10/04/2020
Emergenza coronavirus e violenza sulle donne
Ci siamo già occupati di questo argomento, ma ogni giorno che passa vi sono novità da segnalare. Come è stato da tutti notato, la costrizione in casa delle famiglie ha conseguentemente aumentato la possibilità di violenze familiari in danno delle donne che stanno pagando in maggior misura il prezzo della convivenza forzata con i partner aggressivi. Al proposito tutti gli Stati si stanno dando da fare – anche dietro sollecito delle Associazioni anti violenza che operano in prima linea - per cercare di reperire soluzioni atte ad evitare il moltiplicarsi di casi di maltrattamenti, fornendo rapido supporto alle donne in difficoltà.
Le nostre ministre delle Pari Opportunità, Elena Bonetti e degli Interni, Lamorgese sembra si stiano dando da fare per sensibilizzare i Comuni affinchè mettano a disposizione degli immobili ove accogliere le donne in pericolo che fuggono da casa. La ministra Bonetti ha anche promesso lo stanziamento di Fondi (30 milioni di Euro, già stanziati nell’anno 2019 e mai visti !) a favore dei Centri antiviolenza che operano sul territorio (spesso solamente con gli aiuti dei soli associati e con donazioni). A Codogno per esempio è nata una rete di psicologi che oltre a fornire supporto ai malati di coronavirus e ad i familiari dei morti a causa di tale malattia, si offrono di dare sostegno alle vittime di violenza domestica.
Frattanto la Spagna ha avviato una valida iniziativa denominata – Mascarilla 19 – per dare aiuto alle donne in difficoltà. Queste ultime possono recarsi in farmacia e chiedere una mascherina “19” ossia in linguaggio in codice, significa che esse in tal modo possono dare l’allarme e far partire i soccorsi. Sulla stessa linea si sta muovendo la Francia che fornisce aiuto concreto alle donne mettendo a loro disposizione alloggi e supporto psicologico, dopo che esse hanno richiesto aiuto tramite Whatsapp.
Anche il Belgio si è attivato facendo una campagna di sensibilizzazione della cittadinanza diffondendo informazioni sulle misure di prevenzione onde fornire il massimo sostegno e protezione alle vittime. Inoltre per prevenire i fenomeni di violenza, il Governo ha deciso di intervenire fattivamente tramite il controllo di tutte le situazioni familiari a rischio, ovvero quelle che sono state oggetto di denunzie da parte delle donne. Al canale televisivo RTBF le delegate del Dipartimento per i diritti delle donne e l’uguaglianza hanno detto: «L'inferno è ora moltiplicato per dieci perché non esiste più il tempo del lavoro, quello che prima era ancora sopportabile adesso è micidiale».
La Cina che ha sperimentato per prima l’aumento del fenomeno della violenza domestica, per il tramite di una Associazione del settore molto attiva a sostegno delle donne, ha fatto sapere che nello scorso mese di febbraio 2020, i casi di violenza sono addirittura triplicati, come pure sono triplicati i casi di depressione ed ansia nelle pazienti di sesso femminile, costrette a subire ogni tipo di brutalità e tortura. Proprio a causa di tali soprusi e sopraffazioni, una donna dello Shanxi non ha trovato di meglio che buttarsi giù da un balcone posto all’11° piano di un palazzo, per sfuggire una volta per tutte alle ripetute angherie del marito !
Noi invece, come al solito siamo il fanalino di coda, poiché ancora non siamo in grado di fornire risposte concrete alle donne oggetto di maltrattamenti, stante la nostra cronica mancanza di alloggi, nonché di fondi ! I Centri antiviolenza hanno tutti registrato una diminuzione delle chiamate e delle richieste di aiuto, segnale questo, non solo della difficoltà per le vittime di mettersi in contatto con esse, ma anche della mancanza di fiducia nella possibilità di trovare un aiuto materiale in questo particolare momento. Al proposito una Responsabile di tre Centri Antiviolenza in Umbria (unica regione peraltro che è riuscita a fronteggiare egregiamente la problematica a livello organizzativo) ha dichiarato : «Adesso ci chiama solo chi è disperata ed ha bisogno immediato di un alloggio».