Separ AMA ndo

Separ AMA ndo SeparAMAndo Diritto di famiglia, Counseling e Naturopatia per separazione, divorzio ed affidamento.

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24/05/2026

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𝐓𝐄𝐓𝐈 𝐄 𝐋'𝐀𝐌𝐎𝐑𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐍𝐎𝐍 𝐏𝐔𝐎̀ 𝐒𝐀𝐋𝐕𝐀𝐑𝐄
Teti era una delle Nereidi, le ninfe del mare.
Figlia di Nereo, il Vecchio del Mare, e di Doride, era desiderata sia da Zeus che da Poseidone.
Ma la contesa si concluse bruscamente a causa di una profezia, riferita da Temi e custodita da Prometeo, la profezia annunciava che il figlio di Teti sarebbe stato più potente di suo padre.
Zeus conosceva troppo bene quella legge: lui stesso aveva spodestato Crono, che a sua volta aveva spodestato Urano. Nessuno degli dèi voleva generare qualcuno destinato a superarlo.
Così entrambi rinunciarono e decisero di darla in sposa a un mortale: Peleo, re di Ftia e signore dei Mirmidoni.
Peleo dovette conquistarla con la forza. Sulla spiaggia Teti cercò di sfuggirgli trasformandosi in acqua, fuoco, leone, serpente. Lui resistette senza lasciarla andare, finché la dea cedette.
Da quell'unione nacque Achille.
Ed è lì che Teti smette di essere soltanto una dea e diventa anche una madre.
Lo diventa nel modo più crudele possibile, perché sa già come finirà.
Achille stesso, nell'Iliade, ricorda le parole di sua madre.
Infatti, davanti a lui esistono due destini: restare a T***a e ottenere una gloria eterna morendo però giovane, oppure tornare a casa e vivere a lungo nell'oscurità dell'oblio.
Teti sa quale sarà la scelta sa che il figlio che tiene in braccio è destinato a morire.
Da quel momento comincia la sua battaglia di madre contro il destino. Persa in partenza, e combattuta lo stesso.
Apollonio Rodio racconta che Teti ungeva il bambino con l'ambrosia e lo passava nel fuoco per consumarne la parte mortale ereditata dal padre.
Una notte Peleo la sorprese e gridò di terrore. Teti allora interruppe il rito e lasciò il marito per tornare negli abissi marini.

Più tardi altri poeti, soprattutto Stazio, raccontarono la versione diventata più famosa: Teti immerse Achille nelle acque dello Stige tenendolo per il tallone, così da renderlo invulnerabile.
Nell'Iliade Achille non è invulnerabile.
Può essere ferito e sa che morirà. Il tallone appartiene a una tradizione successiva.
Ma quel dettaglio ha continuato a sopravvivere perché rende visibile una verità molto semplice: il punto in cui la madre tiene il figlio per salvarlo resta anche il punto che non riesce a proteggere.
La presa che salva è la stessa che lascia scoperto qualcosa.
Achille morirà proprio lì. Nel punto esatto in cui sua madre lo teneva.
Teti prova ancora a sottrarlo al destino. Lo nasconde a Sciro, travestito da ragazza tra le figlie di Licomede, per impedirgli di partire per T***a.
Sappiamo come va a finire e così quando capisce che ormai la guerra è inevitabile, sale sull'Olimpo e convince il dio del fuoco, Efesto, a fabbricare una nuova armatura in una sola notte.
Non può più impedirgli di scegliere. Può solo vestire il suo corpo per la battaglia.
Ma c'è un dettaglio drammatico in quel dono divino: Efesto forgia per Achille uno scudo leggendario, un elmo splendente, una corazza d'oro e dei cosciali che brillano come fuoco.
Copre il petto, la testa, le braccia. Eppure, persino l'armatura divina creata da un dio su supplica di una madre lascia scoperti i piedi.
Il destino esige quel varco.
Teti accompagna il figlio verso la fine che conosce da sempre, sapendo che nemmeno il metallo dell'Olimpo potrà proteggerlo dove lei lo ha stretto.
Poi c'è un altro dettaglio che il mito non lascia al caso.
Alle nozze di Peleo e Teti erano stati invitati tutti gli dèi tranne Eris, la Discordia.
Fu lei a gettare sul tavolo nunziale il pomo d'oro destinato "alla più bella".
Da quel gesto nacque la contesa tra Era, Atena e Afrodite.
Dalla contesa il giudizio di Paride.
Dal giudizio il rapimento di Elena.
Da Elena la guerra di T***a.
La guerra che avrebbe ucciso Achille era già presente il giorno delle nozze dei suoi genitori.
Teti lo sapeva. Sapeva che non avrebbe potuto salvare suo figlio ma non si arrese.
Provò il fuoco, lo Stige, il nascondiglio di Sciro, le armi divine. Tutto inutile.
È qui che il mito greco diventa qualcosa di più perché parla di una verità umana molto più semplice e più difficile da accettare: amare qualcuno significa accettare di non poterlo proteggere da tutto.
Teti aveva il potere di una dea. Ma nemmeno una dea poteva impedire a un figlio di nascere mortale.
E in questo Teti non è diversa da nessuna madre che sia mai esistita.
L'istinto di protezione che la muove non è solo suo. È lo stesso che spinge ogni animale a mettersi tra il proprio piccolo e il pericolo, un gesto che viene prima di qualsiasi pensiero.
Fin qui la dea e la femmina di qualunque specie fanno lo stesso gesto.
Ma c'è un passo che soltanto l'essere umano compie, e Teti, anche se dea, lo compie tutto.
Una madre non difende solo la vita del figlio.
Difende il suo destino, lo segue dentro una scelta che lei non avrebbe mai fatto, lo accompagna verso una fine che conosce da sempre, e continua ad amarlo anche quando capisce di non poterlo fermare.
L'animale protegge finché serve, poi lascia andare e dimentica.
La madre umana protegge per sempre, anche da lontano, anche quando il figlio ha già preso la strada che lo allontana, anche dopo.
Ogni madre, dea o mortale, antica o di oggi, fa la stessa cosa che ha fatto Teti.
Sceglie dove mettere la mano.
Decide cosa proteggere e cosa lasciare per forza scoperto.
Purtroppo spesso la fragilità nasce proprio dove ha stretto di più, perché non esiste l'abbraccio che copre tutto.
Esiste solo la mano che sceglie, e che, sapendo di non poter salvare tutto, decide di tenere comunque.
Teti provò il fuoco, lo Stige, il nascondiglio di Sciro, le armi divine. Una madre prova la scuola giusta, l'amicizia giusta, la strada da evitare, le mille piccole acque dello Stige in cui immerge un figlio sperando di renderlo invulnerabile.
Ma poi, come Teti, scopre che resta sempre un tallone, un punto scoperto, qualcosa che la mano non ha potuto raggiungere proprio perché lo stava tenendo.
Il mito greco ha messo in scena tremila anni fa quello che ogni madre vive ancora oggi, senza bisogno di un fiume infernale né di un destino annunciato.
Il mito ci mostra l'istinto che ci arriva dagli animali, e quel passo in più che ci rende umani: amare qualcuno che sappiamo già libero di lasciarci.
Tenere in braccio un figlio sapendo che l'amore non potrà proteggerlo da ogni ferita.
Teti aveva il potere di una dea, e non le bastò.
A nessuna madre è mai bastato.
Questa è la cosa più materna che esista, e anche la più umana: continuare a proteggere anche quando non c'è la certezza di poter salvare.

𝐹𝑜𝑛𝑡𝑖.
𝑂𝑚𝑒𝑟𝑜, 𝐼𝑙𝑖𝑎𝑑𝑒.
𝑂𝑚𝑒𝑟𝑜, 𝑂𝑑𝑖𝑠𝑠𝑒𝑎.
𝐸𝑠𝑖𝑜𝑑𝑜, 𝑇𝑒𝑜𝑔𝑜𝑛𝑖𝑎.
𝑃𝑖𝑛𝑑𝑎𝑟𝑜, 𝐼𝑠𝑡𝑚𝑖𝑐ℎ𝑒.
𝐸𝑠𝑐ℎ𝑖𝑙𝑜, 𝑃𝑟𝑜𝑚𝑒𝑡𝑒𝑜 𝑖𝑛𝑐𝑎𝑡𝑒𝑛𝑎𝑡𝑜.
𝐴𝑝𝑜𝑙𝑙𝑜𝑛𝑖𝑜 𝑅𝑜𝑑𝑖𝑜, 𝐴𝑟𝑔𝑜𝑛𝑎𝑢𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒.
𝑂𝑣𝑖𝑑𝑖𝑜, 𝑀𝑒𝑡𝑎𝑚𝑜𝑟𝑓𝑜𝑠𝑖.
𝑆𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜, 𝐴𝑐ℎ𝑖𝑙𝑙𝑒𝑖𝑑𝑒.
𝐶𝑎𝑡𝑢𝑙𝑙𝑜, 𝐶𝑎𝑟𝑚𝑒 64.
𝐴𝑝𝑜𝑙𝑙𝑜𝑑𝑜𝑟𝑜, 𝐵𝑖𝑏𝑙𝑖𝑜𝑡𝑒𝑐𝑎

21/05/2026

C’è un tipo di donna che il narcisista crede di poter dominare.
All’inizio sembra la preda perfetta: empatica, comprensiva, pronta ad ascoltare, aiutare e capire.
Il narcisista pensa di aver vinto, perché interpreta quella sensibilità come debolezza. Ma ciò che non vede è che dietro quell’empatia esiste una forza che non sa gestire. E quando quella donna si risveglia, la storia cambia.

1️⃣ Ascolta troppo:
Di solito è profondamente empatica. Riesce facilmente a mettersi nei panni degli altri e a comprendere le loro ferite. Quando incontra il narcisista, interpreta i suoi comportamenti come il risultato di un passato difficile o di insicurezze nascoste. Crede che con pazienza, comprensione e amore le cose possano migliorare. Ed è lì che abbassa la guardia.

2️⃣ La sua sicurezza lo attrae:
Ciò che attrae il narcisista non è la sua vulnerabilità, ma la sua forza. Questa donna ha carattere, personalità e presenza. Per il narcisista conquistare una persona così è una vittoria. Per questo la idealizza, la seduce e crea un’intensità emotiva che sembra unica. Per un po’, tutto appare perfetto.

3️⃣ Il momento in cui qualcosa non torna:
Ma il narcisista sottovaluta una cosa: la sua intuizione. Lei inizia a notare contraddizioni, disprezzo mascherato da battute e manipolazioni sottili. Comincia a sentire che la relazione ruota sempre attorno a lui e che la sua energia si sta consumando.

4️⃣ Il risveglio:
Quando finalmente capisce cosa sta accadendo, tutto cambia. La donna che cercava di comprendere smette di giustificare. Quella che voleva sistemare tutto smette di spiegare. Perché comprende di non trovarsi davanti a una persona ferita, ma dentro una dinamica tossica e abusiva.

5️⃣ La parte che il narcisista non aveva mai visto:
Ed è allora che emerge la parte che il narcisista non voleva vedere: la donna che si difende. Non discute più per convincerlo né per salvare la relazione. Semplicemente prende posizione, mette dei limiti e, se necessario, se ne va. Va via ferita, sì, ma lascia al narcisista qualcosa che lui detesta: la certezza che, questa volta, non ha vinto.

Non eri debole per aver cercato di capire.
Eri forte.
E quando quella forza si risveglia, tutto cambia ❤️‍🩹🫂🦋 (testo non mio ma che condivido appieno)

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15/05/2026

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La nausea in sua presenza. Il mal di schiena cronico. Svegliarti alle 3 con il cuore in gola. Non è ansia generica. È il tuo istinto di sopravvivenza che ha ...

https://chiaroquotidiano.it/2026/05/12/tar-la-sentenza-un-cittadino-puo-chiedere-il-divieto-di-caccia-sul-proprio-terren...
13/05/2026

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Un cittadino può chiedere il divieto di caccia sul proprio terreno per motivi etici. Lo ha stabilito il Tar di Pescara con la sentenza n. 254/2026 pubblicata ieri con la quale, inoltre, dispone che la Regione può bocciare la domanda solo dimostrando in maniera oggettiva come la sottrazione di un p...

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05/05/2026

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Questa è una tattica di disprezzo intellettuale. Per il narcisista è impossibile accettare che tu abbia deciso di smettere di sopportare i suoi maltrattamenti per tua volontà; preferisce credere che qualcun altro ti stia “manipolando” contro di lui. È una forma di difesa: attaccando l’origine della tua forza (che sia un’amica, un libro o la terapia), evita di assumersi la responsabilità del fatto che è stato proprio il suo comportamento a costringerti a cambiare. Alla fine, cerca di farti sentire una persona mentalmente debole, volendo che tu rinunci alla tua dignità per dimostrargli che “sei sempre la stessa di prima”. 🥀
🎭 La svalutazione del cambiamento: Non vede la tua crescita come un miglioramento, ma come un tradimento alla comodità che provava quando non reagivi.
📉 L’attacco alla tua rete di supporto: Insinua che “ti stanno manipolando” per allontanarti da chiunque ti stia aiutando a prendere coscienza.
🤐 La negazione della tua autonomia: Ti tratta come se non avessi una mente tua, svalutando i tuoi sentimenti e le tue decisioni legittime.
⛓️ La trappola della lealtà: Cerca di farti credere che essere “leale” a lui significhi lasciargli continuare a calpestarti senza dire nulla.
Mettere un limite non significa avere il “cervello lavato”, significa avere gli occhi aperti. Il narcisista che si lamenta del tuo cambiamento è quello che beneficiava di più del tuo silenzio. Non sentirti in colpa per essere una donna che non si lascia più ingannare; il suo fastidio è la prova che stai finalmente riprendendo il controllo della tua vita. 🫂✨

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02/05/2026

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L'IDEALE DI NARCISO e
COME NASCE IL NARCISISMO.
Sebbene si dica innamorato, avrai notato pure tu che quando un narcisista intavola una discussione dal nulla, o ti provoca di modo che tu lo scarti, poi non passa il tempo seguente a ragionare sui propri sbagli o sui modi per ricomporre la crisi, come una persona davvero innamorata farebbe, ma si tuffa immediatamente in vecchie frequentazioni o in nuove conoscenze?
Intanto se non lo hai notato, notalo!
Perchè accade questo?
Purtroppo, così come la vittima idealizza il narcisista investendolo di un ruolo adulto, fidandosi della sua immagine esteriore e sopravvalutando la sua maturità affettiva, anche il Narciso mitizza il suo ideale di donna.
La figura femminile che il narcisista utilizza come termine di paragone con le donne che avvicina è sempre la mamma.
Colei che gli ha dato la vita e con la quale ha sempre un rapporto squilibrato e ambivalente, gli sta stretta ma non sa allontanarla, la venera in quanto complice ma la disprezza in quanto supervisore della sua vita.
La mamma di un piccolo Narciso si pone sempre nei confronti del figlio prediletto in modo equivoco, lo elegge sostituto del partner, spesso distante o fedifrago, dandogli un rilievo spesso non gradito; così come lo scantona, ignorando la sua volontà e mettendolo in secondo piano rispetto ai propri capricci.
Questo comportamento ambiguo genera nel figlio una grave insicurezza sul legame da cui sente di doversi proteggere per il forte grado di sfiducia che gli genera, infondo non si sente davvero amato per chi è ma solo per l'utilizzo che la madre ne fa.
In modo del tutto inconsapevole impara che il rapporto d'amore è pericoloso e, dunque, avanza tutta una serie di misure difensive per tutelare il bimbo illecitamente strumentalizzato.
Il piccolo Narciso non possiede gli attrezzi emotivi per contestare le modalità manipolatorie della mamma e il dolore del disamore, o del malamore, è talmente importante che piuttosto di affrontarlo crea una maschera di impenetrabilità, soprattutto repellente al dolore.
Non potendo contare su un legame sicuro e non avendo modo di troncarlo, il piccolo Narciso imparerà ben presto a prendere ciò che di buono può trarne, imparando così a manipolare a sua volta.
A quel punto la madre diverrà una complice e come tale verrà, a sua volta, idealizzata come elemento perfetto che pur conoscendo le sue manipolazioni si presta alla collaborazione reciproca.
La madre conosce ma perdona, si arrabbia ma perdona, prende atto delle nefandezze ma perdona, viene allontanata ma perdona, subisce le bugie ma perdona, prende insulti ma perdona, in nome di un reciproco patto implicito in cui lei fa lo stesso col figlio.
Così il narcisista impara che qualsiasi azione svolga un perdono gli è dovuto, che non è necessario prendersi la responsabilità del dolore che genera perchè, se l'altra lo ama, lo deve capire e perdonare.
Un narcisista non sa che l'amore è un'altra cosa, che non è un'associazione a delinquere ma una comunione di valori fondanti.
Dunque il modello di Donna che idealizza accanto a sè è semplicemente divino, dove concentra la tolleranza dei suoi sbagli, l'accoglienza priva di giudizio e la commistione di quella trasgressione alla morale comune.
In pratica una Madonna santa ma facilmente corruttibile perchè a sua volta ricattabile.
Ognuna di noi è stata tutto questo per un tempo, poi accortasi del giochino al massacro, ha tentato di alzare la testa ed stata punita con lo scarto, più o meno indotto.
Forse perchè nel nostro ideale non compariva l'opzione: "Partner, uguale figlio da perdonare nonostante..." seppur nostro malgrado lo abbiamo fatto ripetute volte, inducendolo a credere che sarebbe stato per sempre.
Durante le varie pause che un narcisista si prende non smette mai la sua ricerca di persona perfettamente rispondente al suo bisogno, idealizzando di volta in volta le new entry o ripescando coloro che nel frattempo ha ridealizzato giacchè hanno avuto l'ardire di proseguire anche senza di lui.
Nella mente di Narciso non vive un ideale di Donna, nè di relazione, riscontrabile nella realtà, purtroppo ha sempre la sensazione di doversi accontentare e questo lo porta a tradire senza grossi sensi di colpa, perchè non è lui il problema ma chi non corrisponde ai suoi bisogni.
Un narcisista non accetta i compromessi e non vede nel compromesso una possibilità di pienezza ma una dolorosa rinuncia, un limite alla sua libertà e una lesa maestà.
Mi sono capita?

Valeria. la tua LoveCoach 💜

Tutti i diritti riservati©️

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11/04/2026

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Questa è aggressione ambientale. Per un narcisista, una parete appena dipinta è un simbolo della tua autonomia e del tuo buon gusto, qualcosa che ha bisogno di sporcare per riaffermare il suo dominio. Che sia “per sbaglio” con le mani sporche, appoggiando mobili senza cura o lanciando qualcosa, il messaggio è sempre lo stesso: “Qui comando io e posso rovinare ciò che vuoi”. È una forma di maltrattamento che mira a farti vivere nella rassegnazione, invalidando la tua gioia nel rinnovare il tuo spazio mentre lui gode nel vedere la tua frustrazione. 🥀

Ecco come usa il sabotaggio per annullarti:
📉 La freccia dell’“incidente”: ti dirà che “esageri” ad arrabbiarti per “una macchiolina”, sminuendo le ore di lavoro che hai investito.
🎭 La maschera del trascurato: fingerà di non essersene accorto, costringendoti a pulire il suo disastro o a convivere con il segno della sua mancanza di rispetto.
🛡️ Invalidazione del tuo impegno: se ti vede ritoccare la pittura, si prenderà gioco del tuo perfezionismo per farti sentire ridicola nel desiderare una casa bella.
⛓️ Controllo attraverso il deterioramento: sa che se la tua casa appare trascurata, anche il tuo umore peggiorerà e sarà più facile tenerti sotto la sua ombra.

La tua casa è il tuo tempio e il tuo impegno ha un valore sacro. Il narcisista che sporca le tue pareti dimostra solo la sporcizia che porta dentro e la sua incapacità di costruire qualcosa di bello. Non permettere che le sue macchie cancellino la voglia di creare il luogo che meriti; la sua invidia è la prova che stai facendo bene. 🫂✨

Successione, da oggi le donazioni non si sommano più e molti beni non vanno dichiarati al Fisco: ecco tutte le novità - ...
24/03/2026

Successione, da oggi le donazioni non si sommano più e molti beni non vanno dichiarati al Fisco: ecco tutte le novità - Brocardi.it

Beni esclusi, franchigie e novità della riforma: quando la dichiarazione non serve e quali rischi si corrono in caso di errori

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08/03/2026

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Tipi di madre narcisista

Se hai avuto una madre narcisista è probabile che sia successa una di queste due cose: eri molto controllato o completamente ignorato. Oppure una combinazione di entrambi (...)
Esistono diversi tipi di madri narcisiste, con caratteristiche che spaziano dal negligente al tirannico.
1. La madre gravemente narcisista overt..ti farà sentire sempre non amato perchè è completamente egocentrica e cerca sempre attenzione. La vita per lei è un palcoscenico e cerca sempre attenzione. Queste madri possono allevare i loro figli per mostrarli ai loro amici e dire loro: "Vedi che capolavoro ho fatto? i miei figli sono il mio orgoglio e la mia gioia". Questo può essere molto dannoso per i ragazzi, perchè imparano che per soddisfare le aspettative della madre non devono essere se stessi e non ci sono alternative. Quando sua figlia diventa una giovane donna, la madre narcisista inizia a competere con lei e può diventare ostile molto rapidamente. Questo tipo di madre ti rinfaccerà di essere un peso per lei: ti dirà quanti soldi ha dovuto spendere per te e quanto la stai prosciugando perchè non ha mai tempo per se stessa. (...) Vorrà che tu cresca repentinamente senza averti però dato gli strumenti per affrontare il mondo ed avere successo..
Altre madri narcisiste overt sono l'opposto: vogliono tenerti sempre con loro e ti proibiscono di lasciarle perchè si sentiranno abbandonate.
Questo tipo di madre ti imprigionerà nella codipendenza. In altri casi la madre vuole sentirsi necessaria ma ti allontana quando le tue esigenze diventano eccessive per lei. NOn vuole che tu sia troppo autosufficiente o indipendente, perchè teme che non soddisfi i suoi bisogni.
La madre N. Overt non riconoscerà le tue emozioni: non hai spazio per esprimerti pienamente, perchè nel momento in cui occupi troppo spazio lei si sente minacciata. Cercherà sempre di abbatterti ma non riconoscerà quando ti farà del male. Dirà cose che una madre non dovrebbe mai dire a un figlio e non ti chiederà mai perdono. (...) Se i figli riconoscessero di avere una madre narcisista, sarebbe molto più facile decidere di non rinunciare a tutto per compiacerla. Ma l'idea che le madri debbano essere onorate e rispettate crea conflitto nei figli, tanto più che la madre N. overt lancia messaggi contrastanti, mostrandosi orgogliosa da una parte e sottilmente svalutandoti dall'altra.

2. La madre narcisista gravemente sadica

Queste madri rinchiudono i loro bambini nelle stanze. Sono spesso alcoliste o tossicodipendenti e completamente negligenti. Lasciano i loro figli crescere in strada e non si preoccupano di ciò che accade loro. C'è un livello tremendamente profondo di abbandono. A volte si avvicendano diversi uomini (che) a volte abusano sessualmente dei bambini....il risultato è un numero molto elevato di persone cresciute in questo modo, letteralmente sopravvissute imparando a badare a se stesse. Si tratta di persone interiormente frammentate, perchè non hanno ricevuto il sostentamento, l'amore, la compassione e la protezione di cui avevano bisogno da bambini, fin dalla nascita. I bambini adulti di questo tipo di madre probabilmente svilupperanno un disturbo da stress post traumatico complesso o un Disturbo Borderline di personalità.
3. La madre invischiata.è la meno evidente. Invece di insegnarti a costruirti una vita tutta tua, scatta le manette emotive e non ti lascia mai andare. Le madri invischiate possono sembrare semplicemente perfette, prendendosi sempre cura dei loro figli, ma in realtà li stanno trasformando in eterni neonati.
La madre invischiata non ti permetterà mai di crescere. I figli(...) interiorizzano il messaggio per cui il mondo non è sicuro ed è sempre meglio stare a casa con mamma. Questa è una forma di condizionamento, di codipendenza che non consente ai figli di uscire, imparare a sopravvivere ed affermarsi nella società. La loro indipendenza non viene incoraggiata ed anzi vengono puniti se cercano di essere autosufficienti.(...) La madre invischiata può pensare nella sua mente che sta facendo la cosa giusta, ma non è così: sta soffocando i suoi figli.

Le madri sane sostengono l'indipendenza, accettano di separarsi dai figli quando i tempi sono maturi.

(Caroline Foster)

Opera di Alex Eckman-Lawn.

27/02/2026
27/02/2026

Le separazioni sono tossiche se le relazioni sono state tossiche.

Se le relazioni sono state tossiche le separazioni saranno tossiche e conflittuali.

Una separazione disfunzionale non nasce così dal caso, o dalla sofferenza del momento, ma sta a indicare che la separazione era disfunzionale anche prima.

Anche quando non lo vedevamo.
Anche quando minimizzavamo.

Anche quando la relazione si reggeva in piedi su equilibri basati sulla sottomissione di uno all'altro.

Queste relazioni saltano quando uno dei due, solitamente il "sottomesso", apre gli occhi.

Ecco che l'altro allora, dà sfoggio, di tutto il repertorio più vasto di manipolazioni.

Dal vittimismo, al tormento, alla accusa, ai ragionamenti insensati, al mettere di mezzo i figli, altre persone, ai ricatti, alle minacce, agli abusi psicologici che si palesano in tutta la loro maestosità!

Il partner, reo di voler riprendere in mano qualche brandello della sua vita e poi forse tutta la sua vita, reo di non voler insegnare ai figli un modello di coniugalità disfunzionale, dovrà ancora fare i conti con questa realizzazione di chi l'altro sia, per davvero.

E direi che questa dinamica può benissimo essere letta pensando ad un figlio rispetto al genitore.

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