24/03/2026
REFERENDUM COSTITUZIONALE 2026 Nonostante i miei molti dubbi, sono molto deluso, per un esito improvvido anche se sovrano. A chi ha votato NO non auguro affatto di dover affrontare un processo o addirittura una incarcerazione da innocente. Dopo questo referendum restano solo macerie e il sistema giudiziario italico non potrà che peggiorare ulteriormente. L'unico golpe italico che si rischia è quello giudiziario. Adesso in Procura si sentiranno onnipotenti; del resto hanno ricevuto una sorta di investitura popolare; un esito referendario del genere ci condanna al solito ultimo posto in Europa, per almeno qualche ulteriore decennio, se non per un secolo. Uno dei maggiori paradossi di questo esito referendario sta nella perpetuazione dell'ordinamento giudiziario fascista da parte dei cosiddetti antifascisti. Sapevano che nel merito delle questioni tecniche avrebbero avuto pochi reali argomenti; hanno preferito buttarla in politica e anzi in caciara; del resto il loro reale interesse è quello di spartirsi il potere proprio come fanno i capi-corrente al CSM. Al di là delle miserie umane, la storia dei cinque referendum costituzionali della Repubblica Italiana insegna che alla fine passano solamente quelli appoggiati o comunque non ostacolati dalla sinistra come nel 2001 o nel 2020, mentre per varare riforme costituzionali conviene di gran lunga raggiungere la maggioranza dei due terzi in Parlamento, proprio per evitare la consultazione referendaria oppositiva (come avvenne nel 1999, con la riforma dell'art. 111 Cost. per effetto della L. Cost. 2-1999, allo stato attuale rimasta solamente sulla carta senza che questo cerchio della giustizia soprattutto penale si sia finalmente chiuso nemmeno dopo decenni e decenni di discussioni e proposte) e soprattutto per evitare la sua sempre rischiosa politicizzazione. Alla fine sono comunque felice di aver votato SI. Sono orgoglioso che il mio Friuli abbia ragionato con la propria testa e sia andato in chiara e forte controtendenza. Ci tenevo a farvelo pubblicamente sapere. Costi quello che costi. Nasce la Terza Repubblica delle Procure: sto sinceramente iniziando ad accettare la Meloni quale autentico male minore e a rimpiangere i metodi anti-sommossa che il Presidente Cossiga era uso contrapporre allo strapotere delle frange politicizzate di una associazione privata che controlla un organo pubblico di alta amministrazione e di rilievo costituzionale senza rispondere ad altro se non a ideologia spacciata per costituzionalità. Si salvi chi può. Coraggio sempre. Sarebbe stata una riforma di elementare civiltà; chissà se le prossime generazioni se ne renderanno conto; sono oramai di mezza età e mi sento molto distante dagli ideologizzati giovani arrabbiati che hanno forse inconsapevolmente optato per l'autoconservazione di un cancro che ora pretenderebbe addirittura di imporsi quale cura per questa Italietta oramai priva di ogni speranza e temo destinata a un declino inarrestabile. Da Avvocati continueremo a fare quel poco che l'attuale ordinamento giuridico ancora ci consente per frapporci tra la discrezionalità e l'arbitrio. Evviva quella cosiddetta "cultura della giurisdizione" che se appartiene alle Procure allora dovrebbe spettare a maggior ragione anche a noi privi di cordoni immacolati. La prossima volta bisognerà prevedere meglio in Costituzione tutti e tre i vertici del triangolo processuale ovviamente equilatero. Abbiamo appena incominciato. Che Dio ce la mandi buona. Mai molâ. MANDI A DUCJ