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Quest’oggi vi raccontiamo di due casi  - recentissimi, apparsi fra le cronache del 13 e 14 aprile u.s. – dall’epilogo po...
15/04/2020

Quest’oggi vi raccontiamo di due casi - recentissimi, apparsi fra le cronache del 13 e 14 aprile u.s. – dall’epilogo positivo, poichè entrambe le vittime hanno trovato il coraggio di reagire e di chiedere aiuto.
Il primo riguarda una giovane di Roma che da tempo era oggetto di stalking da parte dell’ex fidanzato, il quale non si dava pace per essere stato lasciato. E così dopo averla tormentata e perseguitata con messaggi, telefonate - talvolta minacciosi, tal’altra affettuosi – e pedinamenti, passava alle maniere “forti” danneggiandole l’automobile, dapprima forandogli le ruote e poi incendiandola. Le denunzie presentate dalla donna, di concerto con l’attività di indagine delle Forze dell’Ordine, hanno consentito di riconoscere l’autore dei reati, a carico del quale è stato anche emesso un provvedimento di arresto.
Il secondo caro è relativo ad una donna - madre di una bimba di 5 anni -, che a seguito dell’emergenza coronavirus è stata costretta a casa accanto ad un uomo violento, che da lungo tempo la percuoteva con svariate modalità e la maltrattava psicologicamente. La giovane è riuscita a sopportare in silenzio i ripetuti maltrattamenti, poiché sia lei che il marito, erano impegnati nel lavoro, e nei momenti in cui essa si avvedeva che l’uomo era particolarmente nervoso ed irritato, chiedeva ausilio a terze persone affinchè si occupassero della figlioletta, onde tenerla indenne dalla violenza assistita (quand’essa non era a scuola). Ultimamente però, a causa del mutamento di vita dovuto al COVID 19, la giovane donna non è più riuscita a proteggere la figlia, rimasta quindi spettatrice di scene di violenza inaudite ai danni della madre. Proprio a seguito dell’evidente stato di sofferenza della piccola, la genitrice si è fatta animo e si è rivolta ad uno sportello di aiuto di una associazione anti violenza, che si sta adoperando nel monitorare la situazione e preoccupando nel concreto, per far uscire dall’isolamento madre e figlia.

10/04/2020

Emergenza coronavirus e violenza sulle donne

Ci siamo già occupati di questo argomento, ma ogni giorno che passa vi sono novità da segnalare. Come è stato da tutti notato, la costrizione in casa delle famiglie ha conseguentemente aumentato la possibilità di violenze familiari in danno delle donne che stanno pagando in maggior misura il prezzo della convivenza forzata con i partner aggressivi. Al proposito tutti gli Stati si stanno dando da fare – anche dietro sollecito delle Associazioni anti violenza che operano in prima linea - per cercare di reperire soluzioni atte ad evitare il moltiplicarsi di casi di maltrattamenti, fornendo rapido supporto alle donne in difficoltà.
Le nostre ministre delle Pari Opportunità, Elena Bonetti e degli Interni, Lamorgese sembra si stiano dando da fare per sensibilizzare i Comuni affinchè mettano a disposizione degli immobili ove accogliere le donne in pericolo che fuggono da casa. La ministra Bonetti ha anche promesso lo stanziamento di Fondi (30 milioni di Euro, già stanziati nell’anno 2019 e mai visti !) a favore dei Centri antiviolenza che operano sul territorio (spesso solamente con gli aiuti dei soli associati e con donazioni). A Codogno per esempio è nata una rete di psicologi che oltre a fornire supporto ai malati di coronavirus e ad i familiari dei morti a causa di tale malattia, si offrono di dare sostegno alle vittime di violenza domestica.

Frattanto la Spagna ha avviato una valida iniziativa denominata – Mascarilla 19 – per dare aiuto alle donne in difficoltà. Queste ultime possono recarsi in farmacia e chiedere una mascherina “19” ossia in linguaggio in codice, significa che esse in tal modo possono dare l’allarme e far partire i soccorsi. Sulla stessa linea si sta muovendo la Francia che fornisce aiuto concreto alle donne mettendo a loro disposizione alloggi e supporto psicologico, dopo che esse hanno richiesto aiuto tramite Whatsapp.
Anche il Belgio si è attivato facendo una campagna di sensibilizzazione della cittadinanza diffondendo informazioni sulle misure di prevenzione onde fornire il massimo sostegno e protezione alle vittime. Inoltre per prevenire i fenomeni di violenza, il Governo ha deciso di intervenire fattivamente tramite il controllo di tutte le situazioni familiari a rischio, ovvero quelle che sono state oggetto di denunzie da parte delle donne. Al canale televisivo RTBF le delegate del Dipartimento per i diritti delle donne e l’uguaglianza hanno detto: «L'inferno è ora moltiplicato per dieci perché non esiste più il tempo del lavoro, quello che prima era ancora sopportabile adesso è micidiale».

La Cina che ha sperimentato per prima l’aumento del fenomeno della violenza domestica, per il tramite di una Associazione del settore molto attiva a sostegno delle donne, ha fatto sapere che nello scorso mese di febbraio 2020, i casi di violenza sono addirittura triplicati, come pure sono triplicati i casi di depressione ed ansia nelle pazienti di sesso femminile, costrette a subire ogni tipo di brutalità e tortura. Proprio a causa di tali soprusi e sopraffazioni, una donna dello Shanxi non ha trovato di meglio che buttarsi giù da un balcone posto all’11° piano di un palazzo, per sfuggire una volta per tutte alle ripetute angherie del marito !

Noi invece, come al solito siamo il fanalino di coda, poiché ancora non siamo in grado di fornire risposte concrete alle donne oggetto di maltrattamenti, stante la nostra cronica mancanza di alloggi, nonché di fondi ! I Centri antiviolenza hanno tutti registrato una diminuzione delle chiamate e delle richieste di aiuto, segnale questo, non solo della difficoltà per le vittime di mettersi in contatto con esse, ma anche della mancanza di fiducia nella possibilità di trovare un aiuto materiale in questo particolare momento. Al proposito una Responsabile di tre Centri Antiviolenza in Umbria (unica regione peraltro che è riuscita a fronteggiare egregiamente la problematica a livello organizzativo) ha dichiarato : «Adesso ci chiama solo chi è disperata ed ha bisogno immediato di un alloggio».

IL FENOMENO CHE E’ STATO DEFINITO  =  “EFFETTO CODICE ROSSO”Nello scorso mese di febbraio in una intervista, la Dott.ssa...
02/04/2020

IL FENOMENO CHE E’ STATO DEFINITO = “EFFETTO CODICE ROSSO”

Nello scorso mese di febbraio in una intervista, la Dott.ssa Barbara De Toma, - Dirigente del Dipartimento Anticrimine della Questura di Torino -, ha dichiarato che la campagne ministeriali di sensibilizzazione sui maltrattamenti e le violenze in famiglia (denominate “questo non è amore”), gestite dalle Questure stesse – che assieme al Ministero hanno investito molto anche sotto l’aspetto della formazione del personale -, stanno dimostrando di avere gli effetti positivi sperati, in considerazione dei risultati riscontrati. Infatti in questi ultimi mesi, si sono verificati un numero più elevato di arresti e di ammonimenti per maltrattamenti in famiglia a causa del fatto che le donne vittime di violenza hanno trovato il coraggio di denunziare le censurabili condotte poste in essere ai loro danni da parte dei partner. Ciò, sicuramente è avvenuto in quanto queste ultime hanno preso atto – e quindi fiducia -, delle tutele e garanzie messe in atto in loro favore, come ad esempio l’istituzione del Protocollo denominato “EVA”.

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Al servizio di tutti gli esseri umani che sono vittime di violenza, violenza che : discrimina e lede la dignità e l’identità stessa dell’essere umano che la subisce, che sia donna, uomo, bambino, ragazzo, anziano, omosessuale.

02/04/2020

- VIOLENZA E CORONAVIRUS –

Allarme aumento violenze domestiche causa quarantena per coronavirus

In questi ultimi giorni si è reso necessario fare appello al nostro Primo Ministro Conte, onde chiedere rimendi urgenti contro il dilagare delle violenze domestiche. All’uopo è stata approntata una campagna mediatica, ovvero “una batteria di spot in TV e sulla rete” per diffondere il numero verde 1522, centro antistalking attivato dalla Presidenza del Consiglio – gestito da Telefono Rosa -, che fornisce aiuto a tutti coloro che si trovano in uno stato di soggezione, nelle mani di persone violente.
Purtroppo proprio a causa dell’obbligo di rimanere in casa, molte persone (in special modo donne), rischiano di essere oggetto delle sopraffazioni da parte dei partner (ciò anche sulla base dei dati giunti a noi dalla Cina, Paese in cui, sempre in virtù del virus, si è assistito ad un importante aumento delle violenze domestiche e dei femminicidi) i quali approfittano della insolita situazione di “reclusione” (che di fatto impedisce alle vittime, spesso con figli al seguito, di uscire per chiedere aiuto, o di utilizzare il cellulare) per agire indisturbati, con le loro malefatte nei loro confronti. Ultimamente infatti è stato notato che sono “crollate” le denunzie per maltrattamenti, come pure non sono state molte le chiamate effettuate ai centri antiviolenza sparsi sul territorio nazionale.
All’uopo è stata creata una app – che sarà totalmente gratis per tutto il periodo della quarantena dovuta al coronavirus – che consente di archiviare in cloud, ordinandoli cronologicamente, tutte le telefonate ed i messaggi dei molestatori, prove queste, che potranno poi essere utilizzate nel processo. Basterà quindi scaricare la app e poi inserire il numero di telefono dello stalker, per ottenere la registrazione, lo stoccaggio e la conservazione dei dati. Inoltre tramite detta app “ci si potrà rivolgere direttamente al numero verde 1522 senza necessità di parlare e quindi senza correre il rischio di essere ascoltate, consentendo alla vittima di collegarsi con le operatrici antiviolenza e anche di azionare in maniera immediata i dispositivi di emergenza”.

01/04/2020

LA CONDANNA DI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA

La commissione, da parte dello straniero, del reato di maltrattamenti in famiglia osta al rilascio del permesso di soggiorno per lungo periodo, anche nel caso in cui la relativa condanna non sia definitiva.
T.A.R. Firenze (Toscana)

01/04/2020

CORONAVIRUS E MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA

In questi ultimi giorni l’Ufficio Politiche di Genere della CGIL, ha inoltrato una richiesta - alle Procure della Repubblica di tutta Italia ed alla Ministra Bonetti -, volta ad estendere la decisione del Procuratore di Trento Dott. Sandro Raimondi in tema di violenze familiari. In particolare il citato magistrato ha emesso un provvedimento – qualificato da molti come “epocale” -, con il quale ha stabilito che in caso di violenza domestica sarà l’aggressore a dover lasciare la casa familiare e non più le donne con la prole. Ciò per una serie di validissimi motivi :
 per non esporre i soggetti più deboli al rischio di contagio “Coronavirus”
 per evitare che i citati “soggetti deboli” siano costretti anche a subire l’ulteriore oltraggio di essere sradicati dalla propria casa “aggiungendo violenza a violenza”
 per impedire che le donne tacciano le violenze - ovvero non provvedano a denunziarle - nel timore di dover abbandonare la propria abitazione. Violenze ed aggressioni alle quali i figli sono peraltro costretti ad assistere.

E’ più che certo infatti, che in questo particolare e difficile periodo storico, i casi di maltrattamenti familiari siano destinati ad aumentare proprio a causa della “convivenza forzata” cui le persone sono vincolate per l’emergenza determinata dalla paura di contrarre il Covid – 19. Per tal motivo il Dott. Raimondi ha ritenuto giustamente di dover porre un deterrente alle violenze, contrastandole con un provvedimento che una volta tanto, rende giustizia alle vittime.

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