17/10/2026
Si possono modificare le leggi in materia, introducendo criteri di merito, basati su altrettanti criteri oggettivi?
𝐌𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐚𝐫𝐫𝐚𝐧𝐜𝐚, 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐡𝐢𝐳𝐳𝐚𝐧𝐨.
Secondo Il Sole 24 Ore, sono in arrivo 970 milioni di euro per circa 11mila magistrati.
Oltre 70mila euro a testa, in media, di costi lordi per gli arretrati e incrementi retributivi strutturali nell'ordine di 20mila euro annui. Importi variabili secondo anzianità e posizione.
Tutto nasce da un sistema di calcolo delle retribuzioni bocciato dal Consiglio di Stato.
Le sentenze si rispettano. Anche quando costano quasi un miliardo.
Ma qualche domanda è inevitabile.
Il PNRR ha imposto alla Giustizia uno sforzo straordinario per abbattere l'arretrato. Molti magistrati hanno lavorato intensamente, altri hanno continuato a procedere a passo di lumaca.
E la corsa allo smaltimento dei fascicoli ha sollevato non pochi interrogativi sulla qualità delle decisioni.
Insomma, meno arretrati non significa necessariamente migliore Giustizia.
Eppure il sistema continua a distinguere assai poco tra chi lavora tanto e bene, chi lavora poco e chi lavora male.
Sia chiaro: gli adeguamenti retributivi sono un diritto riconosciuto dalle sentenze, non un premio di produttività.
Ma proprio qui emerge una contraddizione che meriterebbe ben altra attenzione.
Il diritto agli arretrati è uguale per tutti. Il merito, fortunatamente, no. Peccato che il sistema continui a fare così poca differenza.
in Giustizia 🔹