Studio Legale Iofrida

Studio Legale Iofrida L’attività dello studio consiste nella assistenza completa del cliente in tutte le fasi della vicenda penale che lo riguarda. Con l'avv.

Vincenzo Iofrida collaborano: l’Avv. Carlotta Mingrino, la dott.ssa Simona Giordano e l’avv Carmelo Minnella. Redazione di esposti, denunce e querele, Assistenza e difesa processuale per ogni genere di procedimento dinanzi alla giurisdizione penale ordinaria e superiore su tutto il territorio nazionale. Costituzione di parte civile per il risarcimento dei danni patiti da condotte illecite. Ricorsi alla Corte di Giustizia Europea.

19/04/2023

Avvocati: “le sconfitte permangono a lungo nei rimorsi e nelle sofferenze di ogni avvocato”.
Non solo vittorie costellano la nostra professione, anzi sono proprio le sconfitte che insegnano.
Inutile negarlo le sconfitte bruciano, ci sono processi che ti lasciano il segno perché ti aspettavi un esito diverso e sei rimasto basito alla lettura della sentenza.
Nessuna sconfitta si addebita solo al giudice, abbiamo sempre dubbi sulle nostre strategie, sugli approfondimenti in fatto e in diritto, sulla nostra prontezza, sullo scrupolo, sull’efficacia della discussione finale.
Il nostro non è un mestiere che si insegna, è un mestiere che si impara.
Si impara battendosi contro gli errori, le ingiustizie, le angherie, a volta le meschinità.
Si impara indignandosi di ogni sopruso giudiziario, da chiunque provenga.
Si impara nelle notti insonni, nei tumulti delle nostre angosce.
Si impara soffrendo con i nostri assistiti, scusandoci con loro dei misfatti del sistema giudiziario e di chi lo gestisce. (Riccardo Radi)

17/02/2023

Causa causae est causa causati
«La causa della causa è la causa di ciò che è stato causato»

10/06/2022

L'odissea di Rocco Femia, ex sindaco calabrese bollato come mafioso ma estraneo ai clan: «Sa quanti innocenti ho conosciuto in carcere? Almeno un centinaio»

15/01/2022

Pesanti le condanne inflitte questa mattina al termine del processo con rito abbreviato a carico di una trentina di presunti esponenti di primo piano appartenenti allo storico clan Brunetto, finiti in manette nel maggio del

13/07/2021

E' stato condannato per omicidio colposo dal giudice monocratico presso il tribunale di Messina, dott.ssa Silipigni, il medico che nel novembre 2015 effettuò un delicato intervento di mini bypass gastrico all'architetto giarrese Carmelo Testa (nella foto

03/10/2020

La Cassazione: la responsabilità penale del padrone del cane va accertata in positivo e non è presunta, a differenza della responsabilità civile per i danni

08/06/2020

Dopo sette anni quella ginecologa dell’ospedale di Taormina, accusata di avere fatto morire una donna durante il parto, viene assolta.
Il processo era nato su una circostanza teoricamente oggettiva: attraverso la somministrazione di un farmaco, ritenuto sbagliato era stata provocata la rottura dell’utero che aveva portato la donna alla morte. Il bambino era nato vivo, ma lei era morta: articoli sui giornali con nome e cognome del medico seppur incensurata, anche Giletti ne parlò in televisione, almeno lui, però, senza fare il nome della dottoressa. Il nostro consulente medico legale, però, mi dice che l’utero della povera donna non era rotto. Mi dice che è morta per colpa di nessuno, perché dobbiamo tutti capire che non siamo immortali e si può morire anche senza che ci sia la responsabilità di un altro uomo, medico che sia. Stento a crederci. Non è rotto? Dicono che sia rotto professori importati; ma mi convinco, forse devo convincermi; mi convinco che il mio medico legale ha ragione e costruiamo un processo dicendo che i famosi consulenti del pubblico ministero stanno sbagliando, quel farmaco non ha causato danni, la dottoressa non ha sbagliato, l'utero non è rotto e la donna è morta per un fatto imprevedibile. Col mio consulente, in aula, mostriamo una gigantografia dell utero della vittima chiedendo ai consulenti del pubblico ministero di volerci indicare il punto dove l’utero sarebbe rotto. I consulenti eludono la mia domanda e mi prendono anche in giro. Ad uno lo provoco e chiedo: scusi lei li ha solo studiati i parti o ha partecipato mai almeno ad uno? Il Giudice quasi mi butta fuori. Lui con spocchia mi dice che ne ha visti almeno 20.000. Io insisto, dicendogli che io almeno ne ho visti due, quelli dei miei figli, sostenendo ancora che lui si sta sbagliando. Il dubbio però nella mente del giudice si è instillato. Dopo aver chiuso l'istruttoria invita le parti a concludere. Il pm chiede la condanna, la parte civile manco a parlarne si associa, cercano condanne e soldi questi, io discuto chiedendo l'assoluzione, invitando il giudice a riflettere sulla foto gigante e sulla risposta del professore consulente del PM. Anziché con una sentenza il Giudice esce con una ordinanza disponendo una perizia. Vengono nominati i tre medici specialisti ritengo migliori d’Italia. Questi mi danno ragione, danno ragione al mio consulente, l’utero non è rotto, la donna è morta perché si può morire di parto senza per questo dover o poter attribuire la responsabilità a qualcuno. Oggi le conclusioni: il pubblico ministero mi chiede comunque la condanna alla pena della reclusione di 9 mesi. Io chiedo l’assoluzione dicendo tra l'altro che se la perizia mi avesse dato torto avrei chiesto pietà e minimo della pena, ma visto che i periti hanno escluso ogni tipo di responsabilità in capo al medico voglio e pretendo l'assoluzione. La sentenza è la migliore. Assoluzione perché il fatto non sussiste.
Per questa sentenza sono stati spesi tanti soldi, si sono sentiti tanti testimoni, si sono scritte e lette varie consulenze e la perizia. Si sono impiegati 7 anni. In assenza di prescrizione un processo come questo quanto durerà?
Sapete quante notti insonni ha passato la mia assistita che con questa spada di Damocle sulla testa? Lei che ha continuato a far nascere tanti bambini. Sapete quante notti ho passato a studiare questo processo? Lo sa solo chi lo sopporta (e mi sopporta), o chi vive un processo, solo loro capiscono quanto sia duro. Mi godo la vittoria insieme a tutto lo studio pensando sia ai ns governanti che tolgono la prescrizione, che a coloro i quali ritengono che gli imputati siano tutti colpevoli, sino a prova contraria. Quando subiranno un processo cambieranno idea anche loro.

21/03/2020

Racconto tratto da storia vera e vissuta, di quelle che il nostro ministro probabilmente non ha mai vissuto o letto.
Un giorno, un uomo ormai libero, che aveva scontato una pena per aver acquistato e trasportato cocaina, acquisto ritenuto non esclusivamente per uso personale, venne riarrestato perché, questa volta, ritenuto capo di una associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Invero, era stato intercettato durante tutte le fasi che lo avevano portato all'arresto per il processo precedente, ed un Gip aveva disposto il carcere per lui, ritenendolo appunto capo promotore e per altre 5 persone, come semplici partecipi della associazione vietata. Dopo circa sei mesi di custodia in carcere gli venne notificato un secondo ordine di cattura perché ritenuto questa volta solo partecipe di altra e diversa associazione finalizzata allo spaccio.
Dopo riesame e Cassazione, entrambi rigettati, si giunse alla sentenza di primo grado per il primo processo ed il mio assistito venne condannato in abbreviato ad anni 12 di reclusione. Impugnai la sentenza ed attesi la fissazione dell'appello.
Intanto, nel secondo processo, rigettato riesame e cassazione, il mio cliente insisteva nel dire che la voce intercettata non era la sua. A suo giudizio gli investigatori, ascoltando le conversazioni, avevano errato nell'attribuire con certezza a lui quella voce. Chiesi al gip ed ottenni durante un giudizio abbreviato una perizia fonica. Bingo, la voce non risultò la sua, ma il pm chiese lo stesso la pena di anni 10 ancorando la sua richiesta ad altri elementi che riteneva sussistenti. Il Giudice lo assolse accogliendo la mia tesi.
Rimase ancora in carcere per i 12 anni del primo processo per associazione.
Dopo qualche mese venne fissato l'appello e dopo una mia accorata discussione ed una breve camera di consiglio la corte confermò la condanna di primo grado. Studiata la motivazione ricorsi in Cassazione e la suprema corte annullò con rinvio la sentenza ad altra sezione della Corte di appello di Catania. Questa nuova sezione di corte di appello, raccogliendo le indicazioni della Cassazione, assolse definitivamente il mio cliente anche per il secondo processo rimettendolo il assoluta libertà.
Devo dire per completezza che prima di andare in Cassazione il tribunale del riesame, su mio appello avverso rigetto della corte di appello di una richiesta di scarcerazione, aveva concesso gli arresti domiciliari al mio cliente.
Dopo circa 4 anni tra tanto carcere pochi arresti domiciliari, dopo tante battaglie p***e ma 2 guerre vinte il calvario giudiziario per quest'uomo si concluse.
Dopo qualche mese chiesi il risarcimento allo stato per quella che ho sempre ritenuto una ingiusta detenzione per entrambi i due processi. Altra Corte di appello sempre di Catania, (l'ultima che era rimasta) ha riconosciuto il diritto ed ha concesso un risarcimento di 258 mila euro che ha sborsato il compente ministero delle finanze. Il ristoro non è stato quanto richiesto, noi avvocati chiediamo sempre tanto, ma è ritengo abbastanza.
Non ripaga le sofferenze per le famiglie, le amarezze per i tanti rigetti anche per noi avv, ma è qualcosa che ti fa finalmente sorridere definitivamente e ti da pace. Ti fa mettere la parla fine ad una vicenda giudiziaria sempre br**ta per chi la patisce soprattutto da incolpevole.
In verità non so perché ho voluto raccontare questa storia. Forse perché mi auguro che la condanna che è stata inflitta ieri ad un mio cliente, alla fine diventi un risarcimento da ingiusta detenzione e quindi prima una assoluzione; forse per dire al nostro ministro, ai vari Davigo e a tutti che non si finisce in carcere sempre da colpevoli, forse per dire che i Giudici non sono supereroi, ma uomini che possono anche loro sbagliare come altri. Forse per far capire che spesso una cosa non è come sembra.
Forse per far capire che fin quando possibile non ci si rassegna.
Forse perché avrei voluto andare a correre ma non posso perché c'è in giro la pandemia del coronavirus.

Ps non siate sgarbati se volete commentare, tanti protagonisti sono tra i miei amici e poi, tutti possiamo sbagliare.

16/02/2020

Una condanna a morte per aver insegnato a scuola l’importanza dei diritti delle donne. Juanaid Hafeez un professore di soli 33 anni del Pakistan verrà impiccato per essere stato “blasfemo”, succede nel 2020 in un paese dove le donne non hanno gli stessi diritti degli uomini. La petizione “N...

13/02/2020

Regole sulla privacy in condominio: dove può essere puntato l'obiettivo della telecamera di videosorveglianza per la prevenzione furti e per dissuadere i ladri?

20/11/2019

Si torna in aula il 22 gennaio 2020.

Indirizzo

Via Gioieni, 2
Riposto
95018

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 20:00
Martedì 16:00 - 20:00
Mercoledì 16:00 - 20:00
Giovedì 16:00 - 20:00
Venerdì 16:00 - 20:00

Telefono

+39095931440

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Studio Legale Iofrida pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Studio Legale Iofrida:

Condividi