Avv. Sabrina D'Ascenzo

Avv. Sabrina D'Ascenzo Sabrina D'Ascenzo: avvocato di diritto di famiglia
Mi occupo di diritto delle relazioni familiari, d

Convivenza di fatto e prescrizione. Con la pronuncia del 23 gennaio 2026 n. 7 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’il...
28/01/2026

Convivenza di fatto e prescrizione. Con la pronuncia del 23 gennaio 2026 n. 7 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2941, primo comma, numero 1) del codice civile, nella parte in cui non prevede che la prescrizione rimane sospesa tra i conviventi di fatto. Come per i coniugi, dunque, anche in caso di vincolo affettivo scaturente da una convivenza stabile non può essere imposto un onere implicante la scelta tra la tutela dei diritti che un convivente vanta nei confronti dell’altro, con il rischio di minare la fiducia reciproca, e la salvaguardia dell’armonia, dell’unità e della stabilità del rapporto. La Corte ha, inoltre, precisato che la prova dell’inizio e della cessazione di una convivenza di fatto non richiede necessariamente la registrazione anagrafica, essendo possibile attestarne esistenza e durata con ogni diverso mezzo di prova.

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Adozione in casi particolari: il minore può assumere il cognome dell’adottante sostituendolo a quello originario. Dichia...
30/12/2025

Adozione in casi particolari: il minore può assumere il cognome dell’adottante sostituendolo a quello originario.
Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 55 della legge n. 184 del 1983, in relazione all’art. 299, primo comma, c.c., nella parte in cui non consente all’adottando di assumere, con la sentenza di adozione del minore d’età, il solo cognome dell’adottante, se i consensi e gli assensi di cui agli artt. 45 e 46 della legge n. 184 del 1983 sono favorevoli e se esso risponde all’interesse del minore.
Corte Cost., sentenza, 30 dicembre 2025, n. 210


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La titolarità dell'assegno divorzile è presupposto sufficiente per il riconoscimento all’ex coniuge della quota del 40% ...
27/12/2025

La titolarità dell'assegno divorzile è presupposto sufficiente per il riconoscimento all’ex coniuge della quota del 40% del trattamento di fine rapporto (o di fine servizio) maturato in costanza di matrimonio, ai sensi dell'art. 12-bis l. n. 898/1970. Ciò indipendentemente dal fatto che l'assegno post-matrimoniale sia stato accordato in funzione della soddisfazione di esigenze perequative e compensative ovvero soltanto per esigenze assistenziali.
Cass. civ., sez. I, Ordinanza, 17.12.2025, n. 32910

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Per il principio generale dell'accessione ex art. 934 c.c., la costruzione realizzata in costanza di matrimonio e in reg...
18/10/2025

Per il principio generale dell'accessione ex art. 934 c.c., la costruzione realizzata in costanza di matrimonio e in regime di comunione legale da entrambi i coniugi su terreno di proprietà personale esclusiva di uno di essi è a sua volta bene personale e di proprietà esclusiva di quest'ultimo, mentre al coniuge non proprietario, che ha contribuito all'onere della costruzione, spetta, previo assolvimento dell'onere della prova di avere fornito il proprio sostegno economico, il diritto di ripetere, nei confronti dell'altro coniuge, le somme spese a tal fine.
Cass. civ., sez. II, 23.07.2025, n. 20793

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L'assegno di divorzio non costituisce una rendita a tempo indeterminato indifferente al sopravvenire di nuove circostanz...
27/09/2025

L'assegno di divorzio non costituisce una rendita a tempo indeterminato indifferente al sopravvenire di nuove circostanze, né autorizza l'avente diritto a tenere un atteggiamento passivo confidando sulla possibilità di gravare vita natural durante sul soggetto obbligato. Il beneficiario dell'assegno divorzile deve attivarsi per rendersi economicamente indipendente.
Cass. civ., sez. I, 17.09.2025, n. 25523

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In caso di riconoscimento tardivo della paternità, non vi è automatismo nell’attribuzione del cognome del genitore che h...
30/08/2025

In caso di riconoscimento tardivo della paternità, non vi è automatismo nell’attribuzione del cognome del genitore che ha proceduto per secondo al riconoscimento del figlio, essendo necessario verificare che non arrechi pregiudizio al minore e non sia lesiva dell'identità personale del figlio, ove questa si sia già definitivamente consolidata, con l'uso del solo primo cognome, nei rapporti personali e sociali. Il Giudice, dunque, dovrà decidere avendo riguardo, come criterio di riferimento, al solo interesse del minore.
Cass. Civ., sez. I, ordinanza n. 23905 del 26.08.2025

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Assegno divorzile – rilevanza convivenza prematrimonialeAi fini dell’attribuzione e quantificazione, ai sensi dell’art. ...
19/12/2023

Assegno divorzile – rilevanza convivenza prematrimoniale
Ai fini dell’attribuzione e quantificazione, ai sensi dell’art. 5, comma 6, l. n. 898/1970, dell’assegno divorzile, avente natura, oltre che assistenziale, anche perequativo-compensativa, nei casi peculiari in cui il matrimonio si ricolleghi a una convivenza prematrimoniale della coppia, avente i connotati di stabilità e continuità, in ragione di un progetto di vita comune, dal quale discendano anche reciproche contribuzioni economiche, laddove emerga una relazione di continuità tra la fase «di fatto» di quella medesima unione e la fase «giuridica» del vincolo matrimoniale, va computato anche il periodo della convivenza prematrimoniale, ai fini della necessaria verifica del contributo fornito dal richiedente l'assegno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio comune e personale di ciascuno dei coniugi, occorrendo vagliare l'esistenza, durante la convivenza prematrimoniale, di scelte condivise dalla coppia che abbiano conformato la vita all'interno del matrimonio e cui si possano ricollegare, con accertamento del relativo nesso causale, sacrifici o rinunce, in particolare, alla vita lavorativa/professionale del coniuge economicamente più debole, che sia risultato incapace di garantirsi un mantenimento adeguato, successivamente al divorzio».
Cass., Sezioni Unite, sentenza n. 35385 del 18.12.2023

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In caso di adozione di maggiorenne, l’adottato può aggiungere anziché anteporre il cognome dell’adottante al proprio, qu...
07/08/2023

In caso di adozione di maggiorenne, l’adottato può aggiungere anziché anteporre il cognome dell’adottante al proprio, qualora ciò serva a tutelare il suo diritto all’identità personale e anche l’adottante sia favorevole a tale ordine di cognome. Dichiarato illegittimo per contrasto con gli artt. 2 e 3 della costituzione l’art. 199 c.c. nella parte in cui non consente con la sentenza di adozione di invertire l’ordine dei cognomi se adottante e adottando si sono espressi a favore di tale effetto.
Corte Cost., sentenza n. 135 del 04.07.2023

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Ai fini della revisione dell’assegno divorzile rileva, come circostanza sopravvenuta,  la costituzione di una nuova fami...
13/05/2023

Ai fini della revisione dell’assegno divorzile rileva, come circostanza sopravvenuta, la costituzione di una nuova famiglia da parte dell’ex coniuge obbligato. In particolare dovrà tenersi conto anche dell’eventuale esistenza di figli nati da una precedente relazione del nuovo coniuge dell’obbligato, in quanto gli obblighi gravanti su entrambi i coniugi verso la famiglia ai sensi dell’art. 143 c.c. comprendono anche i figli nati dal precedente matrimonio di uno dei coniugi stessi, ove questi ne sia affidatario e l’altro genitore non provveda.
Cass. Civ., sez. I, ordinanza n. 11155 del 14.04.2023

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L'obbligo dei genitori di mantenere i figli sussiste per il solo fatto di averli generati e prescinde da qualsiasi doman...
18/02/2023

L'obbligo dei genitori di mantenere i figli sussiste per il solo fatto di averli generati e prescinde da qualsiasi domanda giudiziale. Con la ulteriore conseguenza che, anche nell'ipotesi in cui al momento della nascita il figlio sia riconosciuto da uno solo dei genitori, tenuto perciò a provvedere per intero al suo mantenimento, per ciò stesso non viene meno l'obbligo dell'altro genitore per il periodo anteriore alla pronuncia della dichiarazione giudiziale di paternità o maternità naturale, proprio perché il diritto del figlio naturale ad essere mantenuto, istruito ed educato, nei confronti di entrambi i genitori, è sorto fin dalla sua nascita.

Cass. Civ., sez. I, ordinanza n. 3661 del 07.02.2023

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Il genitore che chiede la revoca del contributo al mantenimento del figlio maggiorenne che, nonostante l’avanzata età ad...
15/01/2023

Il genitore che chiede la revoca del contributo al mantenimento del figlio maggiorenne che, nonostante l’avanzata età adulta, non abbia ancora terminato gli studi universitari, deve provare di avere assolto all’obbligo di mantenimento poiché l'adempimento di tale dovere costituisce la condizione imprescindibile per lo sviluppo personale e professionale del figlio maggiorenne Ciò in quanto la cessazione dell’obbligo di mantenimento del figlio maggiorenne non economicamente indipendente richiede l’accertamento che il figlio è stato posto nelle concrete condizioni per essere economicamente autosufficiente, senza averne però tratto utile profitto per sua colpa o per sua scelta.

Cass. Civ., sez. VI, ordinanza n. 32727 del 07.11.2022

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06/01/2023

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COME AFFRONTARE LE NOVITÀ, PREPARARE IL MANDATO, PRE-ISTRUIRE LA PRATICA, SCRIVERE GLI ATTI, SEGUIRE IL CLIENTE, ATTIVARE LE GARANZIE, IMPUGNARE, ESEGUIRE, NEGOZIARE

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