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L’Avvocato risponde | FAQ sulla costituzione di società Srl📌  Avvocato, sto per avviare una nuova attività. Mi conviene ...
30/04/2025

L’Avvocato risponde | FAQ sulla costituzione di società Srl

📌 Avvocato, sto per avviare una nuova attività. Mi conviene costituire una Srl? E come si fa, esattamente?
Questa è una delle domande che ricevo più spesso, e la risposta non è sempre un semplice “sì” o “no”. Dipende da vari fattori: il tipo di attività, il numero di soci, il capitale disponibile e gli obiettivi a medio-lungo termine. Ma vediamo insieme, in modo chiaro, cosa comporta costituire una società a responsabilità limitata, detta Srl.

📌 Cos’è una Srl?
La Srl è una forma di società di capitali. Questo significa che la responsabilità dei soci è limitata a quanto ciascuno ha conferito nella società: se l’attività va male, i tuoi beni personali sono al sicuro. A differenza della ditta individuale o della società di persone, dove i soci rispondono anche con il proprio patrimonio, la Srl separa nettamente la sfera patrimoniale privata da quella aziendale.

📌 Quanto capitale serve per partire?
Puoi costituire una Srl ordinaria con un capitale minimo di 10.000 euro, oppure una Srl semplificata (Srls) con capitale a partire da 1 euro. Nel primo caso, è sufficiente versare il 25% del capitale iniziale al momento della firma (salvo che tu sia l’unico socio, in quel caso devi versarlo tutto subito). Se invece scegli la Srls, devi versare tutto subito, ma i costi notarili sono ridotti o nulli.

📌 Chi può costituire una Srl?
Chiunque, anche un solo socio. Può essere una persona fisica o anche un’altra società. È anche possibile che uno dei soci sia straniero, purché in possesso dei requisiti di legge (es. permesso di soggiorno per cittadini extra-UE).

📌 Quali documenti servono?
Servono due atti fondamentali:
🔹 L’atto costitutivo, che contiene i dati dei soci, la sede, il capitale, l’oggetto sociale (cioè che attività svolgerà la società);
🔹 Lo statuto, che stabilisce come funzionerà la società: chi amministra, come si prendono le decisioni, come si distribuiscono gli utili, ecc.

Entrambi vanno redatti in forma di atto pubblico davanti a un notaio.

📌 Una volta firmato l’atto, la società è subito attiva?
Non ancora. Dopo la firma, il notaio ha 10 giorni di tempo per iscrivere la società nel Registro delle Imprese. Solo da quel momento la società è legalmente “nata” e può operare. Successivamente bisogna ottenere la partita IVA, aprire un conto corrente aziendale, iscriversi a INPS e INAIL, e in certi casi inviare la SCIA al Comune.

📌 Quanto costa costituire una Srl?
Oltre al capitale sociale, ci sono da considerare: imposta di registro (200 €); imposta di bollo (156 €); diritti camerali (circa 90 €) e, naturalmente, l’onorario del notaio.
Il totale può variare, ma mediamente siamo intorno ai 2.500-3.000 euro, inclusi tutti gli adempimenti. In caso di Srls, i costi si riducono sensibilmente.

📌 Conviene farsi assistere da un avvocato?
Assolutamente sì. La costituzione di una società non è solo un atto formale: è un passo strategico per il tuo futuro imprenditoriale. L’avvocato può aiutarti a:
✔️ scegliere la forma societaria più adatta
✔️ redigere uno statuto su misura
✔️ prevedere clausole di protezione tra i soci
✔️ strutturare patti parasociali riservati
✔️ evitare errori che potrebbero costarti molto in futuro.

Se stai per avviare una nuova attività, prenota una consulenza con lo Studio Legale D’Agostino. Ti guideremo passo dopo passo nella costituzione della tua Srl, mettendo al centro i tuoi obiettivi e proteggendo i tuoi interessi.

📍 Studio Legale D’Agostino – Consulenza legale per imprese e professionisti a Roma.
Leggi di più sul nostro sito: https://www.dagostinolex.com/costituzione-di-societa-assistenza-legale/

FAQ SETTIMANALE – L’AVVOCATO RISPONDECos’è l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) e come funziona?Avvocato, ho letto sul v...
08/04/2025

FAQ SETTIMANALE – L’AVVOCATO RISPONDE
Cos’è l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) e come funziona?

Avvocato, ho letto sul vostro sito che esiste un organismo chiamato “ABF” a cui ci si può rivolgere in caso di problemi con la banca. Ma cos’è esattamente l’ABF?
📌 L’ABF, ovvero Arbitro Bancario Finanziario, è un sistema pubblico che serve a risolvere in modo veloce e poco costoso le controversie tra i clienti e le banche, oppure altri intermediari finanziari, come società di prestiti, finanziarie o emittenti di carte di credito. È una sorta di “tribunale semplificato” che però non fa parte della magistratura: è stato creato dalla Banca d’Italia e decide le controversie senza bisogno di andare in tribunale.

Quindi è come un giudice?
📌 Non proprio. L’ABF non è un giudice vero e proprio, ma è un organismo imparziale che esamina i documenti presentati dalle due parti e prende una decisione sulla base delle regole di legge, dei contratti e dell’equità. La procedura è tutta scritta e online: non c’è bisogno di andare da nessuna parte. Inoltre, è molto più veloce di una causa civile e costa solo 20 euro (di spese) per chi fa il ricorso.

E in quali casi si può usare?
📌 Il ricorso all’ABF si può fare ogni volta che c’è un problema con un servizio bancario o finanziario. Ti faccio qualche esempio:
- Se ti sono stati addebitati dei costi non previsti sul conto;
- Se la banca ha modificato le condizioni di un contratto senza avvisarti correttamente;
- In determinati casi, se hai subito una frode informatica, o un addebito non autorizzato o un furto dei dati per phishing o smishing;
- Se ti hanno negato un prestito o una rinegoziazione senza motivazioni trasparenti.

L'importante è che si tratti di una controversia con una banca o un intermediario regolarmente autorizzato, e che il valore della richiesta non superi i 100.000 euro.

E posso fare ricorso subito?
📌 No, prima devi sempre inviare un reclamo alla banca o all’intermediario. È un passaggio obbligatorio. Se entro 60 giorni non ricevi risposta, oppure ricevi una risposta che non ti soddisfa, allora puoi presentare il ricorso all’ABF. Ma attenzione: il ricorso va fatto entro 12 mesi dalla data del reclamo.

Posso farlo da solo o devo farmi assistere da un avvocato?
📌Formalmente, puoi farlo anche da solo. Ma nella pratica è fortemente consigliabile avere l’assistenza di un avvocato, soprattutto se la questione è complessa o se ci sono aspetti tecnici. Un legale può aiutarti a scrivere il reclamo in modo più chiaro, a raccogliere i documenti giusti e a spiegare meglio le tue ragioni. E spesso riesce a individuare elementi importanti che un cliente da solo rischia di trascurare. Ricorda che l’ABF decide solo in base ai documenti: quindi come presenti il tuo caso è fondamentale.

Se l’ABF decide a mio favore, la banca è obbligata a rispettare la decisione?
📌 Nella maggior parte dei casi la banca o l'intermediario finanziario rispettano la decisione (anche se non sono sentenze vere e proprie).

E se invece io voglio comunque andare in tribunale?
📌 Certo, puoi farlo. Il ricorso all’ABF non ti toglie il diritto di andare dal giudice (previo esperimento della mediazione, se prevista come condizione di procedibilità della domanda). L’unica cosa da sapere è che non si possono portare avanti contemporaneamente le due procedure: se inizi un processo civile mentre è in corso il ricorso all’ABF, quest’ultimo si chiude automaticamente.

📬 Per ricevere una consulenza, puoi scriverci direttamente qui su Facebook o visitare il nostro sito: www.dagostinolex.com

Eredità e successione: come funziona la mediazione civile? | FAQ con l’AvvocatoAvvocato, ho un problema con i miei frate...
20/03/2025

Eredità e successione: come funziona la mediazione civile? | FAQ con l’Avvocato

Avvocato, ho un problema con i miei fratelli sulla divisione dell’eredità di nostro padre. Non riusciamo a metterci d’accordo. Dobbiamo per forza andare in tribunale?

📌Non necessariamente! In questi casi la mediazione civile è un'ottima alternativa alla causa giudiziaria. Si tratta di una procedura che permette di risolvere le controversie in materia di eredità e successione in modo rapido, meno costoso e con maggiore possibilità di accordo rispetto a un lungo processo in tribunale.

In cosa consiste esattamente la mediazione civile?

📌La mediazione è un procedimento extragiudiziale in cui un mediatore imparziale aiuta le parti a trovare un’intesa senza bisogno di un giudice. In materia successoria, la mediazione è obbligatoria prima di avviare una causa civile. Questo significa che, prima di rivolgersi al tribunale, è necessario tentare una soluzione tramite mediazione.

Ma se non voglio partecipare alla mediazione?

📌Ignorare la convocazione in mediazione non è una scelta consigliabile. Se la mediazione è obbligatoria e una delle parti non si presenta, il giudice potrà tenerne conto in fase di giudizio e potrebbe trarne conseguenze sfavorevoli per chi si è rifiutato di partecipare. Inoltre, il rifiuto a partecipare può portare a sanzioni economiche.

Chi può chiedere di avviare una mediazione per una questione ereditaria?

📌 Può farlo qualsiasi erede o soggetto che abbia un interesse diretto nella successione. Ad esempio, se vi è disaccordo sulla divisione dei beni, sulla validità del testamento olografo, sulla lesione della quota di legittima o su donazioni fatte in vita dal defunto, si può richiedere la mediazione.

Come si avvia il procedimento di mediazione civile?

📌La mediazione si avvia presentando una domanda presso un organismo di mediazione accreditato. Una volta depositata l’istanza, viene nominato un mediatore che fissa un incontro entro 30 giorni. Nel primo incontro, il mediatore verifica se le parti vogliono proseguire con la mediazione o meno. Se tutti accettano, si procede con le trattative per trovare un accordo.

Quanto tempo dura la mediazione?

📌 La mediazione ha una durata media di tre mesi (salvi casi particolarmente complessi) dalla presentazione della domanda. Se si raggiunge un accordo, viene redatto un verbale che ha valore di titolo esecutivo. Se non si trova un’intesa, il tentativo viene dichiarato fallito e si può procedere con la causa in tribunale.

La mediazione ha dei costi elevati?

📌No, anzi, è molto più conveniente rispetto a un processo. L’avvio della procedura ha un costo iniziale di circa 200 euro, a cui si aggiungono eventuali spese per gli incontri successivi. Inoltre, la legge prevede un credito d’imposta sulle spese sostenute per la mediazione: fino a €600 in caso di accordo e fino a €300 in caso di esito negativo.

Quali sono i vantaggi della mediazione rispetto alla causa giudiziaria?

📌I principali vantaggi della mediazione civile in materia di eredità e successione sono:
✅ Rapidità: si conclude in pochi mesi, mentre una causa può durare anni.
✅ Costi ridotti: le spese sono inferiori rispetto a quelle di un processo.
✅ Maggiore flessibilità: gli eredi possono concordare soluzioni personalizzate.
✅ Rapporti familiari preservati: la mediazione evita scontri giudiziari che spesso deteriorano i legami tra parenti.
✅ Riservatezza: il contenuto della mediazione non è pubblico, a differenza delle cause in tribunale.

Devo essere assistito da un avvocato durante la mediazione?

📌 Sì, la presenza di un avvocato è necessaria per garantire che gli interessi della parte assistita siano tutelati. Il legale aiuta a impostare la strategia negoziale, valuta la convenienza dell’accordo e collabora con il mediatore per la redazione del verbale finale.

Se hai un problema in materia di eredità e successione, possiamo valutare insieme il tuo caso e avviare la procedura nel modo più strategico per te. Contatta il nostro Studio per una consulenza senza impegno!!
Per approfondimenti: https://www.dagostinolex.com/eredita-e-successione-avvocato-come-funziona/

🔹 FAQ – MANTENIMENTO DEI FIGLI E NEGOZIAZIONE ASSISTITA 🔹Rispondiamo alle vostre domande più frequenti!💬 Quando due geni...
31/01/2025

🔹 FAQ – MANTENIMENTO DEI FIGLI E NEGOZIAZIONE ASSISTITA 🔹Rispondiamo alle vostre domande più frequenti!

💬 Quando due genitori si separano, chi decide le modalità di affidamento e il mantenimento dei figli?
Quando i genitori non riescono a trovare un accordo, è il Tribunale a stabilire le condizioni relative all’affidamento dei figli e alla corresponsione dell’assegno di mantenimento, tenendo conto del principio della bigenitorialità e dell’interesse superiore del minore.
Tuttavia, non sempre è necessario un contenzioso giudiziario: la negoziazione assistita è un’alternativa efficace e più rapida che consente ai genitori di concordare direttamente le condizioni, con l’assistenza dei rispettivi avvocati.

💬 Cos’è la negoziazione assistita per il mantenimento dei figli?
È una procedura stragiudiziale disciplinata dal D.L. 132/2014, che permette ai genitori di raggiungere un accordo consensuale, senza dover ricorrere al Tribunale, ma sempre sotto il controllo della Procura della Repubblica. Questo strumento consente di disciplinare:
✔️ L’affidamento del minore (collocazione prevalente, tempi di permanenza con ciascun genitore)
✔️ L’assegno di mantenimento (quantificazione e adeguamento ISTAT)
✔️ La ripartizione delle spese straordinarie (spese sanitarie, scolastiche, attività extrascolastiche)
✔️ La disciplina delle festività e delle vacanze (Natale, Pasqua, ferie estive)

💬 Come si avvia la procedura di negoziazione assistita?
La negoziazione assistita inizia con un invito formale che uno degli avvocati invia all’altro genitore, chiedendogli di aderire alla procedura e di nominare un proprio legale. L’altro genitore, a sua volta, se accetta, incarica un avvocato e le parti sottoscrivono una convenzione di negoziazione assistita, con cui si impegnano a collaborare in buona fede per trovare un accordo. La convenzione deve prevedere un termine entro cui concludere la negoziazione, che di regola non è inferiore a un mese né superiore a tre mesi.

💬 Cosa succede dopo la firma della convenzione?
Durante il periodo concordato, i genitori, assistiti dai rispettivi avvocati, discutono le condizioni dell’accordo, tenendo conto delle necessità del minore e delle rispettive capacità economiche. Una volta raggiunta l’intesa, si procede alla redazione dell’accordo finale, che deve essere sottoscritto da entrambi i genitori e dagli avvocati, i quali certificano l’autenticità delle firme e la conformità dell’accordo alle norme di legge.

💬 L’accordo è immediatamente valido?
No, prima di diventare efficace deve essere trasmesso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale competente. Il Procuratore della Repubblica esamina il contenuto dell’accordo e, se lo ritiene conforme all’interesse del minore, rilascia il nulla osta o l’autorizzazione, a seconda dei casi.

💬 Quali sono i vantaggi della negoziazione assistita rispetto a un giudizio in Tribunale?
La negoziazione assistita offre diversi vantaggi:
✅ Più veloce – Rispetto a un contenzioso giudiziario, che può durare mesi o anni, la negoziazione assistita permette di trovare una soluzione in pochi mesi.
✅ Meno costosa – Evitando il processo, si riducono le spese legali.
✅ Meno conflittuale – Le parti collaborano per trovare una soluzione condivisa, senza lo scontro tipico delle cause in Tribunale.
✅ Flessibile e personalizzata – L’accordo viene costruito sulle esigenze specifiche del minore e dei genitori.

💬 Cosa succede se uno dei genitori non rispetta l’accordo?
L’accordo approvato dalla Procura ha lo stesso valore di un provvedimento giudiziario e può essere eseguito forzatamente. Ad esempio, se il genitore obbligato non paga l’assegno di mantenimento, l’altro può agire con pignoramento o altre azioni legali per ottenere il rispetto degli obblighi.

💬 E se cambiano le condizioni economiche di un genitore?
Se intervengono cambiamenti rilevanti nelle condizioni di vita o economiche di uno dei genitori (perdita del lavoro, trasferimento, aumento delle spese del minore), è possibile modificare l’accordo attraverso una nuova procedura di negoziazione assistita o, in caso di mancato accordo, rivolgendosi al Tribunale per una revisione delle condizioni.

💬 Quando è consigliabile rivolgersi a un avvocato per la negoziazione assistita?
Se hai bisogno di regolare il mantenimento dei figli, l’affidamento o la revisione delle condizioni economiche senza affrontare un lungo contenzioso, la negoziazione assistita può essere la soluzione più adatta. È sempre consigliabile affidarsi a un avvocato, che possa guidarti nel procedimento e tutelare i tuoi diritti e quelli del minore.

Hai bisogno di assistenza per un accordo di mantenimento dei figli? Contatta lo Studio Legale D’Agostino – Roma per una consulenza legale personalizzata.
Trovi qui il testo integrale in cui spieghiamo come funziona la procedura: https://www.dagostinolex.com/mantenimento-dei-figli-negoziazione-assistita/

🚗📜 FAQ | Comodato d’uso del veicolo a un familiare: serve la delega?L’utilizzo di un’autovettura intestata a un soggetto...
30/01/2025

🚗📜 FAQ | Comodato d’uso del veicolo a un familiare: serve la delega?

L’utilizzo di un’autovettura intestata a un soggetto diverso dal conducente è un tema spesso dibattuto, soprattutto in relazione agli obblighi di aggiornamento della carta di circolazione e alla necessità di una delega scritta. Vediamo insieme i dettagli attraverso una serie di domande e risposte.

🔹 Se presto la mia auto a mio figlio o a un altro familiare convivente, devo fare una delega scritta?
No. Se il conducente è un familiare convivente, la normativa non prevede l’obbligo di compilare una delega scritta né di aggiornare la carta di circolazione. Questo perché la legge riconosce che all’interno di uno stesso nucleo familiare l’utilizzo condiviso dell’automobile sia una prassi comune e non necessiti di ulteriori formalità.
L’esenzione è stabilita dall’art. 247-bis, comma 2, del Regolamento di attuazione del Codice della Strada, che chiarisce come i componenti del nucleo familiare convivente non siano soggetti all’obbligo di annotazione del nome dell’utilizzatore sulla carta di circolazione.

🔹 Come si definisce un familiare convivente?
Un familiare si considera convivente quando risulta iscritto nello stesso stato di famiglia e risiede anagraficamente con l’intestatario del veicolo. Questo significa che, affinché si possa beneficiare dell’esenzione, è necessario che la convivenza risulti dai registri anagrafici del Comune di residenza.
Non basta, quindi, un semplice legame di parentela: se il familiare non è convivente, anche se si tratta di un parente stretto come un figlio maggiorenne o un fratello, si applicano le stesse regole previste per qualsiasi altro soggetto terzo.

🔹 E se l’auto viene concessa a un familiare non convivente?
Se il comodato d'uso del veicolo avviene a favore di un familiare non convivente, la situazione cambia. In tal caso, infatti, scatta l’obbligo di aggiornamento della carta di circolazione qualora il veicolo venga concesso in uso per più di 30 giorni consecutivi.
A stabilirlo è l’articolo 94, comma 4-bis, del Codice della Strada, secondo cui ogni soggetto che utilizzi stabilmente un veicolo intestato a un altro proprietario deve essere registrato presso l’Archivio Nazionale dei Veicoli. L’aggiornamento della carta di circolazione è necessario per garantire maggiore tracciabilità del veicolo e individuare con precisione chi ne abbia la disponibilità effettiva.

🔹 Come si aggiorna la carta di circolazione in caso di comodato d’uso a un familiare non convivente?
Per effettuare l’aggiornamento della carta di circolazione, è necessario presentare una richiesta presso gli uffici del Dipartimento per i Trasporti, allegando la documentazione che attesta il rapporto di comodato gratuito tra il proprietario e l’utilizzatore. L’operazione prevede il pagamento di una tariffa amministrativa e il rilascio di un tagliando aggiornato con il nome del conducente abituale.

🔹 Cosa rischio se non aggiorno la carta di circolazione?
Se il veicolo è utilizzato da un soggetto diverso dall’intestatario per più di 30 giorni consecutivi e non viene effettuata l’annotazione sulla carta di circolazione, si rischia di incorrere in sanzioni amministrative. In caso di controllo da parte delle autorità, l’assenza dell’aggiornamento potrebbe essere interpretata come una violazione delle norme sulla circolazione, con conseguente multa per il proprietario e il conducente.

🔹 E se l’uso dell’auto da parte di un familiare non convivente è occasionale?
Se l’utilizzo è saltuario o comunque inferiore ai 30 giorni consecutivi, non è necessario aggiornare la carta di circolazione. L’obbligo di registrazione sorge solo nei casi in cui il veicolo sia concesso in uso esclusivo e continuativo a una persona diversa dal proprietario per un periodo prolungato.

📌 Conclusione
La normativa sul comodato d’uso del veicolo distingue chiaramente tra l’utilizzo da parte di un familiare convivente, per cui non è richiesto alcun aggiornamento della carta di circolazione, e quello da parte di un familiare non convivente, per cui l’annotazione è obbligatoria se l’uso supera i 30 giorni consecutivi.
Per chiunque abbia dubbi o necessiti di assistenza nella gestione della documentazione richiesta, lo Studio Legale D’Agostino è a disposizione per fornire consulenza qualificata in materia di Codice della Strada e circolazione dei veicoli.

FAQ: Tutto quello che devi sapere sull’Amministratore di Sostegno📌 Cos’è l’amministratore di sostegno?L’amministratore d...
23/01/2025

FAQ: Tutto quello che devi sapere sull’Amministratore di Sostegno

📌 Cos’è l’amministratore di sostegno?
L’amministratore di sostegno è una figura nominata dal giudice tutelare per aiutare una persona che, a causa di malattia, disabilità o altre condizioni (tra cui dioendenza patologica da alcool o gioco d'azzardo), non riesce a gestire alcune decisioni o aspetti della propria vita. L’obiettivo è fornire supporto senza togliere del tutto la capacità di decidere, mantenendo la persona il più autonoma possibile.

📌 In quali casi può servire un amministratore di sostegno?
Può servire in molte situazioni. Ad esempio, per una persona anziana con difficoltà cognitive, per chi ha una disabilità, per una persona affetta da una malattia degenerativa o per chi si trova in una condizione temporanea di incapacità (magari a seguito di un incidente). L’amministratore di sostegno viene designato solo per le attività che la persona non riesce a svolgere da sola, come gestire il patrimonio, pagare le bollette o prendere decisioni sanitarie.

📌 Chi può richiedere la nomina di un amministratore di sostegno?
La richiesta può essere fatta da molte persone, come il diretto interessato, un parente (ad esempio il coniuge, un figlio o un fratello), oppure il tutore o il curatore. Anche i servizi sociali o il pubblico ministero possono proporre la nomina, se rilevano situazioni che lo richiedono. In alcuni casi, è la stessa persona che, prevedendo una futura incapacità, designa preventivamente chi vuole come amministratore.

📌 Chi può diventare amministratore di sostegno?
Di solito, il giudice tutelare sceglie qualcuno vicino alla persona che ha bisogno di supporto, come un familiare (coniuge, convivente, genitore o fratello). Se non ci sono familiari disponibili o idonei, può essere nominata una persona esterna, come un volontario qualificato o un professionista. L’importante è che l’amministratore agisca sempre nell’interesse della persona assistita.

📌 Quali sono i compiti di un amministratore di sostegno?
Dipende da quanto stabilito dal giudice tutelare nel decreto di nomina. Ad esempio, può occuparsi di:
- Gestire il denaro e il patrimonio del beneficiario.
- Pagare le bollette, l’affitto o gli stipendi di eventuali collaboratori domestici.
- Prendere decisioni relative alla salute, come autorizzare cure mediche.
- Riscattare la pensione o altri benefici economici.
L’amministratore ha il dovere di informare sempre il beneficiario delle decisioni che intende prendere.

📌 Come si richiede la nomina di un amministratore di sostegno?
Si presenta un ricorso al giudice tutelare del luogo dove vive la persona interessata. Il ricorso deve includere documentazione medica che dimostri l’incapacità, le informazioni personali del beneficiario e le motivazioni della richiesta. Se necessario, il giudice può anche visitare la persona direttamente presso il domicilio o in ospedale, qualora fosse impossibilitata a muoversi.

📌 È obbligatorio rivolgersi a un avvocato per richiedere la nomina?
No, non è obbligatorio, ma è fortemente consigliato. Un avvocato può aiutarti a preparare il ricorso, raccogliere i documenti necessari e rappresentarti in udienza, evitando errori che potrebbero rallentare il procedimento. Inoltre, in casi complessi (come conflitti tra familiari o decisioni delicate sul patrimonio), l’assistenza di un professionista è fondamentale.

📌 Cosa succede se l’amministratore non svolge correttamente il suo compito?
Se l’amministratore non agisce nell’interesse del beneficiario, è negligente o abusa dei suoi poteri, il giudice può revocare l’incarico e nominare un’altra persona. Anche il beneficiario ha il diritto di segnalare eventuali problemi al giudice tutelare.

👩‍⚖️ Hai ancora dubbi o domande?
Il nostro studio legale è qui per aiutarti! Se hai bisogno di supporto per richiedere la nomina di un amministratore di sostegno o per ricevere assistenza in casi di incapacità, contattaci o leggi il nostro approfondimento qui: https://www.dagostinolex.com/nomina-di-amministratore-di-sostegno-legale/
Ti guideremo con professionalità e attenzione, sempre nel rispetto dei tuoi diritti.

FAQ: Guida in stato d’ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti – Risponde l’AvvocatoDurante le festività, il tema dell...
28/12/2024

FAQ: Guida in stato d’ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti – Risponde l’Avvocato

Durante le festività, il tema della guida in stato d’ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti diventa particolarmente rilevante. Qui rispondiamo alle domande più frequenti sul tema, alla luce delle modifiche introdotte dalla Legge 177/2024 al Codice della Strada.

❓ Cosa significa guidare in stato d’ebbrezza?
📌 Risponde l’Avvocato:
Guidare in stato d’ebbrezza significa condurre un veicolo con un tasso alcolemico nel sangue superiore ai limiti consentiti dalla legge. Il Codice della Strada prevede tre fasce di gravità:
- Da 0,5 a 0,8 g/l: si configura un illecito amministrativo.
- Da 0,8 a 1,5 g/l: si configura un reato con sanzioni più severe, come ammenda e sospensione della patente.
- Oltre 1,5 g/l: si tratta della violazione più grave, con pene che includono arresto, revoca della patente e confisca del veicolo.

❓ Cosa cambia con la Legge 177/2024?
📌 Risponde l’Avvocato:
La riforma ha introdotto l’obbligo del dispositivo alcolock per i conducenti condannati per guida in stato d’ebbrezza. Questo strumento impedisce l’avvio del veicolo se viene rilevato un tasso alcolemico superiore a zero. Inoltre, sono stati introdotti specifici codici unionali sulla patente per indicare l’obbligo di utilizzare veicoli dotati di alcolock. Le sanzioni sono state inasprite: per i recidivi o per chi manomette il dispositivo, le multe sono raddoppiate, con sospensione e revisione della patente.

❓ E per chi guida sotto l’effetto di stupefacenti?
📌 Risponde l’Avvocato:
Anche in questo caso, la riforma apporta modifiche significative. Il reato di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti è disciplinato dall’articolo 187 del Codice della Strada, che è stato modificato eliminando il riferimento allo stato di "alterazione psicofisica".
Per l’applicazione delle sanzioni amministrative, è sufficiente la positività ai test tossicologici. Tuttavia, per contestare l’aggravante penale nei casi di omicidio stradale o lesioni personali stradali, è necessario dimostrare che il conducente fosse effettivamente in uno stato di alterazione psicofisica causato dall’uso di stupefacenti.

❓ Cosa succede se mi rifiuto di sottopormi al test etilometrico o tossicologico?
📌 Risponde l’Avvocato:
Il rifiuto di sottoporsi ai test è equiparato alla violazione più grave di guida in stato d’ebbrezza (tasso superiore a 1,5 g/l) o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Questo comporta:
- Sanzioni amministrative pecuniarie da 1.500 a 6.000 euro.
- Arresto da sei mesi a un anno.
- Sospensione della patente da sei mesi a due anni, con possibile revoca in caso di recidiva.
Inoltre, il veicolo può essere confiscato, salvo che appartenga a una persona estranea alla violazione.

❓ Cosa succede ai neopatentati?
📌 Risponde l’Avvocato:
I neopatentati sono soggetti a un regime più severo. Devono mantenere un tasso alcolemico pari a zero e, in caso di violazione, le sanzioni sono aggravate. Per chi guida sotto l’effetto di stupefacenti o commette reati di alcol e droga prima del compimento dei 21 anni, è previsto il divieto di conseguire la patente fino al compimento dei 24 anni.

❓ Quali sono le sanzioni accessorie per guida in stato d’ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti?
📌 Risponde l’Avvocato:
Le sanzioni accessorie includono:
- Revisione della patente, con obbligo di visita medica entro 60 giorni.
- Validità limitata della patente, che può essere rilasciata con una durata massima di un anno nei casi meno gravi.
- Confisca del veicolo nei casi più gravi o in caso di recidiva.

❓ Come posso difendermi?
📌 Risponde l’Avvocato:
Ogni caso va valutato attentamente. È possibile contestare le modalità di accertamento, l’efficacia delle prove raccolte o la proporzionalità delle sanzioni. Per questo, è fondamentale rivolgersi a un avvocato che possa analizzare la situazione e offrire una difesa adeguata.

Se hai bisogno di chiarimenti o assistenza legale per una sanzione o un procedimento, il nostro studio legale a Roma è a tua disposizione. Contattaci per una consulenza.
Leggi l'articolo completo sul nostro sito: https://www.dagostinolex.com/codice-della-strada-2024-alcol-stupefacenti/

🎄 💫 Buone Feste dallo Studio Legale D’AgostinoCon l’avvicinarsi delle festività natalizie, desideriamo rivolgere a tutti...
19/12/2024

🎄 💫 Buone Feste dallo Studio Legale D’Agostino
Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, desideriamo rivolgere a tutti i nostri amici, clienti, e collaboratori i migliori auguri di un sereno Natale e di un felice anno nuovo.
Abbiamo affrontato il 2024 con grande determinazione, grazie alla fiducia che riponete nel nostro lavoro.
Ora guardiamo al 2025 con l’obiettivo di continuare a crescere insieme, affrontando con competenza e professionalità tutte le prossime sfide.
Buon Natale e felice anno nuovo a tutti!

🔍 FAQ del venerdì: Cyber Security e Protezione dei Dati 🔍Benvenuti al nostro appuntamento settimanale dedicato ai temi C...
08/11/2024

🔍 FAQ del venerdì: Cyber Security e Protezione dei Dati 🔍

Benvenuti al nostro appuntamento settimanale dedicato ai temi Cyber. Oggi rispondiamo alle domande più frequenti per aiutare chiunque a capire meglio questo argomento fondamentale per aziende e cittadini.

❓ Cosa si intende per sicurezza informatica? La sicurezza informatica riguarda tutte le misure che un'azienda o un'organizzazione adotta per proteggere i propri sistemi e dati da attacchi o incidenti. Queste misure servono a garantire che le informazioni siano accessibili solo a chi è autorizzato e che i servizi funzionino senza interruzioni.

❓ Chi deve preoccuparsi della sicurezza informatica?
Tutte le aziende che offrono servizi essenziali per la comunità, come ospedali, fornitori di energia e trasporti, devono proteggere i loro sistemi informatici. Ma anche altre imprese, come quelle che gestiscono dati sensibili o offrono servizi online, devono adottare misure adeguate per prevenire rischi e proteggere i propri clienti.

❓ Cosa fanno le autorità per garantire la sicurezza?
Le autorità, come l'Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza, monitorano le attività e supportano le aziende nella gestione di incidenti informatici. Aiutano a identificare i punti deboli e a migliorare la sicurezza dei sistemi. Se un'azienda subisce un attacco informatico, l'agenzia interviene per ridurre i danni e prevenire future minacce.

❓ Cosa succede se un'azienda non protegge i propri sistemi?
Se un'azienda non adotta misure di sicurezza adeguate, rischia non solo di subire attacchi informatici, ma anche di compromettere i dati dei propri utenti. Questo può portare a gravi conseguenze, come perdite economiche e danni alla reputazione. Le autorità possono inoltre imporre controlli e, in alcuni casi, sanzioni per chi non rispetta gli standard di sicurezza.

❓ Come possono le aziende proteggersi?
Le aziende devono adottare sistemi di protezione come firewall, antivirus e procedure per controllare l'accesso ai dati. È importante anche formare i dipendenti, così da riconoscere i rischi e sapere come reagire. Avere un piano di emergenza in caso di attacco è essenziale per gestire in modo rapido e sicuro situazioni critiche.

❓ Perché la sicurezza informatica è importante per i cittadini?
La protezione dei sistemi informatici delle aziende è fondamentale per tutelare i diritti dei cittadini. Se i dati personali sono ben protetti, le persone possono sentirsi sicure quando utilizzano servizi online o affidano le proprie informazioni a terzi. La sicurezza informatica non è solo una questione aziendale, ma riguarda tutti noi e il nostro diritto alla privacy e alla sicurezza.

🔒 La sicurezza informatica è un impegno che coinvolge aziende, autorità e cittadini. Conoscere e applicare le giuste misure di protezione è il primo passo per rendere il mondo digitale più sicuro per tutti.

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