26/08/2026
Un correntista, vittima di spoofing, ha ottenuto la restituzione delle somme illecitamente sottratte poiché l'istituto bancario avrebbe dovuto adottare tutte le misure di sicurezza necessarie a garantire l'inviolabilità del servizio di pagamento.
Per la giurisprudenza di legittimità, la responsabilità della banca per le operazioni effettuate a mezzo di strumenti elettronici ha natura contrattuale.
Sicché, il cliente che subisce un prelievo o un pagamento non autorizzato può attivare la tutela legale semplicemente dimostrando l'esistenza di un rapporto contrattuale con la banca e disconoscendo le operazioni che non ha mai autorizzato.
Secondo i giudici, la possibilità che soggetti terzi sottraggano e utilizzino abusivamente i codici di accesso del cliente rientra pienamente nell'area del rischio d'impresa della banca. Si tratta di un evento prevedibile ed evitabile attraverso l'adozione di adeguate tecnologie di verifica.
Nel caso di specie, l'attore era rimasto vittima di un attacco di SMS Spoofing, ovvero una tecnica che permette a soggetti terzi di mascherare il proprio numero, inserendo testi fraudolenti all'interno della reale cronologia di messaggi precedentemente inviati dall'istituto.
Esclusa la colpa grave del cliente, con una recentissima sentenza, il Giudice di Pace di Casarano, ha condannato la banca alla restituzione dell'intera somma sottratta. 🏆