06/05/2025
Buongiorno a tutti.
Diffondo due sentenze, una di secondo grado e la successiva di legittimità, con cui, con la prima, i giudici di secondo grado hanno assolto l'imputata dal diritto di maltrattamenti in famiglia aggravati commessi in danno del marito, mio assistito, con una motivazione "ristretta" (diciassette righe contro le 14 pagine della sentenza di primo grado); allego anche la sentenza della Suprema Corte la quale, su ricorso congiunto della parte civile e del procuratore generale, ha ritenuto assolutamente carente la motivazione con cui l'imputata era stata assolta, evidenziando le mancanze della sentenza di secondo grado.
Particolare rilevanza assumono questi due provvedimenti in quanto il maltrattato risulta essere un uomo e non, come siamo abituati a vedere, una donna.
Buona lettura
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