19/01/2026
Perché bisogna votare NO!
NO ad una legge salva-politici-corrotti dai controlli (dopo lo scippo già fatto alla Corte dei Conti).
NO ad una giustizia forte con i deboli e compiacente con i forti.
Alcune considerazioni sul prossimo referendum costituzionale (non è abrogativo ma confermativo, non c'è quorum: bastano due voti e, dunque, se si vota "si" si conferma la legge, se si vota "no" la legge non viene confermata).
La legge, come vedremo, può, senza tema di smentita, definirsi legge truffa.
E' sufficiente vedere come il fulcro della legge si rinvenga nell'art. 4 della medesima che istituisce l’Alta Corte di Giustizia cui è demandato l'esercizio del potere disciplinare dei magistrati: quindi il potere di sanzionare o radiare dalla magistratura un magistrato all'esito di un procedimento disciplinare.
Tale Alta Corte sarebbe, secondo il volere della legge, composta di 15 membri di cui 9 magistrati (l'attuale CSM - e così anche i due nuovi CSM per magistratura requirente e giudicante – è composto di 15 membri di cui 10 magistrati).
I rimanenti 6 componenti dell’Alta Corte di Giustizia non magistrati sarebbero, con la riforma:
- nominati dal Presidente della Repubblica (e quello sarà il nuovo futuro fronte dei sovranisti) tra avvocati esperti e professori universitari (3 membri) e
- altri 3 membri «estratti a sorte da un elenco di soggetti in possesso dei medesimi requisiti, che il Parlamento in seduta comune, entro sei mesi dall'insediamento, compila mediante elezione»: dunque la maggioranza che governa fa l’elenco degli “esperti” da sorteggiare e c’è da credere che nessuna maggioranza inserirà “esperti” non graditi e non compiacenti!
I 9 magistrati, invece, verrebbero estratti a sorte tra tutti i magistrati.
Vi è la volontà evidente di condizionare i magistrati attraverso l'esercizio del potere disciplinare.
I 3 membri non magistrati sono sorteggiati (a differenza dei magistrati) da un elenco selezionato e compilato dal parlamento in seduta comune: e dunque dalla maggioranza parlamentare!
Poi ci sono i 3 membri nominati dal Presidente della Repubblica: immaginate un po' in una repubblica presidenziale, quale si vorrebbe creare (da Renzi a Meloni a Tajani a Salvini e a Calenda, sono tutti d'accordo), cosa accadrebbe! 6 membri schierati su 15 con 9 magistrati estratti a sorte, capitati lì per caso. Basterà condizionarne due di questi ultimi, in qualche modo, per avere la maggioranza e il gioco è fatto.
La magistratura cessa, così, di essere potere indipendente divenendo soggiogata, attraverso l’esercizio del potere disciplinare, al potere esecutivo che determina le maggioranze in seno all’Alta Corte di Giustizia.
Altra norma discutibile è rinvenibile sempre nell’art. 4 della legge costituzionale laddove precisa che «La legge determina gli illeciti disciplinari e le relative sanzioni», modificabile a piacimento della maggioranza parlamentare del momento, a differenza di ora, laddove le norme disciplinari e le sanzioni disciplinari da comminare vengono individuate direttamente ed autonomamente dal CSM (autodichia) e non dal parlamento attraverso una legge ordinaria.
Dunque la composizione è condizionata dall’esecutivo, attraverso il parlamento che fa la lista dei sorteggiabili e illeciti disciplinari e relative sanzioni sono individuate sempre dal potere esecutivo, per il tramite del parlamento.
Muore così la tripartizione dei poteri, autonomi l’uno dall’altro, cardine dello stato liberale individuato da Montesquieu e si declina verso un potere esecutivo privo di effettivi controlli, così come era durante il fascismo.
Insomma, una riforma “pelosa” a dir poco, che nulla risolve dei problemi della giustizia e dei problemi dei cittadini che ad essa si rivolgono, come, ad esempio, l’effettività del processo esecutivo e della tutela del credito, l’eccessiva durata dei processi (che è conseguenza della mancanza di un processo esecutivo effettivo che possa dissuadere eventuali debitori dal prendere tempo, oppure misure a contrasto dell’imprenditoria occulta che apre e chiude società lasciando i debiti, che così diventano propri profitti, alle società chiuse.
Infine, e non di poco conto, la riforma ci costa (allo stato e quindi a tutti noi) il triplo di quanto ci costa oggi: difatti, se dovesse essere confermata, ci saranno due Consigli Superiori (uno della magistratura giudicante - i giudici; e uno della magistratura requirente - i PM) e una Alta Corte di Giustizia per i procedimenti disciplinari al posto di un solo Consiglio Superiore della Magistratura, previsto dalla ancora vigente Costituzione: paghi tre al posto di uno!! Applausi!!!
Nel link il testo della legge costituzionale: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/10/30/25A05968/sg