28/09/2023
Grazie a chi è venuto a sentirci ieri, all'Università degli Studi di Milano-Bicocca per il Falling Walls Lab di Falling Walls.
Ad oggi, si parla di violenza sui luoghi di lavoro in riferimento alle molestie che le donne possono subire da parte dei colleghi e alle relative strategie di gestione.
Tuttavia, nei luoghi di lavoro si possono manifestare anche gli effetti negativi della violenza domestica (o IPV, Intimate Partner Violence). Ad affermarlo è stata la ILO – Organizzazione Internazionale del Lavoro – nel 2019: in “Handbook – Addressing violence and harassment against women in the world of work” ha dimostrato che la violenza domestica, oltre a compromettere il benessere psicologico e fisico della donna, può influire negativamente anche sulle sue performance lavorative e, di conseguenza, sull’azienda. Ciò è stato confermato anche da studi successivi, condotti in seguito alla pandemia da Covid-19.
Questo è il tema affrontato ieri all’Università Bicocca: abbiamo individuato sette spillover della IPV sui luoghi di lavoro e li abbiamo rappresentati in una piramide, composta da sette livelli: sette, proprio come il numero di tentativi di una donna prima di riuscire ad allontanarsi dal suo abusante (tra gli altri: https://lnkd.in/djQqWpaK).
È importante tenere a mente che sì, il lavoro - con l'indipendenza economica che ne deriva - costituisce il vero strumento di autonomia di una donna; ma non solo: spesso rappresenta anche l'unico luogo in cui essa può chiedere aiuto, non disponendo più di altre risorse esterne.
Il nostro impegno con LeadHers è diretto proprio in questa direzione: vogliamo abbattere il muro della Intimate Partner Violence, anche sul luogo di lavoro, e creare un ponte tra situazioni di violenza e presidi già esistenti, come i CAV.
Un ringrazimento particolare al mio management, e in particolare a Francesca Salvatori a cui questo pitch era dedicato e senza cui questo progetto, oggi, non esisterebbe.