnalano, però, le prime negative prese di posizione proprio da parte di quello che risulta essere il più grande sindacato DOG. Vedremo!

PROSPETTIVE FUTURE - Il Ministero sottolinea che si tratta solo della prima fase di un processo di automazione più ampio. Si prevede che in futuro anche altre tipologie di atti potranno essere incluse nel flusso di accettazione automatica, una volta affrontate le complessità tecniche e procedurali. E, nel frattempo, cambia il Direttore Generale dei Sistemi Informativi: proprio ieri, infatti, lo stesso ha annunciato l'addio tramite un social.

Andrea Pontecorvo

PROCESSO TELEMATICO: Pubblicate le nuove SPECIFICHE TECNICHE ex art. 34 DM 44/2011. Il provvedimento acquisterà efficaci...
07/08/2024

PROCESSO TELEMATICO: Pubblicate le nuove SPECIFICHE TECNICHE ex art. 34 DM 44/2011. Il provvedimento acquisterà efficacia a decorrere dal 30 settembre 2024.
SCARICALE QUI:https://pst.giustizia.it/PST/resources/cms/documents/m_dg.DOG07.07082024.0004292.ID_SPECIFICHETECNICHE_DM_44_2011_FINALE_31_.pdf

LA GIUSTIZIA DI PACE IN ITALIA? UN'EMERGENZA CRONICA E IGNORATA (di Angelo Cugini, Segretario della Camera Civile di Rom...
23/07/2024

LA GIUSTIZIA DI PACE IN ITALIA? UN'EMERGENZA CRONICA E IGNORATA (di Angelo Cugini, Segretario della Camera Civile di Roma e Andrea Pontecorvo. 23.07.2024) - I dati di un recente monitoraggio sugli Uffici del Giudice di Pace in Italia dipingono un quadro estremamente preoccupante del sistema giudiziario di base.
Per iniziare, è clamoroso il dato sulle carenze di organico:
- a livello nazionale, solo il 37% dei Giudici di Pace previsti è effettivamente in servizio
- negli uffici più grandi (oltre 50 unità in organico), la situazione è ancora peggiore: appena il 20,8% dei giudici previsti è in servizio
- casi eclatanti: Napoli (37 giudici su 250 previsti), Roma (58 su 210), Milano (39 su 180), Torino (7 su 139)
Questi i problemi infrastrutturali e tecnologici:
- il 52% dei giudici non ha dotazioni informatiche adeguate, o per lo meno questo denunzia
- nel 47% degli uffici la connessione internet è instabile
- il 61% lamenta difficoltà nell'accesso ai fascicoli telematici (non sappiamo se per carenze dell'infrastruttura o per loro mancata formazione).
Durata dei procedimenti: Il monitoraggio ha evidenziato tempi procedurali eccessivamente lunghi sia in ambito civile che penale, con frequenti ritardi in tutte le fasi del processo, dal deposito degli atti alla pubblicazione delle sentenze. Insomma, un quadro da far cadere le braccia e non solo.
Dati allarmanti che non prendono in considerazione, tra l'altro, le carenze del personale amministrativo e quelle relativa all'edilizia ove gli Uffici si trovano. Dai che evidenziano la necessità urgente di interventi strutturali per garantire l'efficienza e la funzionalità della giustizia di prossimità in Italia. Come da un lustro abbondante continuativamente denunziato dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma, servono assunzioni, investimenti tecnologici e una riorganizzazione complessiva del sistema.
AG e AP

CASSAZIONE PENALE: DAL 15 LUGLIO DECRETI, ORDINANZE E SENTENZE VIA PEC - Il Ministero della Giustizia ha annunciato oggi...
15/07/2024

CASSAZIONE PENALE: DAL 15 LUGLIO DECRETI, ORDINANZE E SENTENZE VIA PEC - Il Ministero della Giustizia ha annunciato oggi un ulteriore passo avanti nella digitalizzazione del sistema giudiziario italiano. Dal 15 luglio 2024, le sezioni penali della Corte di Cassazione attivano la trasmissione informatica a valore legale di decreti, ordinanze e sentenze.
Il provvedimento, è stato pubblicato sul Portale dei Servizi Telematici del Ministero della Giustizia ed in forza di quanto previsto dall'articolo 35, comma 1, del decreto ministeriale 21 febbraio 2011, n. 44, regola l'adozione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nel processo civile e penale.
L'attivazione segue l'accertamento dell'installazione e dell'idoneità delle attrezzature informatiche, nonché della funzionalità dei servizi di comunicazione dei documenti informatici presso le sezioni penali della Corte di Cassazione e rappresenta un ulteriore allineamento del relativo settore penale alle moderne esigenze di digitalizzazione.
Ricordo ai Colleghi l'importanza di mantenere sempre in perfetta efficienza la propria casella PEC, strumento essenziale per ricevere tempestivamente le comunicazioni relative anche ai provvedimenti della Corte di Cassazione.
Andrea Pontecorvo
QUI il link al provvedimento pubblicato sul PST ministeriale: https://pst.giustizia.it/PST/it/paginadettaglio.page?contentId=ACC3380

VERIFICHIAMO LA SCADENZA DELLA FIRMA DIGITALE PRIMA DELLE FERIE ESTIVE - È fondamentale controllare la funzionalità dell...
11/07/2024

VERIFICHIAMO LA SCADENZA DELLA FIRMA DIGITALE PRIMA DELLE FERIE ESTIVE - È fondamentale controllare la funzionalità della firma digitale prima della pausa estiva. Senza di essa, è impossibile operare in una qualsiasi piattaforma del Processo Telematico.
Per gli avvocati romani, in particolare, è bene considerare che gli sportelli di via degli Scipioni e via Damiata gestiti da "PUNTOTELEMATICO" saranno chiusi dal 2 agosto al 2 settembre.
Quindi, memento:
- Verificate la data di scadenza del Vostro dispositivo
- Rinnovate in anticipo se necessario (il rinnovo può essere effettuato da 90 giorni fino a 48 ore prima della scadenza. La data della scadenza triennale, anche se avrete rinnovato in anticipo, rimarrà quella originaria. Le chiavette non rinnovate entro il termine dovranno essere riacquistate)
- Le chiavette sono rinnovabili una sola volta
Assicuratevi di essere operativi al rientro dalle ferie, ma anche durante. Un piccolo controllo oggi può evitare grandi problemi domani.
Per comodità, ecco i recapiti del menzionato fornitore di servizi:
Punto Telematico
- Email: [email protected]
- Sito: https://www.puntotelematico.it/rinnovo
- WhatsApp: 3515210434

INDEBITA DESTINAZIONE DI RISORSE PUBBLICHE: UN NUOVO ILLECITO PENALE - Il 5 luglio 2024 è entrato in vigore il Decreto-L...
09/07/2024

INDEBITA DESTINAZIONE DI RISORSE PUBBLICHE: UN NUOVO ILLECITO PENALE - Il 5 luglio 2024 è entrato in vigore il Decreto-Legge n. 92 del 4 luglio 2024, che tra il molto altro apporta alcune modifiche al codice penale. Spicca infatti l'introduzione di una nuova fattispecie criminosa: l'indebita destinazione di denaro o cose mobili, disciplinata dall'articolo 314-bis.
La condotta illecita riguarda i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che, avendo il possesso o la disponibilità di denaro o beni mobili altrui per ragioni d'ufficio, li destinano ad un uso diverso da quello previsto dalla legge. Il reato si configura quando non vi sono margini di discrezionalità nell'uso di tali risorse e l'azione è intenzionale, procurando a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale o causando ad altri un danno ingiusto. La pena prevista va da sei mesi a tre anni di reclusione.
L'introduzione della norma mira a punire comportamenti che, pur non configurando il più grave reato di peculato (art. 314), costituiscono comunque un abuso della funzione pubblica.
L'applicabilità della fattispecie è estesa anche ai funzionari dell'Unione Europea e di Stati esteri, mediante la modifica apportata dal DL all'articolo 322-bis del Codice Penale.
La novella si inserisce nel contesto più ampio delle misure urgenti in materia penitenziaria, di giustizia civile e penale e di personale del Ministero della giustizia, dimostrando l'attenzione del legislatore verso una maggiore tutela della pubblica amministrazione e dei suoi beni.
Andrea Pontecorvo
(9 Luglio 2024)

Qui la Gazzetta Ufficiale: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/07/04/24G00111/sg

PORTALE DEPOSITI PENALI: CRESCITA COSTANTE E MIGLIORAMENTO DELL'EFFICIENZA (08.07.2024) - Il Portale Depositi Penali (PD...
08/07/2024

PORTALE DEPOSITI PENALI: CRESCITA COSTANTE E MIGLIORAMENTO DELL'EFFICIENZA (08.07.2024) - Il Portale Depositi Penali (PDP) continua a dimostrare una crescita significativa e un miglioramento dell'efficienza. Le statistiche aggiornate a fine giugno rivelano tendenze incoraggianti:
1. Utilizzo in aumento - Oltre l'80% degli atti viene ora depositato tramite il PDP, evidenziando una forte adozione da parte degli Operatori del settore.
2. Elevato tasso di accettazione - Parallelamente all'aumento dell'utilizzo, si registra un alto tasso di accettazione degli atti depositati.
3. Riduzione dei rigetti - Si osserva una notevole diminuzione dei rigetti degli atti da parte degli uffici giudiziari, con una riduzione del 60%.
Questi dati indicano quindi un incremento oggettivo nell'utilizzo del PDP. L'approvazione delle Specifiche Tecniche da parte del Garante per la Protezione dei Dati Personali (GPDP), attesa a breve, potrebbe consentire l'implementazione dell'accettazione automatica dei depositi.
Il progressivo sviluppo del sistema PDP si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione del sistema giudiziario italiano. Sarà necessario monitorare attentamente gli effetti di queste innovazioni sull'efficienza e l'accessibilità dei servizi giudiziari nel lungo termine.
Andrea Pontecorvo

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00195

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