Studio Legale Rosetta

Studio Legale Rosetta Impegnati nella tutela collettiva del lavoro e dei soggetti fragili

C'è una novità importante per i lavoratori fragili e i caregiver:  10 ore di permessi retribuiti in piùCon l'entrata in ...
08/06/2026

C'è una novità importante per i lavoratori fragili e i caregiver: 10 ore di permessi retribuiti in più
Con l'entrata in vigore della nuova Legge 106/25, vengono introdotte 10 ore aggiuntive di permessi retribuiti all'anno. Una misura fondamentale pensata per supportare sia i lavoratori fragili sia i caregiver che li assistono.
📌 Quali sono i requisiti per accedere al beneficio?
Il lavoratore fragile deve soddisfare contemporaneamente queste condizioni:
 - Invalidità civile: riconosciuta in misura pari o superiore al 74%.
 - Condizione medica: diagnosi di una patologia cronica, invalidante o oncologica.
💼 Per cosa possono essere utilizzate queste ore?
I permessi sono specificamente destinati a:
 - Visite mediche specialistiche
 - Esami strumentali e analisi cliniche
 - Cure mediche frequenti o terapie
Un aiuto concreto per conciliare la vita, la cura e il lavoro.
Hai dubbi su come richiedere questi permessi? Scrivi 106 nei commenti.

05/06/2026

Dopo la fine di un rapporto di lavoro, una ex-dipendente ha fatto due semplici richieste:
- copia del contratto
- cancellazione dei suoi dati dal sito dell'azienda

L'azienda ritarda nel rispondere a queste richieste ed è intervenuto il Garante Privacy.

Il principio è chiaro: il diritto di accesso ai documenti vale anche se hai già ricevuto una copia del contratto e hai diritto alla cancellazione dei tuoi dati personali.

Guarda il video completo sul nostro canale per scoprire i tuoi diritti.

Aveva lasciato l’azienda da tempo, eppure il suo nome era ancora sul sito.La sua fotografia anche. Così come l’indirizzo...
04/06/2026

Aveva lasciato l’azienda da tempo, eppure il suo nome era ancora sul sito.
La sua fotografia anche. Così come l’indirizzo email aziendale e il numero di telefono.
A quel punto ha chiesto due cose: una copia del contratto di collaborazione e la cancellazione dei propri dati personali.
Sembrava una formalità.
Non lo era.
La società ha sostenuto che il contratto fosse un semplice modulo standard già consegnato e che la rimozione dei dati richiedesse tempo per motivi organizzativi.
Il Garante Privacy non è stato dello stesso avviso.
Con il provvedimento n. 121/2026 ha chiarito che il diritto di accesso ai dati personali deve essere garantito anche quando il lavoratore possiede già il documento richiesto. Inoltre, una volta terminato il rapporto, i dati personali presenti sul sito aziendale devono essere rimossi se non più necessari.
Cosa significa in concreto?
👉 Per i lavoratori: i tuoi diritti sui dati personali non finiscono con il rapporto di lavoro. Puoi chiedere accesso ai documenti che ti riguardano e ottenere la cancellazione dei dati che non hanno più ragione di essere pubblicati o trattati.
👉 Per le aziende: ignorare queste richieste o rinviarle senza motivo può comportare sanzioni, provvedimenti del Garante e danni reputazionali. Lasciare online foto, email o contatti di ex dipendenti non è soltanto una svista amministrativa: può trasformarsi in una violazione del GDPR.
💬Sei un lavoratore o un dirigente e hai avuto un'esperienza simile?
✏Raccontacela nei commenti.

“Il contratto glielo avevamo già consegnato.”Secondo il provvedimento 121/2026, il collaboratore ha pieno diritto di ott...
01/06/2026

“Il contratto glielo avevamo già consegnato.”

Secondo il provvedimento 121/2026, il collaboratore ha pieno diritto di ottenere copia del contratto anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro, esercitando il diritto di accesso previsto dall’art. 15 GDPR.

E questo vale anche se:
• il documento era un modulo standard
• il lavoratore lo aveva già ricevuto
• la richiesta viene fatta tempo dopo la cessazione del rapporto

L’azienda deve rispondere senza ingiustificato ritardo, normalmente entro 30 giorni.

Il punto centrale del provvedimento è importante: il diritto di accesso ai dati personali non può essere svuotato solo perché il datore ritiene il documento “banale” o “già noto”.

Nel rapporto di lavoro, il rispetto delle regole privacy ha oggi un peso sempre più centrale. Anche su aspetti che molte aziende continuano a sottovalutare.

29/05/2026

Mi hanno riconosciuto la Legge 104: quindi ho diritto ai 3 giorni di permesso?”

Non sempre.

Perché se nel verbale INPS c’è scritto articolo 3 comma 1, significa che è stato riconosciuto uno stato di handicap senza connotazione di gravità.

E questa differenza cambia tutto.

Il comma 1, infatti, normalmente non dà diritto:
— ai permessi lavorativi retribuiti
— al congedo straordinario
— alle principali tutele previste per l’handicap grave

Ma questo non significa che sia inutile.

Possono comunque esistere:
— agevolazioni fiscali
— IVA agevolata su alcuni ausili
— tutele nel pubblico impiego

Nel video completo spieghiamo cosa significa davvero avere il riconoscimento del comma 1 e perché moltissime persone scoprono questa distinzione troppo tardi: lo trovi sul canale.

Nel linguaggio comune si dice spesso semplicemente:“Ho la 104”.Ma è una frase che può significare tutele molto diverse, ...
27/05/2026

Nel linguaggio comune si dice spesso semplicemente:
“Ho la 104”.

Ma è una frase che può significare tutele molto diverse, perché nella Legge 104 esiste una distinzione fondamentale che molte persone scoprono soltanto dopo aver ricevuto il verbale INPS: quella tra articolo 3 comma 1 e articolo 3 comma 3.

Ed è una differenza che cambia concretamente:
— permessi lavorativi
— congedi
— agevolazioni fiscali
— tutele assistenziali

L’articolo 3 comma 1 riconosce uno stato di handicap senza connotazione di gravità. Significa che la commissione medica accerta l’esistenza di difficoltà o limitazioni, ma non ritiene che ci sia una situazione di handicap grave tale da giustificare alcune delle principali tutele lavorative previste dalla normativa.

Ed è qui che nasce uno degli equivoci più frequenti.

Molte persone credono infatti che il semplice riconoscimento della “104” dia automaticamente diritto:
— ai tre giorni di permesso retribuito;
— al congedo straordinario;
— a tutte le agevolazioni previste dalla legge.

Ma non è così.

I permessi lavorativi retribuiti e il congedo straordinario spettano normalmente soltanto nei casi di riconoscimento dell’handicap grave ai sensi dell’articolo 3 comma 3.

Questo però non significa che il comma 1 sia “inutile”.

Anche senza la connotazione di gravità possono esistere importanti tutele e agevolazioni, ad esempio:
— detrazioni e deduzioni fiscali sulle spese mediche;
— benefici per assistenza specifica;
— IVA agevolata su alcuni ausili tecnologici;
— particolari tutele nel pubblico impiego;
— agevolazioni auto in presenza di specifiche diciture sanitarie.

Ed è proprio quest’ultimo punto a creare molta confusione.

Per alcune agevolazioni, infatti, non basta “avere la 104”: conta ciò che è scritto concretamente nel verbale INPS. Alcuni benefici fiscali dipendono dalla presenza di precise diciture mediche e funzionali indicate dalla commissione sanitaria.

Per questo motivo leggere correttamente il verbale è fondamentale.

Anche perché il riconoscimento del comma 1 non è immutabile: in caso di aggravamento o di valutazione ritenuta non corretta, è possibile chiedere revisione o avviare un ricorso per ottenere il riconoscimento dell’handicap grave.

Comprendere questa distinzione significa capire davvero quali diritti spettano, quali no, e quali strumenti esistono per tutelarsi.

🚨Sapevi che ottenere il  riconoscimento della Legge 104 non significa  automaticamente avere accesso ai permesso retribu...
25/05/2026

🚨Sapevi che ottenere il riconoscimento della Legge 104 non significa automaticamente avere accesso ai permesso retribuiti?

📌La differenza importante sta infatti nel Comma che
ti viene riconosciuto.

Parliamo di:
➡️Comma 1
➡️o Comma 3

Il Comma 3 è quello a cui associamo i benefici più
famosi della Legge 104;
il Comma 1, ovvero quello per cui non viene
riconosciuta la “gravità”, dà accesso ad altre
agevolazioni, ma non ai permessi retribuiti.

22/05/2026

Una mail, una richiesta urgente e un bonifico fatto in pochi minuti. Poi la scoperta:
era una truffa.

La storia di questa dipendente, finita fino in Cassazione, colpisce perché potrebbe succedere praticamente ovunque.

In ufficio.
Durante una giornata piena.
Tra decine di notifiche, mail e richieste urgenti.

Ed è proprio questo il punto.

Oggi lavoriamo in un mondo dove basta un click sbagliato per creare conseguenze economiche, professionali e persino legali.

Ma il caso fa discutere soprattutto per una domanda:
quando una persona viene truffata, è solo una vittima? Oppure ci si aspetta comunque un certo livello di attenzione e verifica?

La verità è che il phishing funziona proprio perché sfrutta fretta, fiducia e pressione.

Ed è per questo che la sicurezza digitale non riguarda solo computer e software.
Riguarda il modo in cui lavoriamo ogni giorno.

Nel video completo, che trovi sul nostro canale, analizziamo:
• il caso reale
• perché la decisione è importante
• cosa devono fare aziende e dipendenti per tutelarsi

Puoi leggere l'articolo qui https://studiolegalerosetta.it/2026/05/18/licenziamento-truffa-cassazione-2026/

Quando un dipendente cade vittima di una truffa informatica, è soltanto una vittima? O può diventare anche responsabile ...
20/05/2026

Quando un dipendente cade vittima di una truffa informatica, è soltanto una vittima? O può diventare anche responsabile delle conseguenze?

Il caso affrontato dalla Cassazione (una dipendente che ha eseguito un bonifico dopo aver ricevuto una mail fraudolenta apparentemente proveniente da un dirigente) non parla soltanto di phishing.
Parla di fiducia, procedure, urgenza e soprattutto di ciò che oggi intendiamo per “diligenza professionale”.

Perché il lavoro digitale ha cambiato il significato stesso dell’errore.

Un tempo la diligenza era compilare correttamente un documento.
Oggi significa anche riconoscere un’anomalia, fermarsi davanti a una richiesta urgente, verificare prima di cliccare.

Abbiamo raccontato questo caso in un articolo perché non riguarda soltanto il diritto del lavoro; riguarda il modo in cui lavoriamo nell’era digitale.

E forse anche il modo in cui impariamo a prenderci responsabilità nuove.

📌Dicci cosa ne pensi: una decisione corretta o una lettura troppo severa della responsabilità del dipendente?

Puoi leggere l'articolo sul nostro sito ➡ https://studiolegalerosetta.it/blog/

⚠Aprire una mail fraudolenta sul portale aziendale può farti licenziare?Non proprio. Dopo un recente caso, la Cassazione...
18/05/2026

⚠Aprire una mail fraudolenta sul portale aziendale può farti licenziare?
Non proprio.
Dopo un recente caso, la Cassazione (con l'Ordinanza 3263/2026) ha confermato che il licenziamento è legittimo solo se il dipendente esegue operazioni concrete ignorando segnali sospetti evidenti che possano mettere a rischio la sicurezza aziendale. Ad esempio:
- cliccare un link
- fare versamenti
Senza aver precedentemente seguito la prassi aziendale o aver cercato conferma con un dirigente.
Oggi la sicurezza sul lavoro passa anche da qui:
⚠️ verificare richieste anomale
⚠️ riconoscere segnali di phishing
⚠️ seguire procedure corrette
⚠️ rallentare davanti all’urgenza

Indirizzo

Via Del Viminale, 43
Rome
00184

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+390690285458

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