Studio Legale Montanari

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L'Avvocato Barbara Montanari iscritta all'Ordine degli Avvocati di Roma, abilitata al patrocinio avanti le Giurisdizioni Superiori, offre ai propri clienti l'assistenza giudiziale e stragiudiziale nel campo civilistico, con esperienza ultraventennale

05/05/2022
Cosa accade se durante il giudizio di divorzio uno dei due coniugi muore?
20/02/2022

Cosa accade se durante il giudizio di divorzio uno dei due coniugi muore?

28/11/2021

Il chiamato all'eredità, quando a qualsiasi titolo è nel possesso di beni ereditari, deve fare l'inventario entro tre mesi dal giorno dell'apertura della successione o della notizia della devoluta eredità. Se entro questo termine lo ha cominciato ma non è stato in grado di completarlo, può ottenere dal tribunale del luogo in cui si è aperta la successione una proroga che, salvo gravi circostanze, non deve eccedere i tre mesi. Trascorso tale termine senza che l'inventario sia stato compiuto, il chiamato all'eredità è considerato erede puro e semplice".
Con l'ordinanza del 23 novembre 2021, la Corte di Cassazione si è pronunciata in merito alla necessità o meno, ai fini dell’efficacia della rinuncia all’eredità da parte del chiamato in possesso dei beni del de cuius, di redigere l’inventario.

26/09/2021

È illegittimo il verbale per eccesso di velocità rilevato con l’autovelox se nello stesso non sono indicati gli estremi del decreto del prefetto che ha autorizzato la rilevazione sul tratto di strada interessato.
Lo ha affermato la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 25222/2021, pubblicata il 17 settembre 2021.

13/09/2021

I genitori hanno sempre l’obbligo di mantenere la prole ed il contributo al mantenimento in favore dei figli, in caso di separazione, viene fissato in sede giudiziale (se i genitori non si accordano).

Nella maggior parte dei casi, il contributo al mantenimento dei figli viene versato mensilmente dal genitore non affidatario, ed è volto a coprire le spese ordinarie, fra le quali il vestiario, le spese scolastiche ecc..

Tuttavia, se da una parte per il figlio minorenne non ci sono dubbi in merito all’obbligo del versamento del contributo in oggetto, per quanto attiene al figlio maggiorenne, non economicamente autosufficiente, spesso sorgono problematiche.



IL MANTENIMENTO DEL FIGLIO MAGGIORENNE

L’obbligo dei genitori di mantenere i figli, come previsto dalla Costituzione e dal Codice Civile, non cessa con il raggiungimento della maggiore età, bensì permane sino a che i figli non raggiungono una propria indipendenza economica.

L’art. 337 septies c.c. stabilisce che il giudice può disporre, in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente, il pagamento di un assegno periodico, che salvo diversa determinazione del giudice, è versato direttamente all’avente diritto.

È chiaro che la giurisprudenza, interpretando la norma di cui sopra, ha dovuto introdurre dei limiti, non potendo un genitore mantenere un figlio “fannullone”.


Sulla scorta di quanto esposto, la Cassazione (ex multis, Cass. 5088/2018) ha più volte stabilito che “l’obbligo di mantenimento a beneficio dei figli, anche maggiorenni, sussiste solo nel caso in cui non abbiano ancora raggiunto l’autosufficienza reddituale, senza loro colpa”. I criteri seguiti dalla Cassazione per stabilire o meno se il figlio abbia diritto a percepire l’assegno di mantenimento sono l’accertamento della condizione economica dei figli, l’età, il conseguimento di competenze e, soprattutto l’impegno nella ricerca di un lavoro.

E se il figlio ottiene una borsa di studio?



Un uomo, dopo la soccombenza in Tribunale e in Corte D’appello, proponeva ricorso in Cassazione per vedersi revocare l’obbligo di contribuire al mantenimento della figlia, poiché la stessa aveva ottenuto una borsa di studio pari ad € 800.

Tuttavia anche la Suprema Corte con ordinanza n. 1448/2020, rigettava il ricorso ribadendo il principio di diritto secondo cui “l’obbligo del genitore separato di concorrere al mantenimento del figlio non cessa automaticamente con il raggiungimento della maggiore età da parte di quest’ultimo, ma perdura finché il genitore interessato non dia prova che il figlio ha raggiunto l’indipendenza economica”. Specificando poi che: “il raggiungimento dell’indipendenza economica non è dimostrato dal mero conseguimento di una borsa di studio correlata ad un dottorato di ricerca, sia per la sua temporaneità, sia per la modestia dell’introito in rapporto alle incrementate, presumibili necessità, anche scientifiche, del beneficiario”.



In conclusione, per il raggiungimento dell’autosufficienza economica del figlio non è sufficiente l’ottenimento di una borsa di studio, bensì è necessaria una posizione lavorativa quantomeno stabile.

21/08/2021

È stata da poco aperta (dal 2 giugno in tutta Italia) la possibilità per i minorenni di vaccinarsi contro il Covid-19. Per partecipare alla campagna vaccinale è necessario vi sia...

20/08/2021

IMU – Abitazione principale – Coniugi residenti in Comuni diversi – Nessuna esenzione – Cassazione – Ordinanza 2194 del 1/2/2021

8 Aprile 2021
…Secondo l’orientamento espresso da questa Corte, in tema di IMU, l’esenzione prevista per la casa principale dall’art. 13, comma 2, d.l. n. 201/2011, conv. dalla I. n. 214/ 2011, richiede non soltanto che il possessore e il suo nucleo familiare dimorino stabilmente in tale immobile, ma altresì che vi risiedano anagraficamente…

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