15/07/2021
La Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Crotone che aveva confermato il sequestro del telefono, dei computer e delle chiavette USB dell’avvocato Irene Trocino, coinvolta nel processo per presunto favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Francesco Verri, difensore dell'imputata spiega l'importanza di questo caso:
''Nei telefoni e nei computer c’è tutta la nostra vita. Ci sono i messaggi con le mogli e i mariti, i compagni, i figli, gli amici. Ci sono i risultati delle nostre analisi, i responsi dei medici. Ci sono i nostri progetti, i nostri sogni, le nostre storie belle e brutte. Ci sono le fotografie e i ricordi. Nessuno può ficcare il naso in tutto questo e soprattutto nessuno può farsene una copia. Vi chiederete, giustamente: e se c’è il sospetto di un reato? La privacy può fermare un’indagine? Ovviamente no. Ma il sequestro e la copia devono essere limitati agli elementi di interesse investigativo in relazione al fatto per cui si procede e le operazioni devono durare il tempo strettamente necessario. Invece, la copia integrale del telefono dell’avvocato Trocino è in mano agli inquirenti da sei mesi così come i computer e le chiavette USB con tutto il loro contenuto. E questo benché siano intervenuti nel frattempo l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e persino il rinvio a giudizio.
Ma c’è altro: Irene Trocino è un avvocato. E quindi nel suo telefono e nei suoi computer ci sono anche le notizie che riguardano i suoi clienti, la corrispondenza con loro, le confidenze che ha raccolto nell’esercizio della professione anche fuori dei casi oggetto del processo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina che interessa ai magistrati. L’avvocato non è intoccabile. Sono però inviolabili tutti i dati privi di rilevanza investigativa che egli custodisce nel suo studio e in qualsiasi altro luogo e contenitore. In questo caso, la privacy non c’entra. C’entra il segreto che protegge i rapporti fra un avvocato e il suo cliente nell’interesse più del secondo che del primo.''
Dopo che il Tribunale del Riesame di Crotone ha giustificato l’operato degli investigatori, la Cassazione ha invece annullato l'ordinanza sottolineando che i nostri diritti possono essere limitati per ragioni valide, in modo molto selettivo e per pochissimo tempo. In caso contrario, lo Stato viola la legge, la Costituzione e la Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo.