04/06/2026
LA RICERCA DELLA VERITA’
CASO DEL “SUICIDIO” DEL CARABINIERE DARDANELLI, LA PROCURA ACCOGLIE LA RICHIESTA DI AVOCAZIONE DELLE INDAGINI.
I genitori del carabiniere morto a Bagaladi continuano a battersi perché si apra un nuovo processo per omicidio: a dieci anni dalla scomparsa, arriva una novità nel percorso contro l'archiviazione per suicidio
Uno spiraglio di luce si accende nella lunga battaglia della famiglia Dardanelli per affermare la verità sulla morte del carabiniere Fausto, ritrovato senza vita nella sua auto, colpito da due fatali colpi di arma da fuoco, il 22 luglio 2016.
I genitori del militare hanno sempre contestato l'ipotesi di suicidio, subito avanzata dalla procura bloccando di fatto l'inchiesta sulla pista omicidiaria, avvalorata da diversi aspetti mai indagati. Adesso l’avvocato ha presentato istanza di avocazione delle indagini al procuratore generale della corte d’appello di Reggio Calabria, Gerardo Dominijanni, motivando l'iniziativa proprio con la lunga inerzia sulle investigazioni sollecitate dalla famiglia Dardanelli, culminata nella mancata risposta all'ultima richiesta dello scorso anno.
Il fascicolo ha superato quattro tentativi di archiviazione per suicidio e ora l'intervento diretto del procuratore punta ad ottenere che l'inchiesta sia riaperta con un nuovo capo d'accusa. Un primo punto che è stato già segnato, perché apprendiamo dalla famiglia Dardanelli che la richiesta è stata accolta: il fascicolo è stato affidato alla sostituta procuratrice generale, dottoressa Adriana Fimiani, che nei giorni scorsi si è confrontata con Murano per approfondire gli elementi su cui ha assicurato un riesame da parte della procura.
Giuseppe Dardanelli e Maria Angela Placanica, padre e madre del giovane carabiniere, sono certi che Fausto sia stato ucciso, sulla base di numerose prove. Per gli esperti che hanno eseguito le perizie scientifiche, la scena della morte non è compatibile con l'atto di un suicidio, che invece è stato velocemente indicato come causa dell'evento richiamando soltanto moventi legati alla vita privata di Fausto Dardanelli.
Una convinzione così inflessibile da negare gli esami richiesti dai tecnici (stub, rilevazione di impronte e dna nell’auto), mai effettuati, mentre persino l’autopsia è stata disposta tre anni dopo la morte. Ora l'obiettivo è colmare questi vuoti investigativi, e tra le richiesta del legale c'è una consulenza balistica collegiale.
Tra poche settimane saranno trascorsi dieci anni dalla morte ancora senza verità di Fausto Dardanelli, vicenda di cui si era occupata anche la televisione canadese Tva, dedicando al carabiniere reggino una puntata del programma di approfondimento sui "cold case" internazionali.
Una storia dolorosa e che pretende giustizia, rilanciata anche dalla recente interrogazione al ministro Nordio presentata dalla parlamentare Ascari. La deputata aveva chiesto che si facesse luce sulle morti di due rappresentanti delle forze dell'ordine, Dardanelli e la poliziotta di Taurianova Sissy Trovato Mazza. Nel caso di Sissy l'epilogo è stato infelice con l'archiviazione definitiva dell'inchiesta, ma la famiglia si prepara ad arrivare fino alla corte di Strasburgo; per Fausto continua la strada verso una doverosa verità con questo importante riscontro che per la prima volta prende concretamente in considerazione la pista dell'omicidio.