21/10/2026
Tratto da una pagina di Fabrizio Uda.
Spaccare una vetrina è violenza.
▪️ Sì.
Saccheggiare un negozio è violenza.
▪️ Sì.
Ti**re una bottiglia a un poliziotto è violenza. ▪️ Sì.
Vedere quegli scontri e quei deficienti vergognosi a Milano fa schifo a tutti❗
Siamo tutti d'accordo.
Bene.
E a differenza dei tanti leoni da tastiera che gridano alla linea dura, Io se mi trovassi lì in mezzo (chi mi conosce lo sa) non esiterei un secondo a schierarmi dalla parte delle forze dell’ordine e abbatterne il più possibile un cazxotto dopo l’altro. Ok❓
Così a scanso di equivoci, non iniziate quindi a darmi della zekka rossa o cagate del genere.
E adesso che ho chiarito la mia posizione e che siamo d'accordo, parliamo di tutto il resto.
A me personalmente fa ve**re un travaso di bile vedere l'ipocrisia di questo Paese, dove la politica di governo e i telegiornali di regime si indignano per quello che succede in un paio di pomeriggi, ma non lo fanno sulla violenza quotidiana e silenziosa che viene fatta ai cittadini tutti i giorni.
Uno stage a 500 euro a trent'anni è
▪️ VIOLENZA.
Una partita Iva finta con cui non puoi nemmeno ammalarti è
▪️ VIOLENZA.
Un contratto precario che ti scade ogni tre mesi è
▪️ VIOLENZA.
Tre morti sul lavoro al giorno massacrati per il profitto sono
▪️ VIOLENZA.
Lavorare otto ore al giorno e non arrivare a fine mese è
▪️ VIOLENZA.
Dover scegliere tra pagare la bolletta e fare la spesa è
▪️ VIOLENZA.
Un affitto che si mangia metà dello stipendio è
▪️ VIOLENZA.
Aspettare otto mesi per una visita medica o doversi svenare con 150 euro dal privato è
▪️ VIOLENZA.
Un ragazzo che a vent'anni sa già che non potrà mai comprarsi una casa o mettere su famiglia è
▪️ VIOLENZA.
Per questa violenza non c'è un vertice d'urgenza a Palazzo Chigi.
Non c'è un decreto sicurezza.
Non c'è un fermo preventivo.
Non c'è un telegiornale di rete con il titolone d'apertura e la solita passerella di ministri indignati.
Perché questa violenza non rompe le vetrine: rompe le persone.
I ragazzi che scendono in piazza contro il carovita avevano quindici, sedici, vent'anni.
Il giorno dopo la politica e i giornalai si concentrano solo sugli scontri e sui minorenni da arrestare, ma nessuno che si chieda perché tanti altri quindicenni scesi in piazza tranquillamente sappiano già perfettamente cos'è la disperazione del carovita.
Facciamo un patto qui sotto. Prima di scrivere qualsiasi altra cosa, mettete come premessa la condanna agli scontri e alle vetrine spaccate dai DEFICIENTI di Milano, e poi ditemi la vostra: per voi, cos'altro è
VIOLENZA
di cui i politici non si occupano da anni secondo voi ?