02/06/2020
2 GIUGNO 2020 SONO PASSATI 74 ANNI –
NARRO DEI FATTI COPERTI DALL’OMERTA’ E DAL DISINTERESSE
A DUE MADRI ICONE DELLA REPUBBLICA E DELLA LIBERTA’GIADA E LUANA
HANNO STRAPPATO I FIGLI DAL CUORE
RAPITI ED AMMANETTATI A SCUOLA NEL TEMPIO MODERNO DEL SAPERE
DA AGENTI DELL’ANTICRIMINE MINORILE
CON LA PRESENZA DELLE RESPONSABILI DEI SS (servizi sociali – assistenti sociali)
LE SCHUTZSTAFFEL L'ORGANIZZAZIONE PARAMILITARE DEL PARTITO CATTOCOMUNISTA DEL GOVERNO NAZIONALDITTATORIALE ITALIANO CREATO NELLA ITALIA DELLA FALSA DEMOCRAZIA CON LO SCOPPIO DELLA FICTION “MANI PULITE” LA CONSEGNA DEL POPOLO ITALIANO ALLA DITTATURA DEI VERTICI DEL CORPO DELLA MAGISTRATURA
CON UNA OCCUPAZIONE SILENZIOSA IN TUTTE LE ISTITUZIONI ITALIANE.
GIADA E LUANA SONO STATE CATAPULTATE IN QUEI LUOGHI LUGUBRI E PERVERSI
DOVE LE NORME SCRITTE NEI CODICI VENGONO APPLICATE SECONDO ESIGENZE METEOROLOGICHE TRASCINATE IN UN INFERNO DOVE VIGE LA LEGGE DELLA PREPOTENZA E DELLA INQUISIZIONE DOMINATA DAI CLAN DEGLI APPARTENENTI AI PARTITINI DEI MAGISTRATI
CHE SI COMBATTONO SECONDO IDEOLOGIE FONDATE SUL RICATTO E LA PREVARICAZIONE.
GIADA (EURO 111.000,00) E LUANA (EURO 68.000,00) SONO STATE RAPINATE DEI LORO RISPARMI
PER RIAVERE I LORO FIGLI CONDANNATE ALLA SPESE PROCESSUALI
DELLE QUALI NE HANNO BENEFICIATO I CRIMINALI CHE HANNO GENERATO L’OLOCAUSTO
CON FRODI E TRAFFICI DI INFLUENZE ILLECITE HANNO COMPRATO IL FAVORE DEI GIUDICI.
I SOLDI E I CLAN HANNO IMPOSTO UN NUOVO PASSO ALLA MALA DELLA SOTTRAZIONE DEI FIGLI AI GENITORI. RISORSE PUBBLICHE, SPERPERATE QUANDO DIVISE TRA PARTECIPANTI AL BOTTINO.
UN ESEMPIO ECLATANTE IL CISMAI - COORDINAMENTO ITALIANO DEI SERVIZI CONTRO IL MALTRATTAMENTO E L’ABUSO ALL’INFANZIA.
IL PRINCIPALE COORDINAMENTO ITALIANO DI SERVIZI CONTRO IL MALTRATTAMENTO E L’ABUSO ALL’INFANZIA CHE CONTA CIRCA 100 SOCI FRA ENTI PUBBLICI E PRIVATI.
L’OBIETTIVO FONDAMENTALE DEL CISMAI È QUELLO DI “COSTITUIRE UNA SEDE PERMANENTE DI CARATTERE CULTURALE E FORMATIVO NELL’AMBITO DELLE PROBLEMATICHE INERENTI LE ATTIVITÀ DI PREVENZIONE E TRATTAMENTO DELLA VIOLENZA CONTRO I MINORI, CON PARTICOLARE RIGUARDO ALL’ABUSO INTRAFAMILIARE”
L’unico abuso è proprio il CISMAI – una multinazionale che ha beneficiato per anni di versamenti di miliardi da parte di Regioni ed enti locali e l’attività principale è stata ed è quella di strappare i figli ai genitori biologici. Mai un controllo, mai un rendiconto reale sulle attività svolte ed offerte di aiuto ai sofferenti figli e genitori, salvo rendiconti contabili in regola, tutta carta con fatture false e gonfiate.
SE DEPOSITO I DOCUMENTI IN MIO POSSESSO MEZZA ITALIA DEL VOLONTARIATO VA IN GALERA.
I conti tra i contendenti del mercato di merce umana si regolano più sbrigativamente con il piombo dove prima si indugiava con avvertimenti, pestaggi e gambizzazioni.
La mutazione ha come filo comune la rapina dei figli d’Italia in questa sequestra-gate un tempo solo piazza di consumo locale dei sequestri di Stato ed ora prepotentemente crocevia per gli arrivi e lo smaltimento dei carichi di bambini venduti e comprati in un mercato globale.
L’affare passa e va oltre quella merce DOC di origine controllata di nati da genitori biologici italiani che si ferma nelle strutture protette del bel Paese, e tanta finisce all’estero o dall’estero viene importata come la Caritas di Perugia che espropria gli orfanelli dal Kosovo per sfruttarli nei lavori degli orti, mentre i missionari in Africa della Chiesa cattolica italiana, rischiando la vita ogni giorno e rappresentano l’unica vera forma di accoglienza ed aiuto.
Il chiacchiericcio inonda l’universo dell’informazione e finisce nei salotti bene frequentati dagli intellettuali di regime, ignoranti con la lode, che discettano del nulla.
L’orrore della decapitazione degli affetti tra figli e genitori consuma esistenze, provoca violenze inaudite, abbandona figli e genitori ad un destino orrendo, eccita la macelleria da notte brava nel supplizio del dannati.
Il bottino da recuperare è tanto anche a costo di massacri di carne umana. Le rotte dei soldi facili ricalcano l’andirivieni della folla di genitori sottratti che ogni giorno con ogni mezzo: treni, pullman, auto anche a piedi sono alla ricerca disperata dei propri cari figli, ostacolati da cosche che si intestano il bene dei minori pronte a tutto pur di non mollare la materia prima.
Lungamente in tregua armata, sorretta da una pax fragile come sono le intese tra criminali al tavolo della spartizione delle zone di influenza, le holding del malaffare di minori si spartiscono il territorio in zone di dominio con accordi corruttivi con enti locali, in particolare con le assistenti sociali iscritte al libro paga delle super cooperative ed ONLUS.
Alle prese con le fibrillazioni nel controllo oligopolistico dell’affare miliardario anche il grande libro di mafia capitale ha fatto da sfondo.
Negli equilibri imposti dalle multinazionali della tratta dei figli d’Italia le holding territoriali sono state leste ad annettersi i pezzi pregiati delle periferie dello spaccio delle lacrime dei bambini rapiti ai genitori, ma pensando sempre in grande alla ricerca dei canali giusti nei quali far confluire il fiume di denaro incassato dai Comuni da riciclare all’ombra della grande bellezza.
In mezzo a un gioco di mutevoli alleanze, tentativi di corse solitarie, un’aura di potenza impastata nel mito della crudeltà, i gruppi considerati più potenti sono stati capaci di amministrare la violenza con il talento della paura evocata prima ancora di esercitarla.
Droghe, psicofarmaci, soldi e tarli che si mangiano la vita di figli e genitori tormentano l’anima distratta dei soggetti agenti, spesso indifferente, sostenuta nella sua incrollabile certezza che non vuole padroni, talvolta nostalgica della lunga epoca del recinto del silenzio, prima dei fatti di Bibbiano, che scende in piazza in favore dei rom e dei clandestini, dimenticando i figli d’Italia sequestrati ai genitori biologici e si lascia sedurre dal capitale infetto illudendosi che non lasci odore.
E queste tribù di lestofanti con il sigillo della tutela dei minori fanno i conti con i cadaveri dei 200 suicidi di Perugia negli ultimi anni di minori divenuti diciottenni che non sono stati capaci di superare l’impatto con la libertà che ha causato l’esplosione della memoria nei ricordi dell’inferno vissuto, un colpo secco riuscito ad addensare tutti i fantasmi, quelli di una disperazione vissuta in quotidiano per 18 anni.
Dove si amministra la giustizia le cosche non esitano a imporre la spartizione delle zone di influenza garantiti da omertà decennali, imbarazzanti conflitti interni, faide tra correnti, lotte feroci per occultare all’opinione pubblica evidenze di affari, poteri sui condannati, il sacco dei diritti e delle esistenze per depredare i figli degli italiani a costi elevati per le vittime e profitti da capo giro per i tiranni.
Lo spirito – il senso della vita – il rispetto per la dignità – la conservazione della specie umana – la difesa della famiglia ormai sono diventate una periferia dove si pratica la vendetta delle istituzioni – le rappresaglie dei giudici per essere stati contestati – il dominio dell’odio.
Mentre assistiamo ad un vilipendio agli affetti genetici – un oltraggio ai diritti e doveri genitoriali – umiliati ed offesi dalle decisioni dei giudicanti. Oltre ad una ininterrotta violenza economica per impedire il diritto di difesa.
Alle denunce contro qualche magistrato, la supercasta si difende. Sovente invece di confrontarsi con il denunciante agiscono sugli ostaggi per infame e vigliacca rappresaglia.
Spesso i giudici della famiglia non offrono con saggezza soluzioni ai problemi, ma deliberatamente aumentano l’odio sviluppano reazioni esasperate.
Ha detto Papa Francesco: cristiani corrotti – cristiani mafiosi – cristiani finti.
I giudizi dei giudici, che non amano essere criticati, loro sono esenti da colpe, concorrono a consolidare quel trionfale caposaldo di orrenda disperazione che colpisce figli e genitori, una invadenza abusiva delle c.d. istituzioni che ogni giorno danno un esempio di corruzione ed affari illeciti e le prove sono sovrabbondanti. Per i noti fatti di Bibbiano sono arrivati a sostenere che sono parte lesa.